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“Mémoire & Freinds” tour de Suisse

I più classici neologismi associano la Svizzera alle banche, agli orologi, al ciccolato ma perchè non accostarla anche ai vini ?

È quanto emerso dall’evento Mémoire & Freinds tenutosi al Kongreshaus di Zurigo, dove circa 160 produttori provenienti da diverse regioni hanno confermato che la pur piccola Svizzera sa offrire vini spettacolari e d’incredibile diversità. Le zone più indicate alla viticoltura altre al nostro Ticino, che in quest’occasione abbiamo tralasciato volontariamente, si trovano oltralpe in coincidenza con le regioni di lingua tedesca e soprattutto di lingua francese: Vallese, Vaud, Tre Laghi (Berna, Friborgo e Neuchatel), Ginevra, la regione svizzero tedesca (Grigioni, Argovia, Turgovia, Sciaffusa, Zurigo, San Gallo, …) sono zone capaci di garantire vini di alta qualità e in alcuni casi capaci di durare alcuni decenni.

I giorni precedenti la manifestazione ci hanno impegnati nell’allestimento dell’elenco dei produttori da incontrare, un compito difficile visto il numero dei presenti e possibile grazie alla competenza di Laurent Prost di Vins Confédérés, noto blog francofono che racconta in particolare dei vini romandi.

CANTON VAUD

Il vigneto di Vaud è situato sulle ripide sponde del lago Lemano: La Côte con Féchy, Mont-sur-Rolle, … è localizzato nella parte ovest; Laveaux è situata tra Losanna e Vevey-Montreux, ingloba le vigne più celebri del cantone tra cui spiccano le terrazze di Dézaley, Calamain, Chardonne, Epesses e St Saphorin, vigne a picco sul lago. Ad est in direzione del Basso Vallese si snodano le vigne dello Chablais con le denominazioni di Yvorne e Aigle in evidenza. Queste zone sono in particolare il regno dello Chasselas, i vini sono bianchi di fini aromi e riflettono la grande diversità dei suoli.

Le nostre conoscenze in questo cantone erano limitate ma i consigli di Laurent Prost ci hanno permesso di conoscere piccole aziende di alto profilo.

   

I vini di Terroir du Crosex Grillé ci hanno colpito per l’originalità la forte identificazione nel territorio. Ollon Coteau de Verschiez 2011 associa ampiezza a una forte componenente minerale. Pierre Latine L’Yvorne 2011 evolve su una fine ed intensa mineralità un vino pieno di vita e forza, brilla per freschezza. Clos du Crosex Grillé Cuvée des Immortels 2011 avvolge il palato con un bel volume, evolve con freschezza e persistenza su note di agrumi, floreali e minerali.

   

Allo Château de la Maison Blanche si lavora con una concezione diversa lo Chasselas è unito in una cuvée unica denominata Yvorne Chasselas Grand Cru. L’annata 2011 risulta un vino elegante, sottile ed incisivo, mette in risalto sfumature di tiglio e frutta bianca associae ad una forte impronta di pietra focaia. Crescerà con il passare del tempo. Il 2009 si apre su note di albicocca, miele, mandorla, …, è ampio ma conserva una bella freschezza che ne garantisce la piacevolezza. La capacità di sfidare il tempo è dimostrata dall’annata 2003, si esprime con una tonalità dorata ancora brillante, gli aromi sono maturi e riconducono a complesse sfumature di miele, mela cotogna, pesca gialla e floreali. L’attacco gustativo è ampio ed equilibrato, l’acidità non manca e rinfresca un elegante finale salino. Yvorne Savagnin Grand Cru  2011 lascia presagire altrettanta capacita d’invecchiamento, oggi si esprime con grande vigore e incisività, certo l’equilibrio non è ancora dei migliori ma la freschezza e la tensione fanno bensperare per un roseo futuro.

   

Domaine La Colombe  è situato nella regione di La Côte, una piccola azienda che da oltre 50 anni spinge verso la definizione territoriale. Fechy Brez 2011 si esprime su toni delicati, una fragranza avvolta da una viva freschezza. È sottile e teso, chiude lasciando ricordi minerali; saprà rilevarsi pienamente solo dopo 3-4 anni di affinamento. Tutt’altra espressione il Monte-sur-Rolle Petit Clos 2010, più fruttato ed ampio ma sempre con quella “verve” finale che sà esaltarne la mineralità. Un vino d’apprezzare sia in gioventù sul frutto che dopo un lungo invecchiamento (5-7 anni). Fechy Curzilles 2010 nasce invece dall’assemblaggio di Chasselas, Doral, Pinot Gris e Riesling una efficace combinazione che riflette tutte le complessità apportate dai vari vitigni. Mostra struttura e una bella spalla acida, è slanciato e con una viva mineralità.

