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Ticino: Verticale di Sassi Grossi 1986 – 2011

Verticale di Sassi Grossi 1986 – 2011, una dimostrazione di grande personalità

Sassi Grossi è uno dei porta bandiera della viticoltura ticinese, nasce nella metà degli anni ’80 quando Feliciano Gialdi, già attivo nell’ambito vinicolo a Mendrisio, si espande a nord del Monte Cereri acquisendo l’azienda e la cantina di Roberti Foc a Bodio. A Roberti Foc facevano già riferimento diversi viticoltori dei comuni della regione Tre Valli. Le migliori di queste uve provenienti dai territori di Biasca e Giornico diedero lo spunto alla produzione del Sassi Grossi il cui nome celebra l’omonima battaglia combattuta il 28 dicembre 1478 nei pressi di Giornico tra i Confederati e il Ducato di Milano.

Nasce nelle cantine di Bodio dalla vendemmia 86 sotto l’attenta guida dell’enologo Giuseppe Rattazzo e nelle prime annate fu prodotto con l’etichetta Roberti Foc. Dalla vendemmia 2001 il testimone è passato a Fredy De Martin che ha contribuito ad elevarne la notorietà fino ad essere riconosciuto tra i migliori rossi elvetici. Nei primi anni era ottenuto esclusivamente con uve provenienti dal comune di Giornico, ma l’aumento della produzione ha costretto l’azienda ad estendersi anche sul territorio di Biasca. Tuttora vinificato e invecchiato nella sede di Bodio raggruppa una decina di conferitori che gestiscono vigne con un’età media di 30 anni. Per le sfavorevoli condizioni stagionali non è stato prodotto nelle annate 87, 92 e 99.

Grazie a noi in questi ultimi anni ha varcato i confini elvetici giungendo fino in terra di Borgogna trovando grandi estimatori, ecco qualche loro pensiero riportato durante le nostre degustazioni.

Patrick Essa Toujours équilibré et frais le Sassi Grossi a besoin de temps pour s’affirmer car il n’est jamais le plus élégant des vins tessinois en jeunesse. Toutefois c’est régulièrement l’un des crus les plus distingués et concentrés de cette petite partie sud de la suisse. J’aime sa puissance et son côté frais et tendu qui le désigne comme un vrai vin septentrionnal. Impeccablement vinifié et sur un boisé qui ne le marque pas outre mesure il a de l’éclat et peut facilement passer pour un beau cru bordelais à l’aveugle. J’ai aimé la précision de son fruit, ses tanin sans aspérité et sa longue finale sur les fruits noirs… du beau boulot !

Patrick Maclart sul Sassi Grossi 2007 “Superbe nez, fumé, mûre, rôti, avec une impression malgré tout de fraîcheur. La bouche est explosive, avec une attaque paraissant souple, mais développe grande complexité. Finale sur des tanins magnifiques, corsés sans excès. Longueur comme un final de Verdi !”

LA VERTICALE

La degustazione inizia da una sorpresa per il piccolo gruppo di appassionati presenti all’incontro, infatti l’amico Mauro ha voluto condividere con noi una magnum di Giornico Oro Riserva 1998. Un vino che per la ditta Gialdi rappresenta una grande fetta della produzione annuale e che generalmente viene consumato in breve tempo dalla ristorazione ticinese. Un’abitudine che ci impedisce di lasciarlo maturare qualche anno. Un vero peccato perchè questa bottiglia ci sorprende, offrendoci un vino pure propenso all’invecchiamento e che cambia l’immagine finora avuta. Si presenta con un carattere fruttato ancora ben definito, speziato e terroso, in bocca conferma l’equilibrio e la morbidezza, un buon tannino e una piacevole acidità, lo sviluppo è accompagnato da una buona persistenza aromatica. Un vino armonico e coerente nelle tre fasi.  

SASSI GROSSI 1986

Un azzardo, ci disse Fredy De Martin alcune settimane fa quando organizzammo la serata, una scommessa perfettamente riuscita. Il 1986 rappresenta la nascita del Sassi Grossi quindi poterlo degustare è un’occasione imperdibile. L’etichetta cita “Produzione limitata a 9180 bottiglie, questa è la numero 5797”, oggi ne restano ben poche. Il suo colore ci mostra un’integrità mai persa, un luminoso granato con lampi aranciati sull’unghia, una tonalità ancora ben carica. Al primo naso sono evidenziate intense note eteree che poi lasciano spazio ad un bouquet terroso, torbato e speziato, complessità che sfumano su note di kirch, erbe medicinali, tabacco, … Al gusto è deciso e vivo, la struttura tannica è ancora ben presente e dà un carattere piuttosto rustico. Sul finale emerge un carattere vegetale, mentolato e minerale. Un vino ancora con delle durezze ed una maturità non ancora raggiunta ma dubitiamo fortemente che questo avverrà, probabilmente resterà così per altri anni prima di cedere. Fa discutere, intriga, …, proprio un gran momento.

SASSI GROSSI 1990 – 1995 – 1997

Sassi Grossi 1990 ha ancora una bella carica cromatica, intensa e lucente. Sul piano aromatico è piuttosto monocorde con note di peperone e speziature che non ci vogliono lasciare. Al gusto emerge una certa immaturità dei tannini percepiti piuttosto rugosi e astringenti, discreta è la persistenza con un’acidità che permette alla mineralità di caratterizzare il finale. Nell’annata ’95 ci sembra di riconoscere certi aspetti del Sassi Grossi dell’era De Martin, gli aromi evolvono su toni fumé, liquirizia, frutta nera, sottobosco, … sfumature che si modificano con finezza. La sua struttura è compatta, ricca e piena, un vino che ha mordente e un suo fascino, più virile che elegante. A noi piace proprio per quella sua sincerità. Una bottiglia molto ben preservata. Il ’97 sembra più evoluto del precedente, più maturo e selvaggio negli aromi, in bocca conferma la solarità dell’annata, ricca e calda. Dopo un attacco ampio perde d’intensità e lunghezza. Lo specchio del millesimo.

