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Volnay: Domaine Thierry Glantenay

Fin dal primo contatto il rapporto con Thierry Glantenay è stato molto positivo, grande disponibilità nell’incontrarci, dovendo sistemare la propria agenda, e grande ospitalità. Siamo arrivati a Volnay di sabato nel tardo pomeriggio e per più di tre ore abbiamo discusso e degustato i suoi 2010, 2011 e i recentissimi 2012. Thierry Glantenay nasce come ingegnere chimico ma nel 2000 torna in azienda ad aiutare papà Bernard. Oggi, con Thomas Bouley, Nicolas Rossignol, Thiebault Huber, … fa parte di quel gruppo di giovani produttori che cresciuti all’ombra di Jean-Pierre Charlot e Frédéric Lafarge, assicureranno un roseo futuro a Volnay.Dopo qualche esperienza in Sudafrica, Châteauneuf du Pape (Vieux Telegraphe) e in piccole aziende famigliari alsaziane, rileva nel 2005 dal padre Bernard la gestione di 7 ettari di vigna divisa su 10 denominazioni diverse. Le vigne sono principalmente nei migliori 1ers crus di Volnay (Caillerets, Clos des Chênes, Brouillards e Santenots), Pommard (Suassilles e Rugiens) e Puligny-Montrachet (Folatières).

Anche se non si seguono politiche biologiche l’attensione in questo senso è alta, da anni non si usano diserbanti chimici ed i trattamenti sono ridotti al minimo e applicati solo in caso di estrema necessità come accaduto in Borgogna in queste ultime tre stagioni. “Lutte raisonnée, è un termine che dice tutto e niente allo stesso tempo e che permette un largo ventaglio di soluzioni, quindi dobbiamo solamente fare affidamento sull’onestà e sulla sensibilità del vignaiolo.”

Le vinificazioni sono, come tradizione vuole, semplici e per nulla invasive, l’utilizzo di fusti nuovi per linvecchiamento dei vini è molto giudizioso e non supera il 30% anche per le denominazioni più prestigiose.

VINI & DENOMINAZIONI

Annata 2012

La degustazione di quest’ultima annata è stata eseguita solamente un paio di mesi dopo le raccolte, i vini non hanno ancora terminato tutte le fermentazioni. Un’annata che causa le grandinate estive, lo sviluppo di malattie e le successive selezioni ha costretto i produttori di queste zone a perdere fino al 60% del loro raccolto.

Volnay, pur non avendo svolto la fermentazione malolattica mostra un carattere sostenuto da una bella materia, un’estrazione tannica sottile e una buona lunghezza.

Volnay 1er cru Les Brouillardes dà aromi floreali, una freschezza vegetale e una delicata concentrazione. I tannini sono smussati e accompagnati da un viva tensione e da un’intensa mineralità. In cantina Thierry ha solo 5 pièces al posto delle abituali 16.

Volnay 1er cru Les Santenots sono vigne giovani e precoci (vendemmiato il 22 settembre), offrono un vino solare e potente, tannico e concentrato. Il frutto è maturo e accostato a un’intensa mineralità. Nel 2012 solo 5 botti rispetto alle 12 abituali.

Volnay 1er cru Clos des Chênes è decisamente fruttato, ha intensità e densità, è ricco, sferico e trova una bella profondità.

Pommard 1er cru Les Suassilles è una denominazione poco conosciuta, il suo carattere è decisamente gessoso, fresco, intenso e molto teso. Riflette in suolo che lo genera, un Pommard fine e sostenuto da bella vena acida.

Pommard 1er crus Les Rugiens è speziato (pepe bianco) e tutto da costruire ma lascia intravvedere grandi potenzialità, tensione, lunghezza e complessità.

Che dire di questa annata ? Sicuramente sarà, in generale, molto sottovalutata dalla stampa ma che come al solito rivelerà delle sorprese, basta saper cercare nei posti giusti; Glantenay è uno di questi.

Annata 2011

Un altro assaggio in primeur ma l’anno in più sembra dare sensazioni più precise.

Bourgogne rouge gioca sulla piacevolezza e sull’immediatezza, per nulla banale, si propone per la freschezza del frutto, la vivacità e una piacevole lunghezza.

Volnay è rappresentato da 2 ettari di vigna suddivisi in tre parcelle in area comunale e due in 1er cru (Les Mitans e Les Lurets), quest’ultime conferiscono al vino maggior peso e materia. Il carattere è terroso, il frutto croccante, un vino fresco, delicato nei tannini e ben presente sul finale.

Pommard proviene da una singola vigna di 0.25 ettari in frazione Les Riottes. Intenso nel colore, si presenta austero, solido; gli aromi sono di frutta nera, china, radici selvatiche e terrosi. È intenso, vigoroso, quasi scontroso a questo stadio ma sembra avere una bella personalità da sviluppare.

Volnay 1er cru Les Brouillardes, la proprietà della famiglia Glantenay copre un ettaro di vigna. Gran bel naso intrigante: humus, sottobosco, frutti neri, fumé. La struttura è di grande eleganza, generosa, ricca in tannini ma sottili e smussati. Lungo e salino il finale. Molto buono.

