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I produttori della Côte de Nuits

Bourgogne Tour: I produttori della Côte de Nuits (prima puntata)

Chi legge queste pagine sa della nostra passione per la Borgogna, un’attrazione che ci ha portato in molte cantine più o meno famose ma tutte meritevoli di essere conosciute. Queste pagine non vogliono essere ne una guida ne una classifica, ma solo un tentativo di rivivere quelle emozioni e di proporvi alcuni nomi che fanno grande questa terra. Spesso ci si limita a parlare di aziende che fanno tendenza, dimenticando che sono molte le aziende famigliari che compongono un patrimonio d’inestimabile valore. Nel nostro girovagare per le Côte d’Or abbiamo conosciuto persone con caratteri e obiettivi diversi ma che hanno saputo farci vivere momenti importanti da rivivere con passione. Visto il lungo elenco abbiamo pensato di suddividere in due parti cominciando dai produttori della Côte de Nuits.

Marsannay e Fixin

Philippe Naddef

Philippe Naddef

Il nostro tour parte da Marsannay e Fixin, comuni spesso sottovalutati ma che danno uno dei migliori rapporti qualità prezzo della Côte d’Or, sono situati a qualche chilometro a nord di Gevrey-Chambertin. Marsannay è privo di una denominazione 1er cru per questo si sta lavorando alacremente per presentare una documentazione completa dei migliori territori che potrebbero essere promossi. Clos du Roi, Champ Salomon, Les Longeroies, … sono vigne che eccellono con i vini di Cyril Audoin (Domaine Charles Audoin), Bruno Clair e Pierre e Martin Bart. Bruno Clair e i Bart hanno legami di parentela e lavorano per lo più gli stessi cru, ottimi Marsannay e straordinari Bonnes-Mares e Chambertin-Clos de Bèze. A Fixin conosciamo molto bene Anne-Marie e Philippe Naddef, un’azienda che può fungere da trait d’union con Gevrey-Chambertin. Infatti le loro migliori vigne, Les Champeaux, Les Cazetiers e Mazis-Chambertin, sono situate nel territorio di questo comune.

Gevrey-Chambertin

Gérard Harmand

Gérard Harmand

Gevrey-Chambertin è sicuramente uno dei comuni borgognoni più reputati, vuoi per la presenza di una vasta area Grands Crus, 1ers crus di grande spessore e aziende che stanno scrivendo la storia. A Gevrey regna il pinot noir, gli interpreti sono tanti e vanno da aziende super reputate a giovani di grande talento. Tra le cantine più conosciute c’è sicuramente quella di Armand Rousseau, ma puntare esclusivamente su quest’azienda sarebbe irriverente verso persone di assoluta capacità. Qualche nome ? primo tra tutti Claude Dugat, un grande interprete con una sensibilità che mette in risalto la purezza e le complessità del pinot “old style”. Abbiamo grande rispetto per le scelte di Gérard Harmand (Domaine Harmand-Geoffroy) un entusiasmo che viene dall’originalità dei suoi Gevrey dove ogni vigna sa specchiarsi nel vino. Le aziende Trapet e Rossignol-Trapet hanno molto in comune, infatti Jean-Louis Trapet e i cugini Nicolas e David Rossignol si dividono quello che in origine era il patrimonio viticolo della famiglia Trapet con vigne nelle denominazioni di Chambertin, Latricières-Chambertin e altri 1er cru di forte carattere. Le loro convinzioni sono profonde e riservate alla difesa del territorio, i vini sono complessi, pieni di energia e vitalità. Da non perdere di vista il lavoro di Pierre Boillot (Domaine Lucien Boillot) e Jérôme Galleyrand. A Gevrey-Chambertin si stanno mettendo in luce giovani di grande talento che hanno rilevato le vigne dai genitori e che pian piano stanno scalando le gerarchie comunali, è il caso di Fabien Livera (Domaine des Tilleuls), Arnaud Mortet (Domaine Denis Mortet), Alexis Guillon (Domaine Guillon & Fils), René Bouvier (molto ben attrezzato anche su Marsannay), …