SASSI GROSSI 2000 – 2002 – 2003      

La trilogia inizia male entrambe le bottiglie 2000 sono sfortunate, ossidata la prima e con sentori di tappo la seconda, in entrambe il sughero ha lavorato male. Un problema già evidenziato in azienda in questo millesimo. Il 2002 è da subito sembrata un’annata sfortunata e non adatta alla longevità, un giudizio generale che ha portato a sottovalutare i vini prodotti. Un errore come dimostra questa bottiglia. Il colore ha concentrazione e brillantezza, al naso gioca sulla finezza e la freschezza, mostra un buon equilibrio anche se la percezione tannica è ancora rilevante e non sappiamo fino a quando si ammorbidirà; buona è la lunghezza. Un bel bere. Il 2003 non sfugge all’andamento stagionale, è corpulento, ricco e potente, ancora tannico e con un’acidità che lotta per dare equilibrio e piacevolezza.

SASSI GROSSI 2005 – 2007 – 2009      

2005, lo abbiamo atteso e seguito a lungo, finalmente ci siamo. Il risultato, un vino stupendo. Ha faticato 4-5 anni a liberarsi da quelle note boisé che per qualche tempo ci hanno fatto dubitare di lui, ma oggi ci entusiasma con aromi ben definiti e un frutto puro e succoso. Note  di ciliegia e speziate accompagnano una bella mineralità. In bocca è carnoso, pieno d’energia e vigore, ha freschezza e tannini abbondanti ma di grana fine. Il finale è da fuochi d’artificio. Noi per primi abbiamo sopravalutato l’annata 2007, potendola confrontare contemporaneamente ci sembra palesemente inferiore al 2005. È ancora coperto da un carattere fumé, sotto, sfumature di frutta nera e minerali. È ricco e ampio, ha una bella struttura ma non la personalità del precedente. Fredy ci conferma la difficile annata nel Sopraceneri. Il 2009 offre aromi fruttati non riscontrati fino a questo momento, note di cassis percepite solo in questo millesimo; l’effetto del legno è meno invadente rispetto al 2007. La bocca è fresca, strutturata e decisa, la qualità dei tannini è sottile, il finale non tradisce. Ne riparleremo tra qualche anno.

SASSI GROSSI 2010 – 2011

Una verticale di questo livello non poteva terminare qui, Fredy ha gentilmente preparato gli assaggi in “primeur” delle due ultime annate. L’assemblaggio del campione 2010 può essere considerato definitivo e conferma l’eccezionale annata nel Sopraceneri. Un vino di grande forza, abbondanza e lunghezza che riesce ad assorbire alla grande l’affinamento in legno. Prevediamo per lui un grande e roseo futuro. Ultimo assaggio il campione 2011, proveniente da sole botti nuove, ci dà un vino più sull’eleganza e con un tannino raffinato, ma degustato dopo un 2010 di questo spessore paga dazio. Un po’ troppo presto per dare un giudizio, lo rivedremo con piacere più in là.

Conclusione

È stata una verticale di altissimo livello che conferma la grande personalità del Sassi Grossi e che ci mostra un percorso evolutivo sempre alla ricerca della massima qualità e che onora il lavoro di Feliciano Gialdi e Fredy De Martin. Un grazie di cuore a loro da parte di tutti i partecipanti.

Galleria fotografica

 

Informazioni su Stefano & Giorgio ()
Giorgio Buloncelli & Stefano Ghisletta, “sommeliers per passione” Questo spazio vuole essere soprattutto un blog di approfondimento. La nostra idea è quella di scoprire e valorizzare le zone viticole e i viticoltori in grado di esprimere al massimo le caratteristiche territoriali delle singole zone. Vini ottenuti con tecniche agricole ed enologiche che esaltano l’impronta del vitigno, del territorio e la personalità del produttore, infatti la standardizzazione sta generando vini simili in ogni angolo del pianeta, appiattiti nel carattere e incapaci di sfidare il tempo.

2 Commenti su Ticino: Verticale di Sassi Grossi 1986 – 2011

  1. Davvero una degustazione interessante ed emozionante per 2 motivi in particolare: in primo luogo perché è assai RARO poter partecipare a verticali con un ventaglio di annate così ampio di un vino prodotto in Canton Ticino e in secondo luogo perché tutte queste annate NON ci hanno assolutamente deluso, anzi sorpreso e poi preso e poi ripreso … che straordinarie sensazioni: e siamo in Canton Ticino!!! Vi ringrazio molto di avermi accolta in questa cerchia di degustatori appassionati e vi rimando (a presto) col mio racconto: una visione dalla parte opposta del tavolo! Vittoria Fagetti

  2. Degustazione del 1° marzo
    SASSI GROSSI 2001, un millesimo mancante durante la verticale ma che è risultato il migliore durante una serata di approfondimento sull’annata 2001. Per l’occasione si è presentato sotto un bel profilo aromatico, nessuna traccia d’invecchiamento e con fini complessità fruttate e speziate in risalto. Al gusto è espressivo, brillante e con tanta voglia di mettersi in evidenza. Intenso, armonioso e vellutato nella struttura, con un carattere che non da segni di cedimento e la sensazione di durare ancora a lungo. La prima annata di Fredy, bravo !

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  1. La Tessinée 2012, ticinesi in terra Borgogna « Nonsolodivino.com

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