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Calafè: Greco di Tufo 2008

Nelle ultime settimane, grazie agli scambi con Alessandro Russo, Alessandro Marra e Angelo Di Costanzo, stiamo scoprendo alcuni vini della Campania. Basta una visita all'enoteca Rossetti a Ponte Tresa per trovare i vini di questa regione a prezzi interessanti: oggi è il turno di GRECO DI TUFO 2008 dell'azienda Calafè. Per trovare informazioni basta fare un clik su " L'Arcante ", il diario enogastronomico di Angelo Di Costanzo. Angelo, gran sommelier partenopeo, ha come missione quello di far conoscere i produttori e i vini della propria terra.

L'etichetta

Ecco come Angelo descrive l'azienda nel suo articolo: " La vendemmia 2006 é stata in effetti la prima dell’azienda, di questo greco davvero pochissime le bottiglie, appena un migliaio per dare libera interpretazione al sogno di Benito Petrillo di rimarcare origini certe, da dedicare, offrire, alle nuove generazioni, alle sue nipoti in particolare: Calafè è infatti l’acronimo di Camilla, Laura e Federica, le giovani braccia che accoglieranno in futuro il frutto di questo sogno ma che già oggi non fanno mancare la loro presenza in cantina ed in giro per fiere ed eventi. Il progetto aziendale prevede, oltre al greco, una spinta importante anche sull’aglianico di Taurasi. Ma la sfida più grande rimane sul greco, quella cioè di scommettere sulle grandi potenzialità che ha questo vitigno di sfidare il tempo, un bianco quindi che esce dalla cantina dopo almeno due anni dalla vendemmia, per offrirsi più pronto da bere, maggiormente espressivo nel frutto, con toni soprattutto olfattivi già maturi non senza però perdere quel carattere gustativo più rigido, particolarmente franco nel greco di Tufo. "

L'etichetta

Di color dorato brillante

Questo greco è quello di base, esiste infatti un cru l’Ariavecchia: ce lo portiamo a casa per circa 8€. Le vigne sono collocate nell’area storica della denominazione irpina. Un vino luminoso nella sua veste paglierina, gli aromi sono freschi e nitidi, si riconoscono note d’albicocca, pesca, mandorla e una forte vena minerale. L’attacco gustativo è equilibrato, lo sviluppo e brillante, vivo, con una bella tensione. Il finale ha una piacevole lunghezza e una decisa nota saporita. Il giorno seguente recuperiamo la bottiglia, ci stanno ancora un paio di bicchieri: il colore è un pochino più evoluto, ma il vino non ha perso il proprio vigore, note d’agrumi, fiori d’acacia, accompagnano con freschezza la solita mineralità. Ci sembra che abbia delle similitudini con alcuni sylvaner alsaziani. Per chi come noi teme che i vini del sud Italia siano pesanti e poco brillanti ecco un’altra smentita. Una vera sorpresa che lascia presagire il potenziale del territorio e dell’azienda.

Informazioni su Stefano & Giorgio (357 Articles)
Giorgio Buloncelli & Stefano Ghisletta, “sommeliers per passione” Questo spazio vuole essere soprattutto un blog di approfondimento. La nostra idea è quella di scoprire e valorizzare le zone viticole e i viticoltori in grado di esprimere al massimo le caratteristiche territoriali delle singole zone. Vini ottenuti con tecniche agricole ed enologiche che esaltano l’impronta del vitigno, del territorio e la personalità del produttore, infatti la standardizzazione sta generando vini simili in ogni angolo del pianeta, appiattiti nel carattere e incapaci di sfidare il tempo.

5 Commenti su Calafè: Greco di Tufo 2008

  1. Onorato della citazione, ancor di più di averti presto per le nostre terre. Ricordati di farmi avere le info che ti ho chiesto, che se vuoi fare un giro a Tramonti ti organizzo tutto io. Saluti e a presto.

    • Grazie a voi per i suggerimenti e per averci fatto conoscere vini che hanno smitizzato il preconcetto concetto “del pesante e poco brillante”.
      Di questo accostamento con il sylvaner d’Alsazia che ne pensi ?

  2. Bene, non si perde tempo qui, vedo…🙂

    Battute a parte, il luogo comune dei vini “cotti” e pesanti del Sud è tanto più falso se si pensa che l’Irpinia è in assoluto la provincia più fredda della Campania. Quindi, vendemmie “ritardate” rispetto a quello che si potrebbe credere, lenta maturazione delle uve, altitudini piuttosto elevate fino a punte proibitive, forti escursioni termiche e clima fresco anche d’estate.

    Un caro saluto ad autori e menzionati, ci vediamo in Campania!

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