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Cascina Ballarin a La Morra, emozioni d’altri tempi

Diceva l’amico Davide Canina parlando di Giorgio e Gianni Viberti ” Da quando ho scoperto quest’azienda ho capito molte cose del mondo del vino e dopo la visita mi sento ancora più legato al vino, a La Morra e alle Langhe. Un’esperienza veramente piena di emozioni. “

Cascina Ballarin

In effetti, quando attraversi il cancello di Cascina Ballarin, la sensazione è di ritornare a una dimensione agricola, dove niente è luccicante ma tutto è sincero e vero. La cascina padronale dove abitano i due fratelli Viberti con le rispettive famiglie. Le cantine ospitate in quelli che furono i locali adibiti alla cura del bestiame. La degustazione in giardino su grandi tavoli di legno. Qui non ti accoglie l’addetto alle pubbliche relazioni, ma le persone che lavorano duro da mattina a sera nelle vigne e in cantina. Persone semplici, le più indicate a trasmetterci tutta la passione per la loro terra.

Giorgio Viberti

Come in altre aziende delle Langhe, oggi famose per la produzione di vino, fino agli anni ’80 erano le coltivazioni di mele, pesche, nocciole, … a dare la fonte di sostentamento alle famiglie. Fu solo in quegli anni che la famiglia Viberti decise di dedicarsi al vino. Oggi Giorgio e Gianni lavorano direttamente ogni fase su circa 8 ha. di vigne a La Morra e Monforte, occupate in prevalenza dal nebbiolo, barbera, dolcetto.

Langhe Bianco e Rosso, Langhe Nebbiolo, Dolcetto e Barbera d’Alba, ma sono soprattutto i Baroli che si distinguono.

LA DEGUSTAZIONE

La sala degustazione

BARBERA D’ALBA PILADE 2007 (8.5€) : È una barbera tradizionale di quelle che si bevono con grande piacere, niente di speciale, ma piace per la sua semplicità, freschezza e fragranza. Il finale è snello ed evidenzia ritorni di rosa, frutti di bosco e ciliegie. Buono per tutti i giorni.

BARBERA D’ALBA 2007 (16€) : Le uve destinate a questo vino si raccolgono in vigne di 50 anni e affinate per 18 mesi in barrique per il 50% nuove. Già gli aromi danno sensazione di maturità e densità, è succoso e avvolto da sfumature speziate. La bocca è avvolgente, ampia e morbida, si distende con eleganza con un finale di frutta nera, liquirizia e speziato.

LANGHE NEBBIOLO 2007 (9.5€) : Un nebbiolo in purezza, cioè senza affinamento in legno, da vigne di La Morra e Monforte d’Alba. Un vino rustico con tannini robusti e al momento un po’ aggressivi, anche se dubitiamo che si ammorbidiranno più di tanto. Dovrà piacere così.

Le bottiglie degustate

LANGHE ROSSO BALLARIN 2006 (14€) : È un assemblaggio tra nebbiolo (40%,) barbera (40%) e cabernet sauvignon (20%). Niente a che vedere con i vini della tradizione, è infatti un vino di stile internazionale, ricco, equilibrato, vellutato e robusto nei tannini, lungo nel finale con ritorni frutta nera, prugna, liquirizia e spezie. Ne sono prodotte solo 1’500 bottiglie.

 

BAROLO TRE CIABOT 2006 (22€) : “Tre Ciabot” rappresenta il compromesso tra lo stile moderno e classico nell’area Barolo. Proviene da tre vigneti sparsi a La Morra e Monforte. Ciabot, nelle Langhe, sono chiamate le casette che si vedono nelle parti più alte della collina e che servono da punto d’appoggio per i vignaioli. È affinato per il 50% in botti di rovere di Slavonia e il rimanente in barrique. È un po’ scomposto allo stato attuale, emergono con intensità tutte le sensazioni ma slegate tra loro. Difficile da decifrare e rivedere in tempi migliori.

BAROLO BUSSIA 2006 (31€) : L’anfiteatro della “Bussia” a Monforte d’Alba genera grandi vini, sensazione confermata da questo assaggio. Gli aromi sono intensi, di qualità ed equilibrati. Sensazioni di freschezza, con note di frutta rossa (mora e ciliegia) e di viola, avvolte da fini speziature. La bocca ha stile ed equilibrio, i tannini sono vellutati e integrati in una struttura robusta e ben rinfrescata da una bella acidità. Il finale è bellissimo, completo e persistente. Termina su note di rabarbaro, liquirizia, balsamiche e con dolci sfumature apportate dal legno. Molto buono.

