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Fiano, Greco, …, e qualche rara chicca

Un ultimo post tratto dal fine settimana in Campania, questa volta per parlarvi di alcuni vini che ci sono rimasti impressi durante il ” tour eno-gastonomico ” proposto da Alessandro Russo alle Le 3 Arcate.

Falanghina, Fiano e Greco sono le varietà a bacca bianca più conosciute. Sono in genere lavorate nel avellinese o nel beneventano, in  zone collinari che raggiungono i 600 metri sul livello del mare con forti variazioni termiche tra il giorno e la notte, fattore di garanzia per avere vini gustativamente brillanti.

In Svizzera è difficile reperire vini di piccoli produttori, da noi la Campania è rappresentata da grandi imprese come i Feudi di San Gregorio o Mastroberardino, per questo eravamo curiosi di scoprire piccole aziende in grado di dialogare con il territorio, quelle che piacciono ai nostri amici campani.

Si comincia dal Fiano di Avellino: Ciro Piccariello, Guido Marsella, Villa Diamante (Vigna della Congregazione) e Clelia Romano (Colli di Lapio) hanno saputo entusiasmarci per la definizione aromatica, il carattere minerale e l’energia dei loro vini. Pure i Greco di Tufo di Dell’Angelo e di Benito Ferrara ci hanno soddisfatto.

Ma è soprattutto di due vini che volevamo parlare, della Catalanesca e del Pallagrello Bianco. Del Pallagrello ne avevamo già letto, ma della Catalanesca mai !

Documentandoci sul sito web di Casa Barone, leggiamo che questo vitigno rappresenta un’importante risorsa dell’area vesuviana sin dagli anni ’50 e destinata alla produzione del Lacryma Christi bianco, oggi sostituito con l’avvento del nuovo disciplinare Vesuvio DOC. La Catalanesca oggi sopravvive in pochi appezzamenti e solo nell’ottobre del 2006 è stata definita uva da vite. La versione Barone Bianco è una delle poche vinificata in purezza, emerge per la qualità aromatica, alternando sfumature floreali di acacia e ginestra a altre di mandarino e arancia. È ampio, tonico e minerale. Una delizia !

Altra chicca è il Pallagrello Bianco di Terre del Principe, un’azienda che ha fortemente creduto nelle potenzialità di questa varietà autoctona. Il Sèrole, nome del cru che lo ospita, è un vino corposo, ricco e complesso, ha maturi profumi fruttati, speziati e tostati.

Un vivo complimento ai produttori dei vini assaggiati.

Informazioni su Stefano & Giorgio (357 Articles)
Giorgio Buloncelli & Stefano Ghisletta, “sommeliers per passione” Questo spazio vuole essere soprattutto un blog di approfondimento. La nostra idea è quella di scoprire e valorizzare le zone viticole e i viticoltori in grado di esprimere al massimo le caratteristiche territoriali delle singole zone. Vini ottenuti con tecniche agricole ed enologiche che esaltano l’impronta del vitigno, del territorio e la personalità del produttore, infatti la standardizzazione sta generando vini simili in ogni angolo del pianeta, appiattiti nel carattere e incapaci di sfidare il tempo.

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