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Super Premier Cru: Vosne-Romanée Cros-Parantoux

Cros-Parantoux è la storia di un territorio legato ad “un uomo”. Henri Jayer rappresenta l’icona della viticoltura borgognona della seconda metà del XX secolo. I suoi vini hanno contribuito a far conoscere l’unicità di questa terra anche fuori i confini nazionali.

Da sempre fautore dei vini armonici, ha divulgato la teoria secondo cui “se in vino non ha una buona armonia all’uscita dalla cantina, mai l’avrà …”

Queste idee hanno ispirato le attuali stars influenzandone le scelte e sconvolgendo le pratiche fino ad allora usate in vigneto e in cantina.

Curiosa è la storia di Cros-Parantoux: negli anni ’50 fu pubblicato un annuncio il quale invitava a recarsi presso un notaio per acquisire una parcella situata a Vosne-Romanée. All’appuntamento Henri Jayer si trovò solo così poté acquistare questo terreno, allora incolto, per un prezzo ragionevole. Sui 2 ettari situati nella parte più alta di Vosne-Romanée proprio sopra il Grand Cru Richebourg decise, solo dopo varie verifiche, d’impiantare una particolare selezione di Pinot Nero. Ben esposti verso oriente, dispongono di una buona pendenza, il suolo è ciottoloso e poco profondo ed è influenzato da un micro-clima freddo proveniente dalla vicina vallata, condizioni che non permettono alcun errore.

Per proporre la prima versione attese fino al 1978 (fino ad allora le raccolte erano integrate nel Vosne-Romanée village di proprietà), il risultato ? memorabile.

Un vino grasso, eccezionalmente minerale, con una spiccata acidità, soprattutto in gioventù, che gli conferiscono un lento e lunghissimo invecchiamento. Un vino che racchiude la quintessenza della Côte de Nuits. Il successo fu fenomenale, tanto da essere incluso, alcuni anni dopo, tra i Vosne-Romanée 1er cru. All’inizio degl’anni ’90 Cros-Parantoux divenne un “mito” tanto da risultare alle vendite all’asta tra i più costosi vini al mondo. Fu battuto per più di 10′000 € la bottiglia.

Dopo il suo ritiro dall’attivita questa parcella fu suddivisa tra i Domaine di Emmanuel Rouget, nipote di Henri Jayer ed unico erede delle sue proprietà, e di Méo-Camuzet, che vanta una piccola frazione di circa 30 acri, ma probabilmente la più pregiata.

Abbiamo cominciato ad avvicinarci e ad appassionarci a questo vino quando un paio d’anni fa abbiamo letto una “mitica” verticale pubblicata da Jacques Perrin sulla sua rivista titolata Vinifera.

LA DEGUSTAZIONE

La degustazione, condotta da Jacques Perrin in compagnia di Henri Jayer, prevedeva l’assaggio di ben 13 annate, ecco alcune note tradotte dalla rivista.

Vosne-Romanée 1er cru Cros-Parantoux 1978 ****/*

Henri Jayer: “meteorologicamente fu una cattiva annata fino ai primi di settembre, tanto che nessuno avrebbe scommesso su questo millesimo. Fortunatamente da questo momento soffiò il vento da nord e fu soleggiato fino alla fine d’ottobre. Le vendemmie ebbero luogo tra il 9 e il 13 ottobre, la produzione fu di 22 hl. per ettaro. Fu la migliore annata che abbia mai fatto”.

Jacques Perrin: “il colore é superbo, profondo e ancora giovane. Al naso racchiude aromi di grande classe, associa note di liquirizia, minerali, fiori orientali, a quelli di fichi secchi e caffè. L’attacco ha stile, è preciso e grande freschezza, slanciato da tannini vellutati verso un lungo finale. Un grande vino”.

Vosne-Romanée 1er cru Cros-Parantoux 1980 ***/*

Henri Jayer: “è l’unico anno dove dovetti fare dei trattamenti anti-muffa, durante il mese di settembre si svilupparono le nebbie con una temperatura attorno ai 25°, condizioni che favorirono la formazione della botritys. Le raccolte si svolsero tra il 13 ed il 19 ottobre con una produzione di 34 hl. per ettaro”.

Jacques Perrin: “il colore esprime una bella tenuta. Il naso è su note di pan grigliato, ribes e muschio. L’entrata in bocca è dotata di una buona vivacità, caratteristica che da un’espressiva freschezza”.

