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Vosne-Romanée: Domaine Jean Grivot

Il nostro programma prevede ora la visita ad Etienne Grivot, ma prima sostiamo per una meritata pausa in un ristorante di Vosne-Romané. Ad un certo punto entra una copia e Stefano esclama “queste persone mi sembra di conoscerle, ma ….

Anche se non l’ho mai incontrato personalmente mi sembra Etienne Grivot, ricordo delle foto …, ma forse mi sto sbagliando”. Ci avviamo verso la cantina e attendiamo qualche minuto perché in anticipo, dopo pochi minuti chi arrivano ? le due persone presenti al ristorante, quando si dice il caso …

Riconosciutoci ci mette subito a nostro agio accompagnandoci, per la degustazione, nelle vecchie cantine costruite prima della Rivoluzione Francese, poi allargate in varie tappe negli ultimi decenni del secolo scorso. 

” Immaginate che il terroir sia una sinfonia, il vignaiolo ne sarà l’interprete, il direttore d’orchestra. È inevitabile che si trasmetta una parte di se stesso. Ogni vignaiolo evolve con la sua sensibilità, le sue emozioni, questo apporta una specie di firma …”

Le “cave” dell’azienda Jean Grivot sono tra le più antiche della Côte d’Or

Etienne Grivot rimpiazza suo padre alla direzione del Domaine nel 1982, subito indirizza la viticoltura verso metodi naturali e non invasivi così da preservare la vita micro-biologica dei suoli. Lavora circa 11 ha. che si sviluppano sul territorio dei comuni di Nuits-Saint Georges, Vosne-Romanée e Vougeot, vigne di età media di 40 anni. Non tutte le uve sono vinificate e imbottigliate, quelle provenienti dalle vigne più giovani sono vendute alle maison de negoce. La densità degl’impianti è di 11’000 piedi per ettaro. La forte densità e la competizione tra i ceppi contribuisce a ridurne il rendimento obbligandoli a scendere in profondità per trovare nel sotto suolo il nutrimento.  L’utilizzo del legno nell’invecchiamento dei vini è ben dosato e varia a seconda delle tipologie dei vini e delle annate: circa il 20% per le denominazioni comunali, il 40% per quelle Premiers Crus, fino raggiungere il 60% per quelle Grands Crus.

Etienne Grivot

LA DEGUSTAZIONE

La degustazione propostaci da Etienne Grivot prevede l’assaggio dei campioni dalle botti dell’annata 2007.

Vosne-Romanée 2007 : La superficie che dà origine a questo vino è di 2.5 ha. ed è suddivisa in 10 parcelle disseminate sul territorio comunale. Una cuvée che esalta la freschezza e la fragranza accompagnata da note floreali. La sua struttura è discreta e piacevole, ha una leggera presenza di co2 che evidenza una chiara componente fruttata.

Nuits-Saint Georges 1er Cru Les Pruliers 2007 : È uno dei crus che si estendono nel vigneto a sud di Nuits-Saint Georges, 0.76 ha. esposti verso est, sud-est, con suoli molto sassosi e ricchi d’argilla. Il vino è seducente con aromi floreali e di mora, sente un po’ il legno in questo momento. Ha un bel volume e una ricchezza di tannini, che una volta ammorbiditi, daranno un tocco vellutato. Un vino di buon potenziale d’invecchiamento. Buono +

Nuits-Saint Georges 1er Cru Aux Boudots 2007 : Un territorio situato nel vigneto a nord di Nuits-Saint Georges al limite con Vosne-Romanée. Sintetizza infatti la forza dei vini di Nuits con l’eleganza di quelli Vosne. Al naso denota grande pulizia e precisione. Strutturato, ricco e vigoroso a cui si aggiunge un tocco di classe ed eleganza. Un vino che in genere necessita di una decina d’anni per sviluppare le complessità di cui è capace. Molto buono. 

Vosne-Romanée 1er Cru Les Beaux Monts 2007 : Questo Premier Cru è situato tra il settore Grands Crus (Richebourg, Romanée-Conti, Romanée-Saint Vivant, ..) confinando con i due Echézeaux. I profumi sono profondi ed intensi, si evidenziano note di frutta rossa e spezie esotiche. È raffinato, ampio, vellutato e saporito; la sua qualità gli permette di essere apprezzato fin dai primi anni di vita, ma non gli impedisce di durare a lungo nel tempo. Molto buono.

Vosne-Romanée 1er Cru Les Suchots 2007 : Les Suchots confinano con la Romanée-Saint Vivant, Richebourg e l’Echézeaux, questo basta per comprendere il valore di questo territorio. Un vino che dà un tocco esotico, con spezie orientali che prevalgono. È ampio e ricco di materia, la sua struttura tannica è ben levigata e senza alcuna asperità; ben rinfrescato termina molto lungo. I ritorni evidenziano la purezza del frutto, sensazione rafforzata dagli aromi che escono dal bicchiere oramai vuoto. Vino di grande eleganza. Eccellente.

