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Vini di territorio, meglio se naturali ?

Un incontro organizzato da Roby e Nadia Prandi nel quale è intervenuto Angiolino Maule ci dà l’opportunità di parlare di vini di territorio e di chiarire alcuni aspetti sul vino “naturale”, temi oggi in voga e molto dibattuti. Angiolino Maule è un produttore vicentino con il pallino per i vini del territorio. Insoddisfatto per la strada che il mondo del vino stava prendendo passa dapprima al biologico, ma contrariato per l’immobilità sui controlli e il poco rispetto delle regole di queste associazioni, fonda VinNatur diventandone il vero trascinatore.

Cosa sono i vini di territorio ? Secondo noi sono vini che rispecchiano un insieme di complessità geologiche e micro-climatiche di ogni singola vigna, espresse nel rispetto dell’annata.

Angiolino Maule in degustazione

Tante belle idee quelle di Maule & soci che si avvicinano molto alla nostra visione su questo tipo di vino, anche se espresse in modo più estremo. Lodevoli i temi che sostengono l’associazione portati avanti con serietà ed ostinazione. Si stimolano gli studi sui terreni, ricerche di prodotti alternativi a quelli in uso e ritenuti dannosi (rame e zolfo); molto interessante la ricerca fatta sull’effetto dello zolfo sui lieviti indigeni. Profonde riflessioni necessarie per ricreare una vita microbiologica in profondità dei suoli, temi che obbligano i produttori affiliati ad applicarsi con maggiore impegno anche nella parte agronomica rispetto alla viticoltura convenzionale. Concetti che vanno oltre la vigna e continuano in cantina dove non sono ammessi lieviti selezionati, interventi correttivi e accettata una quantità minima o nulla di anidride solforosa a loro dire dannosa per la nostra salute, ma su questo si potrebbe aprire un lungo dibattito. Oggi sono circa 140 i produttori ammessi provenienti da diverse regioni d’Italia e dall’estero, sono soggetti a stretti controlli annuali al fine di garantire il rispetto del label “VinNatur”. Il loro obiettivo è quello di fare emergere l’unicità del territorio, anche se questo non è per nulla facile da ottenere senza territori di grande personalità, “difficile far parlare un muto”. Un manifesto contro la globalizzazione e a favore dell’originalità e della difesa dei suoli.

Le bottiglie degustate

La degustazione VinNatur

Tante belle parole quelle di VinNatur, però per dare un giudizio sui vini possiamo esclusivamente affidarci al risultato della degustazione e qui ahinoi … più di una pecca …. La degustazione è iniziata con una coppia di vini che spiegano le teorie di Maule, il suo Pico (2009 e 2007) ben evidenzia una forte impronta minerale e con sincerità le differenze create dall’andamento stagionale. La continuazione ha evidenziato vini piuttosto grossolani, poco complessi e poco fini, in particolare sul piano aromatico; purtroppo non molte le eccezioni. Gli ultimi due vini assaggiati rimarcano le nostre convinzioni ed il fatto che per essere valorizzati questi vini devono corrispondere a importanti territori e scelte precise da parte dei vignaioli. Barbaresco Pajé e Barolo Boscareto confermano questo e grazie all’esperienza di Luca Roagna e Ferdinando Principiano sanno entusiasmarci.

Conclusione

Protezione integrata, biologico, biodinamico o naturale ? La risposta alla domanda su quale sia la condotta migliore rimane aperta. Chiaro che ogni azienda riterrà la propria scelta la più corretta e la più adatta alle esigenze. Per contro pensiamo che non sia fondamentale sapere quale di queste sia la più appropriata, confidiamo invece nell’intelligenza dei produttori che puntano al rispetto dell’ambiente con scelte equilibrate e ponderate sia in vigna che in cantina. Decisioni che hanno lo scopo di ottenere uve di alta qualità, vinificate senza modificarne la struttura e il carattere. Persone che con onestà impersonano il ruolo di interpreti del territorio, con vini pieni di energia e purezza aromatica allo scopo di farci godere di tuttle le loro sensazioni.

