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Due giorni tra Colmar, Niedermoschwhir, Katzenthal e Soultzmatt

L’annuale uscita del nostro CLUB ci dà l’occasione di parlarvi dell’Alsazia, una regione che gode di tutte le caratteristiche (varietali, geologiche e climatiche) per offrirci una larga panoramica di vini. Sono i bianchi a farla da padrone: riesling, pinot gris, gewürztraminer, muscat, sylvaner, pinot bianco e auxerois sanno interagire con il territorio per offrirci diversi caratteri d’espressione. Tra i vini rossi solo il pinot nero sà ritagliarsi di anno in anno una fetta sempre più importante nella produzione. I circa 15’000 ettari si sviluppano tra Strasburgo e Mulhouse anche se le migliori espressioni sono prodotte nel tratto tra Soultzmatt e Barr. Si tratta di una stretta fascia collinare ben protetta dalla catena montuosa dei Vosgi che, bloccando i venti freddi, forma un microclima giornaliero piuttosto secco e caldo ma con importanti escursioni termiche durante la notte. La parte più vocata si sviluppa sulle ripide colline esposte verso sud, sud – est ad un’altezza compresa tra i 200 e i 400 metri.  Geologicamente quest’area forma un mosaico di grandi complessità, si passa da terreni granitici, tanto amati dal riesling, ad altri i tipo argillo-calcareo o gessosi.

Un dei caratteristici quartieri di Colmar

Una veduta della vallata: Katzenthal, sulla sinistra, e Kaysenberg sullo sfondo

Per tradizione i vini alsaziani fanno riferimento al vitigno, sempre espresso in etichetta. Per contro, dagli anni ’80 si è voluto premiare il territorio creando per i migliori 51 vigneti la denominazione Grand Cru. Uno sviluppo che ha portato alla creazione di un’ulteriore lista di parcelle (lieux-dits) non classificate Grand Cru, ma in grado di trasmettere un carattere ben definito ai vini (Altenbourg, Clos des Capucins, Fromholtz, …) . Se vogliamo accostarci alla Borgogna potremmo definirla una denominazione 1ers crus non ufficializzata.

Nelle vigne Grands Crus sono ammesse esclusivamente quattro vitigni e cioè, riesling, pinots gris, gewürztraminer e muscat, anche se quest’ultimo è poco diffuso perché ritenuto non sufficentemente complesso. Questi vini rappresentano solamente il 4% della produzione regionale. Hanno regole ben precise: sono ammessi soli vigneti collinari esposti verso sud e con rese massime non superiori ai 45 hl. per ettaro.

Altenberg de Bergheim, Brand, Florimont, Furstentum, Geisberg, Goldert, Hengst, Kaefferkopf, Zinnkoepflé, Sommerberg, Schlossberg, …, sono solo alcuni dei nomi più conosciuti.

Il riesling nello Zinnkoepflé a Soultzmatt

Incuriosisce che i nomi dei villaggi, dei crus e delle famiglie che gestiscono le aziende viticole sono per la grande maggioranza in lingua tedesca. Questo è dovuto al fatto che l’Alsazia, oltre essere sulla linea di confine, abbia attirato l’interesse di entrambe le nazioni. Francia e Germania  nel corso dei secoli si sono alternate il dominio sulla regione, poi passata definitivamente sotto l’amministrazione francese nel 1918.

Quando stappi uno di queste bottiglie non sai mai esattamente cosa ti devi aspettare a livello gustativo. I vini possono essere secchi, ma anche presentare una quantità di zuccheri residui ben percettibili, questi daranno al vino morbidezza e una nota glicerica importante senza che risulti dolce.

Le condizioni micro-climatiche protraggono le vendemmie fino tardo autunno, in questo periodo le uve subiscono dapprima un appassimento naturale “sur souche” arricchendo il potenziale zuccherino degli acini. Queste prime raccolte sono chiamate Vendemmie Tardive (VT) e danno vini delicatamente dolci. Più tardi gli acini lasciati in vigna, sempre che le condizioni lo permettono, sono attaccati della Botrytis cinerea. Da queste uve si ottengono le famose Sélection de Grains Nobles (SGN), si tratta di vini più dolci rispetto le VT. Per entrambe le denominazioni sono ammesse esclusivamente le quattro varietà nobili autorizzate per i Grands Crus.

Tutti concentrati durante le degustazioni e …

… più rilassati a tavola presso l’Agneau a Katzenthal

Favorito da un clima caldo e soleggiato il nostro soggiorno ci ha portato in alcune delle cantine più riconosciute. Le nostre scelte si sono focalizzate su Jean Boxler (Domaine Albert Boxler a Niedermoschwhir), Fréderic Bernhard (Domaine Jean-Marc Bernhard a Katzenthal) e Seppi Landmann a Soultzmatt.

I Boxler sono mondialmente riconosciuti per la loro dedizione al terroir, sono probabilemnte gli unici a dividere le singole parcelle di un Grand Cru vinificando quattro cuvées diverse (Sommerberg: Jeunes Vignes, Grand Crus, Cuvée D e Cuvée E).

Fréderic Bernhard è uno dei giovani che più hanno progredito in questi ultimi anni ricevendo atti di stima anche da riviste come la RVF, che ha inserito i suoi Wineck Schlossberg, Schlossberg e  Kaefferkopf  tra le grandi riuscite dell’annata 2009. Fattore non secondario il prezzo dei vini, con solo 12 € puoi portarti a casa queste belle bottiglie Grand Cru.

Il nostro passaggio in Alsazia ci obbliga ad una fermata dall’amico Seppi Landmann, il primo produttore venuto a presentare i propri vini ad una serata del nostro CLUB. Seppi fa vini secchi, capaci di evolvere straordinariamente con il passare del tempo, ma è soprattutto nelle versioni VT e SGN che sà distinguersi per finezza ed eleganza.

Per leggere le nostre note sui produttori e sui vini vi preghiamo di pazientare.

Informazioni su Stefano & Giorgio ()
Giorgio Buloncelli & Stefano Ghisletta, “sommeliers per passione” Questo spazio vuole essere soprattutto un blog di approfondimento. La nostra idea è quella di scoprire e valorizzare le zone viticole e i viticoltori in grado di esprimere al massimo le caratteristiche territoriali delle singole zone. Vini ottenuti con tecniche agricole ed enologiche che esaltano l’impronta del vitigno, del territorio e la personalità del produttore, infatti la standardizzazione sta generando vini simili in ogni angolo del pianeta, appiattiti nel carattere e incapaci di sfidare il tempo.

5 Commenti su Due giorni tra Colmar, Niedermoschwhir, Katzenthal e Soultzmatt

  1. Sono incantata!
    Quando avete fatto questa splendida uscita?
    Un s aluto
    Kemi

  2. Un fine settimana indimenticabile, assistito da clima e luce perfetti per apprezzare i bellissimi paesaggi alsaziani.
    Sull’ospitalità dei produttori nei confronti degli amici di Nonsolodivino non spendo altre parole: le nostre espressioni felici ne sono state la testimonianza più schietta!
    Stefano e Giorgio si dimostrano ancora una volta degli amici cari e degli attenti cultori del bere bene.
    Grazie a voi ed alla bella compagnia!

    Alla prossima avventura enoica…:-)

  3. Una domanda un po’ dubbia. Se riempio la macchina di vino in Alsazia e attraverso la Svizzera, incorro in qualche pericolo??HO un limite di bottiglie ?? Cosa devo dichiarare ??? Grazie perchè dalle informazioni che ho tentato di trovare ho molta confusione in testa—–

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