Clos de Vougeot Grand Cru 2007 : L’estensione del Clos, circa 50 ha., impedisce lo sviluppo della denominazione comunale di Vougeot, quindi non tutti gli appezzamenti godono delle giuste condizioni per esprimere il carattere di un Grand Cru, le migliori sono situate nella parte alta a ridosso del Castello. Questa parcella di quasi 2 ha. è situata nella parte  centrale, fu acquistata da Gaston Grivot nel 1919, l’età media delle vigne raggiunge i 40 anni. Al naso ha un carattere tridimensionale e avvolgente, su toni di spezie orientali. L’attacco è ricco e di bell’ampiezza, un vino mascolino che ci dà un finale minerale. Sul finale sono percepiti tannini leggermente secchi, fattore che al momento ci lascia un po’ perplessi. Un vino da rivalutare dopo qualche anno d’assestamento in bottiglia.

Échezeaux 2007 : Échezeaux è di recente costituzione, negli anni ’30 quando nacquero le Denominazioni d’Origine della Borgogna, vennero associati a una parcella di 3.5 ettari conosciuta con il nome di Échezeaux Haut altri 8 vigneti adiacenti, terreni fino ad allora classificati Premiers Crus da Jules Lavalle nel 1855.  Si snoda confinando con Musigny e sovrastando Grands-Échezeaux e Clos de Vougeot. Il nome deriva da “chezal” (chezeaux al plurale) termine che indicava un raggruppamento di case; la pronuncia dell’epoca era “Échezeaux” tradizione che si perpetua tuttora. Qui Grivot possiede una parcella di 0.60 ha. situata nel “lieu-dit” Les Vignes Blanches proprio al confine con Vosne-Romanée. Al naso è espressivo e di bella definizione: frutta rossa matura, sfumature floreali e complesse speziature di tipo orientale. È delicato e sensuale, la trama tannica è espressa in tutta la sua finezza. È fresco e ben modellato da una bella acidità, termina lungo e decisamente minerale. Molto buono

Richebourg 2007 : “Il nostro Richebourg proviene da una parcella di 0.32 ha. acquistata da mio padre nel 1984, furono necessari alcuni anni prima di potere conoscere questo terroir e riuscire ad esprimerne il vero valore”. 

Il vino che degustiamo conferma un grande avvenire. È chiuso ma intrigante, ha un enorme potenziale da esprimere ma lo dimostrerà solo tra una decina d’anni. È grasso, ha energia, potenza e una magnifica struttura tannica dove sono evidenziate finezza ed equilibrio. Ha fascino ma ce lo svelerà solo con il tempo …. Grande vino.

A questo punto Etienne Grivot ci sorprende proponendoci a scopo didattico una mini verticale del 1er cru Les Beau Mont: 2006, 2001 e 1999.

Il 2006 si apre con uno stile selvaggio e aromi di ciliegia nera. Ha energia e potenza, si sviluppa senza cedimenti con tannini fitti e bella freschezza, il finale è lungo e di definizione minerale. È ancora molto giovane e richiede del tempo per assimilare tutte le sue componenti.

Il 2001 è più diretto, nervoso e lineare ma molto profondo e persistente. Gode di una struttura tannica di prim’ordine e di un finale dove sono evidenziate note di frutta nera e minerali.

Il 1999 ha un potenziale enorme anche se è il più vecchio dei tre è quello che subisce maggiormente l’esuberanza giovanile. È potente ma l’intensità dei suoi tannini ha ancora una prevalenza sulle altre componenti. Spicca per il carattere mascolino, e merita un ulteriore riposo per raggiungere l’ideale equilibrio.

È finita ! invece no, Grivot ci vuole offrire un’ulteriore emozione. Ecco un Richebourg 1993.

“Un’annata difficile che fa parte del percorso formativo necessario per comprendere la strada ideale per esaltare questo incredibile territorio, ditemi cosa ne pensate …”.

Premettiamo che le condizioni di degustazione non sono quelle ottimali, il vino è proposto alla temperatura ambiente della cantina, … troppo freddo. Attendiamo qualche minuto poi comincia ad evolvere con sfumature di goudron, ciliegia nera, mirtilli, amarena, sotto bosco, liquirizia, spezie, … sensazioni espresse con bella freschezza. L’attacco è morbido poi si sviluppa in profondità anche se un po’ ruvido con una bella mineralità finale.

Avendo degustato il campione 2007 osiamo dire che questo percorso ha permesso di esprimere al massimo il grande potenziale di questo terroir.

Un grazie ad Etienne Grivot per la bellissima degustazione.

Informazioni su Stefano & Giorgio (357 Articles)
Giorgio Buloncelli & Stefano Ghisletta, “sommeliers per passione” Questo spazio vuole essere soprattutto un blog di approfondimento. La nostra idea è quella di scoprire e valorizzare le zone viticole e i viticoltori in grado di esprimere al massimo le caratteristiche territoriali delle singole zone. Vini ottenuti con tecniche agricole ed enologiche che esaltano l’impronta del vitigno, del territorio e la personalità del produttore, infatti la standardizzazione sta generando vini simili in ogni angolo del pianeta, appiattiti nel carattere e incapaci di sfidare il tempo.

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