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Con Luciano Sandrone

Luciano Sandrone è una persona gentile, discreta che ha saputo imporsi grazie alle sue grandi qualità. Pur non vantando tradizioni famigliari, il padre era falegname, inizia da giovane il lavoro in vigna ed in cantina per conosciute aziende di Barolo, fino a diventare indipendente con la vendemmia 1978, quando furono prodotte esclusivamente 1′500 bottiglie andate a ruba.

Luciano Sandrone

La sua bellissima cantina si trova nella parte bassa di Barolo, circondata da un lato dalla collina di Connubi, dove si dice, sia nato il Barolo e dall’anfiteatro della Bussia, dall’altro. Anche se si hanno tutti i vantaggi della tecnologia, la filosofia è quella di operare nel pieno rispetto della tradizione e dei territori da cui i vini prendono origine. Oggi con l’aiuto del fratello Luca e della figlia gestisce 26 ettari, parte di proprietà e parte in affitto, parcelle che si sviluppano nelle terre di Barolo, Manforte d’Alba, Novello e Vezza d’Alba. Vigneti che hanno contribuito ad affermare a livello internazionale i vini delle Langhe. La capacità produttiva annua si attesta sulle 100′000 bottiglie oggi distribuite in tutto il mondo, “la quantità ideale per garantire una eccellente qualità, ci conferma, infatti non tutta la produzione è imbottigliata, dopo le selezioni circa il 10-15% dei vini sono venduti sfusi”.

La bellissima cantina di Barolo

Si è puntato sulla valorizzazione dei tre vitigni principali delle Langhe, il dolcetto, il barbera ed il nebbiolo, vinificati con l’obiettivo di raggiungere una perfetta armonia tra tradizione ed eleganza. Le fermentazioni sono attivate da lieviti autoctoni, seguite da macerazioni di circa 7-10 giorni, la micro-ossigenazione dei vini è attenta e ottenuta, ad esclusione del dolcetto, il fusti di rovere di 500 litri (il contenitore dove sembra sia nato il Barolo).
A farla da padrone, comunque, è il nebbiolo che da queste terre trae la massima espressione e personalità. Gli chiediamo, in base alle condizioni geologiche e microclimatiche, di descriverci, in modo generale, la diversità tra i vari Baroli: ci spiega che il territorio di La Morra da vini più eleganti, quello di Serralunga d’Alba e Castiglione Falletto più strutturati, mentre quello di Barolo si può definire una sintesi tra le due.

I suoi vini, grandi bottiglie

LA DEGUSTAZIONE

Luciano ci presenta i suoi vini iniziando dal Dolcetto 2006, vino che rappresenta circa il 30% della produzione totale. Le uve sono vendemmiate in 11 appezzamenti diversi che si sviluppano nel comune di Barolo, Manforte e Novello, vigne caratterizzate da varie esposizioni, altezze e di età media di 25 anni. L’obiettivo è quello di avere un vino di buona struttura in grado di valorizzare un frutto di buona maturazione. Il risultato è pienamente riuscito si esprime fresco con fini sfumature di violetta, more e ciliegie, al gusto è equilibrato e giustamente tannico, presenta un finale di buona struttura, elegante e fresco, con un frutto di buona persistenza. Buono; quello che si voleva ottenere.

La Barbera d’Alba 2005è frutto di un assemblaggio di vini, lavorati individualmente a seconda la loro provenienza, 7 vigne disposte nei comuni di Novello e Manforte d’Alba con caratteristiche diverse e un’età media di 30 anni. L’estate 2005, piuttosto calda e asciutta, è stata ben superata grazie alle riserve idriche accumulate nei periodi invernali e primaverili. Le vendemmie si sono svolte tra il 24 di settembre e il 4 di ottobre in condizioni ottimali, garantendo così frutti giustamente maturi e sani. Dopo il periodo di macerazione, tempo in cui sono estratte dalle bucce le sostanze che daranno ai vini materia colorante e struttura, il vino riposa per 12 mesi in tonneaux da 500 litri per il 30% nuovo. L’affinamento in botti di rovere di piccole dimensione si addice molto bene alle caratteristiche del vitigno perché conferisce una maggiore trama tannica equilibrando meglio la spiccata acidità. Il vino si presenta con lampi violacei di bella vivacità, aromi maturi rinfrescati da note floreali ma ancora un po’ marcato dal legno, sfumano note di viola, ciliegia, cioccolata … Al gusto è deciso e definito su un’equilibrata acidità che ne caratterizza il fresco e lungo finale. Ottimo; da conservare in cantina per alcuni anni al fine di equilibrare perfettamente tutte le complessità.

