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Una visita a Claudy Clavien

Scorrendo l’interessantissimo Blog di Jacques Perrin si conoscono nuovi produttori, sopratutto romandi, di assoluta personalità e capacità. Di Claudy Clavien si parla nell’articolo “Syrah du Valais, the show must go on ! ” dove, in una degustazione alla cieca, sono messe a confronto le migliori Syrah vallesane. Un articolo che ha poi dato origine alla nostra proposta per una serata  sulle “Syrah del Rodano”, dove sono state messe a confronto, venerdì 5 settembre, vini vallesani e della Côte du Rhone.

Le soleggiate colline sopra Sierre

La splendida giornata ha contribuito a rendere la gita monto appassionante. I paesaggi sono quelli di Miège un piccolo comune che sovrasta Sierre sulla strada che conduce a Crans-Montana, dove le case sono immerse nel verde dei vigneti. Siamo venuti fin qui per incontrare e conoscere Claudy Clavien, un viticoltore semplice, con idee chiare ed un unico obiettivo: quello di ottenere vini di personalità e capaci di esaltare il territorio a disposizione. 

La cantina di Claudy Clavien immersa nelle vigne

Nella piccola cantina ci ospita per una degustazione dei suoi ottimi prodotti, vini che sono il frutto di 6 ettari che si sviluppano nei comuni di Miège e Veyras, vigneti lavorati seguendo i metodi della lotta integrata. Ci spiega che le prime vinificazioni risalgono al 1988, prima le uve venivano conferite alla cooperativa Provins, il più grande, per numero di bottiglie, produttore vallesano. Nei primi anni di attività gli sforzi furono concentrati sulla cantina, attrezzandola di moderne tecnologie, poi via via si è profusa una maggiore attenzione alla vigna allo scopo di avere una materia prima di assoluto livello.

E che livello ! diremmo noi 

La produzione prevede l’elaborazione di due linee ben distinte: la “Tradizionale”, vinificata esclusivamente in contenitori d’inox, e la “Selection Fûts Chêne”, vini che subiscono una maturazione in botti di rovere, ma soprattutto, da uve provenienti da vecchi ceppi e da severe selezioni.

LA DEGUSTAZIONE

La degustazione ha entusiasmato, lo stile dei vini è puro e preciso, sono evidenziate un’equilibrata concentrazione, eleganza ed armonia. Ecco alcune note sui vini.

Claudy Clavien durante la degustazione

Petite Arvine 2007

Un vino tipicamente vallesano, è di fine aromaticità con note di rabarbaro, glicine e sfumature esotiche. In bocca è vivo, nervoso, teso verso un fresco finale minerale. Un vino ideale all’aperitivo, ma si abbina anche ad entrate di frutti di mare e crostacei. Consumo ideale 2009 – 2011. Buono

Fendant Les Tsamps 2007

Lo Chasselas è un vitigno sottovalutato da noi ticinesi, certo non darà vini di grande struttura, ma se è ben lavorato da vini di piacevole personalità. Il vino degustato esprime fresche note floreali e una chiara impronta minerale. Un vino diretto con una silhouette longilinea, la consistenza è abbastanza buona ed il finale è fine, fruttato e minerale. Localmente è abbinato alla choucroute. Consumo ideale 2009 – 2011. Buono

Païen 2007

Il Savagnin in Vallese è chiamato Païen o Heida, genera un vino di fine aromaticità che ricorda le erbe aromatiche, frutta esotica, mandorla e rabarbaro. L’attacco gustativo è ben presente accompagnato da una certa quale grassezza, l’acidità e la mineralità che lo contraddistinguono conferiscono una discreta capacità d’invecchiamento. È un vino che si accosta a piatti di pesce o frutti di mare. Consumo ideale 2009 – 2011. Ottimo

Perles de Soleil 2006 – Petite Arvine

Vecchi ceppi di Petite Arvine danno origine ad un vino di bella struttura, si mostra meno esuberante ma più complesso rispetto alla tipologia base. Gli aromi sono densi e profondi, esprime già un buon equilibrio tra le componenti fruttate e le speziature apportate dai contenitori di rovere dove matura per 12 mesi. In bocca è potente, ricco e di buona grassezza, il finale ha ben assorbito la percezione boisé, quindi è elegante, manca forse di un po’ di freschezza. Un vino capace di durare 6-7 anni, adatto soprattutto alla gastronomia e da accostare a piatti di pesce elaborati. Buono

Gamay 2007

È di bellissima lucentezza segno che il vino si dimostrerà vivo e fresco nella sua fase gustativa. Infatti olfattivamente è coerente, esprime grande finezza e fragranza. Emergono note di caramello,rosa, violetta, fragola e lampone. Dall’attacco è vivace, la percezione tannica è leggera e molto gradevole. Il finale ha una bella consistenza e termina abbastanza lungo su sfumature fruttate e minerali. Si abbina alla perfezione a salumi e a carni bianche. Darà piene soddisfazioni tra 2009 – 2011. Per un vitigno spesso trascurato è molto piacevole.

