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Serralunga d’Alba: Azienda Schiavenza

Sempre bello ritornare ad apprezzare la virilità dei Baroli di Schiavenza, vini che rispecchiano con sincerità il carattere del territorio di Serralunga. Schiavenza è un’azienda famigliare, nasce nel 1956 per opera di Vittorio e Ugo Alessandria. Agli inizi la direzione fu commerciale, con acquisto e vendita di vini. Con l’arrivo in azienda, nel 1992, di Luciano Pira (genero di uno dei fondatori) si puntò con maggiore interesse alla cura delle vigne e alle vinificazioni. Gran parte degli 8 ettari di vigna sono occupati dal nebbiolo, generando vini di diverse denominazioni: Langhe Nebbiolo, Barolo Serralunga e Barolo nelle sotto-zone di Broglio, Prapò e Bricco Cerretta.

Le vinificazioni sono definite tradizionali. Le fermentazioni sono spontanee, avvengono in vasche di cemento con una durata di 15-20 giorni a temperatura controllata. Gli invecchiamenti sono in botti di rovere di Slavonia da 20-40 hl. con una durata di almeno 3 anni. La produzione annua si aggira sulle 35’000 bottiglie.

LA DEGUSTAZIONE DEI BAROLI

BAROLO BROGLIO a Serralunga d’Alba

Le vigne di Broglio si sviluppano sottostanti il centro storico del comune, sono rivolte verso sud-est. La parcella di Schiavenza copre una superficie di 1.4 ettari, il terreno è argilloso e fortemente calcareo, l’altitudine è di circa 360 metri.

Barolo Broglio 2008 – Evolve su note di frutta nera, rosa appassita, fumé e mentolate. L’attacco gustativo ci dà un vino ricco di materia e carnoso, l’impronta  tannica è predominante, compatta e al momento ruvida. Il finale deve trovare il suo equilibrio è asciutto e molto minerale.

Barolo Broglio 2006 – Sempre con una definizione balsamica, esprime sfumature di resina di pino, eucalyptus, pepe e con un’evidente nota gessosa. Un vino serio e rigido che sà esprimere con sincerità la propria identità territoriale. Intensa la nota astringente che al momento maschera la chiusura del vino.

Barolo Broglio 2005 – Un vino rigoroso. Ha personalità e intensità, con tannini di fine estrazione e viva freschezza. La persistenza è lunga, il finale è equilibrato e succoso. Molto buono.

Barolo Broglio Riserva 2006 – Fa parte di una selezione delle migliori uve dell’annata 2006. Il maggiore invecchiamento in grandi tini apporta minor esuberanza e un tocco di saggezza un più al vino. Emerge la dolcezza del frutto, una complessità aromatica che ricorda le spezie orientali e una nota ferruginosa di definizione minerale. Una dolcezza riscontrata anche in bocca con sensazioni più morbide e smussate, lo sviluppo evidenzia la territorialità.

Barolo Broglio Riserva 2004 – Nobile e complesso: frutta rossa matura, liquirizia, speziato, balsamico. L’attacco dà densità, si distingue per la tensione, la qualità dei tannini e l’acidità che lo sostiene e che gli darà la capacità di durare a lungo. Il finale presenta un frutto rosso croccante e una fine sapidità. Una meraviglia.

BAROLO PRAPÒ a Serralunga d’Alba

Le vigne della sotto-zona Prapò si trovano sulla strada che passa per Fontananfredda e porta a Serralunga d’Alba, è orientata verso sud-est ad un’altitudine di 350 metri. Qui il suolo è asciutto, calcareo e tufaceo. La proprietà è suddivisa in tre vigne dove le uve sono in genere raccolte nella seconda metà di ottobre.

Barolo Prapò 2008 – Gli aromi sono freschi, di frutti di bosco, floreali (violetta e rosa), mentolati e minerali. All’attacco ha buona morbidezza poi prende volume e slancio poggiando su tannini decisi e sottili che si fanno sentire con una piacevole astringenza. Un Barolo con una solida struttura sostenuta da una viva acidità che ne modella la forma e che fornisce un alto potenziale evolutivo. Lunga la persistenza con un finale decisamente saporito.