Luciano ha una forte passione per il nebbiolo per questo motivo dal 1994 vinifica anche le uve raccolte nella vigna Valmaggiore a Vezza d’Alba, 3 ettari che potrebbero anche essere denominati Roero Valmaggiore. La collina è caratterizzata da forti pendenze, vigne esposte verso sud – sud/ovest, impianti ad alta densità (8000 ceppi per ettaro) disposti su un terreno molto sabbioso. Dopo il periodo estrattivo il vino riposa in fusti da 500 litri di secondo passaggio.

Il Nebbiolo d’Alba Valmaggiore 2005 è un vino di ottima struttura e fine dove emergono sfumature di piccoli frutti di bosco con sfumature date dal legno ancora da integrare perfettamente. Ha un bel volume, una trama ben levigata anche se ancora da ammorbidire, l’equilibrata freschezza conferisce un godibile e lungo finale, con ritorni di cioccolata e grani di caffè. Ottimo; da lasciare riposare per il raggiungimento del giusto equilibrio. Un Nebbiolo di struttura ma non impegnativo come i Baroli, da consumare tra il 2010 e il 2015.

Il Barolo e Luciano Sandrone ? Un’amore a prima vista

Segue l’idea di un Barolo che sappia abbinare struttura, ricchezza di frutto ed eleganza, un vino che sappia essere godibile da giovane e ricco di complesità nel pieno della sua maturità.
“La tradizione locale prevedeva di imbottigliare sotto un’unica etichetta i vini provenienti dalle varie parcelle, per se vinificate separatamente. Negli ultimi 10-15 anni si è invece sviluppata l’usanza di denominare i vini con il nome della singola vigna, cosi da rappresentare in modo fedele le caratteristiche conferite dai diversi “terroirs”. Per questo motivo abbiamo deciso di elaborare due Baroli, uno considerato un assemblaggio tradizionale denominato “Le Vigne” e il cru Cannubi Boschis”. Luciano ci propone di degustarli assieme in modo da poter comparare le differenze.

Le Vigne Barolo 2003 è il frutto di raccolte eseguite nei crus di Vignane a Barolo, Merli a Novello, Conterni e Ceretta a Manforte d’Alba. Quattro vini con caratteristiche diverse tra loro assemblati solo dopo 18 mesi di affinamento in botti di rovere da 500 litri nuove. L’unione di questi appezzamenti di esposizioni, altezze (tra i 250 e i 450) ed età (dai 15 ai 45 anni) diverse riescono a conferire anche nell’annata 2003 un vino di grande armonia, che si profila di colore di buona intensità, gli aromi sono maturi ed equilibrati da una bella freschezza, eleganti e complessi con sfumature balsamiche. Morbido e, grazie ad una trama tannica molto levigata, potente ed elegante allo stesso tempo, un vino di grande spessore e personalità sempre ben sostenuto da una equilibrata freschezza; il finale è di grande qualità e persistenza. Anche in un’annata anomala grazie alle diverse caratteristiche dei vini si è potuto produrre un gran Barolo, perfettamente armonico. Eccellente.

La collina di Cannubi rivolta verso la cantina Sandrone

Nei primi anni ’80 Luciano Sandrone acquisisce 2 ettari sulla collina di Cannubi in frazione Boschis, vigneto di rinomanza internazionale. La superficie è frazionata in 9 piccole parcelle con piccole variazioni di esposizione, infatti le uve sono vendemmiate in tre fasi diverse in genere nella seconda settimana di ottobre. Il Cannubi Boschis 2003, oggi degustato, soffre le condizioni climatiche dell’annata, infatti le raccolte si sono svolte con circa un mese di anticipo. Non è nella migliore forma e non ha molta voglia di offrirsi, è chiuso e manca un po’ di freschezza. Al gusto è morbido, potente e avvolgente la struttura tannica offre la consueta eleganza, ma il lungo finale non è accompagnato dalla necessaria freschezza. Non è sugli abituali standard, ma lo attendiamo con curiosità nell’evoluzione.

Un incontro che ci ha arricchito molto non solo nell’ambito enologico, ma soprattutto per l’umanità del personaggio Luciano Sandrone.

Informazioni su Stefano & Giorgio (357 Articles)
Giorgio Buloncelli & Stefano Ghisletta, “sommeliers per passione” Questo spazio vuole essere soprattutto un blog di approfondimento. La nostra idea è quella di scoprire e valorizzare le zone viticole e i viticoltori in grado di esprimere al massimo le caratteristiche territoriali delle singole zone. Vini ottenuti con tecniche agricole ed enologiche che esaltano l’impronta del vitigno, del territorio e la personalità del produttore, infatti la standardizzazione sta generando vini simili in ogni angolo del pianeta, appiattiti nel carattere e incapaci di sfidare il tempo.

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