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Marco e Vincenzo Meroni, viticoltori a Biasca

Bastano pochi ingredienti per trasformare una serata tra amici del buon vino in un incontro che si ricorderà per qualche tempo. Infatti quella presesentata da un emozionato Vincenzo Meroni non ha tradito le nostre aspettative. Certo Vincenzo si trova più a suo agio tra i filari della vigna che nelle serate di degustazione, ma con semplicità e naturalezza è riuscito a trasportaci nel loro mondo, fatto di tanto sacrificio e passione.

Questa è una piccola azienda che ci svela un lato amatoriale ed hobbistico sempre più diffuso in Ticino e che va ad arricchire il panorama viticolo cantonale. Piccolissime aziende che operano con grande impegno, nel rispetto del territorio e alla ricerca della qualità. La realtà  Meroni è la punta di diamante di questo aspetto, vini di spiccata personalità, tanto da stupire gli intenditori nelle nostre degustazioni borgognone di novembre.

 

Vincenzo Meroni durante l’incontro.

Le parole di Vincenzo sono semplici e chiare: ” Lo sforzo più importate è dedicato alla cura della vigna, alla ricerca delle migliori parcelle della zona, vigne che superano i 35 anni di vita. Basse rese, potature e sfogliamenti, … tutto questo per ottenere frutti di alta qualità. Poi di riflesso anche in cantina il lavoro sarà più semplice. Alcune parcelle sono ancora coltivate con la tradizionale “pergola”, un sistema che permetteva ai nostri vecchi di lavorare anche il terreno sottostante. Altre vigne sono situate su terreni impervi, difficili e molto faticosi da lavorare tanto da dovere utilizzare l’elicottero durante le vendemmie. La posizione geografica di Biasca e la scelta di vigne collinari (300 – 350 metri d’altezza) favorisce una lenta maturazione assecondata da una buona escursione termica. ” 

 

Biasca, la Chiesa di San Pietro e Paolo costruita nel XII secolo.

Le loro idee hanno similitudini con quelle della Borgogna, dei Village (Semione e Biasca) e dei Crus (Rampèda e Biasca Riserva). Delle micro cuvées vinificate separatamente, che danno una produzione totale non superiore alle 8’000 bottiglie. Vini che si distinguono nelle degustazioni per la loro originalità. Le prime vinificazioni risalgono alla fine degli anni ’80. Anno dopo anno con l’esperienza nella cura del vigneto e in cantina, la qualità dei vini è progressivamente aumentata per stabilizzarsi su ottimi livelli nelle ultime annate.

LA DEGUSTAZIONE

La degustazione inizia con una sorpresa un “bianco senza nome”, cioè alla prima edizione (2008) e ancora senza etichetta. Le uve sono curate dal viticoltore Mauro Giudici-Della Ganna nei vigneti di Malvaglia e prodotto in collaborazione con Giorgio Rossi dell’azienda Mondò di Sementina. Un assemblaggio di 5 vitigni, ma non chiedete a Vincenzo quali, ancora top secret. Il suo colore è di un giallo brillante anche se scarico. Mostra una fresca e fine aromaticità, un insieme di sensazioni fruttate e floreali dati dalle diverse varietà usate, a cui si alterna la dolcezza del legno usato per l’affinamento. Ha una discreta grassezza e una viva freschezza, sensazioni ancora da amalgamare. Un vino ancora giovane che dà già piacere. 

Granato 2008 : Le uve Merlot sono coltivate nei vigneti di Biasca e nelle valli adiacenti di Leventina e Blenio. È il vino “generico” e soffre l’andamento della difficile annata. Scarico di colore, dà sensazioni di fragranza, fruttate, floreali. È leggero e abbastanza fluido, emerge un’abbondante acidità non ben sostenuta dal corpo del vino. Anche il finale è condizionato da questo, con ritorni fruttati e vegetali. Discreto per tutti i giorni. (fr. 14.00

Biasca 2004 : Una bella sorpresa che fa presagire il potenziale di questi vecchi ceppi, poi riscontrato alla grande sul 2007. È un vino che ha avuto una buona evoluzione. Il frutto è sempre ben distinto,  alternato a note di cuoio, pepe, caffè, … che danno una bella complessità. Subito il frutto in entrata, poi grande vigore e tannini decisi e intensi. Un vino con un carattere rustico che non ammorbidirà più di tanto questa sensazione. Comunque una bella dimostrazione. 

Biasca 2006 : Più sulla finezza, dà un attacco delicato e fluido, riparte con una discreta vivacità ma sul finale riemergono ancora dei tannini piuttosto aggressivi e leggermente asciutti. I ritorni sono di pepe, cioccolata e liquirizia. Un vino da abbinare a piatti succulenti.

 

Le terrazze delle vigne di Rampèda frazione di Biasca.

Nella frazione di Rampèda a nord di Biasca, all’imbocco della Valle di Blenio, la viticoltura è eroica. Sono ripidi terrazzamenti dove ogni operazione impegna l’uomo a un faticosissimo lavoro, per questo motivo Vincenzo e Marco portano nel cuore questo lembo di terra.

Rampèda 2004 : Di colore rubino di media intensità. Offre note fruttate (ciliegia), con intense sfumature derivanti dall’affinamento in botte: caffè, cioccolata, pepe, una dolce sfumatura di vaniglia, … Con il tempo ha acquisito una bella morbidezza in entrata, mantenendo una discreta energia, con tannini fini. La chiusura è convenevole e piacevole, con una bella sapidità finale. 

Rampèda 2005 : Meno espansivo del precedente. Un vino che fa presagire una bella struttura e intriganti complessità che si svelano lentamente. Anche al gusto è trattenuto e reticente, dimostra però una ricca materia, tannini compatti e un’acidità che lo sosterrà in futuro. Un vino ancora giovane da lasciare in cantina alcuni anni così da esprimere al meglio il proprio carattere.

Ul Semión, Biasca, Rampèda e Biasca Riserva, le “star” della degustazione.

Eccoci ai 2007 che tanto ci erano piaciuti durante gli assaggi dalle botti del settembre 2008 e di cui abbiamo pubblicato le nostre considerazioni nell’articolo: I fratelli Meroni, quando il vino è passione …

Cardo 2007 : Il Cardo è l’unico assemblaggio di casa Meroni, miscela infatti l’85% di merlot ad un 15% di cabernet franc. È un vino fatto per piacere ma che può durare tranquillamente diversi anni.  Esalta con freschezza tutta la sua fragranza: nitide sono le note di frutta rossa, floreali e delicate sfumature vegetali. L’attacco è succoso e pieno, la seconda parte della bocca evidenzia la finezza dei tannini e l’energia, mentre il finale ritrova un bel frutto. Una delizia e di bella bevibilità.

Biasca 2007 : È un vino di cui avevamo perso un pò le tracce, ma che stasera ci colpisce per l’energia e la forza. Gli aromi mettono in risalto la freschezza e la purezza del frutto rosso con in sottofondo sfumature speziate. In bocca sprizza energia, dopo un attacco carnoso sviluppa tannini fitti e una bella tensione che dà profondità ad un finale secco e gessoso. Gran bella dimostrazione.

Con curiosità torniamo a rivedere gli appunti di settembre 2008 in cui scopriamo una perfetta corrispondenza, ecco le note di allora: ” Evidenzia una bella nota di ciliegia che percepiamo con bellissima nitidezza a bicchiere vuoto. È deciso e nervoso, la struttura tannica è intensa ma di fine estrazione, il finale ci accompagna con bella freschezza.

Semione 2007 : Per questa prima uscita le uve provengono dall’omonimo villaggio. Al momento è il vino che ci convince meno. Sul piano aromatico è ancora condizionato dall’affinamento in barrique, emergono noti dolci di vaniglia e caffè. È morbido e potente, i tannini intensi ma il finale non ha la brillantezza dei vini precedenti. I ritorni gustativi sono di frutta matura e tostati. Attendiamo da questo vino un ulteriore evoluzione nei prossimi anni.

Rampèda 2007 : La fatiche nella cura di queste vecchie vigne è ben ripagata dalla soddisfazione e dalla personalità di questo vino. Le note apportate dalla maturazione in botte si stanno pian piano fondendo con quelle fruttate dando origine a fini complessità. È un vino masculino, vigoroso e tutto teso alla profondità. La struttura è importante, la carica tannica è intensa e ancora da ammorbidire, mentre il finale è lungo e decisamente saporito. Diamogli qualche anno di tempo, poi ….

Biasca Riserva 2007 : La “star” delle nostre degustazioni borgognone sta sempre più esprimendo il propio carattere. È prodotto da un piccolo vigneto a pergola con ceppi che raggiungono i 50 anni d’età. In questo vino c’è tutto quello che è richiesto ad un vino di alto livello cioè forza ed eleganza. Ha una forma longininea e profonda. I tannini sono fitti, intensi e con una sottile grana, l’acidità gestisce alla perfezione una ricca struttura dando equilibrio ed energia. Il finale è completo, elegante e molto lungo. Come al solito gran bel vino.

Una degustazione che ha permesso ai presenti di apprezzare i vini dei fratelli Meroni ma anche di comprendere i loro progressi. Un sincero complimento a Vincenzo e  Marco

Marco e Vincenzo Meroni
Via Borgo Vecchio n° 1-3, CH-6710 Biasca
Tel. +41 (0)91 862 39 64
flli.meroni@freesurf.ch

Informazioni su Stefano & Giorgio ()
Giorgio Buloncelli & Stefano Ghisletta, “sommeliers per passione” Questo spazio vuole essere soprattutto un blog di approfondimento. La nostra idea è quella di scoprire e valorizzare le zone viticole e i viticoltori in grado di esprimere al massimo le caratteristiche territoriali delle singole zone. Vini ottenuti con tecniche agricole ed enologiche che esaltano l’impronta del vitigno, del territorio e la personalità del produttore, infatti la standardizzazione sta generando vini simili in ogni angolo del pianeta, appiattiti nel carattere e incapaci di sfidare il tempo.

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