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Un vino che sa invecchiare può regalarti grandi sensazioni

Il vino sa offrirci momenti indimenticabili, ma spesso a regalarci gli attimi più belli sono i vini meno conosciuti, dove il viticoltore ha messo l’anima. Ci piacerebbe sapere quante delle grandi etichette prodotte nell’ultimo decennio siano capaci di resistere 20, 30, … 50 e più anni, certo perchè le uve del vino di cui vi vogliamo raccontare furono raccolte nel 1955 !

Stiamo parlando di un semplice SPANNA CASTELLO DI MONTALBANO 1955 prodotta dall’azienda viticola di Antonio Vallana. Spanna era il nome con cui in quegl’anni era conosciuto in nebbiolo sulle colline novaresi. Del produttore in questione logicamente nessuna informazione, quindi per documentarci facciamo fede nel web. Scopriamo che le cantine di Antonio Vallana e figlio sono ancora attive e che i loro vini trovano mercato in particolare all’estero.

La contro etichetta ci dà qualche informazione sul vino: “ Questo vino è prodotto con alta qualità d’uva Nebbiolo denominata anche Spanna coltivata in Boca dalla classica zona del Porfido. Vigneti di rara e particolare esposizione ad una quota di 400 – 600 metri slm. La fermentazione sotto stecca del mosto durata venti giorni dopo una tradizionale pigiatura delle uve ha dato un vino di colore rosso, bordeaux, rubino. La selezionata qualità delle uve e la produzione fatta secondo le tradizionali regole di cantina hanno dato al vino pregio e caratteristiche tali da renderlo idoneo anche a un secolare invecchiamento. Si consiglia di servirla dopo che sia stata aperta da almeno da un’ora. “

I Vallana erano già coscienti allora della capacità di durare nel tempo dei loro vini, una longevità che abbiamo potuto toccare con mano direttamente. Temendo una veloce ossidazione la bottiglia è stata stappa e servita abbastanza velocemente, pensando di potere carpire profumi che poi sarebbero scomparsi. Un grosso errore di valutazione, infatti il vino ha saputo regalarci inaspettate e mutevoli sfumature per diverse ore.

Di colore caffè con riflessi aranciati e con una leggera velatura. Il bouquet ha attraversato varie fasi più o meno fini. Un crescendo che ha evidenziato note di legno bagnato, cuoio, pellame, sottobosco, terra, caffè, fogliame secco, foglia di tabacco, note eteree e di distillato, spezie a go go … Con il tempo l’ossigeno ha dato maggiore qualità a tutta la fase olfattiva riportando alla luce note fruttate ancora evidenti. I prima assaggi hanno riscontrato un vino suadente, delicato e fresco. Più il tempo scorreva il vino prendeva vigore e forza assumendo un carattere da vero nebbiolo cioè con tannini piuttosto rustici e importanti. Una progresione che è durata per ore non abbandonandoci mai.

Un vino che ha continuato a stupirci fin tanto che la bottiglia non sia stata terminata. Un vino strepitoso, ma che ci pone un’interrogazione: l’azienda Vallana farà ancora vini di questo stile ?

Informazioni su Stefano & Giorgio ()
Giorgio Buloncelli & Stefano Ghisletta, “sommeliers per passione” Questo spazio vuole essere soprattutto un blog di approfondimento. La nostra idea è quella di scoprire e valorizzare le zone viticole e i viticoltori in grado di esprimere al massimo le caratteristiche territoriali delle singole zone. Vini ottenuti con tecniche agricole ed enologiche che esaltano l’impronta del vitigno, del territorio e la personalità del produttore, infatti la standardizzazione sta generando vini simili in ogni angolo del pianeta, appiattiti nel carattere e incapaci di sfidare il tempo.

1 Commento su Un vino che sa invecchiare può regalarti grandi sensazioni

  1. Paride Iaretti // 16 agosto 2011 alle 21:59 // Rispondi

    …. è una tristezza salire al Castello di San Lorenzo di Gattinara .. un tempo non lontano era circondato dai vigneti di Vallana . Ora si intravedono tra i rovi e le robinie quel che resta di filari di contorte viti: alcune ancora vitali con sparuti tralci consumati dall’oidio e dalla peronospora, altre, la maggior parte morte. Testimoni mute e immobili dell’incuria e del menefreghismo verso il territorio.
    Dal 2006 si sono aggiunte le vigne della Sergio Gattinara, altra azienda mandata non si sa perché a oblio dalla stessa proprietà… i vigneti di queste aziende sono contigui e creano un angolo di vera desolazione sulla via di chi sale al fiero Castello di san Lorenzo. Fa male al cuore a chi come me lavora e fatica in collina, fa male all’immagine di Gattinara e al suo Nobile Vino… fa male pensare che una così grossa fetta di territorio unico e prezioso sia fagocitato dai rovi . Passo da li spesso, ho vigneti confinanti con queste ormai perse ma ancor in parte vive dove si annidano insidie per i vicini.. quest’anno come non mai ho avuto problemi di oidio, risolti con ulteriori solforazioni massive. Noi produttori ci siamo da tempo mossi per quanto si può fare (siamo in Italia purtroppo, lo sai) ma le raccomandate non hanno mai avuto risposta. Li è proprietà privata e non si può far nulla e non esiste nemmeno una legge in materia per salvaguardare le colture e la proprietà vicina Ecco perché ti ho scritto . Non mi va di pubblicare su un blog la cosa perchè pochi hanno la sensibilità che hai avuto tu di rispondermi gentilmente in privato. Non vorrei che venisse strombazzata una situazione che è già di per se imbarazzante.

    Grazie a presto!!

    Paride Iaretti viticoltore a Gattinara

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