Vosne-Romanée 1er cru Cros-Parantoux 1982 ***

Henri Jayer: “le vendemmie si svolsero tra il 20 ed il 25 settembre, con una produzione media di 42 hl. per ettaro. Questo millesimo fu caratterizzato da una marcata abbondanza, ciò portò ad una severa selezione perché non tutti gli acini erano maturi”.

Jacques Perrin: “il colore è leggero con sfumature aranciate. Il naso seduce per la sua grande finezza, dapprima esprime note balsamiche che evolvono poi su note di cuoio, funghi, spezie, erbe secche e legno bruciato. Al palato è morbido e fuso, oggi si rileva pienamente per equilibrio, quindi da bere”.

Vosne-Romanée 1er cru Cros-Parantoux 1985 ****

Henri Jayer: “il 1985 fu marcato da un inverno rigoroso con delle gelate importanti tra il 1 ed il 22 gennaio, quindi molte delle vigne soffrirono. Dopo un’estate con qualche grandinata il mese di settembre fu abbastanza favorevole, quindi le vendemmie si svolsero tra il 30 di settembre ed il 4 ottobre; la produzione fu di 25 hl. per ettaro”.

Jacques Perrin: “il colore si esprime in un rubino luminoso. Al naso esalta intense note di cassis e di tartufo nero. A un attacco distinto e fresco fa seguito una struttura vellutata con tannini delicati. Il finale è caratterizzato da una bella tenuta”.

Vosne-Romanée 1er cru Cros-Parantoux 1986 ***

Henri Jayer: “da gennaio a marzo ci furono costanti gelate. Luglio fu molto secco e nel mese precedente la vendemmia registrammo 175 ore d’insolazione. Le raccolte iniziarono il 29 di settembre e terminarono il 4 di novembre, un’annata caratterizzata da un’abbondante produzione (45 hl. per ettaro) con dei focolai di muffa”.

Jacques Perrin: “il colore mostra qualche segno d’evoluzione. Non è il millesimo più emozionante ma rileva un naso espressivo con note di sottobosco, cuoio e muschio. L’attacco è morbido, un po’ fluido e leggermente diluito, è ancora vivo con dei tannini ancora presenti”.

Vosne-Romanée 1er cru Cros-Parantoux 1987 ***

Henri Jayer: “i primi fiori furono notati il 13 di giugno, fioritura che terminò il 3 di luglio. I mesi di giugno, luglio e agosto furono abbastanza piovosi, mentre un settembre ben soleggiato ci permise di salvare l’annata. Le uve furono vendemmiate tra il 3 e l’8 di ottobre con una produzione di 39 hl. a ettaro”.

Jacques Perrin: “è di buona intensità, ma non testimonia l’abituale complessità del cru. Dimostra una certa linearità e l’insieme piace per la sua franchezza e una certa tonicità”.

Vosne-Romanée 1er cru Cros-Parantoux 1988 ****/*

Jacques Perrin: “il colore è di un bellissimo rubino profondo. Al naso è superbo e di razza, emergono sfumature di prugna, liquirizia e frutti neri, sensazioni che confermano una bella maturazione degl’acini. L’attacco fonde finezza e densità e si distingue per un finale d’antologia. Un grande vino con un grande potenziale davanti”.

Henri Jayer: “nel 1990 dopo un giugno piuttosto piovoso l’estate fu calda e secca ma la maturazione beneficiò delle piogge di fine agosto. Le vendemmie, relativamente precoci goderono di una maturazione fenolica superba”.

Vosne-Romanée 1er cru Cros-Parantoux 1990 *****

Henri Jayer: “nel 1990 dopo un giugno piuttosto piovoso l’estate fu calda e secca ma la maturazione beneficiò delle piogge di fine agosto. Le vendemmie, relativamente precoci goderono di una maturazione fenolica superba”.

Jacques Perrin: “è di un colore rubino molto intenso e senza segni d’evoluzione. Il bouquet miscela note di frutti neri, sfumature speziate e di torrificazione. L’attacco è magico, di grande eleganza, un vino che accarezza il palato. Presenta una bell’armonia e un finale di grande pienezza. Semplicemente superbo”.

Vosne-Romanée 1er cru Cros-Parantoux 1991 ****

Henri Jayer: “anche se segnata da una grandinata, il 22 agosto, l’annata evidenziò un’estate piuttosto calda, soprattutto nel periodo precedente le vendemmie. Queste, avvenute tra il 28 settembre e il 3 ottobre, furono parzialmente disturbate dalla pioggia; il rendimento fu di 28 hl. per ettato”.

