Latest News

Vallese: Grain Noble ConfidenCiel 2013

“De la grain au verre”, la degustazione 2013 dei Grain Noble ConfidenCiel

“Mi-flétris, flétris o botrizzati”. Non si può parlare del Canton Vallese senza citare i suoi straordinari vini dolci. Il suo particolare micro-clima, soprattutto nel periodo autunnale, favorisce l’appassimento naturale degli acini ed il successivo attacco della muffa mobile protraendo le vendemmie fin verso l’inverno. Per difendere e diffondere questo patrimonio è stato creato nel 1996 grazie all’iniziativa di Stéphane Gay (ingegnere enologico) Grain Noble ConfidenCiel un’associazione che raggruppa più di trenta produttori, tra cui spiccano Thierry Constantin, Denis Mercier, Fabienne Cottagnoud (Cave des Tilleuls), Marie-Thérèse Chappaz (Cave la Liaudisaz), Gilles Besse, Benôit Dorsaz, Robert Taramarcaz (Domaine des Muses), Axel Maye (Simon Maye), …

Oggi, sotto la direzione di Emmanuel Charpin, si lavora allo scopo di produrre vini liquorosi di alta qualità nati dai classici vitigni vallesani. Sono solo cinque le varietà autorizzate alla produzione di queste delizie. Amigne, Arvine, Ermitage (Marsanne), Johannisberg (Sylvaner) e Malvoisie (Pinot Gris) sono vini che conservano le proprie specificità e che con la maturazione esaltano intense complessità e un’elegante dolcezza. Per potere partecipare a questo riconoscimento si deve sottostare a rigide regole: l’età dei vigneti non deve essere inferiore ai 15 anni, il grado zuccherino dei mosti non inferiore ai 130°, mentre il tempo minimo d’invecchiamento in botte di rovere è di 12 mesi. Queste sono regole che danno alcune indicazioni di base ma che non garantiscono uno stile preciso di vino. La denominazione spazia, a seconda del volere del produttore, tra vini passiti, originati dalla botrytis o vinificati con originali ossidazioni.

LA DEGUSTAZIONE 2013

La degustazione 2013 si è svolta presso le sale di Château de Villa a Sierre in un’ambiente che ruota attorno ai vini vallesani. Château de Villa ha origini antiche, risale infatti al XVI secolo, dagli anni ’50 è gestito da una Fondazione che ha per scopo quello di promuovere la cultura e le tradizioni vallesane, in particolare quelle viticole e gastronomiche. All’interno di questi storici luoghi è stata aperta nel 2000 una fornitissima enoteca regionale dove sono rappresentati più di 600 crus di oltre 100 produttori locali. Il ristorante offre tra le più gustose ed originali fondue e raclette tanto amate dagli appassionati di formaggi.

Con grande onore abbiamo risposto presenti all’invito di Emmanuel Charpin a partecipare all’unica degustazione dei vini della Charte de Grain Noble ConfidenCiel, convinti di poter dare il nostro contributo e di poter acquisire ulteriori conoscenze ed esperienze. A questa edizione erano presenti degustatori riconosciuti per la loro esperienza sui vini svizzeri. Con noi hanno partecipato Jacques Perrin, blogger, importante distributore svizzero ed esperto degustatore presso il Grand Jury Européen. Laurent Prost, animatore di VinsConfédérés un blog che si dedica esclusivamente alla conoscenza dei vini svizzeri. Urs Senn che con Jean François Guyard guida Vinifera-MundiDaniel Dufaux, presidente degli enologi svizzeri. Pierre-Emmanuel Buss autore di “Guide des meilleurs vignerons de Suisse”. Edmond Zufferey, vallesano, fratello del noto produttore Maurice Zufferey, impiegato presso la stazione di ricerca della Scuola Federale di Changin. Simone De Montmollin ingegnere in enologia. Richard Pfister enologo e consulente presso varie aziende svizzere ed estere. Arnaud Scalbert enologo. Romain Cellery, responsabile presso la scuola di enologia a Changin. José Vouillamoz, studioso e ricercatore sull’origine dei vitigni a noi più sconosciuti. Steve Bettschen, giovane produttore vallesano e fine degustatore. Gabriel Tinguely attivo nel campo alberghiero e gastronomico. Jean-Paul Voiland e Stefano Delitroz.