Nel piano i noccioleti, sopra il Bricco Rocca

BAROLO BRICCO ROCCA 2006 (31€) : “Bricco Rocca”  è il cru principale dell’azienda, si sviluppa alle spalle di Cascina Ballarin. Si tratta di un Barolo tradizionale, quindi affinato in botti da 10-20 hl di rovere di Slavonia per almeno 24 mesi. È diverso per forma dal Bussia, un vino tutto da scoprire e che si cede lentamente. Si propone con decisione e forza, è lineare, profondo e molto persistente. Il finale è vibrante, chiude su note di pepe e tabacco. Ummmh, una vera delizia.

BAROLO BRICCO ROCCA RISERVA “TISTOT” 2004 : È prodotto solo nelle annate che sanno esprimere il vero carattere di questa sotto-zona del Bricco Rocca. La vinificazione del Tistot è condotta in modo tradizionale con lunga macerazione delle bucce, l’affinamento è ottenuto in una sola botte da 10 hl. di rovere francese per 3 anni. Questo 2004 è l’ultima annata prodotta, sintetizza l’essenza del Barolo di La Morra. Il debutto è discreto per intensità aromatica, con l’ossigenazione emergono sfumature di macchia mediterranea, balsamiche, speziate e frutta rossa. La bocca esprime energia e un buon equilibrio tra alcolicità e acidità. Il finale è lunghissimo e asciutto. Un vino che sta iniziando a sviluppare eleganti complessità, ma che darà il meglio solo tra 4-5 anni, diamogli tempo. Di razza.

Ringraziamo Giorgio Viberti per la calorosa accoglienza e porgiamo i complimenti per i risultati raggiunti.

Informazioni su Stefano & Giorgio (357 Articles)
Giorgio Buloncelli & Stefano Ghisletta, “sommeliers per passione” Questo spazio vuole essere soprattutto un blog di approfondimento. La nostra idea è quella di scoprire e valorizzare le zone viticole e i viticoltori in grado di esprimere al massimo le caratteristiche territoriali delle singole zone. Vini ottenuti con tecniche agricole ed enologiche che esaltano l’impronta del vitigno, del territorio e la personalità del produttore, infatti la standardizzazione sta generando vini simili in ogni angolo del pianeta, appiattiti nel carattere e incapaci di sfidare il tempo.

5 Commenti su Cascina Ballarin a La Morra, emozioni d’altri tempi

  1. Caro Stefano sono contento che siate stati bene da Giorgio di Cascina Ballarin. Un nome una garanzia !!! A presto

  2. Bello, cerco di farci un salto questo weekend. Che vini consigliate di prendere ? Devo rifornire la mia cantina con vini piemontesi.

  3. ottimi tutti i vini…consiglio un Langhe Rosso doc, quasi un barolo ma a metà prezzo.
    Ottima anche la Barbera d’Alba Pilade.
    Se vuoi vini fruttati direi un Langhe Rosso Cinò.
    Chicca un Langhe Rosso Ultimi Grappoli…una sorta di Sfursat del…la Valtellina. Poi i Baroli rapporto qualità prezzo il Tre Ciabot è davvero interessante.Mostra tutto

  4. Enzo zappalà // 6 novembre 2010 alle 18:09 // Rispondi

    che dire… Giorgio Ballarin non è solo vino. E’ molto, molto di più. E’ amicizia, sincerità e sensibilità (anche se a Giorgio non piace questa parola). Ma è anche co-autore di un libro scritto a due teste e quattro mani (Canti eno-notturni di Langa). Leggetelo e Giorgio non avrà più segreti e avrete imparato qualcosa in più del barolo, delle vigne e di tante altre cose ormai sempre più nascoste e dimenticate…

  5. Ho conosciuto Giorgio nel 2014 quando abbiamo deciso di inserirlo tra i protagonisti del nostro film “Nascetta Story – un bianco nelle Lenghe del Barolo”. Durante l’intervista ci siamo emozionati nel sentirlo parlare del padre contadino che lui vedeva come un artista. https://nascettastoryblog.wordpress.com/2015/01/19/dietro-un-bicchiere-di-vino-ce-sempre-un-contadino-anzi-un-artista/

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