Jacques Perrin: “il colore è rubino sostenuto con pochi segni d’evoluzione. Il naso è su sfumature vanigliate e balsamiche ed esprime, in seguito, un frutto di bellissima densità. L’entrata in bocca è fitta e fresca, anche se con minore volume del ’90. Si sviluppa su un corpo perfettamente articolato, vibrante anche se meno esplosivo negl’aromi. È un vino longilineo, di grande purezza che esprime alla perfezione i concetti di Henri Jayer per quanto riguarda l’estrazione”.

Vosne-Romanée 1er cru Cros-Parantoux 1992 ***

Henri Jayer: “dopo un mese di luglio piovoso, agosto fu migliore. Il mese precedente le vendemmie si registrarono ben 197 ore d’insolazione, raccolte precoci che avvennero tra il 19 ed il 26 settembre con rendimenti di 25 hl. per ettaro”.

Jacques Perrin: “il colore è di buona intensità. Al naso è espressivo su dei frutti rossi con note speziate e sfumature boisées che ricordano la castagna. Il frutto è ben presente dall’attacco (cassis, ragole), il vino è di medio corpo ed esprime una struttura morbida. Ottimo da degustare in questi anni”.

Vosne-Romanée 1er cru Cros-Parantoux 1996 ****

Henri Jayer: “aprile fu molto secco come buona parte dell’inverno. Se il mese di luglio e l’inizio di agosto furono caldi e secchi, la fine di agosto fu più fredda. Il mese di settembre fu luminoso e freddo, le uve furono raccolte tra il 22 e il 28 settembre con rendimenti abbastanza abbondanti (45 hl. per ettaro)”.

Jacques Perrin: “il colore è splendido ancora con riflessi violacei che ne denotano tutta la sua giovinezza. Il naso esprime aromi quasi primari che giocano sul frutto e sulla mineralità. L’attacco è dinamico, ha freschezza e stile con una rimarchevole continuità. Questo grande vino ha una superba tonicità ed è visibilmente dotato da un grande attitudine all’invecchiamento. Darà il massimo tra una quindicina d’anni”.

Vosne-Romanée 1er cru Cros-Parantoux 1998 *****

Henri Jayer: “Cros Parentoux fu colpito da un attacco d’oidio, molto frequente in quest’annata, questo mi costrinse ad intervenire con dei trattamenti. La stagione non proprio favorevole diede delle vendemmie anticipate che si svolsero tra il 19 ed il 24 settembre. Per garantire un’alta qualità si resero necessarie dei rendimenti medi di 19 hl. per ettaro; sicuramente tra le più basse”.

Jacques Perrin: “al naso è uno dei più belli della verticale, si distingue per la sua densità e la sua raffinatezza aromatica. Ancora un pò marcato dalle note vanigliate e tostate, derivanti dal legno nuovo, si rileva per una struttura ed una complessità magistrale. Allinea una densità fuori dal comune e una freschezza del frutto d’antologia. Un vino straordinario che raggiunge il livello del 1978 e del 1990 senza problemi”.

Vosne-Romanée 1er cru Cros-Parantoux 1999 ****

Henri Jayer: “le vendemmie si svolsero tra il 20 ed il 29 settembre con rendimenti abbastanza abbondanti (44 hl. per ettaro)”.

Jacques Perrin: “al naso è inizialmente riservato, sfuma su note di legno e marron glassé. Quando si apre emergono ricordi di prugna e di violetta. Al palato è ancora impregnato di note boisées, ma la sua polpa è magnifica ed ampia, la struttura dei tannini è superba. Un vino che, anche se non al livello del 1998, andrà lontano”.

Con queste note speriamo di essere stati in grado di trasmettervi, almeno in parte, le emozioni vissute da Jacques Perrin ed i partecipanti alla verticale. Emozioni derivate, si dall’assaggio di questi “mitici” vini, ma soprattutto nel conoscere un uomo che rappresenta la storia moderna della Borgogna. Il Blog di Jacques Perrin

Informazioni su Stefano & Giorgio (359 Articles)
Giorgio Buloncelli & Stefano Ghisletta, “sommeliers per passione” Questo spazio vuole essere soprattutto un blog di approfondimento. La nostra idea è quella di scoprire e valorizzare le zone viticole e i viticoltori in grado di esprimere al massimo le caratteristiche territoriali delle singole zone. Vini ottenuti con tecniche agricole ed enologiche che esaltano l’impronta del vitigno, del territorio e la personalità del produttore, infatti la standardizzazione sta generando vini simili in ogni angolo del pianeta, appiattiti nel carattere e incapaci di sfidare il tempo.

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