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Patrick Maclart, parlando di vino, Borgogna e Ticino …

Non è la prima volta che parliamo di Patrick Maclart, una persona entusiasta e appassionata del vino come pochi altri. Una persona che non dà importanza alle etichette ma che sà apprezzare e valorizzare il lavoro di piccoli produttori. È un amico del Ticino e dei ticinesi, vive a Chassagne-Montrachet e, per questo, probabilmente invidiato da tutti gli appassionati della Borgogna. I primi contatti furono virtuali, con scambi reciproci sul vari social forum attorno al mondo del vino. L’occasione d’incontrarlo personalmente avvenne nella primavera 2009 durante una delle nostre visite presso il Domaine Morey-Coffinet, da lì ne è nata un’amicizia, contraccambiata dalla sua visita in Ticino nell’estate 2010. Con Patrick abbiamo condiviso dei momenti divertenti, visite in cantina, cene, degustazioni di vini ticinesi, …

Patrick tra Giorgio e Stefano, sulla sinistra Thibault Morey, durante il nostro primo incontro a Chassagne-Montrachet

La chiacchierata che vi proponiamo vi dà la possibilità di conoscerlo meglio. 

Patrick, vuoi spiegarci quando e come ti sei avvicinato al mondo del vino ?

Il primo contatto fu dopo i 20 anni, con tanta curiosità ma, non avendo ne genitori me famigliari con affinità nel mondo del vino, senza nessuna conoscenza. Poi un giorno degustando un Médoc con mio cognato, qualche cosa è scattato in me dando inizio a questa mia vera passione.

Patrick nelle vigne di Chambertin-Clos de Bèze con gli amici di Nonsolodivino

Patrick Maclart e la Borgogna, quando è sbocciato l’amore per questa regione e come la vivi giorno per giorno ?

Mi ricordo questo giorno come se fosse ieri, in quel periodo solo i vini alsaziani e bordolesi destavano il mio interesse. Un giorno fui invitato da un commerciante di vini a una degustazione, iniziai da quelli bordolesi ma poi mi diressi verso quelli della Borgogna. Ne degustai uno, era un Corton-Vergennes Grand Cru 1988 dell’azienda Cachat-Ocquidant. Ancora oggi ricordo il gusto di quel vino. Rimasi qualche minuto estasiato, come se avessi aperto la scatola di Pandora. Poi silenziosamente mi servii un altro bicchiere, era un  Givry 1er cru rouge « Clos de la Servoisine » di Joblot un 1990 per l’esattezza. Fui completamente soggiogato dal suo fascino. L’entusiasmo verso questi vini mi rapì continuando così nel degustare i vini di quella regione. Un grave infortunio sportivo mi diede poi l’opportunità, durante le vacanze, di scoprire direttamente la Borgogna, un luogo dove mi sentii immediatamente a mio agio. Fu come se ci avessi sempre vissuto e mi dissi “un giorno ci vivrò ! “.

Ci parli di vino attraverso le pagine on-line di Bourgogne WineBlog, qual’è il suo obiettivo ?

La filosofia è semplice ed è quella di dare risalto al vignaiolo e al suo lavoro, mentre troppo spesso si parla solo dei vini, cerco di farlo in maniera non troppo complicata rimarcando il piacere del bere. Bisogna sottolineare che senza il lavoro dell’uomo non potremmo soddisfare questo grande piacere, una convinzione sulla quale insisto. Adoro seguire il percorso psicologico del vignaiolo e ritrovare nei suoi vini la sua stessa anima. Mi piace pure scoprire nuovi talenti e farli conoscere, ma anche denunciare quando certe icone, di cui spesso si parla e che fanno brillare gli occhi ai meno esperti, deludono. Consiglio di visitare e di parlare con i produttori apprezzando il frutto del loro lavoro.

Patrick pronto al decollo, il Ticino stà per essere scoperto …

Patrick Maclart, il Ticino e i vini ticinesi … ?

È una bella storia. Ho degustato, grazie a voi, alcuni vini che mi hanno enormemente impressionato, soprattutto il Sassi Grossi. Ho trovato questo vino superiore a tanti Saint-Emillon o Pommerol. Dopo che vi ho conosciuti viviamo un’amicizia sincera, quando sono stato da voi in Ticino mi avete fatto vivere un’avventura straordinaria, non vi ringrazierò mai abbastanza. Grazie a voi ho pure incontrato Marco e Vincenzo Meroni, visto le loro vigne e degustato i loro vini, una sorpresa che ancora oggi ricordo con grande piacere. ” Il Ticino è un piccolo giardino, dove i vini sono dei giganti “. Alcune delle tecniche di appassimento in vigna mi lasciano circospetto, preferisco largamente quando i produttori ticinesi elaborano il merlot in freschezza, con una costituzione naturale dovuta al territorio e senza ricorrere a tecniche che apportano un carattere troppo maturo.

Patrick calpesta la terra ticinese nelle vigne con Marco Meroni

Hai qualche produttore da consigliare e che merita di essere conosciuto ?

Molti, basta guardare Bourgogne Wineblog e gli articoli pubblicati. Se devo sceglierne due tra i migliori direi Claude Dugat a Gevrey-Chambertin e Jean-Claude Bachelet a Saint Aubin. I pinots noirs di Dugat mi hanno ammaliato e affascinato, vini assolutamente favolosi. Chassagne 1er cru «Blanchots Dessus » 2008 di Jean-Claude Bachelet è il miglior bianco che abbia degustato, tutto era perfetto, concentrato, fine, equilibrato e nel pieno rispetto del territorio. Fuori Borgogna ho vissuto una recente storia d’amore con il sangiovese, ho scoperto un vitigno che di logica si avvicina al carattere del pinot noir. Ho conosciuto l’azienda Villa Calcinaia a Greve in Chianti, qui il proprietario Sebastiano Capponi mi ha stupito per la semplicità, la disponibilità e la sua idea del vino. Un vero sangiovese teso, minerale e con una bella acidità.

Quali sono i tuoi più bei ricordi di degustazione ?

Penso fortemente ad un uomo, Jean Raphet. Questo umile vigneron di Morey-Saint Denis mi ha insegnato molte cose, era straordinario. Passava 5-6 ore in vigna e riceveva i suoi clienti fino a notte tarda. Mi ha insegnato cos’è il pinot noir della Côte de Nuits, i dettagli di cantina e molte altre cose. È il mio mentore, una persona simpatica e piacevole come mè.

Abbiamo dimenticato qualche cosa d’importante ?

Bien sûr, elle est pas belle la vie ?

Merci beaucoup chèr Patrick et au revoir un novembre dans la Côte d’Or.

Informazioni su Stefano & Giorgio ()
Giorgio Buloncelli & Stefano Ghisletta, “sommeliers per passione” Questo spazio vuole essere soprattutto un blog di approfondimento. La nostra idea è quella di scoprire e valorizzare le zone viticole e i viticoltori in grado di esprimere al massimo le caratteristiche territoriali delle singole zone. Vini ottenuti con tecniche agricole ed enologiche che esaltano l’impronta del vitigno, del territorio e la personalità del produttore, infatti la standardizzazione sta generando vini simili in ogni angolo del pianeta, appiattiti nel carattere e incapaci di sfidare il tempo.

1 Commento su Patrick Maclart, parlando di vino, Borgogna e Ticino …

  1. merci mes amis, c’est touchant. J’espère qu’on aura le temps de nous faire une soirée “orphelines” comme l’année passée, voyez si vous aurez le temps lors de votre prochain passage, sans quoi c’est moi qui viendrait !

    A bientôt,

    Patrick.

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