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Ticino: approfondimento sull’annata 2005

Degustazioni con i produttori ticinesi: approfondimento sull’annata 2005

Risultato interessantissimo quello scaturito dall’approfondimento dell’annata 2005 in Ticino, una vendemmia allora non considerata, dai produttori presenti, di particolare qualità. Una stagione all’apparenza normale ma con condizioni climatiche che hanno evitato stress vegetativi permettendo così una lenta maturazione delle uve, con acini che hanno raggiunto un equilibrato rapporto tra zuccheri e acidi e una buona quantità di produzione.

LA DEGUSTAZIONE

La degustazione aveva lo scopo di approfondire il carattere della vendemmia 2005 testando alla cieca anche altri vitigni oltre il merlot.

Bottiglie nr. 1, 2, 3 e 4 : La prima serie degustata era costituita da quattro etichette considerate di “base” dai loro produttori. Arcada (merlot), Bondola del Nonu Mario (bondola), Parravicini Rosso (merlot) e Scintilla (merlot) hanno saputo affermare, chi più chi meno, ancora una bella presenza. In particolare ci ha soddisfatto la finezza e la buona persistenza dell’Arcada, la fragranza e la rusticità della Bondola e il discreto equilibrio del Scintilla. Oramai al limite e di semplice struttura il Parravicini. Degustare dopo otto anni questa tipologia di vini, in genere consumati nell’arco di un paio di anni, scopre il vero lato dell’annata.

Bottiglia nr. 5 : Il colore è ancora vivo, un granato luminoso e di buona intensità. Si propone con un bel profilo aromatico che necessita tempo ed ossigeno prima di  aprirsi, un’evoluzione che avanza lentamente ed evidenzia una fine complessità. Un vino succoso e fresco con tannini sottili e maturi. Chiude con grande eleganza e un ventaglio di sfumature speziate. Siamo alle soglie dell’eccellenza.

Il vino : RONCO DEI CILIEGI (merlot e 5% di cabernet sauvignon) – Azienda Mondò a Sementina. Fu il vino che aveva stupito nel novembre 2007 gli amici borgognoni al primo contatto con i vini ticinesi. Anche questo assaggio suscita attenzione.

Bottiglia nr. 6 : Che delusione ! Surmaturo, tendente all’ossidato e squilibrato. I produttori avranno pensato, mamma mia, sarà il mio ? Tranquilli, non è un vino ticinese, si trattava di una bottiglia pirata.

Il vino : CHÂTEAU LE MONGE – Médoc (merlot, cabernet sauvignon e cabernet franc).

Bottiglia nr. 8 : Nel bicchiere mostra un bel colore intenso, senza segni di avanzata evoluzione. Dà una sensazione fruttata succosa e una maturità equilibrata, si associano note fumé e di torrefazione. Un vino che al gusto prende volume, sostenuto da una struttura tannica importante e da un’acidità che modella la forma. Gioca sull’eleganza e una fine definizione aromatica. Ottimo

Il vino : LA TUR (merlot 70% e cabernet sauvignon) – Azienda Pizzorin a Sementina.

Bottiglia nr. 8 : Questo assaggio fa discutere, ci si chiede circa un’evoluzione futura. Un vino carnoso e di grande materia, ma ci si scontra contro un’irruente carica tannica che impedisce di guardare oltre e che ci preclude di apprezzarne il finale. Una fase di naturale evoluzione ? Una bottiglia sfortunata ?

Il vino : SASSI GROSSI (merlot) – Azienda Feliciano Gialdi a Mendrisio. Scoperta l’etichetta rimaniamo perplessi di questa dimostrazione anche perché conoscendolo bene e avendolo degustato altre volte di recente, i ricordi sono ben altri (leggi l’ultima degustazione). Comunque, un vino che non lascia mai indifferenti e senza parole.

Bottiglia nr. 9 : Offre un colore intenso. Al primo naso emerge una fase riduttiva con odori terrosi, fumé e di torrefazione. Il tempo e l’ossigenazione aiutano a ripulire il bicchiere rimarcando una maggiore qualità olfattiva. Gli aromi in primo piano sono minerali, di frutta nera e speziati. È completo, sfrutta un bell’equilibrio tra massa e acidità, i tannini sono intensi e ben fusi tra loro. Un vino con una splendida personalità e un’alto potenziale evolutivo.

Il vino : BIASCA RISERVA (merlot) – Azienda Fratelli Meroni a Biasca.

Bottiglia nr. 10 : Ci incanta e ci ammalia, ha una struttura muscolosa ma anche tanta forza, energia e dinamismo. È succoso, con una presenza tannica compatta che non manca di far sentire una sensazione astringente ben sostenuta e di ottima qualità estrattiva. Un vino che garantisce la necessaria freschezza e lascia una lunga scia minerale.