Morey-Saint Denis

Alain Jeanniard

Alain Jeanniard

Tutta la fascia di media collina di Morey-Saint Denis, circa 33 ettari di vigna, è occupata da denominazioni Grand Cru. Da nord a sud si sviluppano in successione Clos de la Roche, Clos Saint Denis, Clos des Lambrays, Clos de Tart e una piccola parte di Bonnes Mares, nonostante ciò il comune è sottovalutato. Alcuni di questi Grand Cru sono molto frazionati mentre altri sono monopoli di una singola azienda. Clos des Lambrays è considerato uno di questi perché la quasi totalità delle sue vigne sono di proprietà dell’omonimo domaine, anche se per la precisione una micro vigna è di proprietà di Domaine Taupenot-Merme. Domaine des Lambrays è diretto con grande esperienza da Thierry Brouin capace di darci un vino di grande qualità ed eleganza. Poco lontano da qui opera Alain Jeanniard un bravissimo produttore che benché non disponga di territori di assoluta personalità riesce sempre ad ottenere il meglio, confermando grande serietà. Non vediamo l’ora di vederlo all’opera con dei Grands Crus. Molto interessante la gamma di Jean-Louis e Didier Amiot (Domaine Pierre Amiot) garantita da una bella selezione di vigne 1ers crus e di una pregiata parcella in Clos de la Roche e Clos Saint Denis. Jérôme Castagnier è un giovane che via via si sta sempre più affermando, aveva iniziato riprendendo i 5 ettari di famiglia con vigne in Clos de Vougeot, Bonnes-Mares, Clos de La Roche, Clos Saint Denis, Chambertin-Clos de Bèze … Con il passare del tempo la linea di produzione si è spinta verso i bianchi, in particolare nel territorio di Puligny-Montrachet. Un giovane da seguire attentamente. Interessante anche la produzione Kellen Lignier (Domaine Lucille & Auguste Lignier). Originaria di Albuquerque, nello stato del New Mexico, giunse in Borgogna per sposare Romain Lignier, figlio di Hubert Ligner. La malattia e la successiva scomparsa del marito la costringe dal 2006 a fondare una propria attività famigliare titolata ai figli Lucille & Auguste. Con il tempo compone una bella serie di vigne tra cui spicca una pregiata parcella in Clos de La Roche, i vini mostrano dolcezza e una bella precisione aromatica.

Chambolle-Musigny

Gislaine Barthod

Ghislaine Barthod

Chambolle-Musigny come tutti sanno è associato alla finezza e all’eleganza dei vini qui prodotti. I mostri sacri sono Christophe Roumier (Domaine Georges Roumier) e l’esigente Jacques Frederic Mugnier (Château de Chambolle-Musigny) ma è riduttivo limitarsi a loro. Ghislaine Barthod è un nome da non tralasciare, i suoi Cras, Fuées, Combottes, Beaux Bruns, Châtelots, Baudes, Véroilles e Charmes rappresentano un’ampia gamma di 1ers crus di grande qualità. Eccellono per la classicità e per la capacità di differenziarsi tra loro. Anche Christian Amiot (Domaine Amiot-Servelle) vanta una bella lista di Chambolle-Musigny 1ers crus tra cui spiccano le vigne in Derrière La Grange e Les Amoureuses. Il nostro desiderio d’incontrare il giovane Nicolas Groffier (Domaine Robert Groffier) finora non si è ancora avverato, ma mai disperare ! Anche se ha sede a Morey-Saint Denis gran parte delle vigne dei Groffier si sviluppano su Chambolle, i vini fin qui degustati hanno espresso grande regolarità ed eccellente qualità. Chambertin-Clos de Bèze, Bonnes-Mares, Les Amoureuses, Les Hauts Doix e Les Sentiers sono vini che nelle loro diversità hanno uno stile ricco, severo e armonioso, dove spicca una struttura tannica di grandissima finezza e di perfetta estrazione. Ritenteremo anche la prossima volta a contattarlo.

Vougeot

Château de La Tour

Château de La Tour

L’elenco dei produttori di Vougeot è cortissimo, questo è dovuto all’estensione e alla frammentazione di Clos de Vougeot vigne di proprietà di aziende con sede in altri comuni. Château de La Tour dista poche centinaia di metri dallo storico maniero cistercense, di proprietà di François Labet, comprende 5,5 ettari divisi in varie parcelle che costituiscono la maggiore estensione privata. Labet è inoltre l’unico produttore a vinificarne le uve e imbottigliare i vini all’interno delle mura di cinta. Il 15% di queste terre sono costituite da vigne centenarie lavorate con rendimenti naturali estremamente bassi, da queste viene elaborata una Cuvée Vieilles Vignes, considerata una delle massime versioni. Bertagna non è un nome molto frequente, riveste però grande importanza nella nostra crescita e nella nostra passione per la Borgogna fu infatti la prima cantina da noi visitata. Oltre a Chambertin, Clos de La Roche, Clos de Vougeot e qualche altro bel territorio, l’azienda produce qualche Vougeot 1er cru come Les Cras rouge, Les Petits Vougeot, Clos de La Perrière (monopolio) e un raro bianco su Les Cras.

Vosne-Romanée

Louis-Michel Liger-Belair

Louis-Michel Liger-Belair

Da Vosne-Romanée furono lanciate, negli anni ’50-’60, le idee rivoluzionarie di Henri Jayer, poi seguite da un gruppo di vignerons oramai attorno quarantina, gente che ha mantenuto il comune all’attenzione degli appassionati. Il nostro primo incontro fu con Anne Gros, fu un colpo di fortuna potere degustare in una sola occasione Richebourg, Clos Vougeot Grand Maupertui e Echézeaux 2007, 2006 e 2005. Da Louis-Michel Liger-Belair (Comte Liger-Belair) ti immergi nella tradizione borgognona in un abiente aristocratico e nobiliare. Luis-Michel all’inizio del 2000 ricompone i cocci di quello che all’inizio del 20° secolo era forse uno dei più estesi (60 ettari) e ricchi patrimoni viticoli della Borgona e che comprendeva in monopolio anche La Tâche e La Grande Rue. Ripartendo dalle idee di Henri Jayer la sua filosofia fa fondamento sull’espressione di ogni singola vigna, concetto perfettamente rilevabile assaggiando i suoi vini. La gamma eccelle degustando La Romanée che confinando con La Romanée-Conti rappresenta la più piccola denominazione francese. Etienne Grivot (Domaine Jean Grivot) è un personaggio mediatico di quelli che fanno la felicità in particolare degl’anglosassoni, le sue vigne si dividono tra Vosne-Romanée (Les Beaux Monts, Les Suchots, Les Chaumes, Aux Brûlées e Aux Reignots) e Nuits-Saint Georges (Les Pruliers, Aux Boudots, Aux Lavières e Roncières). Nella gamma dei vini spiccano le espressioni di Echézeaux, Clos de Vougeot e Richebourg. A noi piace scoprire o trovare conferme su produttori emergenti, Cécile Tremblay è uno di questi indirizzi. “… solo il tempo ci dirà se è vera gloria, ma le premesse ci sono tutte” fu il commento di Giancarlo Marino, l’incontro con Cécile ha confermato tutto quanto di buono si diceva su di lei. Echézeaux, Chapelle-Chambertin, Vosne-Romanee Beaux Monts e Rouge du Dessous, Chambolle-Musigny Feusselottes … sono vini uniti da un’espressione aromatica elegante e da una struttura tannica di fine tessitura.

Nuits-Saint Georges

Thibault Liger-Belair

Thibault Liger-Belair

Nuits-Saint Georges è il più grosso centro viticolo della Côte de Nuits gran parte dei vini qui commercializzati derivano da grosse aziende commerciali o cooperative, quindi non c’è molto spazio per le nostre ricerche. Qualche nome di spessore ci sentiamo comunque di suggerirlo, Thibault Liger-Belair è un grosso personaggio non solo per l’imponente stazza ma in particolare per la capacità di esprimere l’impronta territoriale nei suoi vini. Il rapporto con il cugino Louis-Michel Liger-Belair è stretto sia come filosofia che metodi colturali. Anche la loro storia li lega, infatti nel 2001 riprende una parte di vigne famigliari in precedenza di proprietà del Conte Liger-Belair. Qualche ettaro nelle Hautes-Côte de Nuits, a Vosne-Romanée, Nuits-St. Georges (Le Saint Georges), Corton, Clos de Vougeot e Richebourg. Il talento di Hervé Murat è confermato dal risultato delle ultime annate. È dotato di belle vigne, il cuore dell’azienda è rappresentato dalle vigne di famiglia situate nelle Hautes-Côtes de Nuits a cui si sono aggiunte parcelle comunali in affitto nei territori di Marsannay, Morey-Saint Denis, Chambolle-Musigny, Vosne-Romanée, Nuits-Saint Georges e Beaune per una superficie totale che si avvicina ai 4 ettari. Non dimenticate il suo nome !

To be continued

Informazioni su Stefano & Giorgio (357 Articles)
Giorgio Buloncelli & Stefano Ghisletta, “sommeliers per passione” Questo spazio vuole essere soprattutto un blog di approfondimento. La nostra idea è quella di scoprire e valorizzare le zone viticole e i viticoltori in grado di esprimere al massimo le caratteristiche territoriali delle singole zone. Vini ottenuti con tecniche agricole ed enologiche che esaltano l’impronta del vitigno, del territorio e la personalità del produttore, infatti la standardizzazione sta generando vini simili in ogni angolo del pianeta, appiattiti nel carattere e incapaci di sfidare il tempo.

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