Latest News

Quattro chiacchiere con Enrico Togni …

Si è parlato tanto in queste ultime settimane sul web di San Valentino, Erbanno, ed Enrico Togni. Enrico è un giovane e capace viticoltore di Erbanno in Val Camonica che avevamo già visitato nel novembre 2011 (leggi l’articolo). Spenti i riflettori eccoci ad interrogare Enrico Togni per capire meglio cosa sorregge il progetto San Valentino. Per farlo nel modo più specifico gli abbiamo chiesto di presentarci la zona di Erbanno, l’omonimo vitigno da lui rivalutato e il San Valentino il vino generato dall’unione di questi due fattori; un rosso che fummo tra i primi a degustare. Lo ricordiamo fragrante, decisamente speziato e minerale, tutto in freschezza. Incisivo, sincero e con un’acidità che ne detta le forme. Ci è piaciuto molto per la sua originalità e per quel carattere energico e rustico.

Enrico Togni, un viticoltore di montagna come ama definirsi

La zona: (ET) ” Il nucleo di Erbanno oggi è una frazione del comune bresciano di Darfo Boario Terme, un intrecciarsi di strette e ripide viuzze che salgono ai piedi del Monte Altissimo. Da sempre è considerata una delle migliori, se non la migliore, zona di produzione della Valle Camonica (BS). Si trova in bassa valle, nel punto in cui si incrociano le correnti d’aria provenienti dal Lago d’Iseo e dal ghiacciaio dell’Adamello, queste compensandosi determinando un microclima particolarmente caldo, ma costantemente ventilato. Qui i terreni sono tutti in forte pendenza, sabbiosi, fortemente drenati (questo grazie alla massiccia presenza di sassi di varie dimensioni) e poveri di argilla, condizioni ideali per la produzione di vini rossi eleganti. La tradizione “camuna” parla solo di vini rossi, per questo ho deciso di continuare in questo senso lavorando esclusivamente uve a bacca rossa “.

Le vigne a Erbanno si arrampicano a terrazze sulle pareti rocciose 

Il vitigno: (ET) ” L’erbanno è un vitigno tradizionale della zona, tant’è che i vecchi lo chiamavano col nome del paese. Negli anni settanta la “merlotizzazione” dell’ Italia ha contagiato anche la valle tanto che i vitigni tradizionali o minori vennero abbandonati oppure sopravvissero solo in piccole coltivazioni. Fortunatamente mio nonno fu una persona lungimirante e, controcorrente decise di piantare, oltre al merlot, barbera e nebbiolo, anche alcune piante di erbanno. Nel 2002, a causa delle forti pioggie e della mia inesperienza (era la mia prima annata), la peronosposra dilagò in vigna, il raccolto non fu dei migliori (l’intera produzione fu distillata), notai però che alcune piante avavano sorprenedentemente resistito benissimo alla malattia. L’anno successivo decisi di censire i vitigni presenti in vigna al fine di poterli vendemmiare e vinifcare separatamente. Poichè l’impianto risaliva al 1970, non fu facile individuare le differenti varietà così mi aiutai con il libro “antichi vitigni bresciani” edito da Attilio Scienza e Pierluigi Villa. Scoprii cosi che le piante che meglio avevano resistito alla peronospora l’anno prima, erano piante di erbanno. Chiamai Villa, allora direttore del centro vitivinicolo provinciale, che mi confermò la corrispondenza. Il centro mi chiese dell’uva per effettuare studi e ricerche ed in cambio ottenni la possibilità di effettuare l’esame del dna presso il centro di San Michele all’Adige. Nell’inverno 2004 raccolsi le marze e nellla primavera 2006 misi a dimora le prime 1593 piante. La caratteristica principale del vitigno è quella di essere resistente, o quanto meno, tollerante all’oidio e alla peronospora, permettendomi una forte riduzione dei trattamenti: solo tre contro gli abituali otto da me applicati sugli altri vitigni (anche se la media applicata in valle è di dodici trattamenti). Questa sua caratteristica è probabilmente dovuta alla buccia particolarmente spessa e resistente, buccia che contriuisce inoltre a dare un vino particolarmente scuro, più nero che rosso. Io non amo definire questo vitigno “autoctono”, primo perchè non ne ho la matematica certezza, secondo perchè è un termine ormai inflazionato. Penso che avere un’uva di questo tipo in una zona come la nostra sia un fattore fondamentale per il rilancio della viticoltura in Valle Camonica “.

L’etichetta del San Valentino (foto vitisblog)

Il vino: (ET) ” L’interazione tra vitigno e territorio dà origine al  San Valentino. È vinifcato ed affinato esclusivamente in acciao e matura per un anno in bottiglia prima di essere commercializzato. La prima annata è coincisa con la vendemmia 2010, una produzione limitata a circa 500 bottiglie. La vinificazione avviene con una macerazione corta ad acini interi, una scelta dovuta più per la caratteristica buccia del vitigno che per volontà mia. Le fermentazioni sono attivate spontaneamente, mentre l’aggiunta di solforosa avviene solo in caso di necessità, come per tutti gli altri miei vini. Il suo nome è legato al territorio e alle sue tradizioni. San Valentino è un personaggio molto presente nella tradizione religiosa camuna, una delle più caratteristiche chiese a lui dedicate sorge proprio sopra Erbanno, raggiungibile attraverso un’irta mulattiera. La leggenda vuole che fu proprio il santo ad erigerla perchè, chiedendo agli abitanti con cosa accendessero il fuoco, questi risposero coi rami della vite. Il santo allora capì che la zona godeva di clima mite, oltre che essere ricca di buon vino, e decise di stabilirvisi “.

Un grazie di cuore per la possibilità che mi date per parlare dell’erbanno, del vino e della valle.

Enrico Togni

Informazioni su Stefano & Giorgio ()
Giorgio Buloncelli & Stefano Ghisletta, “sommeliers per passione” Questo spazio vuole essere soprattutto un blog di approfondimento. La nostra idea è quella di scoprire e valorizzare le zone viticole e i viticoltori in grado di esprimere al massimo le caratteristiche territoriali delle singole zone. Vini ottenuti con tecniche agricole ed enologiche che esaltano l’impronta del vitigno, del territorio e la personalità del produttore, infatti la standardizzazione sta generando vini simili in ogni angolo del pianeta, appiattiti nel carattere e incapaci di sfidare il tempo.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: