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Piemonte: Orsolani, a tutta Erbaluce

Sulé Caluso Passito

Erbaluce e il Canavese, un’interazione che stà producendo ottimi risultati e che esalta la versatilità dell’Erbaluce una varietà capace di offrirci fresche bollicine, equilibrati bianchi secchi o complessi e persistenti vini passiti. Anche se, come sembra, le sue origini riconducono alla Grecia, fa oramai parte delle tradizioni viticole del Canavese. In particolare si integra alla perfezione con la zona nei dintorni di Caluso dove la coltivazione della vite risale a tempi molto lontani. Questa zona può vantare terreni collinari di dolce conformazione formatisi con i depositi scesi dai ghiacciai della vicina Valle d’Aosta.

Orsolani è tra le aziende della zona più conosciute. Da più di un secolo queste persone sono legate al territorio puntando tutto sul valore dell’Erbaluce.

” L’etica che da sempre mettiamo nella nostra produzione è quella di lavorare cercando di essere il meno invasivi possibili sul territorio per preservare la salute nostra e dei nostri consumatori.  Si utilizzano così solo concimi organici, solo prodotti di trattamento a basso impatto ambientale. Le lavorazioni nei vigneti vengono eseguite principalmente a mano riducendo l’uso del trattore, in cantina si limita l’impiego di tutti i prodotti enologici, l’energia necessaria alle lavorazioni è prodotta attraverso un impianto fotovoltaico che ci permette di essere pressochè autosufficienti “.

Oggi la famiglia Orsolani produce circa 150’000 bottiglie provenienti esclusivamente da vigne di proprietà, più del 90% della produzione è rappresentato dall’Erbaluce elaborata in diverse tipologie. La gamma è suddivisa tra: tre diverse tipologie di spumanti di cui due “millesimati”. Ben tre tipologie vinificate secche e due variazioni di Passiti.

Spumante Metodo Classico, Bianco secco, Dolce Passito: l’Erbaluce un vitigno versatile

“Cuvée Tradizionale” Brut 2007 – Caluso Spumante DOC

Nasce dalle colline attorno Caluso e San Giorgio Casalese. La spumantizzazione segue i canoni del metodo classico, con una maturazione in bottiglia di oltre 48 mesi sui lieviti.

Di colore paglierino, mostra una bella luminosità e  bollicine di buona persistenza e finezza. Ha profumi intensi, preferibilmente floreali; aromi di mandorla, nocciola, erbe aromatiche e con un piacevole tocco speziato. Delicata e per nulla invadente la percezione dei lieviti. Con il passare del tempo ha complessità che virano verso note di sotto bosco. In bocca è cremoso, avvolgente e di sostanza, tenuto in forma da una viva acidità che da tensione e profondità. Bella la lunghezza finale contraddistinta da ritorni di foglia di tabacco e da una lunga scia di freschezza. Un assaggio che ci soddisfa particolarmente e che ci fa comprendere che dietro ci sta un lavoro serio e di qualità. Complimenti.

Rustia 2011 – Erbaluce di Caluso

Le uve che danno origine a questo vino maturano verso la prima settimana di ottobre, sono raccolte in vigne a pergola situate oltre i 300 metri d’altitudine. Rustia significa “arrostito” e si riferisce a una selezione di grappoli dorati raccolti a piena maturazione.

Di colore paglierino tenue. I profumi hanno una bella intensità e danno una viva sensazione di freschezza. Il carattere varietale si riconosce con fini aromi floreali, erbe aromatiche, agrumi e frutta bianca. L’attacco gustativo mostra un’equilibrata maturazione ma quello che piace è  una brillante sensazione di freschezza che lascia salivare a lungo la bocca. Ha una struttura morbida e dinamica che si esalta con un’elegante definizione aromatica. Ottima la sua persistenza, chiude con dolci note fruttate, buccia di mandarino e interessanti note citriche. Già sprigiona grande piacevolezza, ma sicuramente merita qualche anno di affinamento in bottiglia. Buona la tenuta anche dopo alcuni giorni dall’apertura della bottiglia.

Sulé 2006 – Caluso Passito

Sulé, perché le uve erano accuratamente messe ad appassire in solaio. Dopo la raccolta, le uve provenienti esclusivamente dalle vigne collinari di Caluso erano messe a fermentare e a invecchiare in piccoli contenitori di rovere, tenuti costantemente colmi per evitare qualsiasi fenomeno ossidativi.

Un vino che si veste di calore. Ha un bellissimo colore tendente al mogano e accompagnato da riflessi luminosi. I profumi sono intensi, nitidi e complessi. Ci ricordano la composta di fichi, albicocca e prugna e si accompagna a sfumature di zafferano, caramello e spezie. La bocca è soave e densa. Deleicatamente dolce, esprime grande equilibrio e una piacevole viscosità. Una bellissima sensazione di freschezza contribuisce a dare lunghezza e profondità alla forma del vino. La persistenza gustativa è lunghissima con note di frutta candita e fiori secchi. Non sappiamo come potrà evolvere nel tempo, ci basta apprezzarne le complessità oggi  poi si vedrà …

Conclusione: Quanto è bello saper apprezzare anche etichette non rinomatissime, esaltate dall’espressività del vitigno e dalla serietà e dall’impegno del produttore.

Informazioni su Stefano & Giorgio (357 Articles)
Giorgio Buloncelli & Stefano Ghisletta, “sommeliers per passione” Questo spazio vuole essere soprattutto un blog di approfondimento. La nostra idea è quella di scoprire e valorizzare le zone viticole e i viticoltori in grado di esprimere al massimo le caratteristiche territoriali delle singole zone. Vini ottenuti con tecniche agricole ed enologiche che esaltano l’impronta del vitigno, del territorio e la personalità del produttore, infatti la standardizzazione sta generando vini simili in ogni angolo del pianeta, appiattiti nel carattere e incapaci di sfidare il tempo.

1 Commento su Piemonte: Orsolani, a tutta Erbaluce

  1. Abbiamo visitato la cantina Orsolani cinque o sei anni fa trovando un vignaiolo appassionato, di vastissima esperienza e grande capacità di comunicazione. È vero che questo produttore è conosciuto soprattutto per l’Erbaluce e per la sua capacità di vinificarlo in tre versioni differenti, ma vorrei anche ricordarne un magnifico Carema, il nebiolo del territorio al confine con la val d’Aosta, che si confronta senza timore reverenziale con quello, più noto, di Ferrando o con quello della cooperativa locale. Alessandro

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