VALLESE

Con i suoi 5’200 ettari, rappresenta un terzo dell’intera produzione elvetica, un vigneto molto frazionato e suddiviso tra circa 20’000 proprietari diversi. La maggior parte di loro sono appassionati vignaioli che conferiscono i frutti alla Provins, cooperativa che tratta un quarto del vino prodotto. Sono circa 600 i vignaioli professionisti che vinificano e commercializzano il loro raccolto. L’originalità dei vini può essere considerata unica al mondo. Infatti, anche se il numero delle varietà a bacca bianca rappresenta i 2/3, la superficie destinata a quelli rossi è superiore. Benché siano lavorate oltre una quarantina di varietà, l’85% dei vini è ottenuto da quelle definite tradizionali, e cioè Pinot noir, Gamay, Chasselas e Sylvaner. La rimanenza deriva da una ampia gamma di vitigni, alcuni dei quali considerati tipicamente vallesani come l’Amigne, la Petite Arvine, l’Humagne blanche e rouge e il Cornalin.

Difficile decidere da quale produttore iniziare la presentazione visto il livello raggiunto nella regione.

   

Domaine des Muses è l’azienda che forse ha lasciato in noi i maggiori ricordi. Robert Taramarcaz elabora vini con una purezza e  una definizione aromatica incredibile che esaltano sia le sensazioni varietali ch e territoriali. In particolare i bianchi sono dotati di grazia ed eleganza con una freschezza che rimarca la leggerezza e la bevibilità. Abbiamo assaggiato i vini della linea Tradition composta dalle varietà ritenute tipicamente vallesane. Fendant 2011 è minerale e floreale ha una bellissima freschezza e cremosità; una grande espressione per la tipologia. Petite Arvine 2011 mostra una fine aromaticità, note di albicocca, glicine, fiori di tiglio ed erbe aromatiche, la finezza esalta un palato salino. Heida 2011 fa sognare, forse la migliore espressione di questo vino da noi degustato, un vino di razza. Humagne blanche 2010 si distingue per una struttura slanciata, nervosa e complessa. gioca su sfumature fumé. Gran vino ! Humagne Rouge 2010 è un vino particolare e degno della tradizione vallesana, è ruvido, virile, speziato e con un fine carattere vegetale. Riflette l’originalità, prendere o lasciare. Altra chicca Cornalin 2011, un vino più rotondo con tannini smussati e una freschezza che ci accompagna fino a un bel finale.

   

Altro momento da ricordare è l’incontro con Benôit Dorzaz viticultore a Fully comune del Basso Vallese. Petite Arvine Les Perches 2011 si esprime con un’intensa e fresca nota aromatica. Un vino strutturato ed equilibrato, ampio e vivo allo stesso tempo, il finale evidenzia una pregevole definizione aromatica. Viognier 2011 offre un vino di spessore, ha freschi profumi vegetali e una vivacità che invita all’assaggio. Con la definizione “Quintessence” Benoit Dorsaz intende i vini maturati in piccole botti di rovere: Petite Arvine Quintessence 2010 mostra immediatamente un carattere minerale e una fine complessità speziata.  Ha corpo e dà  intriganti sensazioni, gioca su ritorni di agrumi e sapidi. Humagne rouge Quintessence 2010 si mostra con una classica impronta varietale, è fragrante, speziato e con una limitata acidità, preservando l’originalità di un vitigno ruspante. Cornalin Quintessence 2010 ci avvolge il palato, ha volume, vigore tannico, forza e lunghezza rispettando al 100% il carattere del vitigno. Syrah Quintessence 2010, si esprime su note fumé e speziate, è carnoso, fine e agile con una trama tannica sottile e matura, una meraviglia.

