Latest News

Quattro chiacchiere con Luca Ferraro …

Bio o non bio questo è il dilemma, quattro chiacchiere con Luca Ferraro

Bio, biodinamici o “nature”, che gran confusione. Sono temi che vengono dibattuti molto spesso e che stanno coinvolgendo gli eno-appassionati, ma con il rischio che anche questi diventino mode passeggere. Le manifestazioni si moltiplicano, i grandi eventi enoici allestiscono spazi dedicati a questi produttori, … Sono idee, per chi le applica con convinzione e non per opportunità, nobili una difesa in particolare del territorio e del prodotto.

Luca Ferraro un ottimo produttore attivo nella zona di Asolo, una delle regioni venete adatte al Prosecco, da un paio di stagioni stà applicando le indicazioni della coltura biologica, quindi, questo è il momento di  fare quattro chiacchiere conoscere il suo pensiero al riguardo.

Luca Ferraro e il Prosecco (@Foto Belesasel)

Ci vuoi spiegare quali sono state le motivazioni che ti hanno spinto verso la coltura biologico ?

Dentro di me c’è sempre stata una nota “ecologica” nascosta. E’ uscita prepotentemente quando sono nati i miei due figli. Quando tornavo a casa dopo una giornata passata in vigna non potevo prendeli in braccio, puzzavo di fitofarmaci, sembrava quasi fossi un pericolo per loro. Ecco da dove è partita la svolta.

Ci vuoi spiegare quali sono le indicazioni della coltura biologica e se ci soni diversità tra agricoltura in generale e viticoltura ?

In vigna si usa principalmente rame e zolfo per combattere rispettivamente peronospora ed oidio. Quest’anno sto provando delle alghe che mi permettono di ridurre l’utilizzo di rame nella misura di ¼ della dose etichetta. Non sono ammessi diserbanti, concimi chimici, prodotti fitosanitari chimici. Per concimazione fogliare con microelementi si possono usare solo prodotti certificati per agricoltura biologica. Le diversità tra agricoltura biologica e convenzionale sono, oltre a quelle indicate qui sopra, l’approccio che si ha in vigna. Per me è diventata una sorta di rivoluzione psicologica. Se prima entravo in vigna ogni 7/12 giorni a seconda del tipo di prodotto usato ora tratto solo se necessario, a volte passano 15 giorni, altre volte ne passano 6, scelta che prendo in base all’andamento climatico e non all’etichetta del prodotto fitsanitario.

Dopo le prime esperienze e i primi risultati sei convinto di avere imboccato la strada giusta ?

Di carattere non sono la persona più sicura del mondo, mi porgo mille domande ma non riesco a rispondere a tutto. Credo che il biologico sia una pratica giusta ma non il punto di arrivo. Il rame che si usa in viticoltura non è molto ma negli anni si accumula e non se ne andrà mai. L’obiettivo è non utilizzarlo più ma al momento non è così semplice. Per rispondere alla tua domanda direi che al momento è la strada giusta ma in futuro dovremo pendere qualche “deviazione”.

Questo tipo di coltura stà dando effetto anche sul carattere dei vini ?

Mio padre quest’anno ha detto che c’è stato un notevole balzo in avanti nella qualità dei vini ma io voglio aspettare prima di esprimermi, un anno non basta per capire se veramente la qualità è in ascesa. Sicuramente sto portando molta più attenzione alla vigna e alla fertilità dei suoli e probabilmente questo aiuterà in futuro.

Cosa pensi del fatto che alcuni produttori stanno cavalcando queste pratiche per convenienza commerciale ?

Fa parte del gioco. Quando una qualsiasi cosa “tira” tutti vogliono salire sul carro. Vale per il biologico, per i vini naturali come per esempio è il Prosecco. Le aziende, soprattutto quelle commerciali seguono le mode perché vedono sbocchi di mercato. Io spero però che col tempo ci sia un’attenzione particolare alla sostenibibilità in vigna, in cantina e nella vita di tutti i giorni.

La disponibilità di Luca è infinita e ci aiuta a condividere con voi le esperienze dei piccoli produttori. Grazie.

Informazioni su Stefano & Giorgio ()
Giorgio Buloncelli & Stefano Ghisletta, “sommeliers per passione” Questo spazio vuole essere soprattutto un blog di approfondimento. La nostra idea è quella di scoprire e valorizzare le zone viticole e i viticoltori in grado di esprimere al massimo le caratteristiche territoriali delle singole zone. Vini ottenuti con tecniche agricole ed enologiche che esaltano l’impronta del vitigno, del territorio e la personalità del produttore, infatti la standardizzazione sta generando vini simili in ogni angolo del pianeta, appiattiti nel carattere e incapaci di sfidare il tempo.

1 Commento su Quattro chiacchiere con Luca Ferraro …

  1. Purtroppo si cominciano a vedere “sfruttatori” di questo carro, che è il vino naturale/bio-logico-dinamico. un po’ ovunque: peccato per i bravi e seri produttori, anche se credo che nel tempo questi riusciranno a staccare i finti vignaioli che non credono davvero in questi vini..
    In bocca al lupo a Bele Casel e a tutti coloro che decidono di impegnarsi su questa strada!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: