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Thierry Constantin ospite di NonSoloDiVino

Le bottiglie

Thierry Constantin ospite di NonSoloDiVino

Abbiamo conosciuto personalmente Thierry Constantin l’anno scorso a Zurigo in occasione della grande manifestazione Mémoire & Friends, dove erano presenti i migliori produttori elvetici provenienti da ogni regione viticola. In quell’0ccasione degustando alcuni dei suoi vini, ci ha colpito la precisione aromatica, la nobile rappresentatività del vitigno dal quale provengono, l’eleganza e la riuscita espressività del territorio. Questi sono tra i motivi che ci hanno spinti ad ospitare Thierry Constantin, approfondendo maggiore conoscenza verso la persona e i suoi vini. Facile coinvolgerlo nell’organizzazione di questa serata anche perché affezionato al nostro Canton Ticino dove spesso passa goliardici week-end con amici del Locarnese. Thierry coltiva la passione per la viticoltura succedendo al padre nella gestione dell’azienda nella metà degli anni ’90. Ben presto sviluppa la convinzione di poter creare un proprio”stile” riconoscibile in ogni suo vino. Uno stile capace di evidenziare la freschezza, la mineralità e la nitidezza dei profumi. Questa idea si evince anche dalle etichette dove viene in particolare evidenziato il lavoro dell’uomo e la sua capacità di garantire l’originalità dei vini.

Immagini dall’azienda 

L’azienda ha dimensioni famigliari, 5.5 ettari di vigne situate sui terrazzamenti collinari che seguono il corso del Rodano nei comuni di Sion e Vetroz. Come vuole la tradizione vallesana il vigneto è molto frazionato e occupato da più di una decina di varietà. Qui Chasselas, Viognier, Sauvignon blanc, Petite Arvine, Savagnin, Amigne, Silvaner, Gamay, Pinot noir, Humagne rouge, Cornalin, Syrah, … trovano condizioni ottimali. È privilegiata la cura della vigna, l’attenzione su ogni dettaglio, in particolare sulla scelta del periodo di raccolta. Aspetti che permettono di portare in cantina acini di grande qualità e che danno modo a Thierry di realizzare le proprie aspirazioni. I suoli della Valle del Rodano hanno un carattere tale da permettere alle radici di spingersi in profondità per trovare i minerali e l’acqua necessaria al raggiungimento del giusto equilibrio di maturazione. Ogni operazione è manuale anche perché la conformazione del territorio non permette altre scelte.

LA DEGUSTAZIONE

I bianchi di Thierry Constantin

  • In Vallese lo Chasselas è notoriamente l’uva più diffusa e dà origine al Fendant notoriamente conosciuto come vino da aperitivo. Fu introdotto verso la metà del 1800 ed è coltivato in tutto il cantone dove rappresenta il 30% della superficie totale. È soprattutto sulle colline attorno Sion, Sierre, Chamoson e Fully che alcuni produttori sanno caratterizzare questo vino.

Sion Chasselas / Fendant 2012 – Area di produzione: Sion, frazione “Les Maladères”

Spesso da noi quando parli di Fendant la gente arriccia il naso, pensando soprattutto quelle versioni grossolane e senza alcun interesse. Quella di Thierry Constantin invece riconcilia con il buon bere. Immediata la freschezza olfattiva con note floreali e minerali in evidenza. I bassi rendimenti e la seria lavorazione danno un vino di buona grassezza, equilibrio e vivacità. Buona la persistenza, con note sapide e di mandorla nel finale. Dopo alcune ore dall’assaggio ritorniamo sul vino, ci sorprende la sua tenuta, sempre molto fine al naso e teso in bocca. Risulta un vino per nulla banale e che sa distinguersi.

  • Le origini del Viogner risalgono alla parte settentrionale della Valle del Rodano in particolare con le terre di Condrieu. In Vallese è poco diffuso ma considerata la similitudine con la zona transalpina si presta a buoni risultati.

Viognier 2011 – Area di produzione: Vétroz, frazione “Plan des vignes” e Pont de la Morge, frazione “Les Maladaires”

Un vino con una componente aromatica importante ed intensa, i profumi sono limpidi ed evidenziano l’albicocca, la pesca, il miele e le erbe aromatiche. L’attacco è secco e grasso, un volume che trova sfogo con una bella freschezza. La persistenza e lunga, di fine qualità e molto saporita.

  • Del Sauvignon blanc in Vallese ? certo. Questo vitigno si addice alle vigne situate sulla sponda sinistra del Rodano. Sono terreni considerati meno vocati, rispetto al lato opposto del fiume, ma con condizioni climatiche più fresche che preservano la finezza del Sauvignon.

“Beauregard” Blanc Sauvignon 2011 – Area di produzione: Sion, frazione “Beauregard”

Sentire dal produttore che le fermentazioni e l’invecchiamento di questo vino semi-aromatico si sono svolte in barrique totalmente nuove ci lascia un po’ perplessi. Invece questo effetto si percepisce solo in modo molto delicato e per nulla invasivo. I profumi risultano meno esuberanti e stucchevoli del solito, avvolti da una grande freschezza e da una vena minerale. Si succedono sfumature di salvia, foglia di cassis, agrumi, … La bocca mostra tensione e una forma slanciata, una sensazione rinfrescante che inonda il palato. L’aumento della temperatura mostra pure una struttura più generosa e avvolgente. Chiude con note di lime e un retrogusto amarognolo, leggermente tostato e sapido. Un vino più di territorio che varietale. È prodotto regolarmente ogni anno a partire dal 2008 ed è ottenuto con il primo mosto delle uve della frazione Beauregard.

Sauvignon Blanc 2008 – Area di produzione: Sion, frazione “Beauregard”

Questa versione è vinificata esclusivamente un acciaio e invecchiata qualche mese in bottiglia. Un assaggio più che altro didattico ma che ha rilevato un’insospettata capacità di invecchiare. Al naso quello che si pensava come ad un’evoluzione ha finito per dimostrarsi una riduzione, in effetti il vino ha continuato a regalarci sfaccettature in continuo progresso. Incisivo e pieno di vita presenta una buona concentrazione e una piacevolmente sensazione d’asprezza.

  • La Petite Arvine è considerata un vitigno tipicamente vallesano, anche se è conosciuto nella vicina Valle d’Aosta. Prodotto in tutto il cantone, ha saputo ritagliassi una spazio importate in questi ultimi anni anche in campo internazionale. Un vitigno versatile capace di produrre da profumati vini secchi a complesse e persistenti selezioni Grain Noble ConfidenCiel.

Petite Arvine 2011 – Area di produzione: Vétroz, frazione “Raffort” e Sion frazione “Corbassière”

Al naso è puro, profumato e fresco, più floreale che fruttato. Si lancia su sfumature di glicine, fiori d’arancio, pompelmo e piacevoli note esotiche. La bocca è secca , morbida, perfettamente tenuta in equilibrio da una viva acidità che dà tensione e lunghezza al vino. Il finale è espressivo e di alta qualità aromatica, quasi salato e con ritorni floreali. Una splendida espressione.

  • Païen o Heida, trae origine dal Savagnin, la varietà che nel Jura francese dà il carattere agli straordinari “Vins Jaunes e Vins de Pailles”. In Vallese è conosciuto sotto la denominazione Païen o con il termine dialettale Heida. Dapprima coltivato esclusivamente negli alti vigneti di Visperterminen, nel Vallese di lingua tedesca, oggi è lavorato anche in quello francofono dove la sua qualità e la sua originalità è pienamente rispettata.

Païen 2011 (magnum) – Area di produzione: Sion, frazioni “Molignon” e “Beauregard”

Vinificato in barrique 100% nuove evidenzia un’operazione perfettamente riuscita e ben integrata. Il vino ci regala complesse sensazioni di sottobosco, foglie secche, pan tostato, accompagnate da maturazione e freschezza allo stesso tempo. La bocca mostra un vino solido, di ricca struttura, più da gastronomia che da aperitivo, un corpo che trova equilibrio e profondità grazie ad una viva freschezza e ad una impronta molto saporita.

  • Le colline di Vetroz sono il paradiso dell’Amigne, una varietà bianca coltivata esclusivamente nel Canton Vallese e di probabili origini romane. Ufficialmente apparsa nel 1878, all’inizio del XX secolo ha rischiato di scomparire totalmente. Nei decenni successivi un maggiore interesse dei viticoltori ha portato ad un’aumento della superficie fino agli attuali 38 ettari di cui 27 si trovano a Vetroz. In genere viene prodotta in versione dolce, con una sensazione di dolcezza più o meno marcata a seconda della presenza di zuccheri residui. Molto apprezzata pure nella versione Grain NobleConfidenciel.