   

Con Thierry Constantin abbiamo avuto solo qualche scambio online ma mai ci eravamo confrontati con i suoi vini. L’incontro e la degustazione non ci hanno certo deluso facendoci conoscere vini precisi, fini ed eleganti. Viognier 2011 mostra un bel varietale e una fine definizione aromatica, si riconoscono sfumature esotiche e speziate. È secco, con una discresta grassezza all’attacco e uno sviluppo sottile. Buona la lunghezza e la piacevolezza finale. Petite Arvine 2011, contrariamente ad altre versioni è meno esuberante e si lascia scoprire pian piano. Un vino di belle complessità ed ampiezza che trova sfogo in un finale fresco e salino. Gli aromi sono di grande qualità. Paien 2011 è un vino importante di grande materia, denso, energico e persistente; l’elevazione in legno 100% nuovo non è per nulla invadente e viene ben integrata. L’Odalisque Syrah 2009 è speziato e floreale, strutturato, succoso e complesso. Agueres Cornalin 2010 ce lo aspettavamo rustico con tannini vigorosi, fresco e vegetale e così è, rispecchia a pieno la sua origine. Bravo Thierry !

   

Jean-François ed Axel Maye (Domaine Simon Maye) oramai fanno parte del gota cantonale e nazionale soprattutto grazie alla loro Syrah Vieilles Vignes, un vino che oramai se la gioca alla pari con le prestigiose versioni del Rodano francese. Limitarsi però a questo è un grave errore, tutta la gamma prodotta nei dintorni di Chamoson sà garantire vini strutturati e complessi. Trémazières 2011 riflette il carattere dello Chasselas nell’omonima frazione, un vino piacevole e leggero capace però di dare freschezza e mineralità. Petite Arvine 2011 ha una bella materia, ampiezza e lunghezza, termina su un retrogusto fumé, ammandorlato e fruttato. Paien 2010 è un vino piuttosto impegnativo che si esprime in una forma matura e intensa, ha una struttura equilibrata emerge un bel varietale e una nota minerale. Syrah 2011 è un decisamente varietale e da bere nei prossimi 3-4, rimarca la fragranza, le speziature e una piacevole mineralità. Syrah Vieilles Vignes 2010 è un vino che oramai ha raggiunto una costanza qualitativa notevole, questa versione è complessa e succosa con tannini di ottima estrazione, avrà tutto il tempo costruirsi un promettente futuro.

   

Denis Mercier è un’altro dei vigneron che hanno contribuito ad elevare la cultura viticola vallesana. Fendant 2011 si esprime con discrezione e delicatezza su toni floreali e fumé, fresco e saporito. Petite Arvine 2011 ha uno spirito territoriale, è complesso e ricco di sfumature iodiate e salate. Una meraviglia. Pinot Noir 2009 racchiude l’essenza del Pinot, non è eccessivamente strutturato mantenendo una bella freschezza ma intenso e fine grazie ad una grana tannica sottile. Buona la sua persistenza finale, chiude con ritorni di piccoli frutti di bosco e salino.

SVIZZERA TEDESCA

Per regione Svizzera tedesca s’intende l’insieme dei cantoni viticoli appunto di lingua tedesca. Viene suddivisa in tre regioni, Svizzera occidentale (Basilea e Argovia), Svizzera centrale (Zurigo, Sciaffusa e Turgovia) e Svizzera orientale (San Gallo e Grigioni). Qui la varietà rossa dominante è il Pinot noir, localmente chiamato Blaubergunder, che occupa un quarto della superficie coltivata dando vini di ottimo carattere. Il rimanente sono vitigni bianchi che si adattano alle condizioni micro climatiche dei diversi cantoni, spicca tra essi il Müller-Thurgau, chiamato spesso Riesling x Sylvaner, ma non vanno dimenticati pure il Räuschling, il Gewürztraminer e il Pinot gris.

   

Qualche anno fa un produttore ticinese ci aveva parlato di aver presenziato ad una straordinaria verticale di Räuschling prodotto da un’azienda zurighese di nome Schwarzenbach. Questo ricordo era ancora nitido nella nostra mente quando abbiamo incontrato Hermann Schwarzenbach, soffermandoci con lui su questo straordinario evento. I nostri assaggi partono con il botto Räuschling Seehalden 2011 dà subito l’impressione di un bianco di spessore e complesso: fresco e minerale, con note floreali e di agrumi. È sontuoso, ricco, equilibrato, cremoso e pieno di vita. Un vino che sa entusiasmarci. Meilener Sauvignon 2011, benché il Sauvignon non rientri nei nostri vini preferiti questa versione ci soddisfa, è di corpo e sapido con un buon finale vegetale. Mailener Cuvée Cécille 2010 è frutto di un assemblaggio tra Sauvignon e Sémillon invecchiato per un anno in barrique. Ha un’intensa e fresca aromaticità dove si possono percepire le singole sensazioni apportate dai due vitigni, un carattere esotico-tropicale. È equilibrato e morbido, l’acidità domina allungando il finale e rinfrescandolo. Ottimo, anche se merita ancora qualche anno di affinamento per completarsi.

