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Un vigneto nascosto tra le Alpi dell’Alto Vallese

Sull’onda dell’articolo “Perle rare del Vallese” eccoci di nuovo a parlare del cantone viticolo elvetico più esteso ed importante. È risaputo che la zona vallesana più pregiata è quella romanda compresa tra Leuk e Martigny, ma tra le montagne dell’Alto Vallese si nascondono frammenti di vigneto che salgono fino ad altezze immaginabili. Le zone sono piuttosto fredde con escursioni termiche importanti e, salvo eccezioni, con insolazioni limitate, dove alcuni vitigni sanno sopperire a questi inconvenienti. Sono uve rarissime, abituate a stare qui da tanti decenni e capaci di resistere a condizioni climatiche in genere non favorevoli alla maturazione delle uve. Il loro nome è pressoché sconosciuto e di indubbia matrice dialettale tedesca: Heida, Gwäss, Resi, Himbertscha, Plantscher, Lafnetscha e Eyholzer roter.

Le alte montagne che fanno da contorno all’Alto Vallese

La nostra prima tappa è Visp, raggiungibile dal Ticino solo valicando passi alpini che oltrepassano i 2’500 metri d’altitudine. Una borgata conosciuta per essere sulla strada che porta alle rinnomate stazioni turistiche di Zermatt e Saas Fee situate all’ombra del Cervino. A Visp o Viège, in francese, alcuni amici ci hanno suggerito di visitare la cantina della famiglia Chanton, attiva nella viticoltura oramai già da alcune generazioni.

L’azienda è di piccola taglia, dispone di un vigneto molto frazionato, diviso tra il comune di Visp e i suoi dintorni (Varen, Eyholz, …), vigne che salgono pure nella Visperthal, la vallata che sovrasta l’abitato. Otto ettari di vigna lavorati con metodi biolocigi, anche se non certificati, dove allogiano delle rarità che contribuiscono a rendere questa azienda, unica. Gwass, Resi, Himbertscha, Plantscher, Lafnetscha ed Eyholzer hanno richiesto attenti studi sul DNA per poterne stabilire origini e parentele. La gamma prodotta é molto variata, quasi una trentina d’etichette che spaziano tra bianchi, rossi e dolci, è chiaro però che in questo momento la nostra curiositá é attratta da quelle bottiglie che solo qui si possono assaggiare.

Le vigne di Visp situate già ad un’altitudine di 650 metri

LA DEGUSTAZIONE

Gwass 2011: gwass o gouais, in lingua francese, è un vitigno antico conosciuto con sinonimi diversi e con figli e figliocci in giro per l’Europa centrale, i più conosciuti sono il Riesling, Furmint, Folle blanche, …; si suppone che la sua origine sia in relazione con la varietá Plantscher. Il suo carattere è ben definito, è di colore pallido con aromi poco percettibili e delicati, è sottile e fresco, con una buona acidità a fare da traino. Buono il finale, decisamente secco, saporito e floreale; ideale su piatti di molluschi e crostacei. È coltivato nella Valle di Visp e produce solo un migliaio di bottiglie.

Himbertscha 2011: rappresenta un’esclusività mondiale, chi vuole assaggiarlo deve per forza venire in quest’azienda. Negli anni ’70 furono scoperti alcuni ceppi di questa varietà a Zeneggen, un piccolo vigneto sperso tra le rocce ad un’altezza di circa 1’000 metri. In via d’estinzione, grazie all’intervento di Josef-Marie Chanton, gli fu dato un futuro. La sua origine è stabilita da un incrocio tra l’Humagne blanc e il Muscat, anche se non si conosce con precisione quale tipo di Muscat. Oggi à coltivata a Varen in vigne poste ad un’altezza di 700 metri. Origina un vino luminoso e chiaro nel colore, i profumi sono caratterizzati da una fine e fresca impronta aromatica che riconduce al Muscat. È percepito un tocco esotico, note d’agrumi, fiori di montagna, acqua di vite e un fumé minerale. Il vino risulta teso e nervoso, la chiusura è piacevole e lascia la bocca con una forte salivazione.

