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Vosne-Romanée: Domaine Anne Gros

Raggiungiamo Vosne-Romanée percorrendo la Rue des Grands Crus, attraversando Gevrey-Chambertin, Morey-Saint Denis, Chambolle-Musigny e Vougeot. Prima della degustazione da Anne Gros abbiamo qualche minuto, quindi visitiamo i mitici Grands Crus di Richebourg, La Romanée, Romanée-Saint Vivant, la Tâche e Romanée-Conti.

I Gros rappresentano una delle dinastie più importanti nel panorama viticolo della Côte d’Or. Anne Gros, Michel Gros, Anne Françoise Gros e Gros Frère & Soeur sono domaines uniti da legami di parentela. Anne rileva nel 1988, le proprietà del padre François, in seguito, nuove acquisizioni raddoppiano la superficie a vigneto fino raggiungere gli attuali 6.5 ettari. Le sue proprietà sono quasi interamente occupate dal pinot nero, vigneti tra cui spiccano gli appezzamenti situati nei Grands Crus di Clos Vougeot, Richebourg ed Échezeaux.

La passione per il vino, la porta, nel 1984, ad intraprende gli studi in enologia e coltura della vigna, continuando così la lunghissima tradizione famigliare. È una persona ferma sulle sue convinzioni “la coltura della vigna è importante e deve avvenire in armonia tra l’uomo e il territorio. Il pinot nero è una varietà dura da lavorare, è il vitigno più ingrato ma pure quello che da le maggiori soddisfazioni. Le diverse tecniche di lavorazione hanno un’influenza sulla qualità delle uve, un’adeguata lavorazione dei suoli favorisce infatti una perfetta alimentazione degli acini, dando origine a vini in grado di esprimere al meglio le tipicità dei territori.

In cantina sono scelti metodi naturali, con fermentazioni attivate da lieviti indigeni; le macerazioni avvengono in vasche di cemento per un periodo di 12-15 giorni. L’elevazione dei vini dura circa 16 mesi con percentuali di legno nuovo a seconda del livello delle denominazioni: 80% per i Grands Crus, 50% per le Appellations Villages e il 30% per quelle Regionali. Tutto questo per ottenere vini fruttati eleganti e armonici”.

Anne Gros

LA DEGUSTAZIONE

Anne ci propone una piccola verticale di tutte le sue “appellations”: la recente vendemmia 2007 dai fusti di legno, l’annata 2006 non ancora imbottigliata e le straodinarie bottiglie dell’annata 2005.

Hautes Côte de Nuits Rouge 2007 : È una cuvée nata nel 2000, è frutto di una sola vigna (1.73 ettari) situata a Concœur, comune che sovrasta Vosne-Romanée, zona posta a 400 metri d’altezza, rivolta verso est ed esposta ai venti. Si presenta di colore rubino scarico con ricordi di piccoli frutti di bosco, un vino snello e fresco con tannini delicati per nulla invadenti. Il finale è piacevole, un vino da consumare abbastanza giovane. Buono.

Hautes Côte de Nuits Rouge 2006 : Conferma una intensità cromatica abbastanza scarsa, aromi delicati e fini su note di ciliegia e bacche, in bocca è delicato, i tannini sono morbidi, una bella freschezza caratterizza un piacevole finale di media lunghezza. Buono.

Hautes Côte de Nuits Rouge 2005 : L’eccezionalità dell’annata ha dato origine ad un vino con un po’ più di corpo, morbido e di migliore equilibrio, lineare e preciso. Buono.

Bourgogne Rouge 2007 : Il suo Burgogne è una cuvée di tre diverse parcelle (Les Champs d’argent, Les Glapigny, Les Pasquiers) situate nella pianura compresa tra Vosne-Romanée e Nuits-Saint Georges ad est della nazionale N74. Qui le vigne hanno un’età di 15 anni, poggiano su terre pesanti, ricche e umide, molto povere di ciotoli. Un vino di colore scarico, delicato e fruttato, la struttura è di media consistenza, diretto e vivace, senza grandi pretese. Buono.

