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Con Roberto Belossi alla cantina Il Cavaliere

Roberto Belossi è un giovane che nell’ultimo decennio ha saputo ritagliarsi il proprio spazio nell’ambiente viticolo ticinese.  Una persona attenta e che non lascia nulla al caso. Sfrutta al massimo quanto la tecnologia gli mette a disposizione, permettendogli così d’ottimizzare le varie fasi produttive.

Roberto Belossi nella sua cantina a Contone

Si definisce “una mosca bianca” perché è l’unico produttore di successo posizionato sulla sponda sinistra del fiume Ticino, quella ritenuta meno favorevole.

Roberto presenta la sua azienda e i vini

Durante la nostra visita Roberto ci propone una bella degustazione didattica dalle varie botti. Vini da uve merlot dell’annata 2009 che saranno destinate alla produzione di Artù, Mondelle e la Riserva del Cavaliere.

1° assaggio: Vicard (Bordeaux) – barrique nuova :  Note di caffè molto marcate. Un vino di buona densità e morbidezza, con tannini decisi e fini. Buona aromaticità, lunghezza e freschezza.

2° assaggio: Cadus (Borgogna) – barrique nuova : Sapido, dinamico, fine nella grana dei tannini e intenso. Il finale è lungo e di viva freschezza.

Curiosi questi due assaggi, premettendo che i vini hanno la stessa provenienza, la percezione è completamente diversa. L’influsso della Vicard dà un vino che rappresenta lo stile bordolese, mentre quello della Cadus ci offre un vino che “pinotteggia”.

3° assaggio: Pausch (prodotta in Austria con legno francese) – barrique  nuova : Una botte che dà una ricca carica tannica, ci anticipa Roberto.  Questa botte è destinata alla parte d’uva che ha subito il taglio del tralcio,  ciòè arricchita in zuccheri. Il suo vino ha volume, concentrazione e potenza. Gli aromi sono di frutta nera.

4° assaggio: Cadus (Borgogna) – barrique di 2° passaggio : Ha logicamente meno carica tannica, più frutto e sfumature speziate.

5° assaggio: Cadus (Borgogna) – barrique di 3° passaggio : Note di freschezza, aromi  di lamponi e frutti di bosco. Ha morbidezza, finezza ed energia. Speziature arricchiscono il finale.

6° assaggio: Vicard (Bordeaux) – barrique di 2° passaggio : Porta maturità, ampiezza, una ricca carica tannica e un carattere speziato.

7° assaggio: Cadus (Borgogna) – botte da 500 l. di 3° passaggio : Un vino più snello e agile che porta una fresca nota fruttata.

Gli assaggi eseguiti dopo un anno dalla vendemmia sono marcati dall’intensa sensazione data dall’affinamento in botte, sensazioni che andranno a svanire con il passare del tempo.

È affascinante pensare che il vino che apprezzeremo tra qualche anno sarà frutto dell’assemblaggio tra questi vini diversi.

Un grazie a Roberto per questa interessante degustazione che contribuisce a sviluppare il nostro bagaglio di conoscenze.

Roberto Belossi
Cantina il Cavaliere
CH-6594 Contone
Tel. +41 (0)91 858 32 67,
Fax: +41 (0)91 858 17 67
info@ilcavaliere.chwww.ilcavaliere.ch

Informazioni su Stefano & Giorgio (357 Articles)
Giorgio Buloncelli & Stefano Ghisletta, “sommeliers per passione” Questo spazio vuole essere soprattutto un blog di approfondimento. La nostra idea è quella di scoprire e valorizzare le zone viticole e i viticoltori in grado di esprimere al massimo le caratteristiche territoriali delle singole zone. Vini ottenuti con tecniche agricole ed enologiche che esaltano l’impronta del vitigno, del territorio e la personalità del produttore, infatti la standardizzazione sta generando vini simili in ogni angolo del pianeta, appiattiti nel carattere e incapaci di sfidare il tempo.

5 Commenti su Con Roberto Belossi alla cantina Il Cavaliere

  1. encore une fois un article complet, précis, sans fioriture ni perte de temps, qui va à l’essentiel. J’adore. Tout y est, sauf moi ! Il faut que j’aille déguster là-bas ! Merci mes amis pour vos articles.

  2. Andrea Alvise Volpin // 28 gennaio 2011 alle 11:24 // Rispondi

    ‎”O dell’influenza del legno su un vino”😉
    ..l’importanza degli assaggi in cantina, da botte..
    è facile aprire la bottiglia, e sciorinare sentori e qualche numero finale.. anche se, ovviamente, l’assaggio più professionale, della bottiglia finita, non è sostituibile!
    Ma sono questi gli assaggi forse più veri, fondamentali.. che dovrebbero integrare gli assaggi del vino finito..
    grazie, bel post davvero!

  3. alessandro boccardo // 29 gennaio 2011 alle 14:24 // Rispondi

    Dopo aver letto il post mi chiedo se è “leale” nei confronti dei consumatori che i produttori usino uno strumento come la barrique che influenza così tanto il risultato del lavoro in vigna. È giusto estendere il concetto di terroir alla maniera di fabbricare e utilizzare la barrique quando si vede che fabbricazione e uso della barrique non può essere una caratteristica soltanto di una particolare regione o zona, ma è invece una “tecnica” che può essere esportata ovunque ? Il gusto non passato per barrique del pinot del Vallese è diverso e riconoscibile rispetto a quello della Borgogna (o anche solo della Valle d’Aosta), ma se un produttore di vino si specializza in barrique, non si rischia di andare verso l’omogeneizzazione dei gusti ?

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