Volnay 1er cru Les Santenots nasce da una parcella di 0.66 ettari posizionata nella parte bassa della collina con ceppi di una trentina d’anni, una zona ricca di sassi che trattengono il calore. Speziato, con una nuance vegetale e con un frutto maturo. L’attacco è morbido, si sviluppa con freschezza su una trama tannica intensa e levigata.

Volnay 1er cru Les Caillerrets è rappresentato da una piccola parcella di 0.20 ettari. Il risultato non lascia indifferenti: mentolato e minerale al naso; levigato, elegante, vibrante, fresco e molto persistente in bocca.

Volnay 1er cru Clos des Chênes rappresenta 0.5 ettari situati nella parte alta della collina, in prossimità di Monthelie. È profumato, si riconoscono aromi di frutta nera ed erbe aromatiche. Gran bel vino, pieno di volume che si sviluppa in profondità, vellutato e fresco. Una meraviglia.

Pommard 1er cru Les Suassilles è uno dei loro territori di maggiore estensione, circa un ettaro di vigna situato nella fascia che scende dalla collina proprio al confine con Beaune. Confermiamo la nostra simpatia per questo vino di territorio: sassoso, vibrante, con una rigida spina dorsale che costituisce la sua struttura, pieno d’energia e molto lungo. Stupendo il finale salino.

Pommard 1er cru Les Rugiens, solo 0.25 ettari di vigna situate nella parte alta della denominazione. Si intravvede un grande potenziale in divenire anche se già oggi si mostra piacevole. Equilibrio, freschezza, grana sottile e persistenza, … Un carattere che darà grandi risultati tra qualche anno.

Annata 2010

I 2010 sono l’ultima annata commercializzata anche se le cantine sono oramai sprovviste. Un millesimo da vignaioli, sottovalutato dai media ma che trova estimatori grazie a quella caratteristica acidità che rende i vini vibranti e meno densi.

Volnay 1er cru Les Santenots si avvantaggia in quest’annata, si propone concentrato ma più fresco e agile che nelle versioni precedenti, una tenuta non modificata benchè la bottiglia sia stata stappata il giorno precedente.

Volnay 1er cru Clos des Chênes si esprime con grande eleganza, ha volume, succo ed equilibrio tra la parte alcolica e quella acida. Ha carattere esprimendo con intensità le singole impressioni. Il finale è persistente, si evidenzia la purezza del frutto e una decisa nota sapida.

Pomard 1er cru Les Rugiens è ancora molto riservato e chiuso anche se si percepiscono le complessità derivanti da un territorio importante. È minerale, decisamente calcareo e sassoso; un vino pieno di energia, spinta e molto sottile nella grana tannica. Il 30% di vendemmie intere apporta dolcezza e un evidente carattere. Le attendiamo con impazienza dopo qualche anno di evoluzione.

Qualche annata precedente

Volnay 1er cru Les Santenots 2009 è un vino solido e generoso. I suoi 14° di volume sono ben distribuiti e integrati da una struttura levigata. Chiude su un’elegante e persistente definizione aromatica.

Volnay 1es cru Clos des Chênes 2007 ha una forma sottile e allungata, pregiato sul piano aromatico, fresco, mentolato e speziato.

Volnay 1er Cru Les Caillerets 2002 fu ancora vinficato da papà Bernard un vino “old style”, diretto, tutto in tensione e caratterizzato da una certa rusticità che ne compone la personalità.

Puligny-Montrachet 1er cru Les Folatières 2010, tocca a l’unico bianco prodotto chiudere la degustazione. Difficile commentalo dopo una larga schiera di rossi. Ci colpisce l’abilità di un produttore “sintonizzato” sul pinot noir nell’interpretare uno dei migliori 1ers crus di Puligny. Un vino cremoso, concentrato ma con grande spinta e profondità. Un vino che fà onore al territorio che lo genera.

Conclusione: Che dire di questa degustazione ? Non moltissime volte siamo stati accettati con tale entusiasmo da parte di un produttore, in particolare ci è piaciuta la possibilità di potere capire l’influsso dell’annata sui vini. Scontato dire che le denominazioni più prestigiose hanno colpito la nostra attenzione, ma il risultato più convincente è venuto dall’omogeneità della gamma completa. Con il passare degli anni Thierry avrà modo di acquisire ulteriore esperienza ma, se il buon giorno si vede dal mattino …

Si sono oramai fatte le 19.00 e la famiglia, gemelline in testa, richiedono la presenza del loro papà, quindi non ci resta che liberarlo dall’inpegno con le Nonsolo…, non prima di averlo ringraziato per l’interessantissimo incontro. Bravo Thierry !

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Informazioni su Stefano & Giorgio (357 Articles)
Giorgio Buloncelli & Stefano Ghisletta, “sommeliers per passione” Questo spazio vuole essere soprattutto un blog di approfondimento. La nostra idea è quella di scoprire e valorizzare le zone viticole e i viticoltori in grado di esprimere al massimo le caratteristiche territoriali delle singole zone. Vini ottenuti con tecniche agricole ed enologiche che esaltano l’impronta del vitigno, del territorio e la personalità del produttore, infatti la standardizzazione sta generando vini simili in ogni angolo del pianeta, appiattiti nel carattere e incapaci di sfidare il tempo.

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