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Fausto De Andreis, spirito libero

In questi ultimi mesi ci e’ stata regalata l’opportunità di conoscere grandi personaggi del mondo del vino, ultimo tra questi Fausto De Andreis. Chi ci ha consigliato di visitarlo all’azienda le Rocche del Gatto ad Albenga, lo aveva descritto come un artista e anti-conformista. Dopo averlo incontrato potremmo aggiungere, un uomo al di fuori dalle tendenze del momento e intento ad anteporre le proprie idee agli interessi economici e commerciali. In continuo contrasto con le persone che reggono le sorti del vino ligure che, a suo dire, lavorano per favorire vini facili e alla moda, ma privi di una vera identità. Persone che non hanno saputo comprende i suoi vini, spesso relegati a semplici Vini da Tavola. Decisioni che hanno fatto la sua fortuna, facendolo conoscere al mondo vinicolo e lanciandolo in una “crociata” contro le istituzioni. Durante 58 vendemmie Fausto De Andreis ha saputo affinare il proprio stile in assoluta libertà, ma sempre con l’obiettivo di rappresentare il Pigato e il Vermentino “old style”. “Non ho bisogno di guardarmi attorno per vedere quello che succede la mia strada è chiara da diversi decenni …”.

Le prime esperienze risalgono agli anni ’50. Prima, apprendendo da suo padre l’amore per la vigna e, anno dopo anno, sviluppando le tecniche di vinificazione. Le Rocche del Gatto vedono la luce nel 1982. L’idea è quella d’interpretare i vini in modo classico: un’attenta cura del vigneto, fermentazioni attivate da lieviti autoctoni e lunghe macerazioni sulle bucce per circa 7 giorni. Lo scopo è d’estrarre dalle bucce tutte quelle sostanze. aromatiche, minerali e tanniche che contribuiscono a dare ai vini un notevole risalto. Nel 2002 entra nel progetto la famiglia Crosa di Vergani che contribuisce ad ampliare la superficie viticola ed a elevare la produzione. Un errore ? Forse si ! Dalla primavera 2011, Fausto si e’ ripreso tutto: azienda, marchio, vigne (4 ha.) e libertà. Tra gli appassionati dei  vini di nicchia i suoi sono considerati delle vere icone. Precisi gli accostamenti descrittivi dati da Fausto: “un bravo solista”, il Vermentino; “l’orchestra”, il Pigato; “l’orchestra sinfonica”, lo Spigau.

LA DEGUSTAZIONE

Una cosa ci colpisce. Le temperature di servizio, di solito più adatte ai vini rossi che a quelli bianchi (15/16 gradi) ma che esalteranno il valore dei vini. La verticale proposta da Fausto ha per scopo quello di avvicinarci al vermentino e al pigato due varietà tipicamente liguri, ma soprattutto quello di scoprire anno dopo anno l’evoluzione dei suoi originali bianchi.

Vermentino 2010 – Riviera Ligure di Ponente DOC : Qualche mese di bottiglia fa solo del bene al vino, ne avvantaggia l’espressione aromatica che evidenzia, con freschezza, note di lavanda, salvia e frutta bianca. Ha un buon corpo, fluidità e una silhouette lineare. Piacevoli sono le complessità apportate dalla sapidità e dalle note speziate.

Vermentino 2008 – Riviera Ligure di Ponente DOC : Vermentino di tali complessità non l’avevamo mai gustato. Il colore è di uno splendido dorato brillante. Al naso presenta una fine evoluzione, è speziato e maturo nella parte fruttata. Con gli anni ha preso volume nella prima parte della bocca, seguito da sviluppo solido e deciso. La presenza tannica dovuta al tipo di vinificazione dà corpo e struttura a tutto il lungo percorso gustativo. I ritorni sino fini ed eleganti.

Vermentino 2006 – Riviera Ligure di Ponente DOC : La veste è di un dorato vivace. La fine ossidazione apporta un’ampiezza aromatica di grande classe e fascino. In bocca è agile e scattante. Il finale è tutto in tensione e dà vigore alla continua successione aromatica.

