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Meursault: Domaine Pierre Morey

È stato un gran bel momento quello passato a Meursault in compagnia di Pierre Morey, sia per il carisma della persona che per lo spessore dei suoi vini. Forse qualcuno si chiederà chi è, visto che si tratta di una persona schiva e che rifiuta le luci della ribalta.

Pierre Morey è uno dei più seri e rigorosi vignaioli borgognoni, uno dei personaggi che hanno contribuito, negli anni ’90, a tracciare la via del territorio, una persona capace di aumentare la rinomanza mondiale di una tra le aziende più conosciute della Côte des Blancs: il Domaine Leflaive.

L’entrata dell’azienda poco lontana dal centro di Meursault

Prima ancora, nel 1971, ottiene il diritto di sfruttamento di parte delle terre dei Conti di Lafon aggiungendoli ai vigneti di famiglia. Queste terre furono poi restituite progressivamente a partire dal 1984 con l’avvento di Dominique Lafon presso il Domaine Comte de Lafon. Contemporaneamente all’azienda di famiglia, Pierre Morey, inizia la collaborazione con il Domaine Leflaive a Puligny-Montrachet, divenendone il gerente dal 1988 al 2008, periodo in cui ha conosciuto e applicato le teorie della biodinamica lavorando al fianco di Anne-Claude Leflaive. Da questo momento, con la collaborazione della figlia Anne, si dedica esclusivamente al Domaine Pierre & Anne Morey.

Oggi seguendo sempre i principi della biodinamica lavora una decina di ettari ripartiti essenzialmente sul comune di Meursault. Per rimediare alla perdita di alcune prestigiose denominazioni i Morey hanno costituito nel 1992 la Morey Blanc, una società per l’acquisto di uve provenienti dai migliori territori mancanti, fiducia riposta solo su bravi vignaioli che sanno interpretare lo stile già ben affermato.

Pierre Morey

Ci affascina e lo staresti ad ascoltare per ore quando ci spiega i suoi metodi, i suoi pensieri e le diverse caratteristiche dei “climat” di Meursault e dintorni. È uno di quelli che credono che gran parte del lavoro si faccia in vigna e che in cantina basti non fare disastri, cioè esclusivamente sorvegliare …

LA DEGUSTAZIONE

La degustazione proposta da Pierre Morey prevede gli assaggi dei vini della vendemmia 2007.
” Un anno molto
precode, ci dice, dove la vegetazione è iniziata molto presto ed estremamente rapida. Il mese d’aprile è stato secco, soleggiato e molto caldo, la spinta della vigna è avanzata rapidamente fino a raggiungere le 3 settimane d’anticipo. Il lavoro in vigna si è concentrato nel seguire questa esplosione vegetativa. Dall’ 8  giugno, e per il resto del mese, un periodo temporalesco ha inquietato i vignaioli, in luglio e agosto il tempo è stato abbastanza umido e talvolta molto freddo per la stagione. In queste condizioni l’inizio delle vendemmie, previsto per la metà di agosto, si è riposizionato all’inizio di settembre, in effetti le raccolte si sono svolte dal 1 al 7 settembre sotto uno splendido sole. Lo stato sanitario delle uve bianche era molto buono, la maturità soddisfacente. Per il Pinot è stato necessaria una cernita prima in vigna poi in cantina per eliminare gli acini non maturi o danneggiati.
Il 2007 ha necessità di una lunga maturazione, le fermentazioni malo-lattiche hanno ammorbidito considerevolmente i vini che erano piuttosto nervosi grazie ad un’acidità molto presente. I rossi sono in bottiglia da dicembre 2008, i bianchi, eccetto l’Aligoté, sono rimasti in legno fino a questa primavera “.

