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In visita da Morey-Coffinet a Chassagne-Montrachet

Molto spesso i nostri pensieri vanno alla Borgogna, sia per le amicizie che oggi possiamo vantare, sia per il fascino di questa terra e per l’unicità dei suoi vini. Per trasmettere le nostre emozioni, agli amici del CLUB abbiamo proposto una visita di due giorni per capire meglio quanto la viticoltura sia fondamentale nelle tradizioni di questa gente.
Un giusto numero di persone hanno aderito con entusiasmo ed interesse, le 6 ore che separano il Canton Ticino da Beaune sono state abbastanza faticose, ma vedere l’estenzione dei vigneti che circondano la città borgognona ha risollevato il morale di tutti i partecipanti infondendo nuovo entusiasmo.

Tutto è pronto la Borgogna ci attende

 Già in mattinata eravamo attesi da Thibault Morey per una visita del domaine famigliare Morey-Coffinet che ha sede a Chassagne-Montrachet. Nelle stupende cantine costruite nel 1500, tra le più belle da noi visitate in Borgogna, abbiamo incontrato anche Patrick Maclart, un grande appassionato di vini che abbiamo conosciuto negli ultimi mesi su Facebook e che ci ha gentilmente accompagnato durante tutto il nostro soggiorno, consentendoci di approfondire le nostre conoscenze.

La dimora della famiglia Morey costruita nel 1820

Le splendide cantine dell’azienda

Il momento della degustazione

L’azienda è di piccola taglia ma vanta una qundicina di denominazioni situate nel comune di Chassagne-Montrachet, qui regna lo Chardonnay che genera straordinari Premiers e Grands Crus. Thibault ci riserva una bella ed interessante degustazione dei vini della vendemmia 2007, imbottigliati pochi mesi prima.

Bourgogne Chardonnay: una bella sorpresa per una denominazione generica, esprime soddisfazioni, una discreta struttura e un buon equilibrio. Un vino già piacevole che si conserverà per alcuni anni. Il prezzo ? molto interessante, soli 7 €.

Chassagne-Montrachet: denso, esotico e con una bella sfumatura boisé, in bocca è morbido, fresco, minerale e con un ritorno di mandorla tostata.  

Chassagne-Montrachet1er cru Cailleret: ha un carattere fine, maturo e delicato, vino di buona complessità. Da ricordi di frutta bianca, pompelmo e una sfumatura minerale. L’attacco è ampio e grasso, è tonico ed equilibrato, il finale è molto lungo, minerale e citroné.

Chassagne-Montrachet 1er cru En Remilly: il luogo è di quelli che fanno sognare, infatti “En Remilly” sovrasta il mitico Montrachet. Al momento non è molto espressivo ma ha un fondo minerale, esotico e floreale. È lineare, tonico e teso verso un lunghissimo finale, l’elevazione è ancora da assorbire alla perfezione, ma che vino; ottimo il potenziale d’invecchiamento.

Chassagne-Montrachet 1er cru La Romanée: presenta un naso un pò meno fine del precedente con note esotiche accompagnate da una sfumatura vanigliata. Una bella freschezza accompagna lo sviluppo gustativo, basato su una importante vena minerale ed un lungo finale citroné. Ha bisogno dell’affinamento in bottiglia per armonizzare alla perfezione le proprie sensazioni.

Chassagne-Montrachet 1er cru Les Farendes: un vino di grandi potenzialità, al momento discreto ma nel contempo deciso nel suo incedere. Ha una bella materia che non si è ancora sviluppata completamente, non dubitiamo assolutamente che quando la raggiungerà avremo una grande bottiglia. Molto buono.

Puligny-Montrachet 1er cru Les Pucelles: è frutto di una parcella posta nelle vicinaze “dei Montrachet”. Ha un carattere esotico e agrumato, è diretto, teso e marcato da fini note tostate. 

Bâtard-Montrachet: solo 700 bottiglie sono prodotte da questi magici filari che originano un vino in “fasce”. Ha bisogno di ossigeno per sviluppare potenza e ampiezza, percezioni sostenute da una viva acidità. Il finale ha già un buon equilibrio e attende di assimilare le sfumature date dalla maturazione in botte. In prospettiva gran bel vino.

Anche se l’azienda è conosciuta per i suo bianchi possiede alcuni ettari lavorati con il Pinot nero da cui sono prodotte quattro denominazioni. 

Bourgogne 2006: è da godere nella sua gioventù, fragrante, fruttato. Molto piacevole nell’arco dei 3-5 anni.

Chassagne-Montrachet 2006: ha un bel naso, emerge la purezza del frutto, si riconoscono note di ciliegia e di fragoline di bosco. Ha una discreta struttura, bei tannini e una bella energia, che rende il finale piacevole.

Chassagne-Montrachet 1er cru Morgeot 2006: si conferma più per finezza che per potenza, è succoso e con tannini discreti e vellutati. Il finale è di buona lunghezza ed equilibrato.

Da sinistra: Thibault Morey, Stefano Ghisletta, Patrick Maclart e Giorgio Buloncelli

Al termine della visita Thibault ha organizzato per noi una pranzo nelle vicinanze di Chassagne, condividendo con noi alcune magnum della sua cantina privata. Un momento di amicizia che ha coinvolto tutti i presenti.

Thibault Morey con gli amici del CLUB

Merci beaucoup Thibault et à bientôt.

Informazioni su Stefano & Giorgio (357 Articles)
Giorgio Buloncelli & Stefano Ghisletta, “sommeliers per passione” Questo spazio vuole essere soprattutto un blog di approfondimento. La nostra idea è quella di scoprire e valorizzare le zone viticole e i viticoltori in grado di esprimere al massimo le caratteristiche territoriali delle singole zone. Vini ottenuti con tecniche agricole ed enologiche che esaltano l’impronta del vitigno, del territorio e la personalità del produttore, infatti la standardizzazione sta generando vini simili in ogni angolo del pianeta, appiattiti nel carattere e incapaci di sfidare il tempo.

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