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Alto Adige, il giardino d’Italia

L’Alto Adige o Südtirol è una piccola regione di montagna localizzata nell’alto bacino del fiume Adige nel nord-est d’Italia. Terra ricca di tradizioni viticole oramai da varie generazioni di viticultori. Ritrovamenti testimoniano che la vite era già conosciuta in questa regione nel 500 a.C., risultando la più antica di tutta l’area di lingua tedesca. Quando fu conquistata dai Romani essi trovarono una cultura viticola già radicata. Per la conservazione ed il trasporto dei loro vini i Reti, la popolazione locale dell’epoca, utilizzavano già contenitori di legno coltivando la vigna con sistemi a a pergola. Nel medioevo fu il clero che, nelle valli dell’Adige e dell’Isarco, sviluppò la cultura e la vinificazione delle uve. I monaci provenienti dall’Austria e dalla Baviera acquistarono vasti possedimenti atti alla produzione di vini necessari ai loro bisogni.

Sotto il dominio austriaco fu favorita la lavorazione di varietà autoctone come il Lagrein, la Schiava ed il Traminer aromatico, uve che furono coltivate con altri antichi vitigni poi caduti in disuso. Nella seconda metà del XIX secolo nei vigneti comparirono sempre in maggiore misura varietà internazionali rendendo l’assortimento dei vini molto vario. La lingua parlata è prevalentemente il tedesco perché fino al 1920, data in cui fu ufficialmente ammessa all’Italia, era parte dell’ Impero austro-ungarico. Il fascino dell’Alto Adige è caratterizzato da antiche fortezze, abbazie e castelli che sovrastano villaggi medioevali. Il paesaggio è generalmente di tipo montano: la parte bassa della regione al confine con il Trentino è caratterizzata da ampie vallate con pianure adibite alla cultura delle mele e bassi pendii coltivati a vigneto. Salendo verso l’Austria le valli diventano più anguste con ripidi vigneti arrampicati sulle falde della montagna, capaci di raggiungere anche i 1′000 metri di altezza, dove si richiede la lavorazione di vitigni molto resistenti al freddo. Da questa piccola regione, tutta compresa nella provincia di Bolzano, si ottengono grandi vini. L’area in produzione occupa poco più di 5′000 ettari coltivati in media ed alta collina e si sviluppa sul territorio di 116 comuni.

Castelli e ripidi vigneti danno carattere alla vallata (foto originale qui)

La zona di maggiore pregio dove si concentra l’80 % della superficie vitata comprende i comuni di Appiano, Caldaro, Bolzano, Cortaccia, Termeno, Magré e Terlano. Il suo clima in modo molto generale è caratterizzato da forti escursioni termiche sia giornaliere sia stagionali. I terreni dedicati alla vite sono suddivisi in terreni leggeri, medi e pesanti. Il 13% è composta da terreni leggeri, si tratta di terreni sabbiosi, morbidi e da componenti formatisi in seguito ad accumuli di detriti portati dai fiumi e più anticamente dai ghiacciai. Essi costituiscono le pendici montuose e collinari della Val d’Isarco, della conca di Bolzano e di Merano e di parti delle zone vinicole dell’Oltradige. I terreni medi costituiscono il 70% circa, sono composti da materiali sedimentari e di depositi morenici mescolati a creta e a terra argillosa, con buona capacità di drenaggio. Infine, il 17% dei vigneti altoatesini è situato su terreni pesanti che si trovano principalmente presso Termeno e Cortaccia, ai piedi delle montagne attorno al Passo della Mendola. L’alto contenuto di creta e argilla sabbiosa conferisce loro un’elevata capacità di trattenimento dell’acqua e delle sostanze nutritive. Il sistema d’allevamento tradizionalmente in uso era la pergola, questo metodo favoriva una maggiore quantità di uva prodotta; ora nei nuovi impianti prevalgono sempre più i sistemi verticali, la cui maggiore vicinanza al terreno e una riduzione di grappoli per ceppo sono caratteristiche necessarie per una produzione di maggiore qualità. La tipologia di vitigni presenti va ricondotta alle condizioni climatiche particolarmente favorevoli alla viticoltura. A nord le Alpi formano una barriera contro i venti freddi, mentre a sud si beeficia degli influssi dell’area mediterranea. L’ottima insolazione garantita da 1′800 ore di sole annue e una temperatura media di circa 17° garantiscono alle viti ottimali condizioni di crescita.

La varietà dei vitigni è ricca tanto quanto quella dei paesaggi della regione, i vini sono il risultato di un’eccezionale interazione tra le caratteristiche del suolo e quelle del clima nelle varie zone di produzione. Tre sono le varietà autoctone che qui trovano tradizione e condizioni per esprimere al meglio le proprie peculiarità: la Schiava, il Lagrein ed il Gewürztraminer. Anche se la regione è conosciuta per la freschezza o la complessità dei propri bianchi il 65% della produzione è caratterizzata dalla lavorazione di vini rossi dei quali ben il 70% è ottenuto da uve Schiava, un vino di consumo locale. Per la produzione di vini bianchi il Pinot bianco e lo Chardonnay sono le varietà più lavorate, costituendo assieme più del 50% della produzione; il rimanente è garantito da una vastissima gamma di varietà sia a bacca bianca sia rossa.

