Latest News

Clos de Vougeot: Château de la Tour

Grazie alla collaborazione dell’amico Piermaria Calderari siamo ricevuti a Château de la Tour con grande disponibilità e simpatia, dove possiamo visitare le antiche cantine e degustare i vini di François Labet. Château de la Tour appartiene alla famiglia Labet dalla sua nascita, fu infatti costruito per ospitare le raccolte delle vendemmie nel 1890 dagli antenati delle famiglie Labet e Déchelette. Si erige nella parte nord circondato dai muri del Clos de Vougeot poco lontano dal maniero Cistercense oggi di proprietà dei Chevaliers du Tastevin. I 5.5 ettari posseduti fanno di François Labet il maggiore proprietario del Clos, l’unico a vinificare e a imbottigliare i vini all’interno delle mura di cinta. Il 15% di queste terre consistono in vigne centenarie lavorate con rendimenti naturali estremamente bassi (9 hl. per ettaro). Da questi vecchi ceppi Château de la Tour, considerato uno dei massimi esponenti di questa denominazione, elabora una cuvée denominata “Vieilles Vignes”, rare bottiglie considerate come un vino fuori classe. La versione classica invece consiste in un assemblaggio dei vini delle varie parcelle (età media 45 anni), vinificate separatamente. Anche in questo caso le basse rese, di gran lunga inferiore a quanto richiesto dalla legislazione della denominazione Grand Cru, generano un vino di grande eleganza e personalità.

Château de la Tour

LA DEGUSTAZIONE

Bourgogne blanc Vieilles Vignes 1999 : Denominazione regionale frutto di vigne di età variante tra i 25 e i 35 anni. È un vino che da piacevoli soddisfazioni e presenta una buona eleganza, si sviluppa su note di miele e spezie. Al gusto è di media consistenza e lunghezza con un finale ben equilibrato. Buono, sorprendente per la sua tenuta ha già sette anni e non li dimostra.

Savigny 1er cru Aux Vergelesses blanc 2004 : Questa denominazione è situata sulla collina a un centinaio di metri dai Corton, da un vino di buona complessità con ricordi di burro, arachidi, pepe bianco, … La bocca è morbida, fresca e di buona consistenza, il finale è piacevolmente lungo con ritorni di frutta esotica ben integrata dalle note boisé. Ottimo.

Beaune Clos du Dessus des Marconnets 2004 : Naso di bella finezza esprime aromi di ciliegia e cassis, sfumature floreali ed equilibrate speziature. La bocca è strutturata con tannini ancora in evoluzione, il finale è intenso leggermente amarognolo. Da seguire nella sua evoluzione.

Beaune 1er cru Coucherias 2001 : Da questa denominazione 1er cru situata sulle colline ad ovest della città di Beaune François Labet elabora un vino elegante e setoso, evoca ricordi di frutta rossa e nera matura (ciliegie, fragole, amarene), pepe nero e sfumature affumicate. L’entrata in bocca è morbida, strutturata e vellutata il finale è di buona freschezza ed equilibrio.

Clos de Vougeot 2004 : Dopo la visita delle vecchie cantine di Château de la Tour, dove sono sistemate le botti in cui riposano i vini della vendemmia 2005 provenienti dai diversi lotti e in attesa dell’assemblaggio, ci accingiamo all’assaggio di una delle maggiori espressioni in assoluto del “Clos”. La versione definita classica 2004 è un vino di grande eleganza e personalità. Già alla mescita mostra tutta la sua densità e consistenza. Immediatamente esprime un imponente complessità aromatica, in successione sviluppa note di cuoio, fumé, frutta rossa e nera matura seguite da sfumature di sottobosco che ci ricordano il muschio e il tartufo, spezie orientali. L’entrata in bocca è avvolgente, calda e morbida, di eccellente materia sostenuta da una trama tannica vellutata a cui fa seguito un lungo ed eccellente finale con ritorni fruttati e di cioccolata amara. La produzione annua è di circa 20′000 bottiglie. Eccellente.

Informazioni su Stefano & Giorgio (357 Articles)
Giorgio Buloncelli & Stefano Ghisletta, “sommeliers per passione” Questo spazio vuole essere soprattutto un blog di approfondimento. La nostra idea è quella di scoprire e valorizzare le zone viticole e i viticoltori in grado di esprimere al massimo le caratteristiche territoriali delle singole zone. Vini ottenuti con tecniche agricole ed enologiche che esaltano l’impronta del vitigno, del territorio e la personalità del produttore, infatti la standardizzazione sta generando vini simili in ogni angolo del pianeta, appiattiti nel carattere e incapaci di sfidare il tempo.

1 Trackback / Pingback

  1. Vougeot e il suo “Clos” « Nonsolodivino Blog

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: