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Ferdinando Principiano, non solo Boscareto …

In questi ultimi anni Ferdinando Principiano si è distinto in particolare per in suo Boscareto e per la coraggiosa inversione di marcia, una trasformazione radicale che lo ha portato ad avvicinarsi ai metodi “naturali”. Pratiche che hanno esaltato la personalità delle vigne di Ravera e Boscareto, cru di Barolo. È però riduttivo limitarsi a questi territori mancando di rispetto ad altre vigne, probabilmente meno reputate ma che sanno difendersi alla grande. Vigne che hanno saputo avvantaggiarsi dal “savoir faire” di Ferdinando.

Questi vini danno origine ad una gamma commerciale rappresentata da vitigni di marca piemontese, dolcetto, barbera, freisa e nebbiolo da queste parti rappresentano la tradizione. L’estendersi delle vigne nella zona dell’Alta Langa ha permesso con ultime vendemmie la produzione di uno spumante metodo classico prodotto, per ora, da uve barbera ! Il progetto Alta Langa è solo agli inizi e necessita di ulteriori impulsi per questo motivo si stanno allestendo nuovi impianti a Serravalle Langhe dove saranno coltivati chardonnay e pinot noir.

Foto ® NonSoloDiVino

I nuovi impianti di chardonnay e pinot noir destinati alla denominazione Alta Langa (spumante)

Anche alla linea “base” Ferdinando dedica grandi attenzioni, le loro fermentazioni sono attivate da lieviti indigeni con una leggera aggiunga di anidride solforosa esclusivamente al momento dell’imbottigliamento. Fermentazioni e affinamento avviene in tank di acciaio. Una linea di vitale importanza per l’azienda.

DEGUSTAZIONE DEI “VINI BASE” 2012 DAI TINI IN ACCIAIO

Dolcetto d’Alba St. Anna matura a 400 metri d’altitudine. Proviene da due ettari di vigne con ceppi di oltre 40 anni situati in località Sant’Anna e San Martino a Monforte d’Alba. Un vino sincero con una buona maturazione di base, tannini di bella presenza, anche se al momento leggermente invasivi. Decisamente floreale sul piano aromatico. 15’000 le bottiglie prodotte.

Barbera d’Alba Laura è coltivata il località Boscareto a Serralunga ad altezze piuttosto elevate (300 metri). Un vino pieno di energia e tensione, dove la sensazione calorica caratteristica di molte Barbere non è per nulla percepita sviluppandosi con slancio. Ritorna sul frutto nel finale di bocca, alternando una piacevole sensazione astringente e sapida. 10’000 le bottiglie prodotte.

Langhe Freisa Chila nasce dalle alte terre di Monforte d’Alba, i 500 metri della frazione Montagliato. Si dice che la freisa stia alle origini del nebbiolo. Dà un vino rustico e contadino. Piace per la sua sincerità, piace per la sua irruenza tannica, piace per le note fragranti. Sono prodotte 3’000 bottiglie.

Langhe Nebbiolo Le Coste è vendemmiato nell’omonima frazione a Monforte e nella parte più bassa del Boscareto. Fine nella fase aromatica con sentori di piccoli frutti, frutta rossa, viola, pepe bianco. In bocca risulta succoso, sempre ben rinfrescato poggia su tannini fitti e un buon equilibrio. 10’000 bottiglie annue.

In modo generale è una serie di vini fatta in modo chiaro e semplice, con l’idea di dare piacere al consumatore, ma attenzione sono vini di buone complessità e per nulla banali.

SERRALUNGA, RAVERA E BOSCARETO, DEGUSTAZIONE DALLE BOTTI 

Di Serralunga, Ravera e Boscareto vi abbiamo già svelato quasi tutto, sono vini che, anno dopo anno, guadagnano in personalità grazie alla maggiore esperienza, alla sensibilità e all’impegno di Ferdinando. Avendo di recente degustato le ultime annate già imbottigliate ci preme degustare dalle botti i vini che daranno corpo ai Baroli futuri.

Foto ® NonSoloDiVino

Le barriques …, ops sorry, i grandi tini usati da Ferdinando per far maturare i Baroli

Nebbiolo di Serralunga 2010 ha un’aspetto croccante, è vivacizzato da una bella acidità e regolato da giusto equilibrio. I tannini sono sottilissimi, il finale è intenso e gessoso. Ha una gran bella prospettiva e riassume alla perfezione quanto Ferdinando desidera da questo vino e cioè, grande piacere e bevibilità anche nei primi anni, un’aspetto che sfata la rigidità del Barolo.

Nebbiolo di Ravera 2010 conferma il carattere del vino prodotto da questa vigna: speziato, di grande eleganza, con tannini vellutati che accarezzano il palato. Un vino già piacevolmente equilibrato e con una bella lunghezza.

Foto ® NonSoloDiVino

Le lunghe macerazioni su bucce e raspi 

Nebbiolo di Boscareto 2009 evidenzia la ricchezza della materia, la dolcezza del frutto, con profumi balsamici, agrumati e speziati. L’attacco gustativo conferma il volume e l’ampiezza, lottando trova però lunghezza, intensità e brillantezza. La scelta fu di diraspare solo il 50% delle uve.

Nebbiolo di Boscareto 2010 non fu diraspato ciò che conferisce al vino maggiori complessità. Degustandolo si evidenzia una nobile riduzione che sta proteggendo il vino dall’ossidazione. Qualche minuto nel bicchiere bastano per far emergere una nitida nota floreale e aromi di frutta rossa. All’attacco gustativo si percepisce la maturità, ma lo sviluppo non lascia dubbi sulle sue caratteristiche, un vino pieno di forza e dinamismo. Il finale lascia in bocca una lunghissima scia di freschezza e note sapide.

Nebbiolo di Boscareto 2011 è speziato, con ricordi di erbe medicinali, un frutto maturo e sfumature minerali. Ne siamo sicuri potrà sviluppare grandi complessità, poggia su una struttura vellutata, di grande energia e su un lunghissimo finale di carattere minerale. Tempo al tempo, ma la profondità e l’eleganza è da “super star”. Come il 2010 le gli acini non furono diraspati.

Sembra che questa (annate 2010 e 2011) sia oramai la formula vincente del Boscareto dove, applicazione in vigna e scelte ben precise in cantina (vendemmie intere e pigiatura con i piedi) sanno dare quel tocco in più rispetto alle annate precedenti, conferendo al vino grande armonia, eleganza e dinamismo. Bravo Ferdinando !

Informazioni su Stefano & Giorgio (357 Articles)
Giorgio Buloncelli & Stefano Ghisletta, “sommeliers per passione” Questo spazio vuole essere soprattutto un blog di approfondimento. La nostra idea è quella di scoprire e valorizzare le zone viticole e i viticoltori in grado di esprimere al massimo le caratteristiche territoriali delle singole zone. Vini ottenuti con tecniche agricole ed enologiche che esaltano l’impronta del vitigno, del territorio e la personalità del produttore, infatti la standardizzazione sta generando vini simili in ogni angolo del pianeta, appiattiti nel carattere e incapaci di sfidare il tempo.

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