Complicato degustare, valutare e confrontare in successione vini di vitigni e annate diverse o addirittura campioni appositamente prelevati dalla botte. Ma con un’attenta concentrazione è possibile catturarne le diverse sfumature e le eventuali potenzialità future. L’ordine dei vini proposti segue le nostre valutazioni, ecco i nostri appunti di degustazione.

I grandi vini (valutazione NonSoloDiVino oltre 92/100) 

Questa categoria è rappresentata da grandissimi vini che permettono al Canton Vallese di rivaleggiare al massimo livello mondiale con altre bottiglie di questa tipologia.

Petite Arvine Grain par grain 2011 – Marie-Thérèse Chappaz (campione dalla botte). Direte, troppo facile iniziare dall’icona dei vini dolci elvetici. Ma proprio per la grande costanza raggiunta vogliamo premiare Marie-Thérèse Chappaz che da diversi anni non manca mai un colpo. Nelle sue mani la Petite Arvine rivaleggia con i migliori vini dolci al mondo. Un vino di tali complessità che riesce a non rendere eccessivi i suoi 300 g/l. di zuccheri residui. Degustandolo si è trasportati in vigna, riesce a farti capire l’impegno e la serietà applicata da Marie-Thérese sulle  ripidissime vigne di Fully. Vendemmie talmente ricche che solo pochi sanno gestire alla perfezione. Il vino é opulento e di grande avvolgenza ma che, per la tipologia, trova un grande equilibrio e una sublime armonia. Ha potenza ma pure tanta eleganza, purezza aromatica e complessità che ruotano attorno alla nobiltà della botrytis. Complimenti, un gran lavoro.

Malvoisie 2009 – Cave des Tilleuls. Un vino con una bellissima ed equilibrata espressione aromatica, emergono fini note di albicocca e pesca confit, un carattere esotico e fumé, il tutto racchiuso da una viva freschezza. La bocca è cremosa, senza esagerare, dolce e ampia, ben equilibrata dall’acidità. La chiusura è lunghissima e di alta qualità aromatica. Merita sicuramente il livello più alto.

Petite Arvine 2011 – Philippe Darioli (campione dalla botte). Una versione di forte personalità. Il carattere olfattivo è fortemente maturo e speziato, si percepiscono aromi dolci, di zafferano, frutta secca, composta di frutta e fiori secchi. La bocca mostra coerenza, è potente e opulenta ma nel giusto equilibrio, è brioso e fresco. L’aromaticità in chiusura mostra limpidezza e un gran potenziale evolutivo.

Le eccellenze (valutazione NonSoloDiVino oltre i 90/100)

Non è difficilissimo trovare qualche grande vino, ma il vero valore di una zona o di una tipologia è costituito dal livello medio che sà esprimere, e in questo, Grain Noble ConfidenCiel non è seconda a nessun’altra.

Malvoisie 2011 – Maurice Zufferey. Mostra un colore intenso, carico e caldo che vira verso l’ambra. Il bouquet è profumato ma ci colpisce per le intense e complesse sfaccettature. Presenta una bella viscosità, un attacco ampio e potente ma correttamente equilibrato da una bella acidità e da conferisce al vino lunghezza e brillantezza. La persistenza aromatica è lunghissima ed evolve su fini sfumature ossidative e tostate. Ha un grande e radioso futuro davanti sé.

Les Grains Nobles 2011 (assemblaggio di marsanne, pinot gris, petite arvine) – Rouvinez Vins. Un assemblaggio che offre limpide complessità. Tracce di iodio, fumé, minerali, pompelmo, limone, composta d’albicocca, melissa, … sensazioni raccolte su una viva freschezza. Un vino di dolcezza equilibrata, con una struttura elegante e ravvivata da una bella tensione che lo accompagna nell’evoluzione. Complesso il finale e molto lunga la persistenza aromatica.

