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Faccia a faccia: Gevrey-Chambertin Aux Etelois e Sassi Grossi 2005

Solo il confronto con il Gevrey-Chambertin Aux Etelois di Rossignol-Trapet dovrebbe far onore al “nostro” Sassi Grossi. Entrambi sono vini nordisti, uno, proveniente dall’Alto Ticino, l’altro, della Côte de Nuits; il primo è merlot in purezza, il secondo un classico pinot noir di Gevrey-Chambertin. Il produttore nostrano è Feliciano Gialdi mentre quello “chambertine” è composto dal duo David e Nicolas Rossignol. Un paragone che ai più potrebbe sembrare irriverente.

Sassi Grossi 2005Il Sassi Grossi o “Les Gros Cailloux”, come è chiamato dagli amici transalpini che ne apprezzano il carattere, è vinificato da Fredy De Martin uno degli enologi più acclamati in Ticino e forse in Svizzera. Sassi Grossi celebra, l’omonima battaglia combattuta il 28 dicembre 1478 nei pressi di Giornico tra i Confederati e il Ducato di Milano. Raggruppa la selezione di uve provenienti dai migliori vigneti di Biasca e Giornico, vigne date in affidamento a vignaioli che ne accudiscono attentamente e scrupolosamente i filari. Da oltre una decina d’anni è sinonimo di qualità, sà affermare un carattere solido, sostenuto da volume e maturità, con un’acidità che sa modellarne la forma e caratterizare il finale. La sua carica tannica è intensa e necessità di tempo per affinarsi. Di questo 2005 abbiamo potuto seguirne l’evoluzione nel corso degli anni, quelli immediatamente successivi la vendemmia ha mostrato una fase di chiusura, evidenziata in particolare da note fumé (tabacco, cioccolata, …) che ne limitava la finezza rendendolo monotono sul piano aromatico. Ricordiamo alcune recensioni su siti francesi che descrivevano un vino eccessivamente boisé. Francamente ci eravamo preoccupati un pò di questo carattere austero e scontroso ma Fredy ci aveva giustificato questa fase contraddittoria, soprattutto in annate importanti come il 2005. In effetti bastava aver pazienza, piano, piano il vino ha saputo “ripulirsi” da quest’impronta tostata e oggi esprime aromi di frutta, liquirizia e speziati, avvolti in una bella freschezza. Al gusto ha iniziato a rivelare una personalità incisiva, una struttura ben presente dall’attacco al finale; ancora tannico, è  ben indirizzato dall’acidità. Evolve su fini note di frutta rossa e nera, speziate e sapide, un vino che non mancherà di sorprenderci nella sua evoluzione. Quello che ci meraviglia è che il Sassi Grossi è uno dei vini più facilmente reperibili nella nostra ristorazione e sovente consumato immediatamente dopo la commercializzazione, un vero peccato non coglierne le complessità !

Gevrey-Chambertin Aux Etelois ha per certi versi delle somiglianze, carattere e brio ne costituiscono le similitudini. La vigna di Aux Etelois è poco conosciuta, è localizzata in zona comunale poco sotto Chambertin, ma che village ! Sono rari i produttori che ne vinificano separatamente le uve, in genere entrano nelle varie cuvée Gevrey-Chambertin village; questo 2005 di Rossignol-Trapet rappresenta la prima produzione. Un territorio che ha una particolarità, benché situata in area comunale questa parcella confina, nella parte inferiore della collina, con il Grand Cru di Griotte-Chambertin, fattore che li ha spinti a valorizzarne il territorio.

Dopo avere assaggiato in cantina da David e Nicolas tutte le annate prodotte (2005, 2006, 2007, 2008 e 2009) ci siamo esposti considerandolo alla pari di un 1er cru di alto livello, infatti il potenziale di tutte le annate lambiva l’eccellenza. È da alcuni anni che queste 2005 giacevano in cantina in attesa di verifiche, ma quando il momento ? Le giornate natalizie ci hanno spinti ad aprirne una. Stappata alcune ore prima della consumazione ha fatto forza su una personalità seria, rigida e austera. Sia l’aspetto visivo che olfattivo si esprimevano il tutta la sua giovinezza; polpa di frutta, liquirizia un tocco fumé. L’attacco è succoso poi via, tanta vivacità ed energia, la lunga dorsale è irrobustita da tannini vigorosi anche se patinati. Un vino che si aprirà ulteriormente con il passare degli anni e che guadagnerà in densità e complessità. Una bottiglia che ci suggerisce di riporre le altre in cantina in attesa che tanto potenziale si possa sviluppare al meglio.

Due vitigni diversi, due zone diverse, ma vini che sanno affermare la propria voglia di riuscire e adatti a durare nel tempo anche se tra i due il Sassi Grossi sembrava più pronto. Un ticinese faccia a faccia con un Gevrey di quelli veri ? Una bella soddisfazione.

Informazioni su Stefano & Giorgio (357 Articles)
Giorgio Buloncelli & Stefano Ghisletta, “sommeliers per passione” Questo spazio vuole essere soprattutto un blog di approfondimento. La nostra idea è quella di scoprire e valorizzare le zone viticole e i viticoltori in grado di esprimere al massimo le caratteristiche territoriali delle singole zone. Vini ottenuti con tecniche agricole ed enologiche che esaltano l’impronta del vitigno, del territorio e la personalità del produttore, infatti la standardizzazione sta generando vini simili in ogni angolo del pianeta, appiattiti nel carattere e incapaci di sfidare il tempo.

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