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Forti del Vento, dove regna il Dolcetto

L’occasione per incontrare Tomaso Armento e Marco Tacchino è data dalla fiera enogastronomica “Gusto in scena” tenutasi a Lugano. Fino ad allora solo brevi contatti virtuali, su Twetter, Facebook o altri social network, punti d’incontro di molti appassionati. L’obiettivo della giornata in fiera era quello conoscere più produttori e assaggiare i loro vini, invece abbiamo passato ore a discutere con Tomaso, Marco e l’amico Riccardo Zola, che con i due collabora soprattutto la parte commerciale. Il loro vitigno favorito è il Dolcetto. All’estero questa varietà è vista come quella di ripiego per i produttori delle Langhe, terre dedicate in primis al Nebbiolo, alla Barbera e solo in seguito al Dolcetto. Sfuggendoci però, che ci sono terre a lui ben più vocate come quelle dell’Alto Monferrato.

Siamo nei dintorni d’Ovada, dove l’autostrada sfreccia veloce in direzione della Riviera Ligure, un’area al di fuori dai classici circuiti enogastronomici piemontesi. ” Ti assicuro, anche se poco conosciuta, si tratta di una bella zona. Un territorio vivo, autentico e fiero delle proprie tradizioni, ma pronto ad aprirsi verso l’innovazione “. Sono le parole di Marco. Sentiamo spesso parlare di ” espressione del territorio “, c’è chi lo fà per tendenza o convenienza, chi invece lo fà per convinzione, come in questo caso. Ascoltando i loro entusiastici racconti traspare tutta la loro passione, energia positiva necessaria per sostenere la strada tracciata.  Il progetto è giovane, anche se i ” nostri ” possono fregiarsi di tradizioni famigliari che hanno forgiato l’amore per la loro terra.

Le persone e …

… e il territorio

Forti del Vento è di piccola taglia, con una superficie collinare di soli 5 ettari ed una produzione stabilizzata attorno alle 30’000 bottiglie annue. I vini hanno un carattere forte e sanno rispettare le stagionalità. Il vitigno principe è il Dolcetto, anche da vecchi ceppi, ma anche qualche chicca come il Nibiö e l’Albarossa, o qualche vitigno internazionale usato in assemblaggio, quali lo Chardonnay, il Merlot e il Cabernet Sauvignon.

ALTO FHRÀ 2009 Monferrato Rosso : Questo vino porta il nome dell’area che lo origina, Alto Fhrà significa appunto Alto Monferrato. La sua base è il Dolcetto associato al Cabernet Sauvignon. Perché questa scelta ? ” È dovuta alla ricerca d’ammorbidire i tannini un po’ aggressivi del Dolcetto giovane “. Il colore ha riflessi violacei, gli aromi sono fragranti, accompagnati da note di marasca e fini sfumature vegetali. La bocca è agile, di medio corpo ma con grande piacevolezza e bevibilità. Un vino non complicato e da tutto pasto.

OTTOTORI 2009 Ovada doc : Prende il nome dal vigneto da cui nasce. L’ottima annata 2009 offre un vino maturo e concentrato. Ha equilibrio, avvolgenza e tannini ben fusi nella struttura generale. Il finale ha qualità, una buona freschezza e una fine aromaticità. Chiude con note di ciliegia nera e una elegante dolcezza data dal legno. Un vino che merita qualche anno di affinamento prima di essere apprezzato pienamente. Buono !

CAPOVIA 2008 Monferrato Rosso : ” Ogni strada ha un inizio. La nostra via per l’eccellenza partirà da qui: da un cru unico, proveniente da vigneti di oltre 40 anni, interamente ristrutturati, inerbiti e lavorati a mano “. Un’altra versione del Dolcetto. L’annata 2008, meno favorevole per certi versi, dà un vino meno immediato e intrigante, che si fà scoprire pian piano. Ha nerbo, un corpo più lineare e affusolato, trova energia e profondità. A bicchiere vuoto si notano la freschezza e la purezza del frutto, con complessa nota speziata. Molto buono, ma non facciamo l’errore di berlo troppo velocemente.

VENTI PASSI 2009 Monferrato Rosso : Con la parola nibiö, pensavo che Tomaso e Marco si riferissero a un termine dialettale riconducibile al Nebbiolo, invece no. Il Nibiö è un’antica varietà locale abbandonata per scarsa produttività che i due stanno cercando di recuperare. È una rarità prodotta in pochi esemplari, una vera chicca che dà grande soddisfazione. Entra in bocca prepotente e vibrante, continua a lungo nel suo percorso con la stessa decisione. Una meraviglia !

ALTA GUARDIA 2009 Monferrato Rosso : Non è la prima volta che assaggiamo l’Albarossa, un vitigno innovativo nato nel 1938 da un incrocio tra Barbera e Nebbiolo. La volta scorsa fu nelle cantine di Aldo Vaira a Barolo, ma si trattava di un campione non commercializzato. Questo vino è originale, con una bella vinosità e un’intensa fragranza. In bocca è caratterizzato da una marcata acidità e bilanciato da una buona concentrazione. I tannini sono robusti e compatti. Nel finale ritornano note di frutta rossa e pepe. Un vino particolare.

Un grazie a Tomaso, Marco e Riccardo e un caloroso invito a continuare verso la ricerca della qualità.

Informazioni su Stefano & Giorgio (357 Articles)
Giorgio Buloncelli & Stefano Ghisletta, “sommeliers per passione” Questo spazio vuole essere soprattutto un blog di approfondimento. La nostra idea è quella di scoprire e valorizzare le zone viticole e i viticoltori in grado di esprimere al massimo le caratteristiche territoriali delle singole zone. Vini ottenuti con tecniche agricole ed enologiche che esaltano l’impronta del vitigno, del territorio e la personalità del produttore, infatti la standardizzazione sta generando vini simili in ogni angolo del pianeta, appiattiti nel carattere e incapaci di sfidare il tempo.

2 Commenti su Forti del Vento, dove regna il Dolcetto

  1. Ho letto con grande interesse e curiosità: i luoghi, le persone, il vino…e l’amicizia.
    Nella penna di chi scrive c’è la passione dei giovani produttori e la fiducia per il futuro: sorrido e sicuramente approfondirò la conoscenza.

    Sara

  2. Grazie Stefano, è stato un piacere conoscerti e vedere come siamo riusciti a trasmetterti in così poco (un giorno) il pensiero e il lavoro di famiglie per deceni. E d’ora in poi faro tue alcune frasi mi piace il modo in cui ci hai interpretato, le porterò nel gruppo dei produttori con cui lavoriamo e…chissà.
    Nel frattempo un abbraccio e la speranza di rivederci presto, perchè quella manifestazione per noi è stata il primo passo per la Svizzera, ma non vogliamo ovviamente lasciare solo quell’impronta.

    Un saluto
    Tomaso

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