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Faccia a faccia: Rossese di Dolceacqua …

Faccia a faccia: Posaù e Luvaira, il Rossese di Dolceacqua di Maccario-Dringenberg

Rossese di Dolceacqua è una denominazione della Riviera Ligure di Ponente produttrice di vini rossi tratti dall’omonima varietà. I comuni autorizzati alla sua produzione si trovano nelle vallate di Nervia e Verbone in provincia d’Imperia a pochissimi chilometri dal confine francese. Si tratta di ripide pendenze terrazzate che godono dei vantaggi dell’influsso marino e montano allo stesso tempo, le vigne più pregiate hanno ceppi di età elevata ed allevate ad alberello. Oggi il Rossese di Dolceacqua è sulla bocca di tanti appassionati, spesso viene descritto su riviste on line della vicina penisola. Considerata la nostra totale ignoranza nei suoi confronti ed incuriositi dall’attenzione riservata a questo territorio ci siamo procurati alcune bottiglie di Rossese Superiore dell’azienda Maccario-Dringenberg azienda conosciuta tra i porta bandiera dell’intera DOC.

   

Le etichette di Maccario Dringenberg, Posaú e Luvaira 2010

I due vini degustati sono espressioni di singole vigne di forte impronta, bottiglie che ci hanno stupito per un carattere ben distinto e diverso tra loro. Rossese Dolceacqua Superiore Posaù 2010 mostra mille sfaccettature, un rincorrersi di intense sensazioni profumate. Al primo approccio mostra note fragranti con freschi aromi di ciliegie e lamponi, ricordi floreali e un bel profilo vegetale. Con l’evoluzione spunta una convinta nota speziata evidenziata da note di pepe e una forte componente minerale; un vortice di sfumature. In bocca ha corpo, succo e una buona pienezza, dall’attacco intervengono note speziate e saporite mentre i tannini sono delicati. La persistenza è lunga, gustosa e sostenuta da una bella freschezza. Veramente una gran bella espressione. Per contro il Rossese Dolceacqua Superiore Luvaira 2010, espone la componente varietale e minerale in modo più delicato e con minore esuberanza mostrandosi un vino da scoprire pian piano. Un vino intrigante con note fruttate, speziate e calcaree più soffuse. È rigoroso e pieno di brio, lineare e con una bella energia, ci sembra di percepire un profilo territoriale che si sovrappone a quello varietale. Bellissima ed equilibrata è la chiusura; fine, minerale e con una piacevole salivazione. Sono due vini che ci deliziano e che invitano alla beva, sicuramente alla prima occasione una visita da Giovanna Maccario sarà d’obbligo.

Informazioni su Stefano & Giorgio ()
Giorgio Buloncelli & Stefano Ghisletta, “sommeliers per passione” Questo spazio vuole essere soprattutto un blog di approfondimento. La nostra idea è quella di scoprire e valorizzare le zone viticole e i viticoltori in grado di esprimere al massimo le caratteristiche territoriali delle singole zone. Vini ottenuti con tecniche agricole ed enologiche che esaltano l’impronta del vitigno, del territorio e la personalità del produttore, infatti la standardizzazione sta generando vini simili in ogni angolo del pianeta, appiattiti nel carattere e incapaci di sfidare il tempo.

2 Commenti su Faccia a faccia: Rossese di Dolceacqua …

  1. Ecco, il Rossese di Dolceacqua è un vino che mi apre il sorriso: ho imparato ad apprezzarlo…a rispettare il suo modo lento ed intrigante di svelare le sue sfumature. 🙂

  2. giovanna maccario // 26 agosto 2012 alle 21:17 // Rispondi

    grazie stefano, mi fa piacere questa recensione.
    Il vigneto posaù è il mio rossese più tipico, con tutte le caratteristiche varietali che tu hai ben evidenziato. E’ un vigneto di 15000 mq , un anfiteatro naturale con una esposizione sud est. L’impianto è ad alberello provenzale, e le piante hanno più di sessant’anni. terreno ricco di sassi, è di uso frequente trovare fossili come piccole conchiglie. si produce di questa tipologia poco più di 6000 bottiglie.
    Il vigneto luvaira di altitudine compresa nei 360 m slm, ha un esposizione est-ovest consta di tre appezzamenti per un totale di 9000 mq di terreno. Una parte è costituita da uno dei vegneti più vecchi di tutta la doc con piante che superano i 100 anni di età. Il vino che se ne ricava è il più atipico della tipologia Dolceacqua, un vino intenso e speziato di grande acidità e persistenza. Entrambi i vini vengono lavorati in solo acciaio, non hanno avuto chiarifiche e/o filtrazioni. Tengo inoltre a sottolineare come essi siano nel bene e nel male la genuina espressione dei vigneti e dei terroir di provenienza, essendo la filosofia aziendale quella di intervenire il meno possibile sulla “fase di cantina”: per me il vino si fa in vigna.
    grazie giovanna maccario.

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