Plantscher 2011: Chanton coltiva questa varietà, che sembra imparentata anche con il Furmint, a Varen. In degustazione si mostra giallo pallido, quasi trasparente si torna verso un’espressione aromatica molto soffusa dove emerge l’aspetto floreale e minerale. Si conferma piú espressivo al gusto che al naso, è affilato con una rigida spina dorsale data da una vibrante acidità, il finale è secco accompagnato note amarognole e salate. Può essere l’ideale accompagnamento per le classiche fondue e raclette vallesane. Sono prodotte non piú di 500 bottiglie annue.

Resi 2011: Resi o Rèze è una varietà oramai scomparsa, coltivata solo nelle vigne di Visp. Si propone in una forma diversa rispetto ai vini fin qui degustati, è piú generoso e con un attacco morbido, poi via con tanto brio a dare lunghezza ed equilibrio. Il finale evidenzia una forte nota minerale, una fresca salivazione e contorni floreali e piacevolmente amarognoli.

Lafnetsch 2011: Lafnetsch è una varietà rarissima coltivata sulle ripidissime pendenze di Visperterminen, considerate tra le piú alte d’Europa. É profumato e fresco sotto l’aspetto aromatico, in evidenza sono sfumature di frutta esotica. Ha una buona ampiezza e una vena acida che dà tono al vino. Il finale è equilibrato, termina su note di gesso, vegetali e di  mandorla.

 I gioielli di casa Chanton

Heida 2010: Heida o Päien è  il nome dato in Vallese a questo vino, tratto dal Savagnin, un vitigno molto considerato nella regione del Jura francese. Nell’Alto Vallese questa varietà si adatta molto bene alle condizioni atmosferiche della Visperthal, dove l’azieda lavora vigne a 800 metri d’altitudine con ceppi di una cinquantina d’anni. Il risultato genera un vino strutturato, ricco di sensazioni e complessità. Gli aromi sono intensi e maturi di tipo esotico accompagnati da sfumature di sottobosco. L’attacco é voluminoso e deciso, lo sviluppo ha tensione, equilibrio e lunghezza, chiude con una bell’acidità e molto saporito. Decisamente buono.

Eyholzer roter 2011: le scoperte non si limitano ai bianchi, tra esse anche un vitigno rosso che prende il nome da Eyholz, una frazione di Visp. Un’esclusiva dell’azienda che ci offre un vino sanza grandi pretese, di colore tenuo che ricorda quelli dei rosati, un’intensità che contraddistingue il vitigno e non deriva da tecniche di vinificazione. Un vino che si può consumare piuttosto freddo come apertivo o su alcuni piatti a base di pesce, sono evidenziate fragranti note di lampone e fragola.

Eiswein Crystal Eyolzer Barrique 2008: un’altra versione dello stesso vitigno con vendemmie ghiacciate eseguite nei mesi novembre o di dicembre. Il colore è sempre poco intenso, un arancio piuttosto trasparente. Complessità di tipo ossidativo a cui si addizionano note di prugna e minerali. In bocca è bellissimo ed equilibrato, con una dolcezza non invadente e ben gestita dall’aciditá. La persistenza è lunga, chiude con fini note date dalla sosta in barriques. Un vino che piace particolarmente. È prodotto esclusivamente in annate favorevoli, con rendimenti molto bassi, in genere non più di 250 litri.

Riassumendo, ci è piaciuto in particolare la dimostrazione di forza di queste varietà che mettono in risalto la mineralità dei suoli sul carattere varietale del vitigno. Un grazie alla famiglia Chanton per le bellissime scoperte.