BOURGOGNE Aligoté 2008 – Domaine Pierre Morey : Non ne abbiamo degustati molti di Aligoté ma sicuramente mai come questo, preciso nella definizione aromatica, fresco e minerale. Ha slancio e vivacità, una buona struttura racchiude un lungo finale che lascia una scia floreale e di brutta bianca. Che inizio. Tutte le parcelle sono situate su Meursault su suoli abbastanza profondi e di natura argillo calcarea con ceppi impiantati nel 1957. È un vitigno tipicamente borgognone relativamente precoce utilizzato localmente come aperitivo con l’aggiunta di crema di cassis.

AUXEY-DURESSES 2007 – Morey Blanc : Altra bella scoperta un vino ancora ben nitido nella nostra memoria, non voluminoso ma affilato e teso che dà vigore alla bocca. Il finale si distingue per purezza, freschezza e mineralità. Da berne a secchi. Buono +

SAINT-AUBIN 1ER CRU LES COMBES 2007 – Morey Blanc : Les Combes sovrasta e confina con Chassagne-Montrachet, ben esposto verso sud-est. Naso di bella precisione, gli aromi sono freschi e pungenti, si riconoscono note di pera e speziature. L’attacco è ricco e grasso poi si snoda con energia evidenziando una buona persistenza con ritorni d’agrumi e mandorla. Buono

MEURSAULT 2007 – Domaine Pierre Morey : L’azienda possiede 3 parcelle in vigne differenti: Les Forges, Les Pellans e Les Chaumes per una superficie di 0.86 ettari con ceppi impiantanti nel 1983. L’assemblaggio esprime un bell’ equilibrio e rotondità, di buona struttura chiude con un finale generoso e fresco. Buono

MEURSAULT Les Tessons 2007 – Domaine Pierre Morey : Les Tessons si situano sul prolungamento dei 1ers crus. La parcella di questo lieu-dit sovrasta il villaggio di Meursault, poggia su terre sassose con un sottosuolo calcareo che contribuisce alla mineralità di questo terroir. Un altro vino che ci ricordiamo bene: fine, preciso ed elegante, ha tensione ed un finale di sorprendente lunghezza e, come si voleva dimostrare, minerale. Un vino da invecchiamento, ci suggerisce Pierre Morey. Molto buono

Alcune delle bottiglie degustate

MEURSAULT 1ER CRU BOUCHÈRES 2007 – Morey Blanc : È il più piccolo dei 1ers crus di Meursault situato in media collina su terreni calcarei. Il vino ha intensi aromi di fiori bianchi, un tocco di frutti esotici, note di pepe bianco e una forte componente di gesso. All’attacco è ampio si sviluppa con una bella freschezza anche se il finale è ancora tutto da scoprire, bel potenziale. Buono +

MEURSAULT 1ER CRU CHARMES 2007 – Morey Blanc : Riassume alla perfezione il suo nome “charmes”, allinea finezza  ed eleganza alla struttura. È slanciato e continuo nel suo incedere, l’acidità spinge verso un lunghissimo finale equilibrandone le componenti. I ritorni sono di fiori bianchi e sapidi. Molto buono.

MEURSAULT 1ER CRU GENEVRIERES 2007 – Morey Blanc : Di bella definizione aromatica, le note floreali si associano a quelle grigliate e speziate. Al gusto è generoso, pieno d’energia, affilato e diretto. Ha un potenziale enorme; una grande orchestra che deve ancora armonizzare tutti i solisti. In prospettiva un grande vino.

MEURSAULT 1ER CRU PERRIÈRES 2007 – Domaine Pierre Morey : Assaggiare la Perrières in gioventù risulta sempre difficile perchè il vino è riservato e discreto. Ha una spina dorsale longilinea ma ha bisogno di anni per creare la struttura e le complessità che gli competono e che gli permetteranno di darci grande piacere per decenni. Oggi basta comprenderne il potenziale e sognare …, sperando di riassaggiarlo nel periodo migliore.