   

L’azienda Baumann opera nel Canton Sciaffusa, siamo all’estremo nord nelle vicinanze del confine tedesco. Müller-Thurgau Alte Reben 2011 è invitante, fresco, floreale e fruttato. Nella sua semplicità è fine, con una bella spalla acida e una chiusura sapida. Chardonnay Classique 2010 offre una sensazione monocorde con una sensazione boisé al momento un po’ invadente sia al naso che sia in bocca. Ci rifacciamo con un Pinot Gris 2011 dagli aromi fini e sottili, l’elevazione in legno è meglio gestita, la bocca è tesa e molto saporita. Bel vino. Interessante la gamma dei pinot: Pinot Noir Auslese 2010 è un vino semplice che basa le sue caratteristiche sulla fragranza e la freschezza, si beve con piacere. Pinot Noir R 2010 è più complesso e rispecchia il carattere di un buon pinot, delicato e profumato, fresco e strutturato, con una grana tannica sottile. Zwaa Rot 2009 offre un vino di alto livello, avvolgente, elegante e speziato; la struttura è sostenuta da una viva freschezza con un finale complesso. Una bellissima scoperta.

   

Altro cantone a noi sconosciuto è Turgovia, dove ci è stato consigliato di visitare Schlossgut Bachtobel. Qui abbiamo trovato ottimi vini in particolari i bianchi: Müller-Thurgau 2011 piace per la purezza e la freschezza aromatica, un vino sottile e slanciato, in possesso di una perfetta corrispondenza gusto-olfattiva basata su note di agrumi e minerali. Pinot Gris 2011 ha un bel colore ramato, fini complessità che ricordano la frutta bianca, gli agrumi e fiori secchi. Ha struttura e  un’ampiezza immediatamente rinfrescata da una bell’acidità. Sauvignon blanc 2011 presenta una fine aromaticità non eccessivamente invadente, in bocca è freschissimo, aromatico, persistente e sottile. Una gran bella versione. La gamma dei Pinot Noir è crescente, PN nr.1 e PN nr.2 non danno grandi sussulti, sono vini abbastanza semplici. Per contro PN nr.3 dimostra di avere maggior corpo, complessità e finezza aromatica.

   

Dei Blauburgunder del Canton Grigioni ne abbiamo già parlato su queste pagine, proprio grazie a Christian Hermann fu possibile realizzare in Ticino una degustazione dei vini di Vinotiv un’associazione  che raggruppa più di una decina di produttori locali. Hermann produce due vini di ottima struttura, Fläscher Pinot Noir Reserve 2010 ha una bella personalità, ha una elegante materia ben accompagnata da una bellissima acidità. Fine è l’espressione aromatica dove spiccano piacevoli note speziate. Fläscher Pinot Noir H 2010 si esprime sullo stesso registro presentando maggior ampiezza e struttura, la forte componente acida riesce in ogni caso a ristabilire i giusti equilibri.

   

Anche da Adamk il Pinot noir gode delle maggiori attenzioni, Fläscher Pinot noir Barrique 2010 è un vino pregevole conserva la tipicità del buon Pinot, succoso speziato e vigoroso nell’espressione tannica. Ottimo vino. Pinot Rhein è una ” joint venture”, un progetto che riunisce alcuni giovani produttori che uniscono alcuni loro vini per ottenere questa etichetta. Una gran cuvée sopra le righe che non mantiene le vere caratteristiche del Pinot noir, esprimendosi in maniera eccessivamente moderna e concentrata. Questa è una tendenza riscontrata tra diversi produttori, alcuni dei quali onesti nell’autocritica.

Per concludere possiamo affermare che la Svizzera non sarà mai capace di produrre grandi quantitativi ma saprà sempre soddisfare la qualità.

Informazioni su Stefano & Giorgio (357 Articles)
Giorgio Buloncelli & Stefano Ghisletta, “sommeliers per passione” Questo spazio vuole essere soprattutto un blog di approfondimento. La nostra idea è quella di scoprire e valorizzare le zone viticole e i viticoltori in grado di esprimere al massimo le caratteristiche territoriali delle singole zone. Vini ottenuti con tecniche agricole ed enologiche che esaltano l’impronta del vitigno, del territorio e la personalità del produttore, infatti la standardizzazione sta generando vini simili in ogni angolo del pianeta, appiattiti nel carattere e incapaci di sfidare il tempo.

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