Domaine de la Rectorie, la degustazione

Nell’ articolo pubblicato in precedenza  vi  avevo parlato delle caratteristiche della zona e presentato l’azienda. In questo, invece, vi voglio descrivere i vini prodotti dall’azienda degustazione fatta durante la visita.

La degustazione

Collioure blanc Argille 2009

Grenache gris (90%) e Grenache blanc (10%), queste uve sono raccolte su parcelle a maturità precoce allo scopo di garantire il migliore equilibrio tra finezza e volume. Fermentato in barrique resta sui lieviti fini fino ad aprile. Il suo colore tende al dorato. Sul piano aromatico presenta un frutto assai maturo e di discreta intensità, rinfrescato da sfumature floreali. L’elevazione in botte dà dolci note spezziate. Ha ampiezza e rotondità ma nel suo percorso rileva un’inaspettata freschezza che dà energia, equilibrio e profondità. Il finale di bocca esprime eleganti mote di frutta gialla e una viva sapidità. La sua gioventù impedisce, al momento, la perfetta amalgama delle note boisé. Buono, ma è solo l’inizio.

Collioure rosé Coté Mer 2009

Dopo una macerazione di 12 ore fermenta in barrique, poi affina sui propri lieviti sino ad aprile. Le uve sono raccolte su parcelle scelte appositamente per questo rosato e lavorate con Grenache noir, Carignan, Cournoise e Syrah. Nelle zone costiere della Francia che guardano verso il Mediterraneo, i rosati occupano ancora una fascia importante della produzione, ma sovente sono vini senza alcuna ambizione. “ Il nostro obiettivo è di ottenere un vino che riesca ad emergere per il proprio carattere e che possa durare anche una decina d’anni ”, ci spiega Dominique Parcé. In effetti, che personalità, ha corpo, tensione e un finale di bella lunghezza decisamente saporito. Sul piano aromatico il passaggio in botte non ne intacca la freschezza, espressa con note di gelatina di fragole e lamponi. Non immagino come potrà diventare tra 4-5 anni d’evoluzione, ma dubito che le 6 bottiglie acquistate dureranno così a lungo,

Collioure rouge Coté Montagne 2008

Una cuvée di Grenache noir (60-70%), Carignan, Mourvedre, Cournoise e Syrah. Dopo una macerazione di 28 giorni il vino è elevato per la maggior parte in fusti di varie capienze per 18 mesi.

 Nella sua semplicità è ottimo, sempre fresco e vivo. Presenta nitide note di ciliegia, lamponi e un contorno lievemente speziato. La struttura è dinamica, fine ed equilibrata. Si distingue per la qualità del finale decisamente saporito, fresco e asciutto. Mi piace assai !

Collioure rouge Coté Mer 2008

Qui la Grenache noir domina, accompagnata da Carignan e Syrah. Dopo una macerazione di 28 giorni il vino è elevato il barrique per 18 mesi.

È molto buono, a questo momento l’unico rilievo è di non aver ancora assorbito completamente l’influsso della maturazione in botte. Dall’entrata in bocca evidenzia tensione, linearità e freschezza. Chiude con una bellissima persistenza aromatica, sviluppa brillantezza ed equilibrio con ritorni frutta rossa, liquirizia, speziati e minerali. Una delizia.

Collioure rouge L’Oriental 2008

È chiamato anche “Banyuls nature”, cioè un vino secco e non fortificato. Le uve, in prevalenza Grenache noir, sono raccolte nelle stesse parcelle e nello stesso periodo tardivo dei Banyuls. E’ il più maturo dei rossi assaggiati ma trova le risorse per non essere stancante raggiungendo un ottimo equilibrio. E’ evidente, è ampio e potente ma in modo non esagerato, i tannini sono rotondi e vellutati. Si allunga con un finale salato e speziato.

Banyuls sur Mer dà il nome a una tipologia di vini particolari, sono dolci e prodotti con l’aggiunta d’alcol, anche detti fortificati. Dopo qualche giorno di macerazione sulle bucce si arresta la fermentazione alcolica aggiungendo al mosto tra il 7 e il 10% d’alcol neutro lasciandolo poi macerare per 2-3 settimane prima della torchiatura.

Le tipologie sono: Banyuls Rimage, Bianchi, Rosé e Grand Cru.
I Rimage sono giovani, fruttati e maturati in acciaio per un tempo che varia dai 6 ai 12 mesi. I Bianchi e i Rosé danno vini con note floreali e agrumi. Sicuramente i più riconosciuti sono i Grand Cru, vini capaci di esprimere grandi complessità, opulenza e longevità; prima della commercializzazione devono attendere per almeno 36 in fusti di legno.

Banyuls Rimage Mise Précoce 2008

È il vino che introduce la gamma dei Banyuls. Le raccolte di fine agosto sono precoci per la tipologia, lo scopo è di avere uve non troppo mature per garantirne la freschezza.

Il colore è intenso, la struttura è opulenta. E’ evidentemente ricco in alcol, morbido e ha zuccheri residui ben percettibili ed equilibrati. Sul piano aromatico è inteso, le note fruttate sono mature alternate da sfumature di violetta e rosa appassita. Dominique Parcé suggerisce intriganti piatti da accostare a questo vino, come i rinomati prosciutti crudi spagnoli, carni bianche con contorni di frutta. fois gras, antipasti conditi con aceto balsamico tradizionale, formaggi bleu con miele, …

Banyuls Léon Parcé 2007

100% Grenache noir. Le uve per questa cuvée sono selezionate in vigneti di oltre 50 anni e vendemmiate tardivamente, i vini maturano in fusti e barrique per almeno 18 mesi.

La degustazione ci consegna un vino di spessore e d’equilibrio. È intenso e avvolgente, la percezione della dolcezza è ben integrata nella struttura esprimendosi con freschezza. Ha tensione, tannini untuosi e un finale molto persistente. Dà forti complessità che si esprimono con note di uva sultanina, prugna, amarena e mora confit, è speziato e saporito. Gran bel vino da lasciare in cantina qualche anno per permettergli di sviluppare il proprio carattere. Da provare con preparazioni a base di cioccolata.  

Banyuls L’Oublée

È un vino “Hors Age” invecchiato con il metodo Solera per 10 anni. Solera è una tecnica d’origine spagnola usata anche per la produzione dello Sherry, del Malaga e anche per il Marsala. Il nome deriva dalla parola “suelo” ovvero suolo. Consiste nel miscelare vini di varie annate in piccole botti poste a piramide e colme per 2/3. 1/3 di questo vino è travasato nelle botti sottostanti fino raggiungere, appunto, il suolo. Il contatto con l’aria crea degli effetti ossidativi. Uve Grenache gris raccolte a surmaturazione. 

Il colore è ambrato, il suo bouquet è una sinfonia d’aromi, emana fini note ossidative che danno spazio a sfumature di fiori e frutta secca, noci, mandorla, fichi, datteri, caramello, … Un vino di grande classe ed eleganza che lascia la bocca con una continua successione di gusti. Superbo e che emozione.

Voile d’argille 

Si tratta di un assemblaggio di bianchi prodotti in due annate diverse da uve Grenache gris e blanc. Vini extra secchi ottenuti con il particolare metodo ossidativo del “velo”, cioè maturano in botti non ricolme e a contatto con l’aria. Un metodo che determina ogni fase della degustazione: il colore è dorato intenso, gli aromi sono marcati dalle note di rancio, frutta secca e spezie. Al gusto mi sarei aspettato un vino più grasso invece esprime fluidità e freschezza. Il finale è asciutto, i ritorni sono di noci e nocciola. Interessante.

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