I 2007 da Enrico Trapletti

Qualche settimana fa squilla il telefono, sul cellulare compare il nome di Enrico Trapletti, ma chissà cosa vorrà ?

Hei ragazzi ho qualche cosa da farvi assaggiare !

È sempre molto interessante stare con Enrico, “Ricu” per gli amici, per quella sua schiettezza, per la sua sincerità ma soprattutto per l’amicizia che oramai ci lega, quindi passare qualche ora con lui è sempre un grande piacere.

Enrico Trapletti, “Ricu” per gli amici

Quindi … eccoci in cantina con il bicchiere in mano a degustare i campioni dalla botte dell’annata 2007 dei suoi due vini principali: il Trapletti ed il Culdrée.

Ma quali sono le differenze tra i due ?

In parte sono vini identici ed in parte completamente diversi. Ma come, direte, cosa state raccontando ? 

Tranquilli ora vi spieghiamo con calma !

Identici perché sono le stesse uve Merlot lavorate negli stessi vigneti con la stessa cura e con la particolarità del taglio del tralcio alcuni giorni prima delle raccolte. Questa tecnica permette di arrestare il nutrimento agli acini creando un leggero appassimento degli stessi, permettendo una maggiore concentrazione dei frutti.

Le differenze iniziano nel periodo di fermentazione in quanto il Culdrée macera alcuni giorni in più sulle bucce prima di essere introdotto nelle botti nuove di rovere francese per un lungo periodo di maturazione.
Il Trapletti, invece, è assemblato immediatamente dopo la svinatura e affinato per alcuni mesi in tank di acciaio inox prima di essere immesso in commercio.

Le due diverse procedure di vinificazione creano sostanziali differenze tra i due vini: Enrico ama definire il Trapletti un vino senza “doping” che rappresenta fedelmente il lavoro svolto in vigneto, mentre il Culdrée lo cataloga nella categoria di stampo internazionale. L’affinamento in legno dà al vino maggiori complessità, ma soprattutto una maggiore rotondità ed apporta una massa tannica di maggiore intensità, ancorché fitta e di grande qualità.

Possiamo confidarvi che la vendemmia 2007 sarà di notevole livello, per questo motivo questa degustazione ci intrigava particolarmente. Dobbiamo precisare che in questa annata Enrico Trapletti ha potuto rinunciare al tradizionale appassimento in quanto le uve erano già di per sé in uno stato di grazia.

LA DEGUSTAZIONE

Culdrée 2007

produzione: 2’200 bottiglie

1° botte nuova da 350 litri: dà un vino di colore intenso e profondo, caratteristica che si riscontra in tutti i campioni, “il colore più scuro mai ottenuto” ci conferma Enrico. Il frutto è denso e sfuma su note floreali, l’impronta boisé è molto marcata. È pieno e avvolgente, i tannini sono fitti e di grande classe, il finale è sapido. Il vino di questa botte risulterà il più fine ed elegante al momento attuale.

2° botte nuova da 350 litri: ha maggiore freschezza olfattiva grazie a una bella componente floreale, il frutto è nero e si alterna con sensazioni speziate e vanigliate. È più lineare e teso verso un lungo finale, i tannini sono di maggiore intensità ed il finale marcato dal legno.

A questo punto Enrico ci dice “aspettate facciamo un altro assaggio …”, arriva con un tubo ed estrae un campione dalla parte inferiore della botte. Perché chiediamo “perché i tannini si sono depositati nella parte inferiore …”. Bene il vino è completamente diverso è più grasso e ha maggiore volume.

3° botte nuova da 225 litri tostata forte: … e si sente, comunque la percezione del frutto è pieno e denso. Ha stoffa, l’entrata è  subito fruttata e morbida, i tannini intensi ma vellutati.

È inutile dirvi che a questo stadio la cessione di aromi da parte della botte è piuttosto invadente ma non temiamo per il vino in quanto con una struttura simile non avrà alcun problema ad assorbirlo. 

Il vino sarà commercializzato solo a partire dalla primavera 2009, quindi avrà tutto il tempo per equilibrare un armonia già ben evidente e percettibile. 

Trapletti 2007

produzione: 10’000 bottiglie

Come abbiamo spiegato sopra i diversi tempi di vinificazione porta questo vino ad essere già imbottigliato e quasi pronto alla commercializzazione. Questo fa si che sia un vino non improntato sulla complessità, ma esprime note di ciliegia e ribes di piena soddisfazione. Ma al palato che vino, è subito ben rinfrescato e presenta una bella personalità, è equilibrato e non finiresti mai di berlo. Dà sensazioni immediate che possono durare nell’arco di 5-6 anni, poi lasciamoci sorprendere. Come ben si capisce a noi piace molto.

Ma la serata non termina qui: abbandoniamo il Merlot per passare ad una chicca. Siamo tra i primi a poterla degustare anche se ne avevamo già accennato sull’articolo pubblicato dopo la visita dell’anno scorso

Chi l’ha letto forse si ricorderà del progetto “Nabumba 2007”.

“… prima dell’avvento del Merlot in Ticino era in parte impiantato il Nebbiolo. Infatti il nostro cantone si inserisce perfettamente nella fascia che comprende il Piemonte e la Valtellinadove regna questa varietà. Per questo motivo ho deciso di reimpiantare delle vigne di Nebbiolo” ci ricorda Enrico.

Ebbene cos’è questo Nabumba 2007 ? 

Un nuovo vino. Un uvaggio di Merlot (30%), Nebbiolo (30%), Arinarnoa (30%), Ancillotta e Galotta (10%). Le diverse uve, una volta raccolte, sono unite, fermentate, ed invecchiate in rovere nuovo per un paio d’anni. 

Cosa vuole ottenere Trapletti da queste 3 barriques ?
“l’obiettivo è quello di ottenere un vino capace di durare nel tempo e che si esprimerà al meglio solo dopo diversi anni dalla vendemmia. Un vino come piace a me, non ciccione ma un po’ rognoso con tannini di forte personalità”

La prima dà un vino di grande materia ben modellata da un’acidità elevatissima (7.3 g/l.). Il frutto nero è di buona maturazione, l’attacco è diretto, vigoroso e profondo. Il finale è lunghissimo, tostato e sapido.

Il secondo è come piace ad Enrico “bastardo” con tannini intensi e relativamente rustici, e con una silhouette longilinea. 

La terza botte, di massima tostatura, ci da un vino grasso e di grande materia, si distingue per le note floreali e di frutta nera. È di buona freschezza e decisamente sapido.

Visto che la commercializzazione sarà prevista solo a partire dalla primavera 2010 il vino avrà tutto il tempo di armonizzare le sensazioni date dalle botti.

Sicuramente avremo la possibilità di seguirlo ancora nella sua evoluzione, e ne siamo sicuri farà un botto incredibile ed il rumore lo sentiranno lontano.

Grazie Enrico.

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