Johannisberg ed Ermitage dal 2005 al 1942

Nella sempre splendida cornice del Ristorante Motto del Gallo di Taverne l’ASSP sezione Ticino, sotto la competente direzione di Savino Angioletti e del Presidente nazionale Piero Tenca, ha presentato lunedì 15 febbraio una straordinaria degustazione.

Con Dominique Rouvinez e Dominique Fornage, grandi esperti del panorama viticolo nazionale ed internazionale, abbiamo potuto degustare sette annate, una per decennio, di due tra i vini vallesani più rappresentativi: il Johannisberg e l’Ermitage, prodotti dalle Caves Orsat di Martigny.

Una sfilata di vecchie annate: 2005, 2003, 1992, 1984, 1976, 1975, 1966, 1956 e 1942 che ha saputo emozionare e coinvolgere tutti i partecipanti e che ha esaltato le complessità e le capacità d’invecchiamento degli straordinari bianchi vallesani.

Le Caves Orsat appartengono al patrimonio viticolo vallesano dal 1874, anno della loro fondazione da parte di Alphonse Orsat. La storia dell’azienda è strettamente legata a quella di un centinaio di vignaioli, appassionati della vigna e del vino, che fornivano le loro vendemmie da parecchi decenni. Dal 1998 questa importante realtà è stata acquisita dalla famiglia Rouvinez di Sierre, attiva nel mondo viticolo vallesano dal 1947. Oggi con 1’200 privati e una superficie a vigneto di 322 ettari questa cooperativa rappresenta, dopo la Provins, la maggiore fonte di vino vallesano.

Stupore o conferma ?

” I vini che oggi proponiamo in questa degustazione esclusiva, rappresentano quanto le Caves d’Orsat hanno saputo fare dagli anni ’30 ad oggi. Vini tradizionali, senza alcuna selezione particolare, imbottigliati l’anno seguente le vendemmie. Le uve destinate alla loro produzione sono provenienti dal territorio di Fully che poggia su terreni granitici “, ci spiega Dominique Rouvinez.

Johannisberg

Lo Johannisber o Sylvaner rappresenta, dopo lo Chasselas, il secondo vitigno bianco vallesano. Proveniente dal Rheingau (Germania) si è imposto sui terreni leggeri, scistosi e granulosi dell’alta Valle del Rodano, dove produce un vino muschiato associato a note di mandorla. Le vendemmie tardive apportano allo Johannisberg morbidezza e dolcezza elevandolo a vino di gran classe e pienezza, capace di durare alcuni decenni. Più tardivo dello Chasselas, gli sono state riservate le esposizioni più favorevoli dove può esprimere vini di buona struttura e di bella finezza.

Ermitage

L’origine della Marsanne blanche, con cui è prodotto l’Ermitage, è situata in Persia. Dopo avere perso le sue tracce è ricomparsa, probabilmente portata dai Romani, vari secoli più tardi sulle ripide rive settentrionali della Côte du Rhone. Il suo arrivo in Vallese risale alla metà del XIX secolo, dove i vini elaborati da questo vitigno sono stati denominati Ermitage in omaggio alle terre di Tain l’Hermitage. È lavorata su una superficie di soli 37 ettari. Si adatta molto bene alle condizioni di Fully dove le terre granitiche, la perfetta esposizione e la sensibilità alla botrytis genera vini liquorosi di grande classe. Vitigno tardivo, è molto esigente, predilige infatti le zone più soleggiate con rese non abbondanti altrimenti darà solo vini mediocri. Vinificato secco, spesso etichettato anche come Marsanne, dà vini con complessi aromi di tartufo bianco, acqua di vite di fragola e piccoli frutti di bosco. Elaborata sotto la denominazione Grain Noble esprime grande ricchezza, equilibrio e struttura e una grande complessità aromatica che gli permette di rivaleggiare con i più prestigiosi vini dolci.

Johannisberg 2005

Il colore è dorato di media intensità. Al primo assaggio è discreto e timido, ma dopo qualche minuto nel nostro bicchiere si esprime in tutta la sua eleganza e con complessità che via, via vanno ad aumentare.
Gli aromi giocano sulla freschezza: sfumature floreali, mandorla, limone, frutta bianca, un tocco minerale. La bocca è tonica e agile, ha corpo, equilibrio ed eleganza; il finale evidenzia con freschezza note saporite. Gran bell’annata per i bianchi vallesani.

Ermitage 2003

Già la fase visiva ci fa pensare ad un vino caldo ed avvolgente, il suo colore è dorato carico. Gli aromi che sprigiona intensamente sono confit e ricordano l’albicocca, la buccia d’arancia, il miele, le erbe aromatiche, i fiori gialli, … L’attacco gustativo dà un tocco di dolcezza e di morbidezza. Ha un corpo ricco e potente, con l’acidità tutta impegnata a dare equilibrio. Il finale ha una buona lunghezza, saporito e con un retrò amarognolo caratteristica del vitigno. Coerente con il carattere del millesimo.

