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Le Syrah del Rodano

Il Grand Jury Europeen nella sua degustazione lo aveva preannunciato, venerdì 5 settembre anche noi abbiamo toccato con mano lo straordinario livello raggiunto della Syrah in Vallese.

Abbiamo spesso l’abitudine di cercare i grandi vini all’estero, in zone viticole pubblicamente riconosciute, senza pensare che forse questi grandi vini si possono trovare anche vicino a casa.

Ma perché sottovalutiamo quanto ci circonda ?
Il proverbio cita: “… l’erba del vicino è sempre più verde …”, non sempre è vero, infatti basta scoprire che nella regione alpina del Vallese si producono Syrah di straordinario carattere e grande finezza.

È un vitigno alternativo ai classici Cabernet Sauvignon e Merlot, lavorato in varie aree mondiali dedicate alla viticoltura ma che si esalta sui ripidi pendii che costeggiano il fiume Rodano, sia in territorio elvetico sia in quello francese. La Syrah è il simbolo della parte settentrionale della Côte du Rhône, dove concorre alla vinificazione di tutti “crus” principali: Côte Rôtie, Cornas, Saint Joseph, Crozes-Hermitage ed Hermitage. Qui le viti si arrampicano sui forti pendii terrazzati che portano dal sud di Vienne a Valence sulle due rive del fiume; i terreni sono generalmente composti da detriti granitici con esposizione sud, sud-est.

La collina dell’Hermitage zona d’elezione della syrah

Si pensava che il vitigno fosse stato portato dai crociati di ritorno dalle guerre, dalla città di Shiraz in Persia ma nuove ricerche sul DNA ci riconducono ad un incrocio tra due antichi vitigni qui coltivati per vari secoli: la Mondeuse blanche e la Durezza, oggi però quasi dimenticati.
Dunque si pensa che questo vitigno sia nato proprio nei vigneti della Côte-Rôtie nel primo secolo dopo Cristo. Raggiunge la giusta maturazione tra il 10 di settembre e la prima metà d’ottobre a seconda delle zone e delle annate, ama situazioni climatiche calde ed asciutte. 
In Vallese, la Syrah è arrivata molto più tardi, fu introdotta da Henri Wuilloud nel 1926 dove ha poi conosciuto un rapido e continuo sviluppo. Sui pendii che portano da Leuk a Martigny trova le condizioni climatiche necessarie per svilupparsi alla perfezione. Di maturazione tardiva ama infatti colline ben soleggiate dove i propri acini possono maturare lentamente. Si esprime magnificamente nel territorio di Chamoson dove le migliori espressioni possono fregiarsi della denominazione Grand Cru.

LA DEGUSTAZIONE

La degustazione si è svolta alla cieca, la sequenza dei vini è stata sorteggiata. Le bottiglie sono state scaraffate ca 2 ore prima dell’assaggio.

bottiglia nr. 1

Syrah Quintessence 2006 – Benoît Dorsaz a Fully (Vallese)

Fully si trova presso Martigny nella bassa vallata, su queste ripide pendenze Benoît Dorsaz esalta il frutto e la fragranza della Syrah. Il colore è brillante e vivace, ma scarico d’intensità con alcuni riflessi granati. Al primo contatto il naso è un po’ bloccato. Gli aromi sono comunque intensi e sintetizzano un frutto immediato e di bella definizione: al primo naso percepiamo il cuoio poi in successione note di ciliegia, lampone, frutti di bosco si alternano a sfumature floreali. Un vino delicato e fine, la struttura dei suoi tannini è dolce e ben rinfrescata. Il suo finale è coerente evidenza ritorni fruttati, floreali, minerali e speziate. È pronto e di grande piacevolezza.
Valutazione: 16.5/20

bottiglia nr. 2

Cornas Terrasses du Serre 2006 – Domaine du Coulet a Cornas 

Mathieu Barret lavora, seguendo i principi della coltura biodinamica, 13 ettari sui terreni granitici di Cornas. Di colore rubino intenso con riflessi violacei. Al primo naso difficile d’affrontare poi, con l’ossigenazione, sviluppa note di erbe di montagna, cuoio, un frutto denso e profondo ed una evidente nota di pepe bianco. Al gusto è ricco ed austero, ancora un pò bloccato da una trama tannica un via di fusione, è virile e si profila con un fresco finale decisamente maturo e speziato. Un vino molto bello soprattutto in prospettiva futura, bisogna solo sapere attendere …
Valutazione: 17.0/20

bottiglia nr. 3

Côte Rôtie 2004 – Tardieu-Laurent a Lourmarin

Dalle terrazze “arrostite dal sole” Michel Tardieu propone un vino di grande personalità. Il colore è rubino intenso con lampi porpurei segno che non ha ancora lasciato la sua fase giovanile. Ha grandi complessità in via di formazione; dapprina note selvatiche che via via diventano calde e dolci, una vena fumé, poi frutta nera, cassis, ginepro, erba secca, … Ci intriga per quell’attacco morbido ma poi si sviluppa in progressione, con tannini molto fini, su un finale molto lungo. È teso e vibrante, ci fa solo presagire quello che ci darà nel prossimo decennio. Molto buono.
Valutazione: 17.5/20

