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Meursault: Domaine Antoine Jobard

I bianchi di François e Antoine Jobard sono quanto di più affascinante e complesso si può trovare a Meursault. Vini difficili da interpretare e complicati nella preparazione: come e quanto ossigenarli, la temperatura di servizio, … Quando stappi una loro bottiglia l’attenzione deve essere al massimo, i vini sono camaleontici, si nascondono o si scoprono in continuazione, proponendoci mille sfacettature sia aromatiche che gustative. Sono nervosi e dotati da una rigida colonna vertebrale dettata da un’acidità che rende i vini, specie nei primi anni, sottili, lineari, quasi semplici …  ma che permette loro d’invecchiare con grande nobiltà. Con queste convinzioni ci siamo presentati in azienda, ma soprattutto per capire cosa fosse cambiato dopo il ritiro del taciturno François e sostituito dal figlio Antoine.

Il primo contatto con i loro vini fu nel 2007 durante la nostra visita (leggi le nostre note) un’occasione che ci ha permesso di scoprire la discrezione e la riservatezza di queste persone, un’immagine che si riflette con sincerità nei loro vini.

Antoine Jobard - ® nonsolodivino

Antoine Jobard

LA DEGUSTAZIONE (13 novembre 2012)

BOURGOGNE Blanc raggruppa le uve vendemmiate in Sous la Velle, En la Monatine, En l’Ormeaux e Les Herbeux, parcelle situate nella piana di Meursault nella zona compresa tra l’area comunale e la strada nazionale N74. Bourgogne 2011 sintetizza una bella struttura, freschezza aromatica (note d’infusioni e floreali) e una tesa mineralità. Non il solito Bourgogne …

MEURSAULT ‘Les Tillets’ sono situati nella parte più elevata di Meursault ad un’altezza compresa tra i 300 e i 360 metri, sono zone piuttosto fredde, tardive ed esposte alle correnti. Difficili fare vini di grande struttura in questa zona, in genere il vino prodotto è usato per dare maggiore freschezza alle cuvée comunali, solo i migliori lo vinificano con il nome del lieu-dit. Qui i Jobard sono proprietari di 0.7 ettari suddivisi in 4 vigne. Raccolto a piena maturazione Les Tillets 2011 dà un vino sottile, agile e scattante. Delicato negli aromi di mandorla, agrumi e salini. Una versione originale.

MEURSAULT ‘En La Barre’ è una vigna circondata da mura, tocca l’abitato di Meursault in prossimità della cantina del domaine. È situata nel settore nord quello che conduce, per intenderci, nella zona di Les Santenots. Il terreno è composto da una dura roccia calcarea ricoperta da un sottile strato di terra. En La Barre 2011 è strutturato e ricco, dalla materia equilibrata, sempre vivo e pesistente, chiude su note di agrumi e minerali. Per contro En La Barre 2010 mostra maggior maturità, grassezza e potenza, lo sviluppo del vino ci porta su una bella trama acida tesa in lunghezza. Il finale presenta una delicata sfumatura di torrefazione. Pur essendo un village è un vino complesso che ha sempre molto da offrire, pure nella lunga durata.

Meursault En La Barre - ® nonsolodivino

Meursault En La Barre, circondato dalle mura perimetrali

PULIGNY-MONTRACHET ‘Les Trézin’ è una zona localizzata sopra la frazione di Blagny nella parte più alta di Puligny-Montrachet, una zona che avvicina ai 400 metri di altitudine. Le vigne (0.17 ettari) hanno un’età di circa 60 anni, poggiano sulla roccia e godono di un microclima assai freddo e tardivo. Les Trézin 2011 è teso e slanciato, caratterizzato da grande freschezza, mineralità ed eleganza. Al momento non sembra aver la persistenza dei vini precedentemente degustati.

PULIGNY-MONTRACHET 1ER CRU ‘CHAMP GAIN’ è situato ortre i 300 metri di altitudine in prossimità delle rocce del Mont-Rachet, una zona lavica ricoperta esclusivamente da una decina di centimetri di terra, dove evidentemente lavorare la vigna è molto dispendioso. Benché l’altitudine è rilevante la zona è protetta dalle correnti. Si tratta di una parcella di 0.13 ettari con ceppi ultra quarantenni in produzione nel 2011 per la prima volta con l’etichetta Antoine Jobard. Champ Gain 2011 dà profumi intensi, mentolati e floreali, con un profilo elegante ed equilibrato, è vivo, diritto e lascia la bocca salivare a lungo.

MEURSAULT-BLAGNY 1ER CRU ‘LA PIÈCE SOUS LE BOIS’ toccando i 400 metri è una delle aree viticole più elevate di Meursault, ciò dà un territorio a maturazione tardiva di difficile interpretazione. Chi sa fare vini di grande personalità con queste condizioni, vedi Matrot e Jobard, non può che essere definito un artista. La Pièce sous le Bois 2011 è sempre molto marcato da territorio, si riscontra una forte mineralità, una colonna vertebrale rigida e al momento segnata dall’acidità. È sottile, puro e pieno di vita. Si riscontra un finale acidulo. Sarà solo dopo 5-6 anni di bottiglia che inizierà ad affermare la vera personalità.

MEURSAULT 1ER CRU ‘LE PORUZOT’ è stretto tra La Goutte d’Or (a nord), Les Bouchères (a ovest) e Les Genevrières (a sud), un territorio che sa farsi valere per il proprio carattere. Occupa una fascia collinare argillo-calcarea ben esposta verso est, terreni ciottolosi e ben drenanti. Qui François e Antoine Jobard posseggono una parcella di mezzo ettaro nella parte alta del cru. Pur non essendo trai i crus più conosciuti Le Pouruzot di Jobard è un vino di forte personalità che fa discutere i degustatori, giocando su un ventaglio di complessità molto variato. Le Poruzot 2011 ci constringe a ricercarlo nel bicchiere, mostra un aspetto decisamente minerale e floreale, in bocca è esplosivo e concentrato ma tonico e brillante, documentando grande eleganza ed equilibrio. Le Poruzot 2010 è intrigante e decisamente sassoso, si apre ricco e ampio ma prosegue con grande spinta ed energia. Il finale trova profondità e lunghezza evidenziando la nobiltà e la delicatezza dell’affinamento in legno.

Meursault Les Genevrières 1999 - ® nonsolodivino

La mitica Genevrières di François Jobard

MEURSAULT 1ER CRU ‘LES GENEVRIERES’, il suo nome evoca un arbusto molto diffuso in queste zone, è suddiviso in due frazioni: Genevrières-Dessus e Genevrières-Dessous. La famiglia Jobard possiede circa o.5 ettari con vigne di 55 anni nella parte più bassa di Dessous; una della migliori parcelle del crus. È il vino più rappresentativo, quello che ha contribuito ad elevare la rinomanza dell’azienda, un vino mozzafiato, affilato e cesallato, capace di evolvere ed esaltarsi anche ben oltre un ventennio. Les Genevrières 2011 è speziato, si percepisce la dolcezza del legno, frutti a perfetta maturazione e un fondo minerale. La concentrazione e l’equilibrio sono ben percettibili anche al gusto, la brillantezza e la tensione esaltano la sua grande eleganza. Les Genevrières 2010 dà aromi floreali, gesso, pera; una complessità che si riflette anche al gusto, una struttura matura e densa ma pure con tanta energia e profondità. Un vino di grande purezza.

MEURSAULT 1ER CRU ‘LES CHARMES’ con i suoi 35 ettari in produzione è il 1er cru più esteso del comune, in maniera generale è quello che risponde maggiormente allo stereotipo dei vini di Meursault, grasso e voluminoso. Vista l’estensione e il carattere poco omogeneo dei vini è suddiviso in tre sotto-zone: Dessus, Milieu, Dessous. La proprietà si estende su 0.30 ettari nella parte alta di Dessus, nei pressi di Les Perrières. Les Charmes 2011 è ad alta maturazione anche se un’intensa acidità intercorre a dare equilibrio e tensione; la sua struttura è cremosa ed elegante. Un vino fatto a regola d’arte dove la purezza aromatica prende il sopravento con sfumature mentolate.   

Conclusione: La serietà e le convinzioni non sono certo cambiate con il passaggio da François ad Antoine, tutti i vini godono indipendentemente del livello della denominazione delle stesse attenzioni e metodi di vinificazione, vale a dire lunghe fermentazioni sui lieviti e maturazione in botti nuove per il 15-20 %. Antoine ha pure rilevato dal padre una grande sensibilità e l’abilità d’interpretazione di questi territori, ciò che darà al domaine un roseo futuro.

Informazioni su Stefano & Giorgio ()
Giorgio Buloncelli & Stefano Ghisletta, “sommeliers per passione” Questo spazio vuole essere soprattutto un blog di approfondimento. La nostra idea è quella di scoprire e valorizzare le zone viticole e i viticoltori in grado di esprimere al massimo le caratteristiche territoriali delle singole zone. Vini ottenuti con tecniche agricole ed enologiche che esaltano l’impronta del vitigno, del territorio e la personalità del produttore, infatti la standardizzazione sta generando vini simili in ogni angolo del pianeta, appiattiti nel carattere e incapaci di sfidare il tempo.

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