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Enrico Trapletti, la sfida continua

Chi è Enrico Trapletti? l’enfant terrible del vino ticinese, un vulcano d’idee, deciso nel realizzarle, provocatorio, schietto, a volte un po’ ruvido, come vorrebbe i propri vini.

Figlio della tradizione agricola e vinicola del Mendrisiotto, ha iniziato per passione a vinificare i primi vini nel 1992, evidentemente utilizzati ad uso famigliare e prodotti con mezzi limitati. Le sue grandi capacità sono state premiate nel 2004, quando con il Culdrée 2000 raggiunge il premio di migliore vino svizzero ottenuto da mono-vitigno. Questo riconoscimento non gli basta e lo invoglia a profondere nuovi sforzi sia creativi sia finanziari. Non si ritiene un grande amante dei vini bianchi e quindi cerca di sfruttare al massimo le potenzialità dei suoi vigneti quasi interamente coltivati con il merlot, circa 7 ha. che si sviluppano nei comuni di Coldrerio, dove vive, e di Morbio, zone che sovrastano la cittadina di Chiasso. Ritiene il Culdrée (termine dialettale del comune di Coldrerio) un ottimo vino, ma da inserire nel trend dei grandi vini “barricati”.

 

Questo non lo soddisfa in quanto sostiene che nelle uve dei suoi vigneti non sono percettibili le sfumature speziate, tostate, .. che si riconoscono nel vino, quindi pensa a un’altra scommessa.

Così con la vendemmia 2004 nasce il Trapletti, 700 bottiglie di un vino veramente frutto del territorio e come gli piace provocare “non dopato”, un vino che non permette errori in quanto non c’è il “maquillage” del legno. Già alla seconda uscita, con l’ottima vendemmia 2005, il vino trova tutta la sua dimensione e pienezza, con una produzione che sale a 3′000 bottiglie. La cura della vigna è maniacale, le basse rese e i ceppi di circa 30 anni producono frutti sani, perfettamente maturi ed equilibrati; fino alla pressatura, dice, le uve sono trattate allo stesso modo di quelle del Culdrée. Un vino che ha la presunzione di diventare il prodotto principale dell’azienda.

La degustazione della vendemmia 2006 ci porta un bellissimo frutto maturo accompagnato da una leggera sfumatura vegetale, in bocca è ricco, ha forza ed equilibrio, i tannini sono maturi e sostenuti da una bella freschezza. Ottimo, per un vino che vuole essere l’unico della sua tipologia. Già con la vendemmia 2007, ritenuta ottima, si prevedono sviluppi, infatti il vino dopo una lunga macerazione (35-40 giorni) in vasche d’acciaio potrà completare la micro-ossigenazione in anfore di terra cotta da 220 litri prodotte in zona.

A seguito degustiamo il Culdrée 2005, bellissima annata questa, i profumi sono un pò chiusi ma maturi ed equilibrati, pronti ad esplodere tra qualche tempo in tutte le loro complessità come afferma Enrico “portate dalle botti nuove di massima tostatura”. In bocca si presenta elegante con tannini maturi e levigati, il finale è lungo e solo a questo punto ancora un po’ marcato dal legno. Per Enrico questo è un vino troppo “bello” e manca un pò di ruvidezza, a conferma della natura del produttore. A parte questa autocritica siamo concordi con l’amico Savino Angioletti nell’affermare che tra qualche anno questo vino sarà “nabumba”. Proprio così! Con questo termine dialettale si intende qualche cosa di grandioso; “nabumba” 2007 è la prossima sfida di Enrico Trapletti. Un vino da uve Nebbiolo in Ticino, come non ne esistono, anche se ci conferma che il Nebbiolo era già presente prima del Merlot. Poche bottiglie per una nuova sfida da vincere (altrimenti che noia!); la sentenza?  tra alcuni anni.

Informazioni su Stefano & Giorgio (357 Articles)
Giorgio Buloncelli & Stefano Ghisletta, “sommeliers per passione” Questo spazio vuole essere soprattutto un blog di approfondimento. La nostra idea è quella di scoprire e valorizzare le zone viticole e i viticoltori in grado di esprimere al massimo le caratteristiche territoriali delle singole zone. Vini ottenuti con tecniche agricole ed enologiche che esaltano l’impronta del vitigno, del territorio e la personalità del produttore, infatti la standardizzazione sta generando vini simili in ogni angolo del pianeta, appiattiti nel carattere e incapaci di sfidare il tempo.

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