Bourgogne Rouge 2006 : L’impronta è simile al precedente, definisce precise note di ciliegia e violetta, qui l’estrazione dei tannini è più spinta anche se non supportati perfettamente dalla struttura, il finale è di media lunghezza. Buono e pulito.

Bourgogne Rouge 2005 : Anche qui l’omogemeità della vendemmia ha arricchito il vino di maggiore struttura, identificata da una magliore maturazione del frutto, da tannini più vigorosi ma più maturi e da un finale di maggiore persistenza. Buono e discreto.

La cantina di Anne Gros

Chambolle-Musigny La Combe d’Orveaux 2007 : Questo liuex-dit si trova nella parte più alta della collina di Chambolle-Musigny, al confine con Vosne sovrastando l’omonimo Premier Cru. È esposto a levante, in una vallata che si apre su un cono di deiezione dove si situano Échezeaux, Grands-Échezeaux e Clos de Vougeot. Questa parcella di 1.10 ettari ha condizioni climatiche estreme molto freddo in inverno e molto clado in estate. È composta, per la metà, da vigne di 45 anni e per l’altra di 6 anni, il suolo è molto ciottoloso e ricco di detriti. Il vino che genera è delicato e fine, la texture è suadente e di buona lunghezza, i ritorni sono fumé. Delicato.

Chambolle-Musigny La Combe d’Orveaux 2006 : Di colore rubino scarico, i ricordi sono di fragola e petali di rosa, l’attacco presenta una buona materia, i tannini sono vigorosi, evidentemente d’ammorbidire, ma ben integrati nella struttura generale. Il finale ha una bella persistenza marcata da una fine mineralità. Buono.

Chambolle-Musigny La Combe d’Orveaux 2005 : Acquisisce maggiore spessore e personalità in quest’annata, all’olfatto presenta la consueta qualità, il frutto è pieno e perfettamente maturo, fragola, ribes, rosa canina e violetta, ben integrate da equlibrate sfumature boisé. La bocca ha maggiore volume ma sempre elegante, ha forza e decisione che conferiscono al finale una lunga e piacevole persistenza che termina con ritorni minerali. Molto buono.

Vosne-Romanée Les Barreaux 2007 : È una piccola parcella di 0.39 ettari oramai centenaria, situata nella parte più alta (circa 280 metri) di Vosne-Romanée rivolta verso nord-est, le terre, che ricoprono la roccia, sono scure ricche di elementi calcarei. Il vino ha una maggiore presenza e vigore in rapporto a quello assaggiato finora, un vino che ricorda i piccoli frutti di bosco, mirtilli, piccole bacche, more selvatiche, … È masculino e teso, ben diretto dall’acidità e dalla mineralità. Ottimo.

Vosne-Romanée Les Barreaux 2006 : Il colore ha più intensità e profondità, i ricordi sono densi e maturi, frutti di bosco, ciliegia nere, liquirizia, rosa canina, pepe … caratteristiche che confluiscono in un vino levigato e consistente, la tensione è garantita da una bella freschezza che garantisce un’ottimo potenziale d’invecchiamento. Molto buono.

Vosne-Romanée Les Barreaux 2005 : È austero e rigoroso sfuma su note selvaggie, fumé e spezie orientali. L’attacco è discreto a cui fa seguito una bella progressione di sensazioni, dirette, tese e persistenti, il finale è fresco e minerale. Molto buono.