Il vino : IRTO (arinarnoa 30 %, cabernet sauvignon 30 %, petit verdot 20 %, merlot 10 %, cabernet franc 7 %, malbec 3 %) – Cantina Barbengo di Anna Barbara von dee Crone e Paolo Visini a Barbengo.

Bottiglia nr. 11 : Un vino con complessi profumi, una precisa ed elegante definizione aromatica. L’attacco gustativo è strutturato, voluminoso e morbido, poggia su un tannino fitto. Il suo sviluppo è intenso, evidenzia un frutto maturo e un’acidità che fatica un po’ a sostenere tanta materia. Il finale manca così un po’ di brillantezza togliendo un po’ di espressività.

Il vino : TRENTASEI (merlot) – Azienda Feliciano Gialdi a Mendrisio. Dobbiamo pur ammettere di averlo apprezzato meglio in altre occasioni.

Bottiglia nr. 12 : Alla prima impressione “un vino bordolese”. Al naso non ci seduce per qualità aromatica, sono ben evidenti note eteree che tolgono piacevolezza. Offre una bocca massiccia, molto ricca e carnosa. La struttura tannica è intensa, una sensazione di astringenza elegante  e sottile. La potenza (forse esagerata) dell’attacco toglie un po’ di equilibrio all’espressione finale del vino mancando pure un po’ di freschezza. I ritorni sono di cassis, liquirizia e fumé. Un vino di stile moderno.

Il vino : VINATTIERI (merlot) – Azienda Vinattieri Ticinesi a Ligornetto.

Bottiglia 13 : Colpisce trovare un vino ticinese che dopo otto anni si esprime così con tanta freschezza e finezza aromatica. Aromi di frutta di giusta maturazione, note floreali, di torrefazione e speziati, sensazioni che vanno a favore di un buon invecchiamento. La viva freschezza data dall’acidità sostiene anche la fase gustativa e rimarca tutta l’eleganza del vino. La struttura è equilibrata, la sua grana è sottile ed elegante, tutti fattori che ci offrono una bottiglia di grande piacevolezza e bevibilità. Complimenti !

Il vino : SCALA (merlot 80%, cabernet sauvignon e petit verdot) – Cantina Barbengo di Anna Barbara von dee Crone e Paolo Visini a Barbengo.

Bottiglia nr. 14 : Forse il vino meno in palla, il meno espressivo sia al naso che in bocca. La sensazione è che ci sia poca struttura ed un’emergente sensazione astringente non ben integrata, anche il finale non suscita particolari sensazioni, debole sul profilo aromatico e sulla lunghezza. Solo problemi di bottiglia ?

Il vino : RISERVA ERNESTO (merlot 75%, cabernet sauvignon) – Tenuta Bally von Teufenstein a Vezia.

Bottiglia nr. 15 : Non al meglio sul piano olfattivo, terroso e con notte erbacee. La struttura è data da una bella materia, un buon equilibrio e da una fine texture tannica. Evolve con eleganza e con una buona persistenza.

Il vino : VINDALA (merlot) – Cantina Settemaggio a Monte Carasso. Non avevamo più degustato questo vino da quella famosa sera a Meursault e francamente l’abbiamo trovato molto migliorato, più sulla finezza e meno sulla potenza e la densità.

Bottiglia nr. 16 : L’ultimo assaggio è dedicato ad un vino di spessore, ancora trattenuto e riservato, si sente che sotto c’è tanta roba ancora inespressa. Lo si interpreta ancora in fase giovanile, ricco di esuberanza e in atteso di raggiungere il migliore equilibrio. Ha vigore, forza tannica, acidità e mineralità per non parlare della lunga persistenza gustativa. Intrigante.

Il vino : RAMPÈDA (merlot) – Azienda Fratelli Meroni a Biasca.

Conclusione : Le degustazioni dei vini di questa annata, fatte in questi anni, hanno confermato un’evidente capacità d’invecchiamento. Vini che hanno evidenziato una forte componente riduttiva e che hanno subito un “letargo” durato anni. Anche quest’incontro ha confermato questo tipo di carattere, con vini che lentamente stanno raggiungendo un buon equilibrio e che cominciano solo ora ad evolvere una complessa espressione. Un grande complimento ai produttori che sanno farci vivere queste sensazioni.

Informazioni su Stefano & Giorgio (357 Articles)
Giorgio Buloncelli & Stefano Ghisletta, “sommeliers per passione” Questo spazio vuole essere soprattutto un blog di approfondimento. La nostra idea è quella di scoprire e valorizzare le zone viticole e i viticoltori in grado di esprimere al massimo le caratteristiche territoriali delle singole zone. Vini ottenuti con tecniche agricole ed enologiche che esaltano l’impronta del vitigno, del territorio e la personalità del produttore, infatti la standardizzazione sta generando vini simili in ogni angolo del pianeta, appiattiti nel carattere e incapaci di sfidare il tempo.

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