Vermentino 2005 – Riviera Ligure di Ponente DOC : Invecchia molto bene questo Vermentino, non eccedendo mai in note fastidiose. Ricca è la successione degli aromi che forma il bouquet: cuoio, una sfumatura d’idrocarburi, lieviti, tartufo, funghi, una miscela di spezie, … In bocca è sempre ben espressivo, rotondo e armonico, è senza alcun cedimento in tutta la sua forma. Da bere, anche se non disdegna ancora qualche tempo.

Pigato 2010 – Riviera Ligure di Ponente DOC : È denso e discreto nella sua parte aromatica. Al gusto dimostra tutto il carattere del pigato, largo all’attacco ma con uno sviluppo brillante. Il finale risalta un’importante salinità e una persistente salivazione.

Pigato 2009 – Riviera Ligure di Ponente DOC :  Si tratta di una bottiglia di 375 ml. quindi l’evoluzione del vino è più rapida. Il colore è già dorato intenso, anche il frutto giallo è più maturo. In bocca è ampio, corposo ed equilibrato da una bella acidità che da sfogo al vino verso un’elegante persistenza.

Pigato 2008 – Riviera Ligure di Ponente DOC :  Al naso dà sensazioni di sobrietà e morbidezza. La bocca è inondata, grazie alla sua acidità, da una grande vivacità. La spina dorsale è solida e dà energia ad un finale esaltato dalla salinità e dalla fine astringenza tannica.

Pigato 2006 – Riviera Ligure di Ponente DOC : Un vino affascinante, intrigante e complesso. Le leggere sfumature d’idrocarburi lo avvicinano alla nobiltà del riesling. È grandioso nella sua espressione, è giovanile, elegante ed armonico e, corre, corre, …

Pigato 2004 – Riviera Ligure di Ponente DOC : Tende all’ambra ma sempre luminoso e vivo. Il bouquet è formato da note fumé, terrose, di sottobosco, miele, uva appassita, spezie e da una touche ossidata. Al gusto è sempre vivo e con un incredibile progressione di sensazioni. Anche il finale eccelle per l’intensità delle sensazioni. Non cede mai !

Lo Spigàu “Crociata” rappresenta la prima scelta delle uve pigato ed è il vino della discordia. Quello che nel 1995 fu bocciato senza appello dai responsabili della DOC e che allo stesso tempo ha creato il “mito” di Fausto De Andreis. “Fu una bocciatura che mi ha riempito d’orgoglio e che mi ha fatto comprendere quale fosse la mia strada …”. Anche il nome è una provocazione, al termine dialettale “pigàu” (pigato) è stata aggiunta una “S” che può essere interpretata in vari modi. Crociata, invece, simboleggia la lotta contro la direzione intrapresa del vino ligure. Essendo classificato come Vino da Tavola non può essere rappresentato l’anno della vendemmia, ma viene specificato numero di lotto (es. 13/2004).

Spigàu “Crociata” 2010 : Anche se molto giovane, ci aiuta a comprenderne le potenzialità. Fresco, agrumato e floreale. Ha spalle larghe, corpo robusto e tanta energia. Il finale lascia una lunghissima scia di freschezza e di sensazioni che si succedono a lungo.

Spigàu “Crociata” 2009 : Riposa ancora sulle fecce. L’effetto dei lieviti è ancora ben presente, ma non mancano note di pesca, albicocca, macchia mediterranea e mentolate. Ha stoffa, è deciso e pieno di tensione, un’energia che ci accompagna a lungo. I ritorni sono saporiti e speziati. Un anno in più, rispetto al precedente, che contribuisce a formarne il carattere.

Spigàu “Crociata” 2008 : Un 2008 ancora in acciaio ! ma non preoccupatevi presto sarà imbottigliato. Il colore si stà facendo sempre più dorato. Gli aromi sempre più maturi e complessi anche grazie fini note ossidative. È decisamente minerale, con note di buccia d’arancia e di limone. La bocca acquisisce in grassezza ma non perde mai in linearità, profondità e persistenza. Nel sono evidenziate un turbinìo di sensazioni gustative.

Spigàu “Crociata” 2007 : Sempre le stesse complessità e la stessa classe delle annate precedenti e associate ad una grande personalità. Sembra un fiume in piena, ha struttura e un’incredibile spinta che forma una rigida dorsale. La sua persistenza è interminabile. Superbo!

