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Vougeot e il suo “Clos”

Vougeot si trova al centro della Côte de Nuits. Il villaggio, abitato da poche anime, è legato a filo diretto con l’omonimo e rinnomatissimo “Clos”. Si estende ai piedi del castello, fu fondato nel IX secolo e prende il suo nome dalla Vouge un piccolo corso d’acqua che separa il comune da Chambolle-Musigny.

La superficie di Vougeot occupa poco più di 67 ettari di cui 50 sono occupati dalla denominazione Grand Cru. Questo lascia poco spazio alla denominazione comunale, rendendola la più piccola della Côte de Nuits. La rinomanza e la forte identificazione del Clos de Vougeot con il comune, spesso, ci porta a dimenticare che nel territorio sono elaborate alcune buone denominazioni Premiers Crus e dei rari vini bianchi. Quando, nel 1098, l’abbazia di Cîteaux fu creata solo le parcelle della parte alta dell’attuale Clos de Vougeot erano già conosciute e valorizzate.

Château de la Tour, davanti, il Castello di Clos de Vougeot, dietro, e Musigni sullo sfondo

Nel secolo successivo varie donazioni contribuirono a portare la superficie sino agli attuali 50.6 ettari rendendolo il più vasto vigneto Grand Cru della Côte de Nuits. Sovrastato a nord dal Musigny e a sud da Grand- Echézeaux, circonda l’omonimo castello costruito dai monaci a partire dall’anno 1150 per onorare l’abate di Cîteaux. Restò di loro proprietà sino al 1791 quando fu dichiarato “bene nazionale” e in seguito venduto. Dopo vari passaggi di proprietà fu ceduto da Ètienne Camuzet alla Confrérie des Chevalier du Tastevin nel 1944. Oggi visitandolo si possono ancora osservare quattro grandi presse originali conservate in buono stato e, una di queste, restaurata e messa in funzione per celebrare il periodo della vendemmia.

I filari di Clos de Vougeot

Per delimitare i confini del vigneto i monaci costruirono un muro perimetrale, tuttora esistente, raccogliendo le pietre nel vicino terreno, inseguito divenuto un vigneto Premier Cru e denominato Clos de la Perrière. Rimase di un unico proprietario fino al 1889 quando sei commercianti acquistarono il terreno dando inizio al primo frazionamento in varie parcelle. Di dimensioni eccezionali per un Grand Cru, si estende su leggere pendenze (3-4%) ad un’altezza compresa tra i 240 e i 265 metri; oggi è suddiviso in più di 80 parcelle di proprietà diverse, aziende che, salvo Château de la Tour, vinificano i loro vini al di fuori delle mura di cinta.

 

Le sotto-zone del Clos de Vougeot

Già all’epoca i monaci Cistercensi avevano sviluppato le diverse potenzialità delle varie parcelle producendo tre diverse cuvées. Infatti a seconda dell’altezza la composizione dei terreni varia molto permettendo di elaborare vini di carattere e complessità diverse. Nella parte alta del vigneto al livello del castello e confinante con Musigny si situano le parcelle con i migliori terreni (Musigni, Garenne e Plante Labbeé, Grande e Petit Maupertui, …) da cui erano vendemmiate le uve destinate alla “Cuvée des Papes”. Con le uve provenienti dalla parte media producevano la “Cuvée des Rois”, mentre dalla parte bassa, ritenuta meno favorevole, si otteneva la Cuvée des moines”. Ancora oggi dalla parte superiore del Clos si ottengono i vini più complessi e di maggiore personalità. Dalla parte centrale si ottengono vini di ottima finezza e allo stesso tempo di buona potenza; dalla parte bassa si ottengono vini di grande consistenza. Le parcelle che confinano con la strada N74, essendo su terreni piatti, presentano difficoltà di drenaggio favorendo l’accumulo di acqua, infatti in altri comuni questi terreni sono destinati alle denominazioni comunali. Gli assemblaggi tra i tre settori danno vini molto complessi, tra i più consistenti della côte capaci d’invecchiare, come attesta un Clos dell’annata 1865 degustato a Beaune nell’ottobre 2004. Oggi le migliori cuvées offrono vini magnifici per eleganza e struttura, contraddistinti da note di ciliegia nera, prugna e spezie, con l’invecchiamento evolvono caratterizzati da una struttura tannica vellutata.

 

In generale i vini prodotti sono frutto di assemblaggi di varie parcelle, ma negli ultimi anni alcuni produttori che vantano lotti nelle zone alte più pregiate elaborano dei crus nel cru, l’esempio e dato da Anne Gros che produce un Clos de Vougeot Maupertui e dal Domanine Gros Frère & Sœur che presenta un Clos de Vougeot Musigni.

 
 
 
  

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Giorgio Buloncelli & Stefano Ghisletta, “sommeliers per passione” Questo spazio vuole essere soprattutto un blog di approfondimento. La nostra idea è quella di scoprire e valorizzare le zone viticole e i viticoltori in grado di esprimere al massimo le caratteristiche territoriali delle singole zone. Vini ottenuti con tecniche agricole ed enologiche che esaltano l’impronta del vitigno, del territorio e la personalità del produttore, infatti la standardizzazione sta generando vini simili in ogni angolo del pianeta, appiattiti nel carattere e incapaci di sfidare il tempo.

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