Domaine Jean-Louis Trapet a Gevrey-Chambertin

 Jean Louis Trapet fa parte di quella schiera di giovani vignaioli che, seguendo la filosofia tracciata da Henri Jayer, hanno saputo riportare in alto il nome della Borgogna viticola. Prese le redini dell’azienda famigliare nel 1990, cosciente di volere applicare tutte le pratiche necessarie ad esprimere il valore del proprio territorio.

“Cosa c’è di più naturale per un vignaiolo di aiutare la vigna, organo vivente, a ricomporre gli elementi del suolo, dell’acqua, dell’aria e del sole”.

 Ecco la filosofica che regge il suo lavoro quotidiano, ma non solo, tutta la cantina è costruita in modo ecologico e capace di riprodurre l’energia necessaria grazie a pannelli solari. Da oltre una decina d’anni nel vigneto applica le tecniche ed i metodi della coltura biodinamica.

” I principi della biodinamica ci permettono di rispettare il nostro suolo, durante i vari periodi dell’anno sono applicate delle preparazioni naturali seguendo un ritmo cosmico preciso. Su questo suolo rivitalizzato noi aiutiamo la vigna a resistere ai parassiti e a fornirci frutti perfettamente sani e maturi. Le uve e successivamente il vino elaborato è, in questo caso, il mezzo per valorizzare le diverse sfumature del nostro territorio “.

Anche se nata nel 1919, l’azienda trova l’attuale dimensione negl’anni ’90 quando, causa una successione, il patrimonio viticolo fu suddiviso in parti uguali con i cugini Rossignol. Oggi la superficie occupa circa 13 ha. con parcelle nei più prestigiosi Grands Crus e Premiers Crus di Gevrey-Chambertin.

Durante la degustazione ci accompagna Madame Trapet, la mamma di Jean Luis, una persona di grande energia, che noi abbiamo simpaticamente soprannominato “sergente di ferro” per il suo modo spiccio di tenere alta la pressione sul personale che lavora in azienda. È orgogliosa e convinta delle scelte del figlio e non esita ad esprimerci il proprio entusiasmo.

Vini & Denominazioni

I vini in anteprima sono stati degustati nel novembre 2008.

Gevrey-Chambertin

Questa cuvée miscela le caratteristiche di quattro lieux-dits: En Dérée, Champerrier, Petite Jouise, Combe situati in media collina, a nord del comune.

Gevrey-Chambertin 2006

È molto piacevole e fresco, poggia su una buona struttura di carattere minerale con aromi floreali e di frutta rossa. Buono.

Gevrey-Chambertin 2007

È vinoso, fruttato e fragrante, evidenzia le caratteristiche date dalla fermentazione con una leggera presenza di carbonica. È fresco e piacevole con una struttura piuttosto leggera e piacevole.

Gevrey-Chambertin 1er cru

Rappresenta un assemblaggio di due parcelle situate nei Premiers Crus di Combotte e Corbeaux.

Gevrey-Chambertin 1er cru 2006

Ci piace per una bella definizione aromatica dove spiccano note floreali e fruttate. Bell’espressione di tannini seguito da uno sviluppo elegante ed un finale di definizione minerale. Buono +

Gevrey-Chambertin 1er cru “Clos de Prieur”

È uno dei più vecchi territori dell’azienda, la parcella fu infatti acquistata da un’antenato di Jean-Louis Trapet nel 1877.

Gevrey-Chambertin 1er cru “Clos de Prieur” 2006

Al naso è dapprima un po’ chiuso ma inseguito che bel vino: speziato, minerale, fruttato (fragola, lampone e ciliegia). In bocca è croccante, i tannini sono ben maturi ed il finale lungo e ben rinfrescato. Molto buono.

Gevrey-Chambertin 1er cru “Clos de Prieur” 2007

Minerale e speziato, un vino vivo, lineare e in tensione che si sviluppa in profondità con un lungo finale fruttato e minerale. Buono +

Chapelle-Chambertin 

Il nome deriva dall’esistenza di una cappella più volte costruita e distrutta nel corso dei secoli, ma distrutta definitivamente dopo la Rivoluzione Francese. L’esposizione è perfettamente verso est, le pendenze sono deboli ma sufficiente per ottenere un drenaggio ideale. È il meno conosciuto dei Grands Crus della zona in quanto i suoi sette produttori che si dividono i 5.5 ettari vantano delle parcelle nei vigneti più prestigiosi di Gevrey.

Chapelle-Chambertin 2006

Ci offre una pregevole eleganza. Un vino di carattere femminile dotato di morbidezza e di tannini vellutati che lo rendono profondo e persistente. Il finale ha qualità, freschezza e ritorni di frutta nera e minerali. Molto fine e molto buono.

Chapelle-Chambertin 

È chiuso e difficile da affrontare, ma che materia e personalità. Ha un bel potenziale da sviluppare con tannini potenti e maturi, chiude in tensione dandoci sensazioni di frutta nera e spezie. C’è solo da pazientare 5-6 anni. Molto buono.

Latricières-Chambertin

Latricières-Chambertin è il più prolungamento di Chambertin verso Morey-St.-Denis. L’etimologia del termine latino “tricae” indica questo luogo di poco valere, dove la propria terra non è fertile. Infatti il suolo che sostiene queste vigne è poco profondo e magro, condizioni che si potevano adattare esclusivamente viticoltura. I suoi 7 ettari totali sono suddivisi tra 9 proprietari che dispongono di appezzamenti che non superano 1.5 ettari. Questa parcella fu la prima acquistata dal domaine Trapet già nel 1904.

Latricières-Chambertin 2007

È di grande espressione aromatica: violetta, ciliegia, lampone, frutti di bosco, minerale. Dà tutto in finezza: un buon volume, tannini vellutati, bella freschezza ed un equilibrato finale. Che eleganza.

Chambertin

Chambertin copre 12.9 ettari di vigna che furono, nel V secolo, “il campo di un certo Bertin”. Le potenti abbazie di Langres, Cluny e i signori della zona si sono divisi per secoli questo nobile territorio. È compreso tra la zona boschiva che occupa la parte superiore della collina e la Rue des Grands Crus, l’altezza è compresa tra i 270 e i 280 metri. La sua superficie è divisa tra 21 produttori e frazionata in minuscole parcelle, di cui la più grande (1.95 ettari) è di proprietà di Armand Rousseau. La prima parcella di 1 ettaro fu acquistata da Arthur Trapet nel 1919 superficie poi estesa con l’acquisto di altre due parcelle. I loro filari corrono dal basso all’alto della denominazione riflettendo tutte le diversità dei suoli.

Chambertin 2004

Non è l’annata monumentale del 2005 quindi più piacevole da degustare in questa fase, sa esprimere eleganza e finezza. Al primo approccio è chiuso poi seducente, ha una bella struttura e sviluppa tannini maturi, è ben rinfrescato e saporito. Molto buono.

Chambertin 2007

Di solito si conclude sempre con il vino migliore. Beh questo è di livello assoluto. Ha fascino, è intrigante, un vino che va alla ricerca della giusta armonia. Tutte le componenti necessarie sono presenti con forza ed eleganza. A tra 10 anni “monsieur le Chambertin”.

Un grazie di cuore a “madame” Trapet per le entusiasmanti spiegazioni.

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