Petite Arvine 2009 – Philippoz Frères. Ha un naso di qualità dove le tracce muffate non impediscono al vino di mostrare una bella finezza aromatica. L’attacco mostra grassezza e dolcezza ma poi il vino si sviluppa in lunghezza sostenuto da una bella tensione che ne garantisce la forma. Molto buona la persistenza e la qualità del finale.

Amigne 2001 – Cave des Tilleuls. Il luccicante color ambrato ci fa subito capire l’evidente evoluzione del vino. Il suo bouquet conferma questa sensazione mostrando complessi e fini sviluppi ossidativi. Note di caramello, crème brûlé, nocciola, noci, frutta e fiori secchi, … La bocca evidenzia questa fine evoluzione, la sensazione di dolcezza è meno evidente che in gioventù e le complessità riportano ad altre tipologie di vino. Coinvolge e ci fa capire quale tipo di evoluzione può subire questa tipologia vallesana.

Ermitage 2009 – Domaine du Grand Brûlé. Può sembrare semplice la descrizione di questo vino ma ne conferma il valore e la qualità. Già all’occhio mostra una bella viscosità. I profumi sono intensi, equilibrati ed eleganti. Presenta una sensazione derivante l’invecchiamento in legno ben integrata, mature sensazioni di marmellata di frutta, di crema bruciata, canditi, buccia d’arancia. L’attacco è deciso ed equilibrato, la dolcezza è sostenuta da una bell’ampiezza, da una lunga evoluzione e da una lunga persistenza aromatica.

Ermitage 2011 – Philippe Darioli (campione dalla botte). Un vino accompagnato sempre dalla giusta freschezza e da una bella finezza sia olfattiva che gustativa. Un’eleganza sostenuta da una struttura cremosa, da un’equilibrata dolcezza e da un finale di alta qualità che lascia una lunga scia di salivazione e una buona sensazione tostata.

Ermitage 2011 – Marie-Thérèse Chappaz (campione dalla botte). Un gioiellino, non avrà la densità e la complessità della Petite Arvine ma si sà difendere con grande dignità. Ha una personalità che ci colpisce per una certa originalità, emana sensazioni acidule che si alternano a quelle dolci. Ci piace per l’equilibrio tra le varie componenti, la freschezza e la lunghezza.

Polymnie Seduction Or 2010 (assemblaggio marsanne e pinot gris) – Domaine des Muses. Anche con i vini liquorosi Robert Taramarcaz sa farsi valere al meglio. Un vino che ci seduce per l’eleganza, l’equilibrio e la finezza aromatica. La struttura è composta da una piacevole dolcezza, da una controllata opulenza che conferiscono al vino tanta finezza. Tanta freschezza accompagnano una gustosa persistenza. Una delizia.

Grain de Malice 2010 (assemblaggio marsanne e pinot gris) – Provins. Un bellissimo e luccicante oro intenso introduce la nobiltà di questo vino. Qualità confermata dà intensi e nitidi profumi che ricordano la confettura d’albicocca e la gelatina di mele cotogne. La bocca è costruita su una struttura cremosa, una fresca dolcezza e un equilibrio vivacizzato da una piacevole acidità. Un vini liquoroso con un carattere più elegante che potente.

Ermitage Tourbillon 2009 – Provins. Sembra essere meno esplosivo di altri vini ma con complessità che mostrano un carattere minerale di note fumé e di pietra focaia in evidenza. La bocca presenta un’equilibrata viscosità sostenuta da una fresca acidità che rende la dolcezza ben integrata. Chiude con lunghi ritorni fruttati (agrumi e pesca sciroppata), sfumature brûlées e complesse note salate.