Amigne de Vétroz 2012 – Area di produzione: Vétroz, frazione “Les Plantys”

Pressoché una rarità degustare una versione quasi totalmente secca, infatti i 9 grammi residui non riescono a dare dolcezza ma bensì una piacevole sensazione di untuosità. I suoi profumi sono dolci, con una sensazione di grassezza percettibile già al naso ma rinfrescate da note di scorza di mandarino e da un deciso tocco minerale. All’attacco si presenta con una struttura potente e rotonda che trova energia ed equilibrio durante il suo percorso. Lunga la persistenza retro olfattiva su note amarognole tanto care al vitigno. Veramente valido.

  • In Vallese in vino ottenuto dal Sylvaner è denominato Johannisberg, un vitigno di chiare origini teutoniche. Con l’Amigne, la Petite Arvine, l’Ermitage e la Molvoisie è una delle varietà ammesse alla produzione della Charte Grain Noble ConfidenCiel. Sotto questa denominazione si celano una trentina di produttori che producono vini bianchi liquorosi di alto tenore zuccherino.

“Larme de Décembre” Grain Noble 2010

Da Thierry Constantin Larme de Décembre hanno chiuso le vendemmie 2010 ben oltre il 31 dicembre, infatti questi rari acini sono stati selezionati uno per uno il 13 di febbraio 2011 sotto l’influsso totale della Botrytis. Il risultato è un vino viscoso di colore ambrato. I profumi sono intensi e ricordano l’effetto della muffa nobile con grande finezza. Gli aromi evidenziano la surmaturazione con note di composte di albicocca, agrumi, prugna, … fichi, caramello e canditi. I suoi 300 gr. di zuccheri residui danno un vino opulento, moto dolce, quasi sciropposo ma che per la tipologia trova un corretto equilibrio. Il finale è lunghissimo e piacevolmente tostato. Un vino un po’ estremo.

I rossi di Thierry Constantin

  • Il Gamay è con il Pinot noir la varietà rossa più diffusa in Vallese. Proveniente dalla regione del Beaujolais fu scelto per la ricostruzione del vigneto vallesano dopo l’attacco della fillossera. In assemblaggio con il Pinot produce la Dôle.

Gamay “Vieilles Vignes” 2012 – Area di produzione: Sion, frazioni “Molignon” e “Beauregard”

È un vino che rispecchia bene il carattere varietale, sa già essere piacevole in questo momento ma pure accettare qualche anno d’invecchiamento. È intensamente profumato e succoso, gioca sulla freschezza e sulla fragranza. Si riconoscono sfumature floreali, di lampone, cassis, spezie ed un fumé minerale. Di medio corpo, mostra una bella vinosità e ci costringe a una piacevole salivazione. In chiusura ritornano le sensazioni percepite al naso.

  • Al Pinot noir Thierry Constantin dedica scelte importanti. La scelta della selezione clonale bourguignon, dove coltivarlo, quando raccoglierlo, … Le vigne sono situate sulla sponda sinistra del fiume, le meno illuminate dai raggi solari e capaci di garantire al vitigno la delicatezza riconosciutagli.

Pinot noir “Vieilles Vignes” 2010 – Area di produzione: Sion, frazioni “Molignon” e “Beauregard”

Vinificato esclusivamente in acciaio dà un vino volutamente non complicato, sottile e con una bella fluidità. Succoso, delicato e fresco lascia un’immediata sensazione di piacevolezza. Anche il finale preserva questo carattere, presenta una buona lunghezza e limpidi ritorni gustativi di lampone, amarena e speziati.

“Clos de Beauregard” Pinot noir 2010 – Area di produzione: Sion, frazione “Beauregard”

Vinificato per 24 mesi in botti da 450 litri totalmente nuove dà un vino di ben altre complessità. Ha una bella materia, il suo corpo è perfettamente equilibrio. La struttura è sottile, ingentilita da tannini levigati e messa in forma da una viva tensione. Supporta splendidamente la maturazione in legno ed evidenzia una corretta maturazione del frutto, sfumature fumé e un nobile vegetale che rinfresca la fase aromatica. Un gran bel Pinot !

  • L’Humagne rouge ha legami di parentela con il Cornalin valdostano, sembra infatti sia nato dall’incrocio tra questa varietà e un vitigno sconosciuto. Anche se giunto in Vallese solo alla fine del XIX secolo è inserito nelle varietà più rappresentative del cantone.

“Les Maggieres” Humagne rouge 2009 – Area di produzione: St-Léonard, frazione “Les Maggières”

Vinificato solo in acciaio conserva il carattere varietale. Si mostra in una veste giovanile con tonalità scure, brillanti e di color rubino. Gli aromi sono nitidi ed intensi, ricordano i fiori, le spezie, la genziana, le ciliegie al kirsch e la corteccia di sughero. In bocca è nervoso, pieno di brio con una piacevole astringenza a dare dinamismo. Un vino che rappresenta molto bene l’originalità di questo vitigno.

  • Il Cornalin è un prodotto di nicchia, considerato un tesoro del patrimonio ampeleografico vallesano. Oggi può vantarsi di essere una delle varietà più antiche del cantone, che però ha rischiato di scomparire, una rarità oggi coltivata solo su 27 ettari.

“Aguares” Cornalin 2009 (magnum) – Area di Produzione: Sion, frazione “Corbassière” e Vétrozfrazioni “Loveyse e Plantys”

Le scelte fatte, le basse rese e le capacità di Thierry inducono ad una versione più elegante e sottile del solito. Un vino brillante, che integra alla perfezione struttura, dinamismo, lunghezza, mineralità e purezza aromatica.

  • La Syrah vallesana in questo ultimo decennio ha saputo imporsi a livello internazionale tanto da rivaleggiare con i miti della Côte du Rhône. Dagli anni ’20 sui pendii che portano da Leuk a Martigny trova le condizioni climatiche necessarie per svilupparsi alla perfezione. Di maturazione tardiva ama infatti colline ben soleggiate dove i propri acini possono maturare lentamente.

“L’Odalisque” Syrah 2010 – Area di produzione: Sion, frazione “Corbassière” e Vétroz frazione “Loveyse”

Il colore mostra lampi violacei che anticipano un’esuberanza giovanile. Intensamente profumato mostra aspetti floreali, fruttati e speziati. L’attacco gustativo mostra tutta la sua esuberanza garantita da una grande freschezza che dà vitalità. La piacevole sensazione d’astringenza è supportata da una grana sottile e di fine estrazione. Il finale è lungo, persistente ed equilibrato, i ritorni sono di violetta, piccoli bacche di bosco e pepe. Merita qualche anno di affinamento in bottiglia come dimostra l’assaggio successivo.

“L’Odalisque” Syrah 2005

Se confronti il colore tra le due diverse annate non ti accorgi che tra loro sono già passati 5 anni, infatti il colore dell’annata 2005 è meraviglioso e non mostra segni di evoluzione. I profumi si sono affinati e mostrano complessità di grande eleganza sempre avvolti nella giusta maturazione e da una bella freschezza. Il corpo del vino mostra materia, profondità, grande equilibrio, e una forma tesa e slanciata. La struttura tanica si fonde con il vino dando finezza e lunghezza. Molto buono anche il finale, per persistenza e qualità aromatica. Malheureusement épuisé !

Conclusione I termini più ripetuti per descrivere i vini di Thierry Constantin sono, equilibrio, purezza aromatica, mineralità e vivacità. Termini che sintetizzano il carattere dei vini e che riassumono lo stile del produttore. Un valore aggiunto viene dalla capacita dei vini di resistere, una volta stappate le bottiglie, alcuni giorni senza alcuna perdita di definizione.

Bravo Thierry, superbe travail !  

Informazioni su Stefano & Giorgio (357 Articles)
Giorgio Buloncelli & Stefano Ghisletta, “sommeliers per passione” Questo spazio vuole essere soprattutto un blog di approfondimento. La nostra idea è quella di scoprire e valorizzare le zone viticole e i viticoltori in grado di esprimere al massimo le caratteristiche territoriali delle singole zone. Vini ottenuti con tecniche agricole ed enologiche che esaltano l’impronta del vitigno, del territorio e la personalità del produttore, infatti la standardizzazione sta generando vini simili in ogni angolo del pianeta, appiattiti nel carattere e incapaci di sfidare il tempo.

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