Johannisberg 1992

Di colore dorato; al primo naso dà sensazioni di idrocarburi, poi di seguito nocciola, mandorla e lieviti. Al gusto è sottile e di media consistenza, manca un pò di forza sul finale dove ritornano note di albicocca.

Ermitage 1992

Si veste di un bellissimo color dorato. Gli aromi sono accompagnati da una vivace freschezza: agrumi, una fine nota fumé, sotto bosco, albicocca, frutti di bosco, … La bocca è elegante, tonica e cremosa, con un equilibrio rimarchevole. Il finale di bocca ha tensione e una buona persistenza, i ritorni sono di caffé, funghi, tartufo, mandorla e di una fine sapidità. Un vino di grande piacevolezza.

Johannisberg 1984

Di un brillante colore dorato. Con freschezza presenta un fine carattere terziario: note di erba e foglie secche, muschio e petardi. Ha un discreta densità in entrata ma poi perde forza e carattere, lasciando un finale abbastanza fluido dove spicca un’acidità eccessiva. Sul finale tornano note di nocciola, mandorla, sottobosco e una fine astringenza.

Ermitage 1984

Il colore è dorato intenso e profondo. Immediatamente dà sensazione di un equilibrio aromatico rimarchevole, mentre le sue complessità si susseguono a ruota libera: fragoline di bosco, tartufo, funghi, sensazioni terrose, frutta esotica, confit, miele, … Al gusto è intrigante, ampio, grasso ma con un gran bel equilibrio, un vino veramente brillante. Il finale è scoppiettante.

Johannisberg 1975

Gli anni passano ma la brillantezza del suo colore dorato non dà mai segni d’invecchiamento. Gli aromi terziari ci conducono alla polvere da sparo, alla frutta gialla confit, al minerale. L’attacco è il più rotondo fin qui riscontrato nello Johannisberg dovuto a qualche grammo di zucchero residuo. La seconda parte della bocca è morbida ma accompagnata da una bella energia che ci conduce a un finale di carattere fumé.

Ermitage 1976

Un’altra dimostrazione della personalità di questo straordinario vitigno. Il suo colore tende all’ambra ma sempre accompagnato da una bella vivacità. Il suo bouquet ci offre un ventaglio aromatico molto complesso: pepe, sottobosco, humus, polvere, albicocca e pesca matura, pietra, … L’attacco è untuoso, ma equilibrato da una bella acidità, carattere che ne contraddistingue anche la lunga scia finale. Gran vino.

Johannisberg 1966

Il 1966 tende all’ambra, ma sempre luminoso. Sfuma con una leggera nota ossidativa, fogliame, fiori secchi, iodio, albicocca, mandarino. In bocca è delicato, fluido, senza una grande forza ma ancora vivo e piacevole.

Ermitage 1966

Il suo colore è ambra intenso, di bella limpidezza. Il bouquet è equilibrato, si evidenziano note speziate e di thè. Dà un attacco dolce e denso, poi si sviluppa con tensione e con una bella lunghezza. Il finale di bocca esalta le note saporite, l’astringenza e le sfumature speziate.

Johannisberg 1956

Sono oramai passati 54 anni da quando queste uve furono raccolte, ma nessuno lo direbbe. Il colore si esprime in tutta la sua gioventù con uno stupefacente e luminoso dorato intenso. Gli aromi sono equilibrati e vivi con ricordi di frutta gialla matura, pepe, zafferano, … Al gusto è grandioso, armonico, energico e puro. Il finale ? come un’opera di Giuseppe Verdi.

Ermitage 1956

Solo la grandezza del Johannisberg 1956 ha potuto “oscurare” il carattere di questo Ermitage. Il suo colore è ambrato, il bouquet è ampio e di estrema finezza. Un vino che ci dà forza, vigore e corrispondenza aromatica, il finale è di grande eleganza e classe.

Che accoppiata, sicuramente strepitosa.

Siamo agli ultimi due assaggi di una giornata indimenticabile. Eccoci al 1942.
68 anni fa l’Europa era in periodo bellico, il Giappone dichiarava guerra agli Stati Uniti e occupava alcuni stati del sud-est asiatico, …, mentre a Fully si raccoglievano le uve per questi due vini !

Johannisberg 1942

Di colore oro intenso. Gli aromi sono da uve “fletry”, cioè appassite: fichi, datteri, uva sultanina, zafferano, ma nessuna nota ossidativa all’orizzonte. È ancora vivo, fresco e con un buon equilibrio, secco e delicato. Grande prova.

Ermitage 1942

Il suo colore è ambrato intenso. Il bouquet è ampio con note di rancio (tipo Sherry), thè, caramello, albicocca, frutta gialla confit. Ha struttura, densità ed equilibrio, ancora ben presente pure sul finale. Francamente non sappiamo più che dire …

Al termine della degustazione basta scrutare i visi dei presenti per comprenderne l’emozione e la sorpresa, per un avvenimento irripetibile.

Stupore o conferma ?

Per noi una conferma dell’incredibile potenziale di questi vini vallesani.

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