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Come “amare” la Borgogna …

Che noia sempre gli stessi nomi !

Stiamo parlando di quelli dei produttori della Côte D’Or che vengono discussi, salvo eccezioni, sui forum o sui blog degli appassionati italiani. Sempre i soliti e ridotti a una scarsa decina. Scontato entusiasmarsi con i vini del DRC, Leroy, Coche-Dury, Leflaive, Lafon, Rousseau e pochissimi altri. È come dire agli amanti dei vini di Bordeaux di assaggiare esclusivamente i famosi  Mouton-Rothschild, Latour, Lafite, Margaux o Petrus, senza andare oltre nella ricerca.

Le manifestazioni della Saint Vincent il patrono dei viticoltori

Troppo facile parlare della Borgogna riducendola a pochi eletti, scordando che l’unione di tanti piccoli vignerons forma un patrimonio viticolo d’inestimabile valore. Amare la Borgogna significa visitarli e degustare con loro dalle botti, conoscere il loro pensiero e la loro storia, approfondire il carattere dei diversi climats, conoscere persone con cui dialogare, allargando così le nostre conoscenze, passeggiare tra i filari o attraverso i villaggi, osservando ciò che ci circonda.

Tutto ciò è  la Borgogna…!

Anche nell’approccio alla degustazione bisogna tenere un attegiamento diverso, adattandoci noi ai vini e non pretendere il contrario. Rispettando i singoli “terroirs”, creati dalle complesse condizioni geologiche, dalla loro posizione, dalle correnti che scendono dalle vallate, dall’esposizione al sole, …  accettando pure il carattere dell’annata che crea vini di forme diverse.

Come ci dicono gli amici produttori ” in Borgogna ad ogni stradina o ad ogni muretto i suoli cambiano carattere e, con loro, i vini “.

Un esempio su tutti, la degustazione di due parcelle di Louis-Michel Lige-Belair a Vosne-Romanée. Due vigne in appellation village divise da un muretto, vinificate separatamente e in modo identico: ricordiamo l’eleganza e la rotondità della Colombière e la tensione e il vigore del Clos de Château.  “ça c’est la Bourgogne”

Con la rubrica VINI & TERRE DI BORGOGNA è nostra intenzione farvi respirare l’aria di questa straordinaria regione e trasmettervi la nostra passione. In questa opera di divulgazione siamo in buona compagnia, in francese potrete leggere su DEGUSTATEURS.com gli indispensabili suggerimenti di Patrick Essa, pure vigneron chez Buisson-Charles; su BOURGOGNE WINEBLOG quelli di Patrick Maclart. In inglese quelli di Bill Nanson su BURGUNDY REPORT o di Ola Bergman su BOURGOGNE-INFO.

Volete qualche suggerimento sui produttori da visitare ?

Di seguito una personale selezione, sicuramente senza la presunzione che sia completa.

Partendo da nord, tra Marsannay e Fixin non bisogna dimenticare Bart e Naddef.

A Gevrey-Chambertin: Rossignol-Trapet, Jean-Louis Trapet, Claude Dugat, Harmand-Geoffroy, Rousseau, …

A Morey-Saint Denis: Groffier, Domaine de Lambrays, Pierre Amiot, Alain Jeanniard, Arlaud, Clos de Tart, …

A Chambolle-Musigny: Ghislaine Barthod, Amiot-Servelle, Georges Roumier, Frédéric Mugnier, …

A Vosne-Romanée: Comte Liger-Belair, Anne Gros, Jean Grivot, Regis Forey, DRC, Méo-Camuzet, Emmanuel Rouget, Michel Gros, …

A Nuits-Saint Georges: Thibault Liger-Belair, Chevillon, …

A Pommard: Clos des Epeneaux, Vaudoisey-Creusefond, Cyrot-Buthiau, …

A Volnay: Nicolas Rossignol, Jean-Marc Bouley, Joseph Voillot, …

A Meursault: Henri Germain, Comtes Lafon, Antoine Jobard, Remy Jobard, Pierre Morey, Coche-Dury, Michel Bouzereau, Jean-Philippe Fichet, Therry Matrot, Roulot, Ballot-Millot, Buisson-Battault, Buisson-Charles, …

A Puligny-Montrachet: Carillon, Leflaive, Sauzet, …

A Chassagne-Montrachet: Morey-Coffinet, Jean-Marc Pillot, Ramonet, Dancer, …

A Saint Aubin: Sylvain Langoureau, Jean-Claude Bachelet, Marc Colin, Hubert Lamy, …

Ci sembra di averne già elencati abbastanza per poter affermare la ricchezza di questa terra, una selezione che ognuno di voi potra ulteriormente arricchire con altre esperienze.

Informazioni su Stefano & Giorgio (357 Articles)
Giorgio Buloncelli & Stefano Ghisletta, “sommeliers per passione” Questo spazio vuole essere soprattutto un blog di approfondimento. La nostra idea è quella di scoprire e valorizzare le zone viticole e i viticoltori in grado di esprimere al massimo le caratteristiche territoriali delle singole zone. Vini ottenuti con tecniche agricole ed enologiche che esaltano l’impronta del vitigno, del territorio e la personalità del produttore, infatti la standardizzazione sta generando vini simili in ogni angolo del pianeta, appiattiti nel carattere e incapaci di sfidare il tempo.

1 Commento su Come “amare” la Borgogna …

  1. Proprio quello che mi serviva per allargare gli orizzonti. GRAZIE.

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