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Il limone, l’oro di Sorrento

I contatti online sui vari social network con amici campani (Alessandro RussoAngelo Di Costanzo Alessandro Marra) ci hanno portato a visitare la Penisola Sorrentina e la vicina Costiera Amalfitana durante i week-end di Pasqua. Ci troviamo in Campania, a una cinquantina di chilometri a sud dall’areoporto di Napoli – Capodichino. Un’occhiata verso il mare e, se la giornata lo permette, ecco apparire all’orizzonte il Vesuvio, Capri, Ischia, Procida e le città costiere di Castellamare di Stabia, Torre del Greco e Napoli. La Penisola è una bella zona turistica, rigogliosa e curata, niente a che vedere con l’immagine negativa data dai vari TG della zona vesuviana.

La scogliera di Sorrento vista dal mare

Cita il testo della famosa canzone Turna a Surriento (1904) ” Vide ‘o mare de Surriento, Che tesoro tene ‘nfunno: Chi ha girato tutto ‘o munno, Nun l’ha visto comm’a ccà … “. Sono tanti i tesori di questa regione: i limoni, i prodotti ittici e della campagna, i formaggi, le mozzarelle, i vini, l’olio, …

A Sorrento è il limone a focalizzare le attenzioni degli agricoltori. ” L’oro di Sorrento” è coltivato in colorati e profumati giardini e viene raccolto in tutti i comuni della Penisola e precisamente a Massa Lubrense, Meta, Piano di Sorrento, Sant’Agnello, Sorrento, Vico Equense, oltre che nell’isola di Capri. Si tratta di una coltivazione risalente al XVI secolo, oggi regolamentata e protetta da normative ben definite (Limone di Sorrento IGP).

Il limone IGP, l’Oro di Sorrento

Con l’amico Alessandro Russo, che ci ha ospitati in questi giorni, e Maurizio Ercolano, produttore di limoncello, abbiamo visitato uno dei più suggestivi limoneti. Qui le piante, anche ultra centenarie, sono coltivate sotto un pergolato (oggi in tela, ma una volta in paglia) che protegge il limoneto dal vento, dalla grandine e dal freddo, nei mesi invernali. Questi appezzamenti occupano i rilievi soleggiati della costa ma scendono fino alla suggestiva scogliera che si affaccia sul mare. Sono definiti “giardini” perchè le mogli dei coloni li coltivavano con fiori e piante ornamentali. La coltura è mista e oltre ai limoni trovano spazio arance, noci e nespole, mentre sui pergolati spesso correva la vite.

Alberi da limone ultra centenari

I limoneti con le protezioni superiori …

… o laterali per proteggersi dal vento proveniente dal mare

Il sentiero che conduce giù al bordo del mare usato, nei secoli scorsi, per il trasporto dei limoni sulle navi

Vista dai giardini verso il Vesuvio

La varietà è chiamata ovale di Sorrento, ha forma elittica di dimensione medio-grande. La sua buccia è di un bel color giallo citrino, è di medio spessore e molto profumata per la ricca presenza in oli essenziali. La polpa è giallo paglierino, particolarmente succulenta, mentre il succo è caratterizzato da elevata acidità, ricco di vitamina C e sali minerali.

Il proprietario dell’azienda agricola è Raffaele Galano che, aiutato dalla moglie e dai figli, gestisce un fondo ancora di proprietà di famiglie nobili. Sono persone semplici e di grande disponibilità, Raffaele ci spiega le diverse procedure di lavorazione prima che il prodotto venga immesso in commercio. In genere le raccolte avvengono 4 volte l’anno, i limoni sono scelti in base al loro colore, lavati con acqua dolce in un pozzo di 80 metri di profondità e lasciati con le foglie come garanzia di freschezza. Ci ospitano gentilmente nella loro fattoria dove assaggiamo un buonissimo limoncello artigianale, prodotto solo ad uso personale.

Raffaele Galano nella sua dimora dove abbiamo assaggiato il suo limoncello

Le cantine dell’epoca romana scoperte sotto lo stabile dell’azienda


Lavori nell’azienda Galano

Come già anticipato la produzione di limoni della penisola è assorbita dalla commercializzazione e dalla produzione di limoncello. Maurizio Ercolano gestisce una piccola attività per la produzione di liquori: limoncello in primis, ma anche nocino, finocchietto, mirto,  mela annurca, liquirizia, …. Il laboratorio è ospitato in una grotta a pochi passi dal mare, un borgo marinaro dove nei secoli scorsi si producevano i famosi velieri sorrentini. La procedura è classica: i limoni sono dapprima selezionati (non inferiori agli 85 gr.), lavati con acqua corrente, spazzolati delicatamente e sbucciati manualmente. Le sottili bucce sono infusionate con alcol in contenitori d’acciaio per tre giorni. Passato questo tempo viene preparato uno sciroppo di acqua e zucchero e aggiunto all’infuso. Tolte le bucce, il liquore è lasciato riposare qualche giorno prima dell’imbottigliamento che avviene senza alcuna filtrazione. Si consiglia di consumarlo ad una temperatura fresca.

Il laboratorio di Maurizio Ercolano (Cassano 1875) è ospitato nelle grotte scavate nella roccia dove un tempo venivano costruiti i famosi velieri sorrentini

Maurizio Ercolano mentre ci spiega come un tempo venivano trasportati i limoni sulle navi

La sbucciatura, una fase fondamentale della lavorazione

Prosit

Un ringraziamento ad Alessandro per averci fatto conoscere persone di grande disponibilità e d’incredibile entusiasmo verso il loro lavoro.

Informazioni su Stefano & Giorgio ()
Giorgio Buloncelli & Stefano Ghisletta, “sommeliers per passione” Questo spazio vuole essere soprattutto un blog di approfondimento. La nostra idea è quella di scoprire e valorizzare le zone viticole e i viticoltori in grado di esprimere al massimo le caratteristiche territoriali delle singole zone. Vini ottenuti con tecniche agricole ed enologiche che esaltano l’impronta del vitigno, del territorio e la personalità del produttore, infatti la standardizzazione sta generando vini simili in ogni angolo del pianeta, appiattiti nel carattere e incapaci di sfidare il tempo.

4 Commenti su Il limone, l’oro di Sorrento

  1. Grande articolo!!!Contentissimo.

  2. Beh ! se uscito bene è solo merito Vostro

  3. Grazie,
    Veramente un bel articolo.

  4. fortunato bottiglieri // 27 luglio 2013 alle 17:13 // Rispondi

    Si ! Tutto ciò è meraviglioso, grazie al Buon Dio e all’opera amorevole e costante dei sorrentini. Voglio aggiungere ancora una cosa, forse per molti, è ancora sconosciuta: Il limone contiene proprietà che usate in talune deficienze del corpo umano, è in grado di dare un valido aiuto al suo risanamento. Non vi dico quante sono le sue applicazioni. Provate per credere. Usate anche un pò la fantasia, non farete sicuramente peccato, importante essere costanti nell’usarlo.

1 Trackback / Pingback

  1. L’amico svizzero. « LE TRE ARCATE

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