Échezeaux 2007 : In pochi hanno assaggiato questo vino che per Anne Gros rappresenta l’ultimo nato, 0.76 ettari di vecchie vigne, che si vocifera, furono lavorate da Henri Jayer. Negli anni ’30 quando nacquero le Denominazioni d’Origine della Borgogna vennero associati ad una parcella di 3.5 ettari conosciuta con il nome di Échezeaux Haut o Échezeaux du Dessous 8 vigneti adiacenti: En Orveaux, Les Poulaillères, Les Treux, Les Rouges du Bas, Les Cruots, Les Loächausses, Les Champs Traversins e Clos Saint-Denis, terreni fino ad allora classificati Premiers Crus da Jules Lavalle nel 1855. Il Grand Cru attuale è dunque recente, fu costituito nel 1937. Si snoda confinando con Musigny e La Combe d’Oreaux, a nord, e sovrastando Grands-Échezeaux e Clos de Vougeot. Il vino che genera è di grande eleganza e di equilibrata struttura, diretto e longilineo, perfettamente levigato da tannini dolci. Solo l’evoluzione potrà garantirci un vino d’eccellenza.

Anne Gros è mondialmente riconosciuta per l’unicità dei suoi Clos Vougeot Le Maupertui e Richebourg.

Le Clos e il suo Castello

Quando, nel 1098, l’abbazia di Cîteaux fu creata solo le parcelle della parte alta dell’attuale Clos de Vougeot erano conosciute e valorizzate. Nel secolo successivo varie donazioni contribuirono a portare la superficie sino agli attuali 50.6 ettari rendendolo il più vasto Grand Cru della Côte de Nuits. Sovrastato a nord dal Musigny e a sud dal Grand-Échézeaux, circonda l’omonimo castello costruito dai monaci a partire dall’anno 1150 per onorare l’abate di Cîteaux. Rimase di un’unica proprietà fino al 1889 quando sei commercianti acquistarono il vigneto dando inizio al primo frazionamento delle varie parcelle. Di dimensioni eccezionali per un Grand Cru, si estende su leggere pendenze (3-4%) ad un’altezza compresa tra i 240 e i 265 metri; è frammentato in 134 parcelle con 80 proprietari diversi, aziende che, salvo Château de la Tour, vinificano i loro vini al di fuori delle mura di cinta.

In generale i vini prodotti sono frutto di assemblaggi di varie parcelle, ma negli ultimi anni alcuni produttori che vantano lotti nelle zone alte più pregiate elaborano dei crus nel cru, l’esempio è dato da Anne Gros che produce un Clos de Vougeot Grand Maupertui una parcella di poco meno di un ettaro dove i ceppi più vecchi furono impiantati nel 1905. Situato nella parte sud-ovest del clos proprio al confine con Grands Echezeaux, trae il proprio nome da “millepertuis” una pianta di fiori gialli usata in dermatologia.

Clos Vougeot Grand Maupertui 2007 : Al naso ha ovviamente difficoltà ad esprimersi causa la malotattica in corso, il frutto è comunque di perfetta maturazione. L’attacco è diretto, deciso e nervoso, la struttura tannica è, come sempre, di prim’ordine; chiude con una lunga persistenza. La materia promette un’ottimo potenziale.

Clos Vougeot Grand Maupertui 2006 : Anche se non ancora imbottigliato mostra maggiore definizione, è leggermente ancora marcato dal legno, poi sfumano frutti neri maturi e profondi, spezie dolci, cuoio, liquirizia, … Al palato è vibrante, succoso, potente e di grande progressione, la struttura prevede tannini maturi e levigati; la chiusura è di grande distinzione e persistente. Di grande potenziale.

Clos Vougeot Grand Maupertui 2005 : Si propone con un bel colore rubino intenso, gli aromi sono avvolgenti di ciliegie ben mature, cassis, prugne, castagne, liquirizia, chiodi di garofano, pepe, incenso e spezie orientali, … Al palato offre morbidezza, forza ed eleganza, equilibrato in tutte le sue componenti. Il finale è di assoluto livello e persistenza, la chiusura ci offre solo in parte le emozioni che saranno percepite con l’affinamento. Assolutamente grande.