CORTON CHARLEMAGNE 2007 – Morey Blanc : Già a livello aromatico dà la sensazione di un vino maturo, grasso ed intenso, associato a note di vaniglia e grigliate. L’attacco è denso, potente e caldo, ha struttura ed un finale che chiude si ritorni freschi di pompelmo, mandorla tostata e minerali. Buono ++

MEURSAULT Les Terres Blanches 2006 – Domaine Pierre Morey : Ancora marcato dall’elevazione in legno è dapprima chiuso poi si apre su note di nocciola, mandorla tostata e cioccolata bianca. È ricco, caldo e abbastanza potente, il riflesso dell’annata toglie un po’ di esuberanza al finale. Buono

MEURSAULT 2000 – Domaine Pierre Morey : Al naso favorisce sensazioni piuttosto evolute e leggermente ossidate. Si esprime meglio al gusto è rotondo ed equilibrato, buono lo sviluppo ed un finale ancora presente e vivo. Buona tenuta.

MEURSAULT 1999 – Domaine Pierre Morey : Sta evolvendo molto bene, si esprime complesso con sfumature di sottobosco, funghi, tartufo, foglie secche, una miscela di spezie, … È sorprendente per brio e energia, mentre eleganza ed equilibrio danno classe ad un lunga scia finale. Buono +

MEURSAULT Les Tessons 2005 – Domaine Pierre Morey : La bottiglia è aperta per l’occasione, al primo naso è ancora segnato dall’elevazione in botte: pan brioche, mandorla tostata, pepe bianco, poi con l’ossigeno esalta la freschezza del frutto. In bocca è lineare e cremoso, bellissimo per lunghezza e qualità del finale, i ritorni sono esotici e saporiti. Profondo ed elegante, all’inizio di un bel percorso, ci piace molto.

MEURSAULT Les Tessons 2004 – Domaine Pierre Morey : Olfattivamente presenta un carattere ridotto dove si evidenziano note di zolfo e polvere da sparo segno che necessita ossigeno e tempo per sviluppare le proprie complessità. È diretto e affilato, il finale al momento è chiuso, ma non spaventatevi bastano alcuni anni di bottiglia per rilevare ben altro potenziale. È il vino più difficile da degustare, riservato e il meno espansivo. È proprio vero ad ogni vino il proprio tempo.

MEURSAULT 1ER CRU CHARMES 2003 – Morey Blanc : Aromaticamente è coerente con l’annata che lo genera, burro, mela cotogna, frutto molto maturo, nocciola, pepe, seguiti da una rinfrescata di fiori gialli. Al gusto ci sorprende per vivicità, è si grasso e voluminoso ma equilibrato. Ci preoccupano un pò le eccessive note amarognole finali.

MEURSAULT 1ER CRU CHARMES 2002 – Morey Blanc : Un vino intrigante che t’invoglia a scoprirlo fino in fondo, la definizione degli aromi è impressionante: thè verde, tiglio, frutta bianca, una nota di gesso, … Esalta la finezza e la cremosità ed un finale strepitoso per equilibrio. Eccellente.

Pierre & Anne Morey
Domaine PIERRE MOREY & MOREY BLANC
13, rue Pierre Mouchoux – 21190 Meursault
Tel: 0033 (0)3 80 21 21 03
Email:
contact@morey-meursault.fr

Informazioni su Stefano & Giorgio (357 Articles)
Giorgio Buloncelli & Stefano Ghisletta, “sommeliers per passione” Questo spazio vuole essere soprattutto un blog di approfondimento. La nostra idea è quella di scoprire e valorizzare le zone viticole e i viticoltori in grado di esprimere al massimo le caratteristiche territoriali delle singole zone. Vini ottenuti con tecniche agricole ed enologiche che esaltano l’impronta del vitigno, del territorio e la personalità del produttore, infatti la standardizzazione sta generando vini simili in ogni angolo del pianeta, appiattiti nel carattere e incapaci di sfidare il tempo.

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