Spigàu “Crociata” 2006 : Meno strutturato e avvincente del precedente, infatti l’andamento stagionale non lo ha permesso. La mancanza di grassezza evidenzia una forte impronta minerale e una buona vena acida. È lineare e brillante nel finale. Ha un’eleganza che risalta le complessità del retrogusto: caffé, fumé, pepe bianco, … Ad ogni modo con un suo carattere ben preciso.

Spigàu “Crociata” 2005 : Ha una forte somiglianza con il 2007. Con un’intensa connotazione minerale, è avvolgente e voluminoso, ha forza e una progressione di sensazioni profonda. È complesso, persistente e astringente.

Spigàu “Crociata” 2004 : Gioca sulla finezza e l’eleganza, è più controllato ma sempre con un carattere sapido e speziato.

Spigau “Crociata” 2001 : Sono passati dieci anni ma lo Spigau non muore ancora, sempre ben presente, deciso ed equilibrato e con quella personalità che si ripete ad ogni sorso. Una degustazione impegnativa che ci ha permesso di scoprire vini di grande originalità. Sicuramente questo carattere non piacerà a tutti ma questo va ritenuto un fattore assolutamente positivo. Un grazie a Fausto De Andreis per il tempo concesso per spiegarci pensieri oramai dimenticati, in un mondo, quello viticolo, fatto di troppi interessi. Un grazie anche agli amici che ci hanno suggerito questo straordinario artista ligure.

La galleria fotografica

Informazioni su Stefano & Giorgio (357 Articles)
Giorgio Buloncelli & Stefano Ghisletta, “sommeliers per passione” Questo spazio vuole essere soprattutto un blog di approfondimento. La nostra idea è quella di scoprire e valorizzare le zone viticole e i viticoltori in grado di esprimere al massimo le caratteristiche territoriali delle singole zone. Vini ottenuti con tecniche agricole ed enologiche che esaltano l’impronta del vitigno, del territorio e la personalità del produttore, infatti la standardizzazione sta generando vini simili in ogni angolo del pianeta, appiattiti nel carattere e incapaci di sfidare il tempo.

5 Commenti su Fausto De Andreis, spirito libero

  1. Alessandro Marra // 7 giugno 2011 alle 01:05 // Rispondi

    Questo è il vino che ci piace, caro Stefano.
    Quello delle persone autentiche come il buon Fausto che non vedo l’ora di salutare a Genova. Peccato non ci sarai!

  2. un amico su facebook mi a segnalato il post col commento “tu da vecchio, coi capelli lisci e tutto l’amore per il bianco”.
    da produtore di vini da tavola in una zona a denominazione posso capire il sig. de Andreis, grazie per la segnalazione, non mancherò di recarmi a conoscerlo

  3. Fausto De Andreis // 8 giugno 2011 alle 09:05 // Rispondi

    Buon giorno Stefano
    ho letto con molto piacere l’articolo , che ha sintetizzato il mio pensiero il mio modo di essere, mi ha fatto un piacere enorme scoprire di essere in linea con il vostro pensiero, e di essere stato preso in considerazione.
    Naturalmente le vostre dichiarazione sono una dichiarazione di guerra alle mode stereotipanti o bananalizzanti oggi in auge, battaglia che condivido e mi vede in prima linea da tempo penso sia inutile dirle che qual’ora abbia a passare da queste parti sarei felice di rivederla per continuare il discorso cosi potremo assaggiare i rossi pensati il per il mangiare ligure , rossi di grande bevibilità , finezza ed eleganza un arrivederci.

    De Andreis Fausto

  4. Alberto e Susanna // 8 febbraio 2013 alle 13:17 // Rispondi

    Grande personaggio e grandi vini. Fausto Avanti tutta..

  5. Ho conosciuto Fausto a terroir vino (Genova) nemmeno 10 giorni fa. Un vigneron che sa la sua. Due verticali proposte quella di pigato (doc) e quella della selezione, spigau ( vino da tavola) grandi vini che si esprimono al meglio dopo qualche anno in bottiglia. Comprate 2 bottiglie del 2006 sia pigato sia spigau. Qualita’ prezzo da non credere!!! Bravo Fausto!!!

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  1. Un altro incontro con Fausto De Andreis, un anarchico nel mondo del vino « nonsolodivino.com

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