bottiglia nr. 4

Côte Rôtie Maison Rouge 2005 – Georges Vernay a Condrieu

L’azienda divide la propria superficie tra i miti di Condrieu e della Côte Rotie. La parcella denominata Maison Rouge origina un vino di colore porpora di grande concentrazione. Olfattivamente,anche se un po’ chiuso, sembra tridimensionale, con una sensazione di ricchezza di polpa: frutta rossa, erbe medicinali e speziature sono alla ricerca del giusto equilibrio. È ancora alla ricerca della giusta dimensione, è potente, profondo e dispone di una grande carica tannica che oggi ne maschera un pò il finale. Il finale è caratterizzato da un frutto puro e da una piacevole salinità. Peccati di gioventù, ancora qualche anno e poi …
Valutazione: 17.0/20

bottiglia nr. 5

Syrah Encre de la Terre 2006 – Claudy Clavien a Miège

Da Claudy Clavien siamo stati settimana scorsa per conoscerlo e per degustare i suoi vini: proprio una bella esperienza. Il nome del vino sintetizza alla perfezione il colore. “Encre” significa inchiostro, infatti alla vista è impentrabile. Le “nuances” sono delicate e per nulla invadenti e che equilibrio e maturità: cacao, mirtilli, ribes, violetta, speziature, liquirizia, … Questa sera è in forma strepitosa, la migliore bottiglia di questo vino finora degustato: potente, vellutato, profondo, un finale fruttato e minerale. Ragazzi che stoffa e che charme.
Valutazione: 17.5/20

bottiglia nr. 6

Syrah Vieilles Vignes 2006 – Simon Maye et fils a Chamoson

Jean-François e Axel Maye lavorano poco più di 10 ettari a Chamoson nel Basso Vallese, la loro produzione è articolata su un grande numero di varietà tipiche, ma è soprattutto la Syrah che li ha resi famosi. Le loro “vecchie vigne” si trovano nella frazione di Prés des Pierres su terreni calcarei molto ciottolosi. Di un bel rubino. Al primo naso e un po’ chiuso poi si esprime su sfumature di violetta, rosa, frutti di bosco e un tono speziato. Sempre magistralmente vinificato, presenta una bocca densa con una struttura tannica fitta, ha energia e finezza. Non ha la struttura dell’annata precedente ma sempre regolare e su alti standard. 
Valutazione: 17.0/20

bottiglia nr. 7

Syrah 2006 – Denis Mercier a Sierre

Denis Mercier è un’altro grande personaggio della viticoltura vallesana oltre che per la Syrah è conosciuto per la personalità del suo Cornalin. Il colore è di buona densità e lucentezza. Evidenzia una componente floreale e fruttata di bella purezza accompagnate da note speziate e di liquirizia. È carnosa, ricca di materia ma vibrante e sempre ben rinfrescata. Spinge con grande vigore verso un gran bel finale vellutato, forse solo leggermente meno complesso di altri. Grande maestria nell’estrazione dei tannini.
Valutazione: 17/20 

bottiglia nr. 8

Crozes-Hermitage Clos des Grives 2006 – Combier a Pont de l’Isère

La denominazione Crozes-Hermitage rappresenta l’estensione di quella dell’Hermitage limitata all’omonima collina. Qui Laurent Combier lavora 14 ettari seguendo il modello biologico. Questo vino esce un pò dagli schemi riscontrati in questa degustazione, un naso discreto, solare e dolce, quasi esotico, marcato da note fumé, bacche nere, cacao. È rotondo, senza alcuna asperità, presenta una trama setosa che procura piacere. Termina su note boisé e minerali. Malgrado la sua gioventù già molto piacevole.
Valutazione: 16/20

Conclusione

Una serata di grande livello dove tutti i vini sono racchiusi in una categoria superiore cioè dotati di una forte personalità, si distinguono per eleganza, complessità, consistenza e potenza, vini che al raggiungimento del perfetto equilibrio daranno grandi piacevolezze per lunghi anni.

I vini vallesani si accomunano per l’eleganza di tannini, una struttura completa ed una immediata espressione. Quelli della Côte du Rhône invece si differenziano per una certa difficoltà espressiva in fase giovanile ma con un potenziale evolutivo superiore.  

Informazioni su Stefano & Giorgio (357 Articles)
Giorgio Buloncelli & Stefano Ghisletta, “sommeliers per passione” Questo spazio vuole essere soprattutto un blog di approfondimento. La nostra idea è quella di scoprire e valorizzare le zone viticole e i viticoltori in grado di esprimere al massimo le caratteristiche territoriali delle singole zone. Vini ottenuti con tecniche agricole ed enologiche che esaltano l’impronta del vitigno, del territorio e la personalità del produttore, infatti la standardizzazione sta generando vini simili in ogni angolo del pianeta, appiattiti nel carattere e incapaci di sfidare il tempo.

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