Attualmente circa il 98% dei vini sono tutelati della DOC Alto Adige, risultato questo che pone la regione al primo posto a livello nazionale. Per meglio tutelare la tipicità di alcuni vini con le rispettive zone di produzione sono state introdotte delle sotto-denominazioni: Caldano o Lago di Caldano, St. Maddalena, Colli di Bolzano, Meranese, Terlano o Terlaner, Valle Isarco e Val Venosta.

L’Oltradige

Sulla strada del vino che ci conduce, sulla sponda destra dell’Adige, in direzione sud incontriamo dapprima Appiano e Caldaro che compongono la zona dell’Oltradige. Appiano oltre che essere il comune con la maggiore superficie coltivata dell’Alto Adige è conosciuto per i numerosi castelli disseminati sul suo territorio. Situato sopra la conca di Bolzano ad un’altezza compresa tra i 280 e i 700 metri è suddiviso in varie frazioni. St. Michele (il centro), St. Paolo, Cornaiano, Monticolo,… si dividono i 950 ettari situati su dolci pendii. Questa zona è la terra di elezione delle uve bianche come il Pinot bianco, lo Chardonnay, il Sauvignon e il Moscato giallo. A sud, nella zona di Caldaro, sui 770 ettari prevale la produzione della Schiava, un vino rosso che trova condizioni favorevoli nel clima mite delle zone vicine al lago di Caldaro, il più caldo dell’Alto Adige. Possono fregiarsi della denominazione Caldaro o Lago di Caldaro “classico” i vini Schiava provenienti dalle zone di produzione di Caldaro, Appiano, Termeno, Cortaccia, Egna, Montagna e Ora.

La Bassa Atesina

Scendendo sempre più verso sud entriamo nella Bassa Atesina, questa zona rappresenta circa un terzo della coltivazione totale, quasi 1′700 ettari situati in bassa collina. Si sviluppa sul territorio dei comuni di Termeno, Cortaccia, Magré e Cortina situate sulla sponda destra dell’Adige e Salorno, Egna, Montagna e Ora risalendo verso Bolzano sulla sponda opposta del fiume. È la zona più temperata trova infatti beneficio dalle calde correnti provenienti dal vicino Lago di Garda, venti che portano un’ottimale ventilazione ed umidità. Il comune Termeno (Tramin) è la terra di origine del Gewürztraminer o Traminer aromatico, dove sviluppa al meglio le proprie caratteristiche, i terreni sono argillosi dal tipico colore rosso. A Magré e a Salorno nella parte più a meridione della provincia prevalgono terreni calcarei e ghiaiosi caratterizzati da una buona permeabilità da cui si ricavano Chardonnay e Pinot grigio di ottima struttura e Cabernert e Merlot corposi. Nell’altopiano di Favogna una frazione del comune di Magré si trova il vigneto coltivato a Müller-Thurgau più alto d’Europa (1′000 metri) da cui l’azienda Tiefenbrunner elabora l’ottimo Feldmarschall. I vigneti di Egna, Monatagna e Ora hanno un’esposizione sud-ovest, non essendo toccate dal sole mattutino beneficiano di un clima più fresco, caratteristiche ideali per la produzione di ottimi Pinot nero. Vini delicati e fini tra i migliori in Italia.

Bolzano e dintorni

Bolzano, capoluogo dell’Alto Adige ed il centro commerciale ed industriale più importante, sorge al centro della conca omonima, alla confluenza tra l’Adige e l’Isarco, ed è circondata da vigneti e frutteti, in effetti il clima di tipo mediterraneo favorisce la crescita di fichi, ulivi e palme. Le zone di maggior pregio appartengono ai pendii dei Colli di Bolzano e di Santa Maddalena che circondano la città di Bolzano. Su circa 520 ettari sono prodotti quasi esclusivamente vini rossi elaborati dagli autoctoni Legrein e Schiava chiamato localmente il Santa Maddalena. Questo vino si produce su una superficie di 286 ettari autorizzati alla sotto-denominazione, si snoda su dolci pendii a nord-est di Bolzano in direzione della Val Isarco. È considerato la versione più strutturata e corposa ottenuto dalla varietà Schiava, questo è dovuto alla percentuale del 15% di Pinot nero e Lagrein autorizzata. Sul lato ovest di Bolzano, nel quartiere cittadino di Gries che si snoda attorno al convento di Muri Gries, sono coltivati 250 ettari di Lagrein queste viti crescono su detriti alluvionali trasportati dai fiumi Inarco e Talvera. Questo vino quando è ottenuto da uve vinificate in rosso è definito “Lagrein dunkel” (scuro), mentre vinificato in rosato è chiamato “Lagrein kretzer” consumato localmente.