Optimum ! (oltre i 88/100)

Ermitage Tourbillon 2010 – Provins. Un vino di bella eleganza, profumato e fresco. Sottile e di buona armonia, è ancora un po’ trattenuto sul finale anche se la qualità aromatica non fa difetto. Di certo più sulla finezza che sulla potenza ma siamo, anche in questo caso, alle porte dell’eccellenza. 

Ermitage Clos de Châteauneuf 2010 – Philippe Varonne. Un vino che racchiude con chiara franchezza le caratteristiche dell’Ermitage. Una netta impronta di tartufo (sia al profumo che al gusto) note di sottobosco, fogliame e muschiate; chiude su sfumature bruciate. L’attacco presenta zuccheri ben gestiti, una struttura cremosa, uno sviluppo tutto in lunghezza e con una bella nervosità. 

Cuvée Or 2010 (assemblaggio sylvaner e amigne) – Charles Bonvin. Il suo colore è ambrato. Sul piano olfattivo fa, dapprima, fatica ad esprimersi poi ecco delicate note di pan brioche, vegetali, … Comunque meglio in bocca, una bella grassezza introduce una struttura dolce, ricca e ampia. Tutto regolato da una bella freschezza e un finale di ottima persistenza e qualità.

Vent d’Anges 2011 (assemblaggio petite arvine e marsanne) – Philippe Darioli (campione dalla botte). Mostra fini complessità minerali, emergono sfumature fumé e di pietra focaia. Al gusto è potente, ricco in zuccheri e polialcoli, tanta roba che trova un buon dinamismo e un piacevole equilibrio. Il finale è di bella lunghezza e di limpida qualità, i ritorni sono di albicocca, arancia e ananas confit. Un vino che evolve nel bicchiere continue complessità.

Ermitage 2011 – Denis e Anne-Catherine Mercier. Un vino che si esprime in tutta la sua gioventù. Il colore è dorato, probabilmente l’attacco della botritys è avvenuto in percentuali minori. I profumi sono delicati e freschi, propongono in particolare sfumature floreali e vegetali. La bocca è decisamente zuccherata e di conseguenza al momento il vino fatica a sviluppare lunghezza e persistenza. Ottimo potenziale in divenire.

Grain de Malice 2011 (assemblaggio marsanne e pinot gris) – Provins. Un vino di bell’intensità sia cromatica che aromatica. I profumi sono affumicati, floreali, ammandorlati e minerali. Piacevole, con una fine dolcezza una viva energia e una chiusura brillante.

Alla degustazione erano pure presenti la Malvoisie 2011 di Cave des Tilleuls, Zauberflöte 2008 di Weinschmiede, Ermitage Noblesse 2008 di Gérard Dorsaz,  Johannisberg Larme de Décembre 2011 di Thierry Constantin, Amigne 2009 di Cave des Tilleuls, Ermitage 2009 di Henri Valloton, Amigne Mitis 2009 di Jean-René Germanier; Petite Arvine Noblesse 2008 di Gérard Dorsaz, Ermitage 2007 Philippoz. Ognuno di loro ha saputo presentare un buon carattere e soddisfacenti complessità a seconda dallo stato evolutivo raggiunto.

Conclusione: speriamo di essere riusciti a farvi comprendere l’altissimo livello di questo cantone nella produzione di vini di questa tipologia.

Un grande ringraziamento a Emmanuel Charpin per l’occasione concessaci, sperando che in futuro ci sarà un’altra occasione. HOPP SUISSE !

Informazioni su Stefano & Giorgio (357 Articles)
Giorgio Buloncelli & Stefano Ghisletta, “sommeliers per passione” Questo spazio vuole essere soprattutto un blog di approfondimento. La nostra idea è quella di scoprire e valorizzare le zone viticole e i viticoltori in grado di esprimere al massimo le caratteristiche territoriali delle singole zone. Vini ottenuti con tecniche agricole ed enologiche che esaltano l’impronta del vitigno, del territorio e la personalità del produttore, infatti la standardizzazione sta generando vini simili in ogni angolo del pianeta, appiattiti nel carattere e incapaci di sfidare il tempo.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: