Tramonti, cose mai viste fino ad ora !

Qualch’uno ha chiesto come avete fatto ad arrivare lassù ?

È vero, non ci saremmo mai arrivati da soli, per questo abbiamo chiesto consiglio ad alcuni amici campani chi visitare durante una visita in Costiera Amalfitana. Ricordiamo ancora le parole di Angelo Di Costanzo: “se ci andrai strabuzzerai gli occhi e conoscerai una persona di grandi valori”.

Ma di chi stiamo parlando ? Il luogo è Tramonti, l’azienda è Monte di Grazia, la persona in questione é Alfonso Arpino.

Mai sentito parlare di quest’azienda in precedenza, ma chiedendo anche ad agli conoscenti il risultato è stato un plebiscito a suo favore.

L’appuntamento è fissato per le 15.00 e giunge al termine di una splendida giornata sulle scogliere tra Positano e Amalfi, un luogo d’impareggiabile bellezza.

Alcuni chilometri dopo Amalfi la strada lascia la costa e imbuca una vallata, cominciando la lenta salita verso Tramonti. Un tratto costeggiato su entrambi i lati da limoneti, sostenuti da pergole e protetti da teli. In un attimo incrociamo la segnalazione Tramonti, già arrivati ? Niente affatto.

Il territorio di Tramonti è molto vasto, si passa dai 200 metri ai 67o del valico e per trovare la cantina devono venire in nostro soccorso i figli di Alfonso Arpino. Arrivati, Alfonso ci accompagna nelle sue vigne e quando scendi dalla macchina resti a bocca aperta. Aveva proprio ragione Angelo, mai visto niente di simile !

Nulla a che vedere con le vigne fin qui visitate, ai nostri occhi appaiono vigne ultra secolari, ma è difficile stabilire esattamente la loro età. Si tratta di pergolati in castagno che sostengono viti a raggiera e posti ad un’altezza superiore ai due metri. I tralci sono raggruppati e legati con rami di salice e hanno dimensioni incredibili. Sono a piede franco e con radici che scendono fino alla roccia calcarea per trovare nutrimento. Pure i rami sono di diametro e lunghezza impressionati. Sono viti che si riproducono ancora oggi per propagazione e che, considerata la “saggezza”, sanno regolare autonomamente la resa della produzione.

I vitigni sono autoctoni: tintore, piedirosso, bianca tenera, ginestra e pepella, tipici solo del territorio di Tramonti. Grazie alla vicinanza del mare e dalle fresche correnti che giungono dalle montagne, la zona gode di forti escursioni termiche,  mentre i terreni sono a terrazzamenti e formati dalle numerose eruzioni del Vesuvio.

Dite la verità, vi abbiamo incuriositi ?

È impossibile comprendere questo luogo fiabesco e d’altri tempi senza l’ausilio delle immagini quindi, signori, ecco Tramonti.

Dell’incontro con Alfonso Arpino e della degustazione dei suoi vini vi parleremo in una prossima puntata.

3 commenti Aggiungi il tuo

  1. claudioT ha detto:

    Forse ci siamo alternati quella giornata del sabato pre-pasquale, io dalle otto di mattina fino alle 12,00 quasi e voi nel pomeriggio dalle 15,00 (mi era stado annunciato questo incontro su imbeccarta di Angelo!).
    Per me sarà più facile ritornarvi, partendo da Napoli e avendo appoggio logistico in Tramonti ma è bello sentire la vostra emozione e il vostro stupore!
    Se vi và andate a vedere il mio racconto sul blog.(www.grappolospargolo.spazioblog.it)

    Saluti.

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