La Valle dell’Adige

La Valle dell’Adige si snoda sulle pendici montuose dell’ampia valle tra Bolzano e Merano, i comuni interessati alla produzione sono Terlano sulla sponda sinistra e Nalles e Andriano su quella opposta. I vigneti della zona di Terlano sono tra i più antichi, si snodano verso sud ai piedi del monte Tschöggelberg fino a raggiungere su irti pendii un’altitudine di 900 metri. La.caratteristica morfologica del suolo è data da rocce porfiriche dal tipico colore rossastro, in grado di immagazzinare calore permettendo all’acqua di defluire mantenendo asciutto il terreno. Il suolo è inoltre contraddistinto da un elevato contenuto di sali minerali. che conferiscono ai vini bianchi una nota aromatica minerale e una particolare capacità all’invecchiamento. Terlano, Andriano e Nalles corrispondono alla zona “classica” della denominazione Alto Adige Terlano attribuita alle varietà Pinot Bianco, Chardonnay, Riesling Italico, Riesling Renano, Sauvignon, Silvaner e Müller-Thurgau. vini principali sono il Pinot bianco, lo Chardonnay, il Sauvignon di Terlano e l’Alto Adige Terlano una cuvée di Pinot bianco in quantità minima del 50% e Chardonnay.

Il Meranese

Merano, storicamente e culturalmente molto vicina alla vicina Austria, rappresenta una zona di pregio per la viticoltura atesina. Il vigneto si estende su oltre 200 ettari nell’omonimo comune e i quelli limitrofi di Lagundo, Tirolo, Scena, Marlengo e Lana. Le temperature miti tutto l’anno e precipitazioni regolari danno a questa zona un clima equilibrato e ideale alla viticoltura. I terreni sabbiosi o argillosi permettono un’ottimo drenaggio dell’acqua in eccesso e un notevole accumulo di calore, mentre la leggera brezza proveniente dalle montagne circostanti crea una perfetta ventilazione. Nelle aree vitate più basse situate attorno ai 300 metri di altezza sono allevati Merlot e Cabernet, mentre sui pendii che salgono sino ai 550 metri oltre alla Schiava ed al Pinot nero crescono il Gewürztraminer, il Sauvignon, lo Chardonnay ed il Pinot bianco. Circa 177 ettari della superficie sono dedicati alla produzione del “Meranese” un vino leggero, morbido e fruttato ottenuto dalla Schiava.

La Valle Isarco

La Valle d’Isarco presenta scenari diversi, questa stretta valle che ci porta da Bolzano a Bressanone in direzione del Brennero. Propone 225 ettari di vigneti che raggiungono un’altezza massima di 900 metri, disposti su ripidi pendii (fino al 40%) molto difficili da lavorare. La marcata escursione termica creata da fredde notti e da miti giornate favorisce la quasi totale produzione di vini bianchi. Silvaner, Müller-Thurgau,Gewürztraminer, Veltliner, Kerner, Ruländer (Pinot grigio) e Riesling sono i vitigni bianchi ideali per interpretare al meglio queste caratteristiche climatiche. Le vigne migliori si trovano sul lato sud della valle, i terreni sono un misto di sabbia e ghiaia capaci di elaborare vini bianchi fruttati e freschi vini contraddistinti dalla sotto-zona Valle d’Isarco.

La Val Venosta

La Val Venosta è la più recente zona vinicola, è infatti entrata nella DOC Alto Adige solo nel 1995. L’area occupa la valle sul tratto del fiume Adige prima di Merano, fino al 1970 si praticava prevalentemente dell’agricoltura e solo una piccola parte del territorio era adibita alla produzione di vini destinati al consumo locale. Oggi più di 300 viticoltori coltivano circa 60 ettari tra Parcines e Corzes con vigneti che raggiungono anche gli 800 metri di altezza.
Negli ultimi anni sono state introdotte nuove varietà: tra i vini rossi primeggia il Pinot nero che ottiene buoni risultati anche ad altezze elevate; tra i bianchi spicccano il Pinot bianco, il Müller-Thurgau, il Kerner, il Gewürztraminer, il Riesling e un’antica varietà locale, il Fraueler.

Informazioni su Stefano & Giorgio ()
Giorgio Buloncelli & Stefano Ghisletta, “sommeliers per passione” Questo spazio vuole essere soprattutto un blog di approfondimento. La nostra idea è quella di scoprire e valorizzare le zone viticole e i viticoltori in grado di esprimere al massimo le caratteristiche territoriali delle singole zone. Vini ottenuti con tecniche agricole ed enologiche che esaltano l’impronta del vitigno, del territorio e la personalità del produttore, infatti la standardizzazione sta generando vini simili in ogni angolo del pianeta, appiattiti nel carattere e incapaci di sfidare il tempo.

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