Ticino 2007, una gran bell’annata

Lunedì 7 settembre Ticinowine, organo ufficiale per la promozione dei vini ticinesi, ha presentato “Il viso del vino” il tradizionale incontro con i vini e i prodotti del Canton Ticino. Un’occasione per degustare oltre 240 vini presentati da 60 produttori, una formula di successo che ogni anno attira migliaia di appassionati.

La vendemmia che si appresta ad essere commercializzata è il 2007, un millesimo che seguiamo nel suo sviluppo già dalla primavera 2008 con frequenti visite presso i produttori, dove degustando dalle botti abbiamo potuto apprezzarne le potenzialità. Già nel novembre 2008, grazie al contributo di alcuni amici che hanno preparato appositamente dei campioni, abbiamo potuto rilevarne il carattere con una piccola degustazione da noi organizzata a Meursault (Borgogna) dove erano presenti alcuni rinomati produttori.

 Un’annata che ha avuto un andamento del tutto particolare, infatti mai negli ultimi 50 anni si è riscontrato un ciclo vegetativo così precoce, con vendemmie anticipate di una quindicina di giorni, garantendo un’ottima maturazione fenolica e preservando pure una bell’acidità dei mosti. Come nel 2005 si torna su livelli di omogeneità elevata, la diminuzione della produzione, rispetto alle vendemmie precedenti, ha portato a una selezione naturale delle uve permettendo a ogni produttore di esprimere il proprio valore.

Ecco le nostre personali sensazioni dei vini degustati, scusandoci fin d’ora con i produttori che non abbiamo potuto incontrare per mancanza di tempo. Ci siamo concentrati sul “Merlot Ticinese” cercando di descrivere il vino principale di ciascun produttore tralasciando volutamente gli altri vini presentati.

 Da chi iniziare ?

Vabbè, andiamo per ordine sparso ed iniziamo dal Merlot Riserva dell’Ör dell’Agriloro. Inutile nascondere la nostra simpatia per questo vino, ha una propria personalità ben distinta, ancora più rimarcata quest’anno. Linearità, tensione, mineralità e purezza del frutto, quattro aggettivi per descrivere un vino d’eccellente potenzialità.

“Canta” la terra, eccome canta. Il Canto della Terra di Monti  è un vino che da avvolgenza, tannini fitti e vellutati, l’acidità riesce a dare equilibrio a tanto ben di dio rendendolo vivo e mai esagerato. Lo stile dei vini dell’azienda Monti evidenziano una particolare precisione nell’estrazione, finezza riscontrata anche nel Malcantone Rosso dei Ronchi, un assemblaggio di Merlot e Cabernet Sauvignon di elegante ampiezza.

Altro vino celebrato è il Gran Risarvier di Klausener, ha grandi potenzialità per eccellere ma al momento è ancora un po’ slegato e solo dopo aver raggiunto il giusto equilibrio potremo dire, “ecco ci siamo”. Non dubitiamo che questo possa avvenire dopo qualche tempo di affinamento in bottiglia. Di Eric e Fabienne Klausener abbiamo pure apprezzato il “più facile” Rosso di Sera, un vino succoso ed equilibrato che evidenziava un’estrazione di qualità.

Il nostro gusto personale ha spesso descritto il Balin di Kopp Von der Crone Visini un vino un po’ troppo concentrato e dimostrativo. Quest’ annata ci smentisce, e ce ne rallegriamo, infatti alla consueta struttura è associata maggiore freschezza. rendendolo più dinamico.

Visitammo Vincenzo e Marco Meroni sul finire dell’estate scorsa quando i loro vini erano nel pieno dell’elevazione in botte. Oggi abbiamo potuto apprezzare la loro evoluzione, più teso il Biasca Riserva, una piccola selezione di vecchi ceppi, più ampio il Rampèda. Entrambi presentano tannini molto vigorosi ma considerato il fatto che i vini non sono ancora imbottigliati, vi invitiamo ad attendere qualche anno prima di apprezzarli pienamente. Sono vini maschili non apprezzati da tutti, ma a noi piacciono così proprio per quella loro sincerità.

Le aziende Brivio & Gialdi larorano a stretto contatto da diversi anni, i loro vini, elaborati da Freddy De Martin, esprimono il carattere di due zone contrapposte: le Valli dell’Alto Ticino, il Sassi Grossi, e le dolci colline del Mendrisiotto, il Riflessi d’Epoca; le diversità sono evidenti.
Il Sassi Grossi di Feliciano Gialdi ha una struttura carnosa e vigorosa, ha una spiccata acidità che ne determinerà la longevità, quindi lasciamolo in cantina almeno un paio d’anni.  Il Riflessi d’Epoca di Guido Brivio gioca sulla contrapposizione, è preciso ed equilibrato in ogni sua sfumatura tanto da essere già pienamente godibile al momento. Stesso stile ma con un maggiore volume per il Platinum, un piccolo Amarone, che quest’anno gode di maggiore freschezza e bevibilità.

Il Novi dal Drumpa di Mauro Ortelli, come sempre, esalta la delicatezza, la bevibilità e la finezza. Mai esageratamente concentrato evidenzia la purezza del frutto.