Barolo Prapò 2006 – Bastano pochi anni in più d’invecchiamento per darci un vino con altre complessità. I profumi sono floreali e balsamici, liquirizia, cuoio, terrosi e gessosi. Un vino coerente con il territorio, l’attacco è di buona finezza seguito da un’elegante astringenza ancora ben evidente, intensa è anche la sensazione di freschezza che prolunga la persistenza gustativa sul finale.

Barolo Prapò Riserva 2006 – I profumi sono nitidi ed esaltano la dolcezza del frutto e le sensazioni speziate. Mostra una struttura tannica importante e di fine tessitura completata da tanto vigore e tensione. Il finale è brillante e con una vena minerale. Un vino con un’elegante forza !

BAROLO BRICCO CERRETTA a Serralunga d’Alba

Come intende il nome “bricco” questa zona corrisponde alla parte più alta e soleggiata del cru Cerretta. Questi filari si sviluppano a poche decine di metri da Prapò ad un’altitudine di circa 390 metri. Il terreno è argilloso e leggermente calcareo. Bricco Cerretta è suddiviso esclusivamente tra due proprietari, Schiavenza (circa mezzo ettaro) ed Elio Altare. Per questo motivo, a partire dall’annata 2009, una nuova legge europea gli impedirà di essere considerato come sotto-zona ma bensì denominato con la specificazione “vigna …” Da questo momento il vino sarà etichettato come “Cerretta”

Barolo Bricco Ceretta 2008 – Il suo colore è luminoso, gli aromi fini ed eleganti, complessità avvolte da una piacevole freschezza. Ricordano le spezie dolci, la buccia d’arancia, i frutti di bosco, la liquirizia, i fiori … L’attacco gustativo è delicato, si sviluppa con una lenta e continua progressione. La sensazione tattile è intensa ed evidenzia una massiccia struttura tannica ben sostenuta dal corpo del vino. Già buono l’equilibrio tra la ricca materia e l’acidità. Il finale è lungo, decisamente sapido, fumé e con una lunga salivazione.

Barolo Bricco Ceretta 2006 – Al momento questo vino si trova in una fase di chiusura e in una fase espressiva difficoltosa. Ridotto e chiuso al naso, non trova ancora il giusto equilibrio. Si fa sentire con una certa durezza ma lascia trasparire evidenti potenzialità. Ha una bella materia, tannini di qualità e una viva acidità a dare spalla. Tempo al tempo …

BAROLO CHINATO

Sono pochi i produttori che si impegnano in questa particolare tipologia, ancor meno quelli che producono Chinati di qualità. Sicuramente quelli di Schiavenza risultano tra i migliori in assoluto. Un vino aromatizzato costruito su una solida base. La ricetta è famigliare e custodita gelosamente, quindi difficile avere risposte al riguardo. Un vino adatto alla meditazione o all’accompagnamento di formaggi muffati di lunga stagionatura o dolci a base di cioccolato. In degustazione è intensamente profumato, speziato, con note di radici ed erbe medicinali che vanno a complemento di un frutto ben maturo, ma sostenuto dalla necessaria freschezza. Al gusto è avvolgente e delicatamente dolce. Le sensazioni tattili date da una sottile astringenza confluiscono in una lunga persistenza retro-olfattiva. Piace molto.

Un grazie alle famiglie Pira e Alessandria per la loro calorosa opitalità.

Galleria fotografica

 

Informazioni su Stefano & Giorgio (357 Articles)
Giorgio Buloncelli & Stefano Ghisletta, “sommeliers per passione” Questo spazio vuole essere soprattutto un blog di approfondimento. La nostra idea è quella di scoprire e valorizzare le zone viticole e i viticoltori in grado di esprimere al massimo le caratteristiche territoriali delle singole zone. Vini ottenuti con tecniche agricole ed enologiche che esaltano l’impronta del vitigno, del territorio e la personalità del produttore, infatti la standardizzazione sta generando vini simili in ogni angolo del pianeta, appiattiti nel carattere e incapaci di sfidare il tempo.

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