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L’opinione dei degustatori bourguignon sui Merlot ticinesi 2009

Ecco le opinioni di alcuni partecipanti alla degustazione Ticino 2009 tenutasi domenica 20 novembre a Meursault.

Patrick Maclart : “ I vini di questa sera hanno confermato il risultato dell’anteprima dell’anno scorso, anche se qualch’uno ha sofferto il recente imbottigliamento dimostrandosi in una fase involutiva. Tra le bottiglie degustate devo dire che Rampèda e Le Pergole dei fratelli Meroni hanno una volta di più rimarcato il loro assoluto valore, come pure il Sassi Grossi, sempre presente nel gruppo di testa. Ma questa sera il vino che più mi ha sedotto è stato il Vindala della cantina Settemaggio, un vino che ho trovato concentrato e complesso con note succose di ciliegia nera e fumé. In bocca è rotondo ma soprattutto si degusta dall’attacco al finale senza alcun cedimento, chiude con un tocco di freschezza che gli permetterà di ben evolvere.

Voglio fare un plauso ai produttori ticinesi, state facendo dei vini originali e di personalità che non hanno la necessità di essere troppo appassiti ne di assomigliare a quelli bordolesi. Vini molto apprezzati qui in Borgogna.”

Nicolas Rossignol : “ In effetti è stata la mia prima esperienza con i vini della vostra terra, una degustazione molto interessante che ha evidenziato un livello medio molto alto. Ho riscontrato stili diversi, alcuni vini esprimevano l’anima del vigneron altri erano più tecnici. Certi, hanno suscitato emozioni e mi hanno fatto capire che dietro c’è un vero terroir da esprimere, un’identità sulla quale bisogna puntare senza influenze esterne. “ Detto da un produttore bourguignon, questo non può che fare piacere !

Thomas Bouley : ” È sempre una bella impressione degustare i vini ticinesi, un panorama ricco di stili diversi: vini più moderni, concentrati e dimostrativi ed altri più fruttati, naturali ed equilibrati, per me i più vivi e vibranti. La degustazione ha evidenziato una bella omogeneità d’insieme con vini che sanno rispettare il territorio ticinese. I miei vini preferiti ? i nr. 2 e 20 e cioè Le Pergole e Rampèda. “

Patrick Essa : ” Veramente un ottimo risultato d’insieme che ha confermato le buone prospettive dell’anno passato. Credo che bisogna puntare sulla freschezza dei vini e sul carattere del loro terroir, perfezionando l’affinamento in legno, in alcuni casi un pò esagerato in rapporto alla loro strutturaAttenzione pure all’uso della surmaturazione che può apportare delle note lattiche e un carattere troppo confit. I migliori vini sono stati quelli che hanno dimostrato un equilibrio tra un frutto maturo, una bella materia prima, una viva acidità e un carattere boisé non invadente, trovo che il Culdrée di Trapletti riassuma bene questo carattere. Provo un particolare affetto per il Sassi Grossi un  vino di forte personalità dimostrata in più annate, un vero vino del nord. Sono rimasto un pò sorpreso del Ronco dei Ciliegi, più maturo che in altre annate. Ma il vino che questa sera ho più apprezzato e che l’anno scorso mi era sfuggito è il Rampèda, forse il più in forma. Riassumendo, i vini del Ticino hanno una loro vera personalità.”

Ci sembra che i commenti siano molto lusinghieri, ma lasciano ancora spazio per crescere ulteriormente !

Informazioni su Stefano & Giorgio (357 Articles)
Giorgio Buloncelli & Stefano Ghisletta, “sommeliers per passione” Questo spazio vuole essere soprattutto un blog di approfondimento. La nostra idea è quella di scoprire e valorizzare le zone viticole e i viticoltori in grado di esprimere al massimo le caratteristiche territoriali delle singole zone. Vini ottenuti con tecniche agricole ed enologiche che esaltano l’impronta del vitigno, del territorio e la personalità del produttore, infatti la standardizzazione sta generando vini simili in ogni angolo del pianeta, appiattiti nel carattere e incapaci di sfidare il tempo.

3 Commenti su L’opinione dei degustatori bourguignon sui Merlot ticinesi 2009

  1. alessandro boccardo // 14 dicembre 2011 alle 13:07 // Rispondi

    dato che queste opinioni prevengono da persone estremamente qualificate non ci si dovrebbe meravigliare di come hanno “radiografato” a volte anche in maniera impietosa, ma sempre molto discreta, i nostri vini. Però data la lontananza e la diversità di terroir non si può fare a meno di esserne almeno un po’ sorpresi.

  2. Puoi spiegare cosa intendi quando dici ” un po’ sorpresi”?

    • intendo dire che mi ha stupito la capacità dei degustatori di individuare in modo così netto le eccellenze fra i vini provati ed i pregi e difetti in generale della produzione ticinese (soprattutto Patrick Essa). Data la loro competenza in un primo momento ho trovato “naturale” questa loro abilità, però poi ripensandoci, alla luce delle tante diversità e differenze che separano la Borgogna dal Ticino, la cosa mi ha fatto riflettere, Forse, ma mi rendo conto che mi sto spingendo in un terreno a me sconosciuto, gli appassionati di vino hanno in comune molto più di quanto si possa comunemente pensare.

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