I vini degustati
Querciole Frizzante 2009 IGT Emilia - Cà de Noci *
Pico 2009 IGT Veneto - La Biancara di Angiolino Maule *
Pico 2007 IGT Veneto - La Biancara di Angiolino Maule *
Lo Spigolo 2011 IGT Svizzera Orientale - Cave St. Germain 
Funam'belusque 2010 IGT Svizzera Orientale - Cave St. Germain
Quinto Quarto rosso VdT Italiano - Franco Terpin *
Canà 2007 IGT Veneto - La Biancara di Angiolino Maule *
Barbera d'Asti 2007 (in inox) - Pian Bosco di Remo Holer *
Barbera d'Asti 2007 (in barrique) - Pian Bosco di Remo Holer *
Merlot del Ticino 2010 - Cantina San Giorgio
Merlot 2009 IGT Emilia - Camillo Donati *
Merlot 2007 IGT Veneto - La Biancara di Angiolino Maule *
Pinot Nero 2006 IGT Emilia - Riva del Ciliegio di Alberto Anguissola *
Gevrey-Chambertin 2006 - Rossignol-Trapet (certificato in coltura biodynamica)
Barbaresco Pajé Riserva 1999 - Roagna *
Barolo Boscareto 1997 - Ferdinando Principiano *
* produttori membri dell'associazione VinNatur
Informazioni su Stefano & Giorgio (357 Articles)
Giorgio Buloncelli & Stefano Ghisletta, “sommeliers per passione” Questo spazio vuole essere soprattutto un blog di approfondimento. La nostra idea è quella di scoprire e valorizzare le zone viticole e i viticoltori in grado di esprimere al massimo le caratteristiche territoriali delle singole zone. Vini ottenuti con tecniche agricole ed enologiche che esaltano l’impronta del vitigno, del territorio e la personalità del produttore, infatti la standardizzazione sta generando vini simili in ogni angolo del pianeta, appiattiti nel carattere e incapaci di sfidare il tempo.

3 Commenti su Vini di territorio, meglio se naturali ?

  1. ..purtroppo l’abbandono di certe tecniche e di certi metodi enologici espone terribilmente a molti rischi, e ancora troppo spesso non si sa far fronte a queste problematiche.
    Per fortuna ci sono grandissimi esempi, ben riusciti e di grande qualità, che fanno ben sperare che con il tempo le cose miglioreranno!
    ..e poi il tempo.. i più emozionanti sono stati proprio i più vecchi, no??😉

  2. un’esperienza ‘diversamente gustosa’ sia per i vini degustati sia per gli attivisti del naturale che hanno partecipato. È stato interessantissimo conoscere Angiolino Maule e sentirlo parlare nell’esporre la sua filosofia in vigna e soprattutto in cantina. Apprezzo lo sforzo, la sperimentazione, la passione seppur ancora sono un po’ scettica sui risultati e cioè sui vini che poi ci ritroviamo nella bottiglia. Alcuni mi sono piaciuti, ma solo 3 vini sui 15 degustati … non credo che sia solo questione di ‘omologazione’, credo che alla fine di tutti i discorsi belli e costruttivi ci sia sempre il desiderio di BERE un vino che ci piace BERE. Non per forza deve essere il vino perfetto e costruito (certo che no), ma alcuni difetti che ho riscontrato durante la serata mi sono sembrati oltremodo spiacevoli … insomma ho capito che il problema risiede proprio nel controllo durante la vinificazione e nell’incognita di quello che succede una volta che il vino è in bottiglia … per questo non possiamo MAI fermarci a una sola degustazione e a un solo commento: ogni bottiglia è diversa, ogni annata è ancora diversa !! Mi ha sorpreso, e incuriosito, poi, il commento che ha fatto Roby Prandi, quando dice che ha degustato alcuni vini versati dalle stesse bottiglie già aperte, proprio la sera successiva, e molti difetti erano ‘andati via’ … adesso sono ancora più curiosa !!! Vittoria

  3. Gianni Vincenzi // 28 giugno 2012 alle 10:08 // Rispondi

    Gianni Vincenzi
    condivido in pieno quanto esposto da Vittoria Fagetti, io alla degustazione non c’ero ma ho avuto occasione di aprire alcune bottiglie di Maule (Sassaia e Pico) qualche mese fa e sono rimasto sconcertato da quei vini: mi ricordavano terribilmente quelli che beveva mio nonno, sempre con lo “spunto” in primo piano. Preferirei bere “vini naturali” ma non posso rinunciare al mio piacere.

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