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Visita ad Ermanno Accornero a Vignale Monferrato

Di solito le nostre discese in Piemonte hanno per meta le pregiate terre di Langa, ma questa volta, su consiglio dell’amico Gabriele Bava abbiamo voluto andare alla scoperta del Monferrato visitando l’azienda Accornero a Vignale Monferrato.

I paesaggi si distinguono per la loro ampiezza, i villaggi si arrampicano sulle cime delle colline disposti attorno a manieri medioevali che dominano la pianura. Qui la coltura viticola non è l’unica fonte di sostentamento, infatti sono attivi altri tipi di agricoltura e di allevamento.

Le dolci colline del Monferrato

La tenuta degli Accornero si sviluppa in una conca naturale, perfettamente illuminata dal sole, situata ai piedi della collina su cui padroneggia il centro abitato di Vignale Monferrato.

” Qui gli Accornero, ci spiega Ermanno, lavorano la vigna da oltre cent’anni, mio nonno, infatti, conferiva le uve alla cooperativa locale già prima della fine del 1800. Fu mio padre Giulio ad iniziare la vinificazione delle uve raccolte espandendo poi le terre di proprietà fino raggiungere gli attuali 20 ettari a vigneto che circondano Ca’ Cima, oggi divenuta la dimora della famiglia e la sede dell’azienda vinicola. Le varietà coltivate rispecchiano la tradizione del Monferrato, cioè Freisa, Malvasia di Casorzo, Grignolino e Barbera, anche se quest’ultime rappresentano quelle privilegiate e più diffuse.
I suoli sono in prevalenza argillo-calcarei, terre che ricoprono uno strato di roccia di tufo che mantiene l’ideale umidità impedendo così alle viti di soffrire lo stress idrico anche in annate particolarmente siccitose; la roccia è inoltre capace di conferire ai vini una caratteristica e piacevole mineralità. In vigna, continua Ermanno, applichiamo semplici e naturali pratiche, ma solo quando è veramente necessario, precisa. La mia filosofia non prevede ne metodi biologici ne quanto meno biodinamici, metodi molto validi ma spesso un po’ modaioli “.

Ermanno Accornero

LA DEGUSTAZIONE

La degustazione che ci propone ha per scopo quello di valutare le potenzialità e le caratteristiche dei due vitigni su cui ha deciso di puntare.

Bricco del Bosco – Grignolino del Monferrato Casalese DOC

Il simpatico nome di “Grignolino” deriva quasi sicuramente da “grignole”, termine con cui vengono indicati, nel dialetto locale, gli abbondanti vinaccioli presenti negli acini. Sebbene le prime notizie sul Grignolino risalgano alla fine del ‘700, sembra che fosse già diffuso per produrre vini “chiaretti” nel Cinquecento.

Le basse rese e le vendemmie ritardate fino ai primi giorni di ottobre, portano un’elevata maturazione degli acini conferendo ai vini grande pienezza. Per sfatare l’idea del vino semplice e da consumare nell’arco dell’anno Ermanno ci propone, alla cieca, la degustazione di due annate diverse.

1° bottiglia

Si presenta nella tradizionale veste scarica, di colore rubino brillante, i profumi sono inebrianti, caldi e fruttati, dove si riconoscono le piccole bacche. È morbido, ha volume e struttura, la trama tannica è matura e ben levigata. Il finale è caldo, lungo e piacevolmente minerale; un vino perfettamente vinificato.

2° bottiglia

È di colore granato tendente al ramato, i ricordi sono di prugna, amarena e fieno secco. Al gusto è caratterizzato da una spiccata acidità, una tannicità ancora ben presente che conferisce al finale una leggera secchezza che probabilmente non si ammorbidirà più. Un vino che va verso la fine del proprio ciclo, anche se non disdegnerei un nuovo assaggio per magari esserne sorpreso.

Scoperte le bottiglie conosciamo le due annate: la 1° bottiglia era frutto della vendemmia 2005 mentre la 2° di quella del 2003. A parte la sorpresa la 2° bottiglia aveva oramai perso la natura fruttata che caratterizza questa tipologia di vino, molto più piacevole nel primo assaggio, ma stupiva per la sua presenza gustativa.

L’interessantissima degustazione prosegue con altri due assaggi alla cieca.

Bricco Battista – Barbera del Monferrato Superiore

La Barbera rappresenta la varietà più diffusa in Piemonte, in grado di generare vini di varia qualità. Trova la propria patria nelle terre che furono del marchesato prima e del ducato del Monferrato poi. Si suppone che sia nata spontaneamente da qualche seme di vitigni diffusi allora, sostituendo poi vecchie e scadenti varietà locali. La prima attestazione a “vigneti di Barbera” risale a testi del 1514. Le origini del nome sono incerte, alcune versioni lo associano allo stemma uvaceo dei conti Barberis, mentre altre interpretazioni sostengono l’incrocio tra barba (radice) ed il termine dialettale “albera”, siti boscosi dove erano messe a dimora le viti. Nel corso del ‘700 la Barbera conobbe una rapida espansione nelle terre d’Asti, Casale, Alessandria, Tortona, Vercelli e Novara, mentre solo più tardi si diffuse nelle Langhe.

Bricco Battista rappresenta il vino di punta, quello che riesce ad esprimere meglio il carattere di Ermanno. La selezione in vigneto porta rese estremamente basse, non superiori ai 40 hl. per ettaro, quindi ai primi di ottobre si vendemmiano acini di grande qualità con un giusto equilibrio tra acidi e zuccheri ed una perfetta maturità fenolica.

1° bottiglia

Il colore è denso ed impenetrabile, prima dell’ossigenazione sprigiona aromi di ciliegia nera e spezie dolci, poi apre su un frutto croccante ben rinfrescato da sfumature di petali di rosa. È succoso, carnoso, ha un buon equilibrio tra acidità ed alcool, i tannini sono perfettamente levigati, tutte sensazioni perfettamente integrate nella struttura generale. Il finale è completo, lungo e di bella bevibilità, termina con ritorni tostati e minerali. Ha un gran bel avvenire.

2° bottiglia

Già alla vista mostra una maggiore evoluzione, evidenzia un colore granato di bella vivacità. Il bouquet risalta una notevole complessità, emergono note di frutta nera, sfumature di sotto bosco, caffè e tabacco, … Al gusto si distingue per rotondità e grassezza, è vellutato e sempre rinfrescato da una bella acidità. Il finale è equilibrato e lascia un’interminabile scia fruttata e minerale.

Che Barbere!

Scopriamo le bottiglie e conosciamo di avere degustato il frutto delle vendemmie 2004 e 1999, una dimostrazione di perfetta maturità, un vino che racchiude tutta la filosofia di Ermanno: “bevibilità, digeribilità, equilibrio ed armonia”. Complimenti

Purtroppo il tempo è volato e ci stanno attendendo al Ristorante Bella Rosin a Moncalvo per il meritato pranzo, lasciamo Ermanno con la promessa di rivisitarlo a breve, anche se con molta probabilità ci incontreremo da Gabriele Bava in occasione del tradizionale Galà del Gusto che si terrà sulle rive del Lago Maggiore a Cannobio nel prossimo mese di luglio.

Informazioni su Stefano & Giorgio ()
Giorgio Buloncelli & Stefano Ghisletta, “sommeliers per passione” Questo spazio vuole essere soprattutto un blog di approfondimento. La nostra idea è quella di scoprire e valorizzare le zone viticole e i viticoltori in grado di esprimere al massimo le caratteristiche territoriali delle singole zone. Vini ottenuti con tecniche agricole ed enologiche che esaltano l’impronta del vitigno, del territorio e la personalità del produttore, infatti la standardizzazione sta generando vini simili in ogni angolo del pianeta, appiattiti nel carattere e incapaci di sfidare il tempo.

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