La seconda nostra meta è Visperterminen, per arrivarci basta risalire la Visperthal, la vallata dove scorre il fiume Vispa. I ripidi tornanti percorrono il versante sinistro fino ai 1400 di Visperterminen. Poco prima si apre ai nostri occhi un muro di vigne che parte dai 650 e raggiunge con pendenze vertiginose i 1150 metri d’altitudine. Le vigne si sviluppano su terrazzamenti esposti verso ovest, una zona molto soleggiata e sotto l’influsso del foen (vento caldo). Occupano circa 48 ettari con ceppi che raggiungono anche i cento anni, filari sostenuti da 47 km. di muretti un pietra. La quasi totalità di questa superficie é gestita da oltre 500 vignaioli che conferiscono i frutti alla cooperativa di St. Jodern Kellerei situata vis à vis la collina.

Cartolina da Viesperterminen, le ripide pendenze sostenute da terrazze in pietra

Cartolina da Viesperterminen, paesaggi da vertigini

Cartolina da Visperterminen, case di legno, tetti in pietra e cime sullo sfondo

Giunti fino qui, uno stop alla St. Jodern Kellerei è dobbligo in particolare per assaggiare le diverse tipologie di Heida. La gamma è introdotta da Heida Visperterminer che ci fa immediatamente comprendere la solarità di questa zona, il vino risulta ricco e morbido, gestito da un buon equilibrio. Gli aromi sono nitidi con ricordi di frutta esotica, moci e miele. Heida Melodie è una selezione di uve più zuccherate, si esprime in tutta la sua maturità, l’attacco gustativo mostra una leggera e piacevole dolcezza, gli zuccheri residui danno inoltre morbidezza e rotondità. Buono l’equilibrio e la chiusura, persistente ed elegante. Ottimo. Segue Heida Barrique, un vino di colore è dorato intenso con un’espressione aromatica densa e segnata dall’affinamento in legno, al gusto è ampio e strutturato. Heida Veritas è originato dai ceppi più antichi impiantati in questi luoghi, vigne che raggiungono anche i cent’anni d’età. È molto complesso, concentrato ed intenso; la chiusura è equilibrata e fine sul piano aromatico, ritornano gusti di noci, agrumi e buccia d’arancia.

Una giornata speciale, favorita dal tempo soleggiato che ci ha fatto conoscere e apprezzare un fazzoletto di terra a noi poco conosciuto.

Informazioni su Stefano & Giorgio (357 Articles)
Giorgio Buloncelli & Stefano Ghisletta, “sommeliers per passione” Questo spazio vuole essere soprattutto un blog di approfondimento. La nostra idea è quella di scoprire e valorizzare le zone viticole e i viticoltori in grado di esprimere al massimo le caratteristiche territoriali delle singole zone. Vini ottenuti con tecniche agricole ed enologiche che esaltano l’impronta del vitigno, del territorio e la personalità del produttore, infatti la standardizzazione sta generando vini simili in ogni angolo del pianeta, appiattiti nel carattere e incapaci di sfidare il tempo.

2 Commenti su Un vigneto nascosto tra le Alpi dell’Alto Vallese

  1. Che località stupende che ci presentate attraverso il vostro racconto e soprattutto le fotografie. Quando si parla di vini e vitigni, si parla sempre di chardonnay, merlot, cabernet … e poi una eco lontana, ecco, ti racconta di ‘non solo’ che altri vitigni pressochè sconosciuti, e magari pensi che si stia parlando di qualche regione sconosciuta … e invece siamo proprio qui, nel cuore delle Alpi, nel cuore dell’Europa! Abbiamo davvero un patrimonio enologico e viticolo eccezionale … se questa non è passione … che altro?

  2. bella la presentazione,
    credo nella forza che hanno questi vini, purtroppo ho assaggiato solo la Rèze, che mi ha colpito tantissimo, un vino bianco pieno e robusto,netta è la sua mineralità, con un gusto piacevole, naso e bocca complesso che piace si sente si odora si assaggia e soddisfa,
    conosco l’Heida, considerata tra i miei bianchi preferiti con riguardo,
    ancora gli altri restano da assaggiare….
    il vostro articolo solletica una visita x recuperare questa mia mancanza ….

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  1. Rarità svizzere: Il Completer « NonSoloDiVino

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