Pinot Noir 2007

Precisiamo subito, non si tratta dello stesso clone che siamo abituati ad assaggiare in Borgogna, ma bensì una varietà meno pregiata spesso coltivata in Svizzera. Comunque ci soddisfa per finezza e piacevolezza. Gli aromi invogliano per la loro freschezza e la buona maturità, le sfumature sono floreali e di piccoli frutti di bosco. Il bocca è delicato ma allo stesso tempo teso e longilineo, la consistenza è soddisfacente per dare al finale una bella presenza fruttata e speziata con anche note di cuoio. Un vino che non ha grande longevità ma grande bevibilità, l’ideale da consumare nei periodi estivi. Buono  

La Part des Anges 2006

“… è ottenuto da ceppi di Pinot Noir di circa 20 anni disposti su terreni molto calcarei. A lui ho dedicato le vigne più alte altrimenti il clima troppo caldo del Vallese può costituire un problema. Per garantire la necessaria freschezza necessita infatti, di una maturazione lenta e regolare ed una buona escursione termica tra il giorno e la notte …”.

Il vino degustato ha bisogno d’aria per potersi esprimere e all’inizio è ancora caratterizzato dalla presenza del legno. Con il tempo emergono aromi di equilibrata maturazione: di seguito ribes, lampone, cioccolato, una sfumatura fumé e speziata ben integrata. Ha corpo, una struttura tannica vellutata e già ben fusa, il finale è completo non potente ma  di assoluta finezza. Consumo ideale 2009 – 2013. Molto buono

“… certo, vorrei ispirarmi al modello borgognone ma per questo ci vuole tempo e sacrifici. Bisognerà fare nuovi impianti utilizzando gli stessi cloni, poi operare in cantina limitando al minimo gli interventi enologici …”

Carmin des Pierres 2006

Se vogliamo degustare il Cornalin lo possiamo fare esclusivamente in Vallese !
È considerato un tesoro del patrimonio ampelografico vallesano, può vantarsi di essere una delle varietà più antiche del cantone. Un vitigno che ha rischiato di scomparire e che oggi rappresenta una rara specialità coltivata solo su 27 ettari.

“… è di maturità molto tardiva, una varietà molto delicata ed esigente da lavorare. I rendimenti devono sempre essere bassi altrimenti produce vini rustici e di qualità modesta, ecco forse i motivi del limitato impianto”.

Anche questa degustazione ci consegna un vino che necessita ossigenazione, ma sotto sotto il frutto è denso e maturo. Lo sviluppo gustativo ci presenta un vino di nobile estrazione dove i tannini sono di grande finezza. Solo il finale presenta una leggera immaturità che noi percepiamo come un leggero amarognolo.

“… forse dovevo attendere ancora qualche giorno prima di raccogliere le uve” ci conferma Clavien.

Per comprendere veramente il potenziale di questo vitigno, su cui punta molto, stappa una bottiglia dalla sua riserva personale, un 2004.

Carmin des Pierres 2004

Che buono !  

Di colore rubino profondo, già alla prima occhiata sintetizza ricchezza e concentrazione. Le sfumature di amarena, ciliegia nera e mora sono succose e ben amalgamate con note di cioccolata, caffé e minerali. È vellutato e croccante, più profondo del precedente, ricco di tannini ma perfettamente modellato da una bella acidità. Il lungo finale sintetizza la potenza della Syrah e la finezza del Pinot Noir. Gran bel vino ! 

Encre de Terre 2006

Ecco una delle Syrah vallesane che hanno stupito in occasione della grande degustazione “Le Syrah del mondo” proposta dal Grand Jury Europeen. Proveniente dalle colline dell’Hermitage e dalla Côte Rôtie fu introdotta in Vallese solo nel 1926.

“è una varietà che qui trova condizioni molto favorevoli, è coltivata da Leuk a Martigny in vigneti con le migliori esposizioni, infatti necessita di un clima secco ed asciutto, come quello vallesano …”

Il vino è strutturato e generoso evidenza aromi tipici del vitigno, frutta rossa a cui si alternano sfumature di pepe e spezie assortite. Ha una bella rotondità e una pregiata materia, un’architettura tannica fitta e vellutata. Il finale è molto lungo, fruttato e minerale. Oggi è un vino che esprime soprattutto la sua componente fruttata, ma tra qualche anno godrà di un bouquet di grandi complessità. Una grande Syrah che rivaleggia alla grande con quelle della Côte du Rhône.

Siamo sulla via del ritorno, è stata una giornata faticosa ma bellissima, che soddisfazione conoscere viticoltori di questa personalità …

“Merci Monsieur Claudy Clavien et au revoir à bientôt …”.

Informazioni su Stefano & Giorgio (357 Articles)
Giorgio Buloncelli & Stefano Ghisletta, “sommeliers per passione” Questo spazio vuole essere soprattutto un blog di approfondimento. La nostra idea è quella di scoprire e valorizzare le zone viticole e i viticoltori in grado di esprimere al massimo le caratteristiche territoriali delle singole zone. Vini ottenuti con tecniche agricole ed enologiche che esaltano l’impronta del vitigno, del territorio e la personalità del produttore, infatti la standardizzazione sta generando vini simili in ogni angolo del pianeta, appiattiti nel carattere e incapaci di sfidare il tempo.

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