Uno dei vini che più appreziamo nelle migliori annate è il Merlot Rovio Riserva. Gianfranco Chiesa riesce a preservarne la fragranza ed il frutto, la struttura, mai esagerata ed equilibrata, ne favorisce la bevibilità. L’unico problema ? la nostra cantina ne resterà presto sprovvista.

Con l’Ultima Goccia Giada e Andrea Arnaboldi hanno voluto commemorare il  loro papà Fabio, conosciuto enologo ticinese. Presentato per la prima volta in quest’ annata in sostituzione del Rompidéé, ci soddisfa pienamente, ha maturità, un bel corpo, tannini fitti e un bel finale speziato. Un vino che seguiremo anche nei prossimi anni.

Conosciamo molto bene le teorie di Giorgio Rossi sulla finezza, la freschezza e la bevibilità di un vino e ci meravigliamo quando degustiamo il suo Ronco dei Ciliegi 2007. Un vino più mascolino, con una personalità che lo distingue dai precedenti: ha tannini più marcati e un’acidità che ne allunga lo sviluppo. Personalmente ci piace molto. Giorgio è pure l’unico produttore che riesce a valorizzare la Bondola, l’unico vitigno autoctono ticinese. La sua Bondola del Nonu Mario è un vino sincero, un pò rustico, fragrante e speziato, vale un assaggio.

A Giancarlo Pestoni piacciono i vini delicati ed eleganti, infatti il suo Pizzorin sintetizza queste caratteristiche, completate in quest’annata da una maggiore struttura. Anche gli aromi giocano sulla freschezza: frutti e fiori rossi associati a un buon dosaggio del legno.

Il Montagna Magica di Daniele Huber è un vino fatto per essere goduto dopo 4-5 anni dalla vendemmia, quindi degustarlo in “primeur” risulta quasi semplice, ma ha le caratteristice per svilupparsi bene. La struttura è affusolata, i tannini sono maturi e l’acidità è viva, un vino che al momento sembra trattenuto. Peccato non aver potuto degustare il Vigneto Castello, un vino che ci aveva entusiasmato nel 2005, ma purtroppo è già esaurito.

Per l’occasione Enrico Trapletti non presenta solo i suoi Merlot, ma anche due nuovi vini che originano dal Nebbiolo e che volutamente tralasciamo. I due “classici” sono il Trapletti e il Culdrée, vini che conosciamo molto bene. Nascono da uve lavorate con le stesse procedure sia in vigneto che in cantina, per poi prendere strade diverse dopo la vinificazione: il Trapletti è imbottigliato dopo qualche mese, mentre il Culdrée è introdotto in barriques per vario tempo. Questa differenza origina due vini diversi. Strutturato, fragrante e fruttato, il Trapletti, carnoso, vellutato, intenso e dinamico, il Culdrée. Se il primo da già buone garanzie oggi, il secondo ha grandi potenzialità tra 2-3 anni.

Il Cavaliere Riserva di Roberto Belossi (Cantina Il Cavaliere) ha oramai trovato una propria dimensione, quest’anno rafforzata da un bel corpo. Ha freschezza d’aromi, tannini precisi e un finale persistente e vivo.

Il Vindala di Settemaggio è sempre strutturato e generoso, qualche volta anche troppo, con quest’annata i fratelli Marcionetti sono riusciti a garantire maggiore equilibrio tra la densità e la freschezza tanto da ben vivacizzare il finale.

Altro vino che mostra i muscoli è il Sinfonia Barrique della azienda Chiericati, un vino che fa della mascolinità il proprio carattere e che necessita qualche anno di bottiglia per ammorbidire la propria gioventù.

Una delle nostre curiosità era degustare l’Agra Riserva di Sascha Pelossi, conosciuto enologo dei Tenimenti dell’Ör. Il vino ci aveva già stupito nella versione 2006 e in quest’ annata conferma tutto quanto di buono ci aspettavamo: un vino ricco che si snoda con agilità, vellutato e di lunga persistenza. Veramente un’ottima alternativa ai soliti noti. Molto promettente pure il Lamone.

Léneo di Nicola Corti è sinonimo di garanzia, ben levigato ed equilibrato sfuma su piacevoli note speziate.

Ha classe il Carato Riserva di Delea, è succoso, elegante e già di buon equilibrio, ben dosato l’uso del legno.

Come potete percepire dalle nostre note, una serie veramente impressionante di vini di ottimo livello, con punte di d’eccellenza. Il livello raggiunto è ottimo ma attenzione a non esagerare soprattutto con le concentrazioni e il dosaggio della botte.

Bisogna notare che la gran parte dei vini principali non sono ancora commercializzati e alcuni nemmeno imbottigliati, quindi eventuali peccati di gioventù saranno assorbiti con il passare del tempo.

Le potenzialità  di quest’annata ci sono tutte: struttura, tannini maturi e una bella acidità che da equilibrio e profondità, vini che meritano qualche anno di cantina.

Veramente una vendemmia molto buona, se sarà veramente grande solo il tempo ce lo confermerà.

 

Un commento Aggiungi il tuo

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...