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Il Merlot in Ticino 100 anni di storia …

I primi accenni alla viticoltura ticinese ci portano attorno al 1400, come descrivono antichi documenti la maggior parte dei terreni agricoli apparteneva alla Chiesa che li coltivava a cereali e frutta in pianura e a vigneto in collina. Le terre erano cedute in affitto ai contadini in cambio del pagamento in natura. Nel 1838 Stefano Franscini cita nelle sue scritture “… vi sono i campi vignati od a rompi dove le medesime sono maritate agli olmi, a’ pioppi, a’ gelsi…, troviamo che” diciassette sono le qualità delle nostre uve nere e dodici quelle delle bianche; di quelle che danno vino rosso le più comuni sono forse l’uva spanna o spagnuola, la regina, la ostana o agostana, la rosséra, la barsamina a parsemina (riputata ottima nel Mendrisiotto), la bondola, la paganona o paganla (eccellente a mangiarsi), la negrera (spiacevole al palato), la moscatella rossa” . Alla fine del XIX secolo la viticoltura cantonale, come quella mondiale, vide il proprio vigneto interamente distrutto dalla filossera, un parassita che attacca la vite. Nei primi anni del secolo successivo si dovette provvedere al reimpianto dei vigneti, innestando le viti su ceppi di tipo americano. Al fine di favorire le sperimentazioni fu creato un vivaio viticolo cantonale diretto dal professore Guido Fenderigo.

 

Dal 1900 al 1905 furono importate dalla Francia e dall’Italia barbatelle di diverse varietà (syrah, grenache noir, gamay, nebbiolo, barbera, …) tra cui il merlot, sino ad allora conosciuto soprattutto nella zona di Bordeaux. Si identificò nel merlot il vitigno che meglio avrebbe potuto esprimere le caratteristiche territoriali e pedoclimatiche locali. Per circa un decennio furono prodotte le barbatelle necessarie all’impianto dei nuovi vigneti. Nel 1907 ne furono distribuite più di 12′000, numero che progressivamente superò, nel 1913, le 42′000 unità, produzione poi interrotta dallo scoppio della I° Guerra Mondiale. Per favorire lo sviluppo dei vigneti, nel 1915 fu fondato l’Istituto Agrario di Mezzana dove, grazie alla lungimiranza del professore Alderige Fantuzzi, furono vinificati i primi Merlot. Negli anni seguenti, a causa delle tecniche di lavorazione approssimative le produzioni erano generalmente a scopo privato e raramente erano commercializzate.

Il primo risultato fu la nascita, tra gli anni ’20 e ’40 della cantina Matasci e successivamente delle cantine sociali di Giubiasco e di Mendrisio, punti di riferimento per centinaia di viticoltori. Questo esempio fu seguito da alcune aziende come i fratelli Corti, i Valsangiacomo che, nate nel secolo precedente con lo statuto di negozianti, iniziarono in seguito la vinificazione in proprio. Il primo riconoscimento a sostegno della qualità avvenne nel 1948 con l’istituzione del marchio VITI, creato allo scopo di divulgare i vini prodotti da uve Merlot. Questo identifica vini di qualità prodotti in Ticino e commercializzati nelle classiche bottiglie di tipo bordolese, sotto il marchio VITI sono tuttora raggruppati circa il 15% dei vini ticinesi.

Fino agli anni ottanta il Merlot in Ticino era associato al classico boccalino utilizzato per le consumazioni nei freschi grotti. La vera “rivoluzione” iniziò nei primi anni ottanta quando nel nostro cantone approdarono, provenienti dalla Svizzera tedesca e dalla Romandia, professionisti con un’ottima formazione alle spalle e l’intenzione di produrre vini di spessore. Furono loro a mettere in evidenza un aspetto fino ad allora trascurato: la qualità. Si stabilirono principalmente nel Malcantone, acquistarono dei vigneti e iniziarono il loro lungo e duro lavoro nelle vigne. Questo “movimento” fu fondamentale per la crescita della viticoltura cantonale, in quanto altri produttori seguirono questa traccia, contribuendo ad una stimolante crescita qualitativa. Da quel momento il Merlot ticinese non fu più considerato un vinello senza carattere, poco tannico e leggero, ma bensì un vino più complesso, strutturato, longevo ed invecchiato con l’utilizzo delle barriques.

I pionieri
L’istituto di agraria cantonale è considerato il vero pioniere dei vini ticinesi, fu infatti creato nel 1915 allo scopo di favorire lo sviluppo agricolo e viticolo in particolare. È qui che sono stati vinificati i primi Merlot. In una recente verticale, organizzata per celebrare il centenario, si sono potuti degustare dei vini a partire dall’annata 1947 con sorprendenti risultati. Attualmente sono lavorati circa 6 ettari, quasi totalmente a Merlot, che si estendono nei comuni di Balerna e Coldrerio. Oggi nelle vigne e nelle cantine dell’Istituto giovani apprendisti possono imparare la professione di viticoltore e cantiniere.

Quando negli anni ’20 in Ticino la viticoltura era ancora un fatto privato dove i contadini vendemmiavano le uve per produrre una bevanda di uso casalingo, Giuseppe Matasci ebbe l’idea di organizzare la raccolta dei vari vini e di commercializzarli. Per avere un prodotto più omogeneo si decise dapprima di miscelare i vini e di commercializzare esclusivamente il prodotto scaturito e contraddistinto da una propria etichetta. Ma anche questo accorgimento si rese ben presto insufficiente, a causa dei rudimentali metodi di vinificazione dei vari produttori, si decise così di acquistare la materia e di vinificare direttamente.

Questo impulso diede la nascita alle cooperative di vinificazione: la Matasci & Baleni nel 1921, la Cantina Sociale di Giubiasco nel 1929 e la Cantina Sociale di Mendrisio vent’anni dopo. Oggi la Matasci Vini prosegue sulla strada allora tracciata, attualmente è la maggiore produttrice di Merlot del Sopraceneri, non possedendo vigneti acquista tuttora le uve necessarie all’elaborazione dei propri vini da oltre 1′500 viticoltori. La produzione annua corrisponde a circa il 20% di quella cantonale, l’azienda è conosciuta per i suoi Merlot vinificati in modo classico e tradizionale tra cui spicca il Selezione d’Ottobre da più di quarant’anni sulle tavole della Svizzera.

Informazioni su Stefano & Giorgio ()
Giorgio Buloncelli & Stefano Ghisletta, “sommeliers per passione” Questo spazio vuole essere soprattutto un blog di approfondimento. La nostra idea è quella di scoprire e valorizzare le zone viticole e i viticoltori in grado di esprimere al massimo le caratteristiche territoriali delle singole zone. Vini ottenuti con tecniche agricole ed enologiche che esaltano l’impronta del vitigno, del territorio e la personalità del produttore, infatti la standardizzazione sta generando vini simili in ogni angolo del pianeta, appiattiti nel carattere e incapaci di sfidare il tempo.

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