La specificazione Richebourg apparve per la prima volta nel 1512, prima questa parcella, interamente di proprietà del monastero di Saint-Vivant, era conosciuta con il nome di La Gueuppe. Fu smembrata e divisa tra varie comunità religiose, tra cui l’abbazia di Cîteaux che contribuì ad elevarne la gloria. I monaci cistercensi si occuparono direttamente della lavorazione della vigna, delle raccolte e della vinificazione che avveniva nelle cantine del Castello di Clos de Vougeot. Venduta, dopo la Rivoluzione, come bene nazionale fu aquisita da un uomo d’affari parigino che la suddivise tra parecchie famiglie locali, questo spiega l’attuale frammentazione tra una dozzina di proprietari. Nel 1924 alla parcella originale è aggiunta quella sottostante di Les Varoilles-sous-Richebourg, portando la superficie totale a poco più di 8 ettari e confermata l’11 settembre 1936 con l’attribuzione della denominazione Grand Cru. È il più a nord dei Grands Crus di Vosne, idealmente situato in media collina è separato da La Romanée e da Romanée-Conti da un sentiero. Poggia su un sottile strato, che raramente supera i 30 centimetri, vegetale e argilloso frammisto a detriti sassosi.

La parcella di proprietà di Anne Gros è sitata nel lieu-dit Les Verroilles e occupa 0.6 ettari, è prevalentemente orientato verso est, nord/est esposto alle correnti d’aria che provengono dalla vicina vallata, caratteristiche che determinano una maturazione ritardata degli acini. Questa vigna fu impiantata tra il 1930 ed il 1946.

Richebourg 2007 : Il vino, come dice il suo nome, evoca ricchezza di materia, vigore e personalità, l’architettura è sostenuta da tannini levigati che rinfrescati da una bell’acidità danno un lunghissimo finale. Ci è piaciuto molto in prospettiva e ha un grande potenziale davanti.

Richebourg 2006 : È di un bel rubino sostenuto, l’impianto aromatico è maturo e denso con sfumature di fragola e cassis, rosa, spezie dolci. Invade la bocca mostrando grande ricchezza e profondità il tutto ben diretto da una magistrale freschezza che contraddistingue pure il lunghissimo finale, i ritorni sono floreali e boisé. Grande avvenire.

Richebourg 2005 : I profumi si sviluppano con sfumature avvolgenti e profondi, sfilano note mentolate, spezie orientali, muschio, sottobosco, ciliegia nera, mora, liquirizia, … L’attacco è carnoso, tutte le sensazioni si sviluppano con grande intensità ed equilibrio, tutte confluiscono in un lunghissimo finale. Assolutamente grande e da attendere nell’evoluzione nel corso dei prossimi 10-15 anni.

Una degustazione che ha confermato lo stile di Anne Gros, sulle denomianzioni meno importanti i vini sono molto piacevoli e fini; dove i territori lo permettono i vini sono di grande potenziale e longevità, ma tutto nel rispetto di una grande purezza.

Informazioni su Stefano & Giorgio (357 Articles)
Giorgio Buloncelli & Stefano Ghisletta, “sommeliers per passione” Questo spazio vuole essere soprattutto un blog di approfondimento. La nostra idea è quella di scoprire e valorizzare le zone viticole e i viticoltori in grado di esprimere al massimo le caratteristiche territoriali delle singole zone. Vini ottenuti con tecniche agricole ed enologiche che esaltano l’impronta del vitigno, del territorio e la personalità del produttore, infatti la standardizzazione sta generando vini simili in ogni angolo del pianeta, appiattiti nel carattere e incapaci di sfidare il tempo.

1 Commento su Vosne-Romanée: Domaine Anne Gros

  1. Scelta felicissima (quella della produttrice) e descrizioni preziose. È sempre un vero piacere leggervi, questa volta anche di più.

1 Trackback / Pingback

  1. Vougeot e il suo “Clos” « Nonsolodivino Blog

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